Saipem affonda alla vigilia dei conti. La preview degli analisti
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

Il titolo ha chiuso in calo di quasi il 5%, scivolando in fondo al Ftse Mib. Domani i risultati del terzo trimestre: Equita conferma il buy. Una seduta decisamente difficile per Saipem che, dopo aver ceduto oltre due punti percentuali ieri, ha subito un attacco ribassista ancora più pesante oggi. Il titolo si è fermato a 4,457 euro, a poca distanza dai minimi intraday, con un crollo del 4,95% alimentato da vivaci volumi di scambio, visto che a fine seduta sono transitate sul mercato quasi 13 milioni di azioni, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 10,5 milioni di pezzi. Saipem è stato colpito dalle vendite sulla scia della negativa intonazione del mercato e della netta flessione accusata dal petrolio che continua a scivolare verso il basso in direzione dei 66,5 dollari al barile. Domani prima dell’apertura degli scambi a Piazza Affari Saipem alzerà il velo sui conti del terzo trimestre, per i quali il consensus degli analisti prevede un fatturato pari a 2,025 miliardi di euro in calo rispetto ai 2,284 miliardi dello scorso anno, a fronte di un utile netto in contrazione da 59 a 41,9 milioni di euro. L’Ebitda dovrebbe scendere da 264…

IREN incorpora ACAM e IN.TE.GRA.
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

IREN informa che in data odierna è stato stipulato a rogito notaio Canali l’atto di fusione per incorporazione di IN. IREN informa che in data odierna è stato stipulato a rogito notaio Canali l’atto di fusione per incorporazione di IN.TE.GRA. e ACAM in IREN, il cui progetto è stato rispettivamente approvato dalle assemblee dei soci di Integra ed ACAM e dal Consiglio di Amministrazione di IREN il 17 luglio 2018. La predetta fusione rappresenta l’atto conclusivo del complesso processo di aggregazione tra IREN e il Gruppo ACAM avviato nel maggio 2017 con la partecipazione da parte di IREN alla procedura trasparente promossa da ACAM per l’individuazione di un operatore economico con cui attuare un’aggregazione societaria ed industriale e con la successiva acquisizione da parte di IREN dell’intero capitale di ACAM e l’ingresso di 27 soci di ACAM nella compagine sociale di IREN. Stante il rapporto di partecipazione totalitaria “a cascata” tra le società partecipanti alla fusione, in quanto l’intero capitale sociale di INTEGRA è detenuto da ACAM e, a sua volta, l’intero capitale di ACAM è detenuto da IREN, non si farà luogo all’aumento del capitale della società incorporante IREN, né alla determinazione di alcun rapporto di cambio, né sarà…

Moncler crolla: ignorate le indicazioni bullish dei broker
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

Il titolo ha lasciato sul parterre oltre il 4% del suo valore, per nulla aiutato dai giudizi di Berenberg ed Equita SIM. Una seduta da dimenticare quella odierna per Moncler che ha occupato la penultima posizione nel paniere del Ftse Mib, con una evidente debolezza relativa rispetto a quest’ultimo. Il titolo, dopo aver guadagnato lo 0,26% ieri, è stato travolto dale vendite oggi, fermandosi a 29,23 euro, con un affondo del 4,1% e oltre 2 milioni di azioni scambiate, circa il doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi. Alla vigilia della diffusione dei dati sui ricavi del terzo trimestre, Moncler non ha beneficiato in alcun modo della view bullish di Berenberg, i cui analisti hanno deciso di avviare la copertura sul titolo con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 37 euro. Buone notizie per Moncler sono arrivate anche da Equita SIM che oggi ha reso noto di aver alzato di 50 punti base il peso del titolo nel portafoglio raccomandato a Piazza Affari. Gli analisti spiegano in una nota che nella correzione generale del settore lusso, Moncler ha sofferto maggiormente, complice l’overperformance accumulata nella prima parte dell’anno e i timori di un impatto negativo sul business dalle…

Petrolio: Brent in calo del 3,2%, settore in ripiegamento
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

