Ftse Mib, il rimbalzo fallisce ma l’indice limita i danni
Finanza/Economia / 23 ottobre 2018

Ftse Mib, il rimbalzo fallisce ma l’indice limita i danni. Ftse Mib, il rimbalzo fallisce ma l’indice limita i danni. Dopo un test iniziale di quota 19467 punti, bene al di sopra del picco di venerdi’ a 19193 punti, il Ftse Mib, e’ scivolato nuovamente al di sotto di area 19000, pur rimanendo a distanza di sicurezza dai minimi della scorsa ottava a 18754 circa. In caso di tenuta di quel supporto e di un nuovo tentativo di rimbalzo, che verrebbe introdotto dal superamento di 19250, l’indice si troverebbe comunque davanti due ostacoli rilevanti, posti in area 19460/80, dove si collocano il primo dei ritracciamenti di Fibonacci (il 23,6%) calcolati per il ribasso dal top del 26 settembre e il lato alto del canale ribassista che contiene le oscillazioni dei prezzi da quegli stessi massimi. Solo oltre questi livelli il rimbalzo acquisterebbe maggiore sicurezza e si potrebbe proporre per il test di area 19900 almeno. Sotto 18750 primo supporto sulla base del canale decrescente citato, a 18410 circa, poi a 17758, base del gap rialzista del 7 dicembre. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Salvatore Ferragamo in deciso rialzo in avvio di ottava
Finanza/Economia / 23 ottobre 2018

Salvatore Ferragamo in deciso rialzo in avvio di ottava dopola scomparsa avvenuta venerdì scorso di Wanda Ferragamo, presidente onorariodella casa fiorentina e vedova del fondatore. Salvatore Ferragamo in deciso rialzo in avvio di ottava dopola scomparsa avvenuta venerdì scorso di Wanda Ferragamo, presidente onorariodella casa fiorentina e vedova del fondatore. Si riaccendono le ipotesi divendita del gruppo circolate nei mesi scorsi: Wanda Ferragamo aveva più volteribadito di essere contraria. Le quotazioni si sono spinte fino a quota 21,34stabilizzandosi poi poco al di sotto dei 21 euro dopo aver terminato venerdì a19,49 euro. A 20,83 il titolo ha superato il 38,2% di ritracciamento delribasso dal top di maggio, è ora probabile ulteriore allungo verso il livellosuccessivo dei ritracciamenti di Fibonacci, il 50%, posto a 21,70 circa,allineato con il picco del 20 settembre. Solo oltre questi livelli diverrebberealistico ipotizzare una ricopertura del gap ribassista del 20 giugno con latoalto a 24,30 euro. Sotto area 19 euro invece rischio di ritorno sui minimi diottobre a 17,90 euro. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Sogefi: utile netto a 23,1 mln nei primi 9 mesi
Finanza/Economia / 23 ottobre 2018

Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S. Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi S.p.A., riunitosi oggi sotto la presidenza di Monica Mondardini, ha approvato il resoconto intermedio di gestione del gruppo al 30 settembre 2018. Sogefi, società del Gruppo CIR, è uno dei principali produttori globali di componenti per autoveicoli in tre aree di attività: Aria e Raffreddamento, Filtrazione e Sospensioni. Nei primi nove mesi del 2018 Sogefi ha registrato ricavi pari a € 1.219,8 milioni, in crescita del 3,3% a cambi costanti, mostrando un andamento migliore del mercato; a cambi correnti il fatturato risulta in diminuzione del 1,8% rispetto al corrispondente periodo del 2017. L’EBITDA è ammontato a € 153,1 milioni rispetto a € 161,9 milioni nei primi nove mesi del 2017, con una redditività (EBITDA/fatturato) passata dal 13% al 12,6%. I principali fattori che hanno determinato tale evoluzione (nonostante l’effetto positivo pari a € 6,6 milioni derivante dalla chiusura dei claims di Systèmes Moteurs S.A.S.) sono i tassi di cambio (con un effetto negativo per € 6,4 milioni) e gli incrementi del prezzo dell’acciaio che hanno penalizzato il risultato delle Sospensioni per circa € 9 milioni. L’EBIT è stato pari a € 63,7 milioni rispetto a € 70,3…

STM: Banca Akros migliora raccomandazione, mercoledì i dati trim3
Finanza/Economia / 23 ottobre 2018

