Piazza Affari negativa con rialzo rendimenti: auto e petroliferi sotto pressione. FTSE MIB -1,33%
Finanza/Economia / 18 ottobre 2018

Piazza Affari negativa con rialzo rendimenti: auto e petroliferi sotto pressione. Piazza Affari negativa con rialzo rendimenti: auto e petroliferi sotto pressione. FTSE MIB -1,33%. Mercati azionari europei deboli. Wall Street in rosso: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,5%, Nasdaq Composite -0,5%, Dow Jones Industrial -0,7%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -1,33%, il FTSE Italia All-Share a -1,26%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,77%, il FTSE Italia STAR a -0,21%. La borsa italiana chiude in territorio negativo, dopo un buon avvio, in sintonia con i BTP. Il rendimento del decennale risale dal minimo di inizio seduta a 3,39% per terminare al 3,55%. Lo spread sul Bund tocca i 309 bp da un minimo a 292. Stamattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni (M5S) ha dichiarato che un declassamento del rating dell’Italia da parte delle agenzie non è escluso (sebbene non giustificato dai fondamentali) e che in tal caso bisogna farsi trovare pronti. Buffagni ha detto anche che ci sono le condizioni per l’avvio di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea: il premier Conte andrà a spiegare la manovra (proprio per evitare la procedura, ndr). Nel pomeriggio il commissario…

Petrolio: scorte Usa in forte rialzo. Greggio pesante sotto 70 $
Finanza/Economia / 18 ottobre 2018

Nell’ultima settimana le riserve di oro nero hanno segnato un balzo in avanti di quasi 6,5 mln di barili. Vendite in aumento sul petrolio. Il Dipartimento dell’energia statunitense ha reso noto che nell’ultima settimana le scorte strategiche di petrolio hanno segnato un rialzo di ben 6,49 milioni di barili, superando ampiamente le attese che parlavano di un incremento di 1,5 milioni. Segno meno per le riserve di benzina che sono scese di 2,016 milioni di barili, a fronte della previsione di un calo più contenuto di 400mila barili. In flessione di 827mila barili gli stock di distillati per i quali si stimava una contrazione più marcata di 1,2 milioni di barili. Dopo la diffusione del report sono aumentate le vendite sul petrolio che negli ultimi minuti è sceso sotto la soglia dei 70 dollari, presentandosi a 69,95 dollari, con una flessione del 2,74%. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Italia: Oettinger, manovra non in linea con gli impegni europei
Finanza/Economia / 18 ottobre 2018

Ancora cattivi segnali dall’Europa. Ancora cattivi segnali dall’Europa. Il Commissario al bilancio europeo Gunther H. Oettinger ha dichiarato allo Spiegel Online che: “E’ stato confermato che il bilancio italiano per il 2019 non è compatibile con gli impegni presi in sede europea”. L’articolo pubblicato dalla rivista tedesca in un primo momento annunciava la decisione della Commissione UE di bocciare la manovra italiana intestandola a Oettinger, ma è stato successivamente corretto precisando che la Commissione UE non ha ancora preso una decisione definitiva. Una valutazione definitiva non è prevista neanche nei prossimi due giorni, ma giungerà – specifica ancora Spiegel Online – soltanto dopo i colloqui del commissario UE Pierre Moscovici con il governo italiano. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Cordusio Sim sempre più multi-boutique
News / 18 ottobre 2018

Si rafforza la strategia multi-boutique di Cordusio Sim che da ottobre distribuisce tre nuove case di gestione Candriam, Legg Mason e Robeco, ampliando la sua architettura aperta di soluzioni dedicate ai clienti Wealth management. Come si legge in un comunicato la società del gruppo UniCredit, lanciata nel 2016 e oggi tra i leader in Italia con asset che ammontano a più di 25 miliardi di euro, nasce con un’architettura aperta per curare i patrimoni più sofisticati del gruppo attraverso un servizio basato su 100 banker esperti di finanza e di mercati. La gamma di soluzioni a disposizione dei professionisti di Cordusio viene offerta attraverso un servizio di consulenza indipendente “fee based” o gestioni di portafogli personalizzate, curate direttamente da una Direzione investimenti guidata da Manuela D’Onofrio. “Grazie all’assetto societario e un solido gruppo alle spalle, Cordusio è una boutique in termini di specializzazione e di autonomia nella gestione dei patrimoni – commenta Paolo Langè, amministratore delegato della Sim – siamo un punto di accesso al network del gruppo UniCredit, sfruttando in primis la specificità del Corporate e Investment Banking, ma abbiamo anche l’autonomia di fornire dei servizi aggiuntivi che rispondono alle esigenze dei clienti sofisticati. La nostra offerta variegata di…