Sulla piattaforma dell’Ice i prezzi del petrolio continuano a perdere quota con il future sul Brent che cede il 3,20% e si riporta a 77,64 dollari al barile e il derivato sul WTI che passa di mano a 67,21 dollari al barile e accumula uno svantaggio di 3,19 punti percentuali sul riferimento. Sulla piattaforma dell’Ice i prezzi del petrolio continuano a perdere quota con il future sul *Brent *che cede il 3,20% e si riporta a 77,64 dollari al barile e il derivato sul *WTI *che passa di mano a 67,21 dollari al barile e accumula uno svantaggio di 3,19 punti percentuali sul riferimento. Sulle quotazioni sembra pesare soprattutto il cattivo sentiment generale dei mercati, ma non mancano i temi di dibattito, come lo shale oil americano o la possibile istituzionalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Russia. A Milano *Eni *chiude la seduta con un calo dell’1,48%, *Saipem *cede il 4,95% e *Tenaris *il 3,94 per cento. A Parigi *Total *ha ceduto l’1,96%, *Royal Dutch Shell *segna ad Amsterdam un ribasso del 2,92 per cento. Negli Stati Uniti nel frattempo cedono alle vendite colossi come *ExxonMobil *(-2,45%) e *Chevron *(-3,07%). (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Ancora in controtendenza FCA a ridosso della chiusura
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

Ancora in denaro e in controtendenza il titolo di FCA a ridosso del termine della seduta: l’azione guadagna l’1,91% e si porta a 14,10 euro a fronte di un indice settoriale Stoxx Europe 600 Automobiles & Parts in calo dello 0,81 per cento. Ancora in denaro e in controtendenza il titolo di FCA a ridosso del termine della seduta: l’azione guadagna l’1,91% e si porta a 14,10 euro a fronte di un indice settoriale Stoxx Europe 600 Automobiles & Parts in calo dello 0,81 per cento. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Saipem (-5%): definitivo cambio di rotta del trend
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

Saipem alla vigilia della trimestrale torna violentemente sotto quota 4.50 euro registrando un passivo di oltre 5 punti percentuali: di seguito le indicazioni per fronteggiare la dinamica ribassista in atto. Drastico cambio di rotta per Saipem che torna a ridosso di quota 4.50 euro ponendo fine definitivamente al trend rialzista, partito dai minimi di 3 euro lo scorso dicembre e che ha visto le quotazioni crescere di oltre il 75% rispetto ai massimi recenti. Le ragioni alla base dell’inversione di trend sono molteplici legate non soltanto alle dinamiche del prezzo del petrolio, il cui andamento condiziona gli investimenti del compagnie petrolifere nella ricerca di nuovi giacimenti, ancora il core business di Saipem. Le tensioni sui mercati azionari asiatici e di riflesso su quelli americani hanno accentuato la dinamica discendente, arrivata in anticipo sui listini Europei e adesso amplificata dalla politica di espansione dei tassi da parte della Fed. A sua volta tale decisione destabilizza il mercato obbligazionario, costringendo gli investitori istituzionali a rapide manovre di ridistribuzione dei portafogli gestiti. Classica manovra visibile anche nel graduale declino intrapreso dalle quotazioni di Saipem, che dopo il massimo relativo raggiunto ad ottobre scorso, abbandona progressivamente tutte le resistenze conquistate di slancio, trasformando di…

Succedono cose strane sui mercati azionari
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

Come ricordato ieri, le indicazioni in tal senso poggiano su almeno tre distinti modelli previsionali. Al di là del conseguimento di una formale condizione di bear market – dai massimi primaverili le quotazioni hanno ceduto più del 20% – forse non tutti gli investitori sono pienamente consapevoli dell’estensione del ribasso a Piazza Affari. Un dato spicca fra i tanti: ieri sera, nessuna delle società del FTSE MIB vantava un MACD positivo: zero, su 40. È questa una condizione evidentemente estrema, dal 2007 in poi registrata in sole tre altre circostanze: e se il più recente caso di febbraio 2016 coincise con il minimo da cui ripartimmo, i precedenti episodi di agosto 2011 ed ottobre 2008 furono seguiti da ulteriori sacrifici, prima di un minimo definitivo. Alla luce di quanto rilevato nel rapporto di ieri, propenderemmo per l’evoluzione “maggioritaria”. Non che Wall Street sia da meno. Anche qui è passato inosservato un fenomeno eccezionale manifestatosi di recente: nelle ultime 22 sedute – approssimativamente un mese – lo S&P è riuscito a chiudere sopra i livelli di apertura soltanto 4 volte. Ciò sulla carta denota distribuzione in atto: una eventualità che merita il dovuto approfondimento: lo facciamo doverosamente nel Rapporto Giornaliero di…