In verde STMicroelectronics (+0,5% a 14,02 euro): Banca Akros migliora la raccomandazione sul titolo da accumulate a buy con target confermato a 23 euro. In verde STMicroelectronics (+0,5% a 14,02 euro): Banca Akros migliora la raccomandazione sul titolo da accumulate a buy con target confermato a 23 euro. STM comunicherà i dati del terzo trimestre mercoledì prossimo, il 24 ottobre. (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Poste italiane: dannosa la fusione con Bmps
Finanza/Economia / 23 ottobre 2018

Poste italiane rimbalza nella giornata di oggi dopo aver recentemente sperimentato nei giorni scorsi un nuovo minimo relativo, ma da cui si è prontamente risollevata: si fanno interessanti le quotazioni attuali in relazione alla natura difensiva del titolo. Bocciate dagli analisti le ipotesi di fusione di Poste italiane con Monte dei Paschi di Siena per l’incompatibilità del modello di business, come ad esempio nell’erogazione dei prestiti dove bancoposta agisce come distributore di prodotti terzi, il titolo consolida i minimi di periodo rimbalzando in mattinata verso la resistenza di 6.50 euro. Certamente l’andamento recente dei prezzi sebbene risenta delle turbolenze macroeconomiche non solo interne all’Italia, si è dimostrato sufficientemente resistente alle pressioni di vendita contenendo la discesa del valore da inizio anno a poco più del 5%. Mentre invece se consideriamo il top raggiunto lo scorso 11 maggio a quota 8.18 euro, i valori negativi si fanno decisamente più consistenti a quota -25 per cento. Tale circostanza non deve essere messa in relazione con l’andamento dei fondamentali di Poste, la quale sfoggia ricavi e utili stabili a parte l’ultimo semestre in leggero rallentamento. Dal punto di vista strettamente tecnico i prezzi sono incanalati in un solido, quanto estremo per inclinazione, canale…

I piccoli investitori mollano fatalmente la presa
Finanza/Economia / 23 ottobre 2018

In Italia, malgrado il nuovo minimo, il Panic Index si sta ridimensionando; segno che il culmine delle vendite è stato per ora conseguito. Alla quarta settimana di intenso sell-off a Piazza Affari, le quotazioni dell’indice MIB finalmente raggiungono l’orbita del primo target ribassista, compreso fra 18900 e 18400 punti, e rammentato l’ultima volta venerdì mattina in questa sede. La reazione conseguente non si fa attendere, e potrebbe consentire agli investitori di tirare il fiato, in attesa del prossimo assalto degli Orsi tuttora dominanti. Certo bisognerà attendere la reazione del mercato all’indomani della certificazione del deteriorato merito di credito da parte di Moody’s; in attesa che Standard&Poor’s replichi alla fine di questa settimana; ma i precedenti storici non inducono a pessimismo: dopo un paio di mesi dal downgrade, i tassi di interesse sono ulteriormente saliti soltanto nel 25% dei casi registrati dal 1996 in poi. Allo stesso modo, per il mercato azionario la reazione non è stata così temibile. La sensazione dunque è che la decisione di venerdì sera possa costituire una sorta di “Sell on news” all’incontrario. Depone a favore il sentiment. In Italia, malgrado il nuovo minimo, il Panic Index si sta ridimensionando; segno che il culmine delle vendite…

Le azioni Apple sono ancora sottovalutate per il mercato
Finanza/Economia / 23 ottobre 2018

Secondo la nostra analisi di Ottobre, Apple non è ancora del tutto valorizzata. Si è scritto molto sul valore del prezzo di Apple (AAPL) nell’ultimo periodo. Sono ancora acquistabili oppure hanno toccato un massimo difficilmente raggiungibile nei prossimi mesi? Alcuni hanno anche sottolineato come Buffett abbia forse pagato in eccesso il titolo, in un momento la società ha da poco superato il trilione di dollari, il che implica che Apple (AAPL) potrebbe essere troppo costoso da acquistare ora. Secondo la nostra analisi di Ottobre, non è ancora del tutto valorizzata. Dal nostro punto di vista, non è ancora troppo costosa da acquistare in questo momento, se però ti ritieni un investitore paziente. Ecco i punti della nostra analisi: L’attività di base di Apple rimane fondamentalmente solida e sembra destinata a continuare a crescere, nonostante gli attuali timori dei titoli USA-Cina e l’aumento dei timori sui tassi di interesse USA / globali. Da una prospettiva di analisi del sentiment sul lungo termine, vediamo chiari confluenze che suggeriscono un obiettivo di prezzo vicino a $ 290, in linea con le nostre visioni fondamentali a lungo termine. La nostra tesi di base sul fatto che il mercato toro degli Stati Uniti non è…