Canada, cannabis legale da oggi: ripiegano titoli del settore
News / 18 ottobre 2018

L’entusiasmo sulle azioni collegate al settore della marijuana made in Canada si è bruscamente raffreddato all’apertura di borsa, proprio nel giorno in cui la cannabis diventa legale sul territorio del Paese. La legalizzazione riguarda il consumo a scopo ricreativo, e permette la vendita nonché la coltivazione domestica; è il secondo stato al mondo ad applicare una liberalizzazione così piena, dopo l’Uruguay. Ma il paniere di azioni che fanno riferimento a questo settore, il cui rally è accelerato con decisione negli ultimi due mesi, ha subito una robusta presa di beneficio da parte degli investitori – una caso che incarna bene il detto anglosassone buy the rumor, sell the news. Non è un calo tale da poter scalfire la scalata in un’ottica più ampia dell’arco di circa una settimana. Per la maggioranza dei titoli colpiti la battuta d’arresto ha portato le quotazioni indietro di una settimana. (Nel grafico in basso, i principali andamenti a pochi minuti dall’inizio delle contrattazioni di mercoledì 17 ottobre)   Il titolo più performante degli ultimi due mesi, Tilray, il cui titolo è aumentato di valore di oltre il 500% in questo periodo di tempo, ha comunque registrato un calo del 4,2 percento. Il titolo più colpito è stato Aurora Cannabis, il cui minimo di…

Italexit, cosa succederebbe con un ritorno alla lira
News / 18 ottobre 2018

L’ipotesi di addio all’euro è quanto mai improbabile, ma sembra che sia in crescita il numero di italiani i quali – impauriti all’idea di una Italexit – stanno trasferendo i propri risparmi in conti all’estero. Se l’Italia dovesse veramente un giorno arrivare all’abbandono della moneta unica – percorso che anche se ci fosse la volontà politica sarebbe molto tortuoso, perché bisognerebbe passare prima attraverso una riforma costituzionale per rivedere i trattati e successivamente per un referendum – logica vuole che si tornerebbe alla lira. Nel momento in cui l’Italia riconquistasse la sovranità monetaria – è l’argomentazione degli economisti e politici favorevoli alla proposta – il Tesoro potrebbe tornare a stampare moneta, potrebbe indebitarsi senza limiti e investire denaro pubblico a piacimento, inflazionando il debito. Insomma potrebbe sopperire a una qualsivoglia inettitudine politica, creando più soldi. Svalutando la moneta allo scopo di ridurre il proprio debito in lire. “Il tema diventa più complicato se analizzi le ultime parole della precedente frase: il debito italiano ora è in euro, non in lire. Sarà convertito in lire all’uscita dall’euro?” Non è detto, “dipende dagli accordi insiti nei bond emessi dallo stato e dagli accordi a monte con l’UE”, spiega su Quora Francesco Galvani, che di…

Legge di Bilancio: da Ue bocciatura annunciata
News / 18 ottobre 2018

La lettera è già pronta e sta per partire da Bruxelles, e quella della Commissione Ue sarà una bocciatura senza appello. Il governo italiano non aveva ancora inviato il Documento programmatico di bilancio alle autorità europee, ma alla Commissione avevano già in mente quali erano i punti da mettere nero su bianco. La conferma arriva dallo Spiegel, giornale tedesco, secondo cui Italia e Ue sono in rotta di collisione. “La disputa tra l’organo esecutivo europeo e il governo populista sta per entrare in una nuova fase”, dopo che il Commissario Guenther Oettinger (nella foto sotto) ha dichiarato che il piano di bilancio verrà respinto, perché incompatibile con le leggi Ue. Anche il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker aveva anticipato tale decisione, sottolineando che l’UE non poteva permettersi di fare concessioni all’Italia, altrimenti avrebbe scatenato “reazioni violente” tra gli altri stati membri, specie quelli più virtuosi. “Ci è stato confermato che la legge di bilancio per il 2019 non è compatibile con gli impegni già esistenti in Ue”, fa sapere Oettinger. Perché la bocciatura diventi ufficiale bisognerà aspettare l’arrivo della lettera firmata dal Commissario agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici. Quando arriverà (forse già oggi secondo indiscrezioni stampa, ma più probabilmente giovedì e…

