3 dividendi tanto amabili quanto sconosciuti
News / 21 ottobre 2018

L’arma del dividendo è quella che permette maggiormente di assicurarsi una rendita sul lungo termine. Ma spesso capita che i grandi nomi riescano ad attirare la maggior parte di attenzione e di capitali a discapito di altri titoli con altrettante potenzialità ma meno conosciuti. L’arma del dividendo è quella che permette maggiormente di assicurarsi una rendita sul lungo termine. Ma spesso capita che i grandi nomi riescano ad attirare la maggior parte di attenzione e di capitali a discapito di altri titoli con altrettante potenzialità ma meno conosciuti. I collaboratori di The Motley Fool ne suggeriscono 3. Ubiquiti Networks (NASDAQ: UBNT) Steve Symington suggerisce Ubiquiti Networks. Nel ramo wireless, Ubiquiti Networks non è tra i più conosciuti ma a suo vantaggio c’è un dividendo appena nato (1,1%) sull’onda dei numeri pubblicati ad agosto e che fa seguito ad altri due dividendi una tantum pagati nel 2012 e 2014. La differenza? L’impegno dell’azienda a mantenere il pagamento per il resto dell’anno fiscale 2019 e la sostenibilità di un capitale che ha alle sue spalle anche una serie di riacquisizoni. Punto di forza della società: le offerte per una rete Wi-Fi di alta qualità a prezzi bassi e un marketing basato sul…

Salvini e Di Maio trovano l’accordo sul decreto fiscale: “Nasce lo Stato amico”
News / 21 ottobre 2018

Dopo giornate ad alta tensione sul decreto fiscale, tra scambi di accuse reciproci e il tormentone della “manina” che avrebbe modificato il testo inserendo un condono inviso al M5s, Matteo Salvini e Luigi Di Maio trovano l’accordo sulla pace fiscale e, al termine di un lungo Consiglio dei Ministri, si presentano in conferenza stampa dando di nuovo sfoggio di unità. “Oggi nasce lo Stato amico dei più deboli”, annuncia il ministro del Lavoro con un sorriso eloquente. Alla fine ad averla spuntata è lui: ora può presentarsi di fronte alla platea della festa Italia a 5 Stelle senza il rischio di essere contestato per aver inserito una sorta di condono mascherato in manovra. Lo stesso Salvini, ieri, aveva ceduto, affermando che l’idea di scudi “non lo appassionava”. “Le polemiche di questi giorni hanno portato non ad un passo indietro ma un passo avanti”, sottolinea oggi il leader del Carroccio. La norma viene quindi approvata in via definitiva: non ci sarà nessuno scudo per i patrimoni all’estero e la dichiarazione integrativa sul reddito sarà consentita fino al 30% in più rispetto a quanto dichiarato, per un tetto massimo di 100 mila euro per ciascun anno di imposta (non per singola imposta ma per imponibile),…

Fisco: in Italia oltre 100 tasse ma l’85% degli incassi dello Stato arrivano da 10 tributi. Rapporto Cgia
News / 21 ottobre 2018

Oltre 100 tra tasse, tributi e contributi pesano sui contribuenti italiani ma l’85% degli incassi arriva per lo Stato da appena una decina di voci. Commenta il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo: “Con una seria riforma fiscale basterebbero poco più di 10 imposte per consentire ai contribuenti italiani di beneficiare di una riscossione più contenuta, di lavorare con più serenità e con maggiori vantaggi anche per le casse dello Stato che, molto probabilmente, da questa sforbiciata vedrebbero ridursi l’evasione”. Le imposte che pesano di più sui portafogli dei cittadini italiani sono due e garantiscono oltre la metà (il 55,4 per cento) del gettito totale: sono l’Irpef e l’Iva. Nel 2017 la prima (Imposta sul reddito delle persone fisiche) ha garantito all’erario un gettito di 169,8 miliardi di euro (il 33,8 per cento ovvero un terzo del totale) mentre la seconda (Imposta sul valore aggiunto) ha consentito di incassare 108,8 miliardi di euro (21,6 per cento). Per le aziende l’imposta più pesante è l’Ires (Imposta sul reddito delle società), che l’anno scorso ha consentito all’erario di incassare 34,1 miliardi di euro. Di particolare rilievo anche il gettito riconducibile all’imposta sugli oli minerali che è stato pari a 26 miliardi e quello ascrivibile all’Irap (Imposta regionale sulle attivita’ produttive) che ha assicurato 22,4 miliardi…

Quali sono le prossime tappe dopo la lettera della Ue sulla manovra?
News / 21 ottobre 2018

La lettera inviata giovedì dalla Commissione europea per contestare la manovra per una deviazione “grave e senza precedenti” apre formalmente il processo che potrebbe portare prima a un’inedita bocciatura del documento programmatico di bilancio e poi a una procedura per deficit eccessivo contro l’Italia. La prossima tappa è prevista già lunedi’ a mezzogiorno, termine ultimo entro il quale il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dovrà rispondere alla richiesta di chiarimenti della Commissione. Fonti di palazzo Chigi, a margine dei lavori dell’Asem a Bruxelles, hanno assicurato che il governo risponderà nei tempi previsti alla lettera inviata al ministro del Tesoro. “Nessuna decisione sul bilancio italiano è stata presa – assicura da Roma il commissario europeo, Pierre Moscovici – ma sarà molto importante quello che Tria scriverà nella sua lettera di risposta”, chiarisce.  Una seconda chance per rientrare Il collegio dei commissari si riunirà a Strasburgo il giorno successivo la deadline fissata per l’Italia: martedì 23 ottobre i commissari, a margine della seduta plenaria del Parlamento, discuteranno del ‘dossier Italia’. Se nella sua risposta Tria non indicherà la volontà del governo di fare marcia indietro, entro martedì 30 ottobre la Commissione potrebbe annunciare la bocciatura della manovra, pubblicando una “opinione” negativa e la richiesta di presentare una “versione rivista”. Per il governo italiano rappresenterebbe una seconda…