Spread, la strategia del governo per ‘aiutare’ le banche
News / 23 ottobre 2018

Lo spread, più che un problema per le famiglie, lo è per il “sistema creditizio che ha già delle sue criticità; l’aumento dello spread, la quantità di debito pubblico che hanno e le nuove regole bancarie dell’Unione, mettono in tensione il sistema e possono generare la necessità di ricapitalizzare alcuni istituti che già di per sé hanno delle fragilità patrimoniali. Non possiamo far finta di niente ed ignorare questi problemi”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, in un’intervista al Messaggero. Che il differenziale Btp-bund colpisca innanzitutto gli istituti di credito italiani risulta evidente dalla relazione inversa fra spread e azioni bancarie. Quando sale il primo, scendono le seconde.   Dello stesso avviso è anche Fabio Pavesi (ex cronista del Sole24Ore), che riassume così la questione su Dagospia: “Più il Paese agli occhi degli investitori perde affidabilità creditizia, più il rischio sovrano si trasmette in automatico al debito pubblico in portafoglio ai nostri istituti”. Nonostante l’impopolarità delle banche, non va dimenticato che la sofferenza del sistema creditizio si ripercuote sui prestiti, in un Paese che è sempre stato “banco-centrico”, dato il suo tessuto produttivo di piccole e micro imprese. Messo da parte il terrorismo sulle rate dei mutui…

Italiani popolo di formiche: cosa c’è dietro la crescita dei risparmi
News / 23 ottobre 2018

Crescono i risparmi delle famiglie italiane che vuoi la crisi politica, vuoi le tensioni finanziarie, decidono di lasciare il loro denaro sui conti con la conseguenza che aumentano le riserve in banca cresciute in 12 mesi di oltre 50 miliardi di euro mentre i c/c arrivano a sfondare il tetto dei mille miliardi. Questi i dati principali che emergono dalle ricerca del Centro studi di Unimpresa sull’andamento delle riserve delle famiglie e delle imprese italiane, secondo la quale, in totale, negli ultimi 12 mesi nei conti correnti sono stati accumulati 74 miliardi in più rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, dice il rapporto, le famiglie non spendono e hanno lasciato in banca 26,1 miliardi in un anno (+2,77%), così anche le aziende i cui fondi sono cresciuti di circa 20 miliardi (+7,95%), e di oltre 4 miliardi invece le imprese familiari (+7%). “Da diversi anni registriamo questo preoccupante andamento dei depositi bancari. A frenare consumi, investimenti e credito sono rispettivamente la paura di nuove tasse e l’assenza di certezze sul futuro, nell’ultimo periodo si è aggiunta anche qualche preoccupazione sul fronte politico per l’instabilità del governo”. Così il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara. Questi dati arrivano mentre la Consob mette in…

Criptovalute sotto stress, exchange ABCC: a contare è fiducia in blockchain
News / 23 ottobre 2018

In collaborazione con Matteo Oddi Gli investitori non dovrebbero dare troppo peso ai recenti cali subiti dalle criptovalute sui mercati, bensì dovrebbero concentrarsi su quello che conta: ossia la fiducia nelle potenzialità enormi della tecnologia blockchain alla base delle crypto. Lo ha dichiarato Calvin Cheng, CEO e confondatore di ABCC, in un’intervista a Wall Street Italia, secondo cui i prezzi raccontano solo una piccola parte della storia. ABBC è un exchange dove si possono scambiare diverse criptovalute che ha partecipato come main sponsor al Delta Summit di Malta di ottobre e che crede fermamente nelle tante applicazioni possibili del libro mastro immutabile e decentralizzato su cui corrono le criptovalute. Per una piattaforma di scambio di criptovalute ci sono diverse minacce possibili cui prestare attenzione, come quella di attacchi hacker e altre frodi, ma per Cheng la principale riguarda le normative. Non devono preoccupare invece le perdite di valore subiti dalle principali monete crittografiche. In una fase nera sui mercati che Nouriel Roubini ha definito “crypto-apocalypse”, la capitalizzazione complessiva delle criptovalute ha perso il 60% circa quest’anno dopo i massimi toccati a fine 2017 e c’è chi – tra la comunità di analisti e investitori – ora mette in dubbio il fatto che…