Bisogna prepararsi alla vittoria di Bolsonaro in Brasile
News / 18 ottobre 2018

La pubblicazione degli ultimi sondaggi IBOPE sulle intenzioni di voto per le prossime elezioni presidenziali in Brasile lascerebbero ormai pochi dubbi: Jair Bolsonaro è il grandissimo favorito per la vittoria finale contro il socialista Fernando Haddad. Bolsonaro, definito da alcuni come il Trump brasiliano, sposa conservatorismo sociale a un programma economico fortemente liberista (qui avevamo tracciato un breve ritratto). Il sondaggio, pubblicato il 15 ottobre, vede Bolsonaro in testa con il 59% delle intenzioni di voto contro il 41% di Haddad. Oltre ad avere un margine piuttosto ampio, Bolsonaro avrebbe maggiori probabilità di conquistare il consenso degli indecisi rispetto al rivale, in quanto il 47% degli intervistati ha dichiarato non voterà mai per Haddad, mentre i convinti di non votare il candidato della destra sono solo il 35%. L’appuntamento con le urne è previsto per il 28 ottobre, quindi il tempo per eventualmente ribaltare il pronostico non è molto ampio. I sondaggi hanno spesso insegnato che l’ultima parola non può mai essere pronunciata prima del conteggio delle schede, ma di certo le premesse vedono in testa il candidato meno gradito dai media internazionali. Da nostalgico dichiarato della dittatura militare, Bolsonaro è un outsider del sistema che negli ultimi anni ha…

Finanziamenti corporate, Crédit Agricole Cib lancia i bond Climate Action Green Notes
News / 18 ottobre 2018

Crédit Agricole Corporate and Investment Bank (Ca Cib) lancia le Climate Action Green Notes. Si tratta di obbligazioni che rappresentano la sua prima soluzione green per i clienti del Gruppo Crédit Agricole in Italia mentre i fondi raccolti da Crédit Agricole Cib tramite l’emissione di queste Green Notes sono utilizzati a sostegno del portafoglio finanziamenti green di Crédit Agricole Cib, che comprende finanziamenti alle imprese e ai progetti che dimostrano elevate prestazioni in termini ambientali, sociali e di governance (environmental, social and governance – Esg). Le imprese e i progetti che si qualificano per il portafoglio green si dedicano esclusivamente alla transizione verso un’economia più rispettosa dell’ambiente e rappresentano un modello esemplare in termini di prestazioni nel loro campo. I settori che possono essere ammessi a questa iniziativa sono quelli delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica, acqua e gestione rifiuti, trasporto pubblico e altri.  Come si legge in un comunicato, le obbligazioni sono indicizzate all’andamento dell’MSCI Europe Green Select Index 50 5% decrement. E’ un indice “green” creato da MSCI e dato in licenza a Crédit Agricole Cib. L’indice consiste delle 50 maggiori società europee – selezionate da MSCI attraverso un rigoroso processo di valutazione – i cui prodotti e servizi…

Cina si sbarazza di debito Usa, Treasury ai minimi di 1 anno
News / 18 ottobre 2018

La guerra commerciale tra Usa e Cina si gioca anche sul terreno del debito. Per il terzo mese di fila, nel mese di agosto, la Cina ha ridotto la quantità di Treasury in suo possesso portandola ai minimi del giugno 2017, quando erano a 1.147 miliardi di dollari. Secondo i dati forniti dal Tesoro americano, la riduzione è stata pari a circa 6 miliardi a 1.165 miliardi di dollari. Va detto che la flessione c’è stata anche a fronte di un deprezzamento dello yuan, dovuto a un rallentamento dell’espansione economica, che Pechino ha tentato di contenere permettendo alle sue riserve di valuta straniera di calare. Anche se la cifra è considerata da molti operatori come non significativa, questa mossa viene letta nel contesto delle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti. “Il fatto che Pechino stia vedendo non è una sorpresa”, ha detto Jon Hill, strategist di BMO, facendo riferimento alle recenti tensioni tra i due paesi, le prime economie al mondo. La Cina è il maggiore detentore di Treasury statunitensi, seguita dal Giappone che, a sua volta, ha ridotto le sue partecipazioni in agosto a $1.030 miliardi da $1.036 miliardi di luglio. “Il governo Usa sta emettendo più Treasury rispetto al passato in modo che gli acquirenti stranieri siano ancora investitori significativi, ma nel complesso la…