Sono i giovani che accettano l’incentivo per lasciare l’Ilva. Già 300 transazioni

22 ottobre 2018

“In Ilva sinora abbiamo fatto molte transazioni di lavoratori che, accettando l’incentivo, hanno deciso di chiudere anticipatamente e volontariamente il rapporto di lavoro e confermo: ho visto passare più lavoratori giovani che prossimi alla pensione. La maggioranza dei casi riguarda persone di età media attorno ai 37/40 anni e questo è un elemento che fa pensare”. Parla Biagio Prisciano, della Fim Cisl Taranto, uno dei sindacalisti che in questi giorni stanno assistendo i lavoratori nella firma della transazione con l’Ilva, preludio all’uscita dalla fabbrica e all’ottenimento dell’incentivo da 100 mila euro lordi (circa 77 mila netti) così come previsto dall’accordo al Mise dello scorso 6 settembre tra Ilva in amministrazione straordinaria, Arcelor Mittal, nuovo acquirente di Ilva, e sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Usb.

“Sì, stiamo vedendo molti giovani che hanno avuto il coraggio di inseguire il loro sogno e di staccarsi da Ilva – sottolinea Piero Pallini della Uilm Taranto – cito due casi: uno che va via e sta valutando se tornare o meno in Canada, dove ha già lavorato in passato, ed uno che utilizzerà i soldi dell’incentivo per sostenere le sue attività. Quest’ultimo mi ha detto che da tempo è in cassa integrazione e che proprio questo status gli ha permesso di guardarsi intorno e pensare ad altro. Infatti, ha aperto tre attività che adesso intende proseguire e rafforzare. Nelle attività post Ilva, c’è di tutto: da chi acquista pali per l’allevamento delle cozze a chi acquista appezzamenti di terreno per tornare all’agricoltura”sottolinea ancora Pallini.

Già 300 transazioni

“Abbiamo fatto sinora più di 300 transazioni, lunedì riprenderemo, poi vedremo se ci sono altre richieste giunte nel frattempo o se ci sono posizioni di lavoratori che, per motivi diversi, non sono state definite nei giorni scorsi”, precisa Prisciano, mentre Pallini aggiunge: “Ciascun caso richiede tempo perché il lavoratore vuole molte spiegazioni, prende il suo estratto conto contributivo e lo gira e lo rigira. Diversi, poi, scadenzano l’uscita più in là nel tempo: nel 2020 ad esempio, o anche al 31 dicembre 2023, che è la data ultima, sapendo che non prenderai 100 mila euro lordi ma 15 mila lordi”.

“La transazione con Ilva – aggiunge Prisciano – riguarda la rinuncia alla rivendicazione di eventuali differenze retributive o di eventuali passaggi di categoria. Questo nella generalità dei casi”. Circa i tempi, il sindacalista evidenzia “che tutto si deve chiudere entro 90 giorni dall’uscita dall’azienda”. Il primo passo dell’iter, una volta firmata la transazione con Ilva in amministrazione straordinaria, è il cambio del proprio status all’ufficio del lavoro per percepire la Naspi, l’indennità di disoccupazione. “Questa pratica va svolta entro sette giorni dalla transazione con l’ausilio dei patronati di riferimento – dice ancora Prisciano – con la Naspi, per 24 mesi, hai una indennità di 1300 euro massimo che, dal quarto mese in poi, diminuisce del 3 per cento”.

Chi lascia l’Ilva entro il 31 ottobre prossimo, una data indicata a titolo di esempio, “a novembre percepisce la retribuzione corrispondente ai giorni lavorati ad ottobre e ai giorni di cassa integrazione, più eventuali conguagli e dieci ratei della tredicesima 2018. A dicembre, invece – spiega Prisciano -, percepisce 6mila euro, di cui 1000 relativi ad oggetto della transazione e 5000 riferiti ad anticipazione sull’incentivo”.

“La cifra di 6 mila euro complessive – prosegue il sindacalista – ci è stata comunicata ieri dall’azienda e la verificheremo ulteriormente lunedì. Questa specificità è stata inserita dai segretari generali dei sindacati metalmeccanici allo scopo di non lasciare i lavoratori, in un mese particolare come dicembre e con diverse festività, solo con 1000 euro”. “Il 12 gennaio, invece, il lavoratore che ha deciso di andar via volontariamente, prenderà sia le quote del proprio Tfr post 2007 versate a Inps, sia la parte economica della transazione con Ilva in amministrazione straordinaria. La transazione è tassata al 23%”.

Le lettere di assunzione

Circa l’invio delle lettere di assunzione da parte di Arcelor Mittal, i lavoratori le riceveranno a casa, attraverso posta raccomandata, e le vedranno sul portale aziendale MyIlva dove ciascuno può accedere con la propria password. è il portale dove il lavoratore visualizza già il cedolino della busta paga oppure carica il certificato di malattia per giustificare l’assenza dal lavoro. L’invio avverrà entro la fine di questo mese. “Si parla del 29 ottobre come data – sottolinea Pallini – e ci sarà anche un numero verde cui chiedere informazioni”.

Dal ricevimento della proposta di assunzione da Mittal il lavoratore ha 15 giorni di tempo per decidere se accettare o meno. Non c’è una sfasatura di tempi rispetto al subentro di Mittal alla guida dell’azienda dal primo novembre. perché da questa data fino a fine anno, il lavoratore prescelto non è formalmente assunto da Mittal ma è in distacco mobile da Ilva in amministrazione straordinaria. L’assunzione a tutti gli effetti da parte di Am Investco, che è la società con cui Arcelor Mittal ha fatto l’operazione Ilva, parte invece dal primo gennaio 2019 e quindi c’è tutto il tempo per decidere.

“Ovviamente – precisa ancora Prisciano – dovremo poi fare una valutazione su cosa le uscite anticipate hanno determinato nei reparti dello stabilimento siderurgico. Se, a titolo di esempio, da un settore sono uscite quattro-cinque professionalità specifiche, è chiaro che poi l’organico di quel settore che ha perso forza lavoro andrà rivisto e rimodulato rispetto al quadro che nei giorni scorsi ci ha fornito Mittal. Lunedì prossimo dovremmo eventualmente rivederci con l’azienda per riprendere la discussione sull’organico”.

fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Nessun commento

I commenti sono chiusi.