Dax future: livelli chiave per la giornata di oggi
Finanza/Economia / 24 ottobre 2018

Inizio di settimana difficile per il Dax future che dopo un blando tentativo di superare i massimi venerdì, ripiega sui livelli di minimo minacciando un prolungamento del trend ribassista verso nuovi livelli più in basso: prestare attenzione all’incremento di volatilità che caratterizza queste fasi. Seduta d’inizio settimana sostanzialmente in linea con la dinamica di venerdì per il Dax future ad eccezione della fase d’apertura, caratterizzata da un ulteriore consolidamento della resistenza di 11.670 punti. Anche l’escursione di massimo e minimo effettuata rispecchia le stesse tematiche con la differenza importante, che il movimento di prezzo avviene ad inizio di settimana e una chiusura in prossimità dei minimi di 11.490 punti è un pessimo segnale in vista della partenza di oggi. L’analisi delle configurazioni candlestick rivela infatti la formazione di una inverted hammer dalla valenza leggermente negativa, che comunque ben rappresenta la forza della componente venditrice intenzionata a sperimentare nuovi minimi, sotto quota 11.330 prima e 11.140 punti in seguito. Anche l’indicatore di trend Cci sul grafico intraday segnala il proseguimento dell’evoluzione discendente dei prezzi, rilevandone però un abbassamento della velocità di caduta, che potrebbe aprire spazi di recupero nella giornata di oggi cercando di consolidare di nuovo quota 11.600 punti. Purtroppo…

BofA: aggiornamento capital key Bce può danneggiare i Btp
News / 24 ottobre 2018

Ogni cinque anni la capital key della Banca centrale europea, ovvero la quota che ciascuna banca centrale nazionale detiene dell’azionariato Bce, viene aggiornata tenendo conto delle variazioni Pil e della popolazione dei Paesi dell’Eurozona. Sulla base della stessa capital key, vengono spartiti in proporzione fissa gli acquisti di asset da parte dell’Eurotower. Secondo Bank of America Merrill Lynch è lecito attendersi che, sulla base dell’andamento dei vari Pil dei membri Ue, una fetta più grande degli acquisti di titoli pubblici possa favorire la Germania e danneggiare l’Italia. La decisione potrebbe essere presa in occasione del prossimo incontro del consiglio direttivo Bce, previsto per giovedì.   Nel dettaglio, Bofa Merrill Lynch ritiene che, dato l’andamento del Pil negli ultimi cinque anni, la Bce potrebbe alleggerire dello 0,7% l’investimento in Btp e aumentare dello 0,8% quello in Bund (ovvero aumentare la capital key in favore della Bundesbank e riducendo la quota riferita alla Banca d’Italia). Ciò, verosimilmente, contribuirebbe ad aumentare lo spread fra i rendimenti dei due titoli. Attualmente il portafoglio di Btp in mano all’istituto governato da Mario Draghi vale 470 miliardi di euro. Se le stime di Bofa fossero corrette, tale valore potrebbe scendere di circa 3,3 miliardi di euro. Anche la…

Ue boccia manovra, quanto potrebbero costare le sanzioni
News / 24 ottobre 2018

Per la prima volta nella storia dell’Unione Europea la Commissione ha rigettato la proposta di manovra economica presentata da un governo nazionale. E’ quanto accaduto nell’ultimo capitolo del duro confronto fra il governo italiano e Bruxelles. Di fronte a una sfida conclamata, l’Ue ha deciso di reagire al mancato rispetto del piano di rientro del deficit strutturale. “Oggi, per la prima volta, la Commissione è obbligata a chiedere a un paese dell’area dell’euro di rivedere il suo progetto di piano di bilancio“, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, “ma non vediamo alternative che non siano richiedere al governo italiano di operare tale revisione. Abbiamo adottato un parere che concede all’Italia un massimo di tre settimane per fornire un progetto di bilancio riveduto per il 2019″. “Il governo italiano è apertamente e consapevolmente contrario agli impegni presi“, ha poi aggiunto il vice di Juncker, “l’esperienza ha dimostrato più volte che deficit e debito pubblico più elevati non portano una crescita duratura. E il debito eccessivo rende la tua economia più vulnerabile alle crisi future”, ha detto Dombrovskis. Il rapporto deficit/Pil previsto dal governo per il 2019 è al 2,4%; in crescita rispetto a quello previsto per il termine del 2018, al 2,0%. L’Italia,…