Video: Borse, attese un rimbalzo nonostante spettro downgrade S&P
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

Parlare di possibilita’ di rimbalzo per la borsa italiana a poche ore dalla probabile intervento di Standard&Poor’s, che aggiornerà il rating del debito sovrano dell’Italia (quasi certo un declassamento di un notch da BBB a BBB-) sembra azzardato, ma in realta’ Il Ftse Mib ha disegnato una figura potenzialmente rialzista. Parlare di possibilita’ di rimbalzo per la borsa italiana a poche ore dalla probabile intervento di Standard&Poor’s, che aggiornerà il rating del debito sovrano dell’Italia (quasi certo un declassamento di un notch da BBB a BBB-) sembra azzardato, ma in realta’ Il Ftse Mib ha disegnato una figura potenzialmente rialzista. Anche il Dax e l’Eurostoxx 50 sono scesi su supporti molto rilevanti che per il momento, grazie anche alla evidente situazione di ipervenduto degli indicatori tecnici, sembrano intenzionati a tenere. A chiudere il cerchio il settoriale Eurostoxx Oil & Gas, reduce anche lui da un periodo non facile, sembra ora in grado di tentare una reazione. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Pirelli in vetta al Ftse Mib. Bca IMI rivede target e stime
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

Il titolo è salito in controtendenza malgrado gli analisti abbiano tagliano la valutazione obiettivo e le stime, confermando però il buy. Tra le blue chips che oggi sono riuscite a muoversi in controtendenza rispetto al mercato troviamo Pirelli che ha conquistato il primo posto nel paniere del Ftse Mib. Il titolo, reduce da un rally di quasi il 5% ieri, si è spinto in avanti anche oggi, terminando gli scambi a 6,248 euro, con un progresso dell’1,76% e poco meno di 3 milioni di azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 2,1 milioni di pezzi. Pirelli oggi ha ricevuto una conferma bullish da Banca IMI che ha ribadito la raccomandazione “buy”, pur limando il target price da 8,6 a 8 euro. Gli analisti hanno ritoccato le stime sull’utile per azione adjusted riferite all’anno in corso e al prossimo, ma credono che i livelli attuali di Pirelli siano interessanti, considerando che il titolo a loro dire sconta già il difficile contesto di settore. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Fca chiude in rosso. Hsbc: tre i motivi per essere cauti ora
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

Il titolo ha perso poco più dell’1%, penalizzato anche dalla bocciatura del broker che ha rivisto al ribasso target price e rating. Chiusura di ottava in calo per Fca che, dopo aver guadagnato oltre tre punti percentuali ieri, non ha evitato il segno meno prima del week-end. Il titolo, che ha mostrato una maggiore debolezza relativa rispetto al Ftse Mib, si è fermato a 13,97 euro, con un calo dell’1,17% e circa 9,6 milioni di azioni scambiate, poco oltre la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 9 milioni di pezzi. Fca oggi ha incassato una bocciatura da Hsbc, i cui analisti hanno deciso di rivedere al ribasso il rating del titolo da “buy” a “hold”, con un prezzo obiettivo ridotto ds 21 a 15 euro. Diversi i motivi alla base di queste mosse, a partire dall’assenza di catalizzatori di breve termine dopo la cessione di Magneti Marelli, per poi passare alla mancanza di un upside significativo di medio termine per il consensus, fino ad arrivare al progressivo deterioramento dell’outlook per la crescita in Europa occidentale e in Cina. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dax, il supporto tiene, probabile un rimbalzo?
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

Dax, il supporto tiene, probabile un rimbalzo? Il Dax ha testato con precisione con i minimi del 25 ottobre a 11078 e quelli di venerdi’ a 11051 la base del canale decrescente che parte dal top di fine gennaio (passante per la precisione a 11085 punti) e il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di febbraio 2016 (posto esattamente a 11150, quindi violato nell’intraday il 25 e il 26 ottobre ma non in chiusura di seduta). Dax, il supporto tiene, probabile un rimbalzo? Il Dax ha testato con precisione con i minimi del 25 ottobre a 11078 e quelli di venerdi’ a 11051 la base del canale decrescente che parte dal top di fine gennaio (passante per la precisione a 11085 punti) e il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di febbraio 2016 (posto esattamente a 11150, quindi violato nell’intraday il 25 e il 26 ottobre ma non in chiusura di seduta). Il contatto con i 2 supporti e’ avvenuto in concomitanza con una situazione di netto ipervenduto da parte dell’indicatore Rsi a 14 sedute e di quello, meno reattivo e quindi piu’ adatto allo studio della condizione grafica di medio termine, a 14 settimane. La discesa in…

Piazza Affari riduce perdite nel finale, attesa per decisione S&P su rating Italia. FTSE MIB -0,70%
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

Piazza Affari riduce perdite nel finale, attesa per decisione S&P su rating Italia. Piazza Affari riduce perdite nel finale, attesa per decisione S&P su rating Italia. FTSE MIB -0,70%. *Mercati azionari europei negativi. Wall Street in netto ribasso: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -2,0%, Nasdaq Composite -2,5%, Dow Jones Industrial -1,6%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,70%, il FTSE Italia All-Share a -0,76%, il FTSE Italia Mid Cap a -1,11%, il FTSE Italia STAR a -1,19%. Oggi dopo la chiusura del mercato Standard&Poor’s aggiornerà il rating del debito sovrano dell’Italia: quasi certo un declassamento di un notch da BBB a BBB-, attenzione quindi all’outlook. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la prima stima del PIL relativo al terzo trimestre 2018 si è attestata a +3,5% t/t (dato annualizzato) in rallentamento rispetto al +4,2% del secondo trimestre ma meglio del +3,3% atteso. L’indice PCE “core” dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1,6% t/t (dato annualizzato), inferiore alla rilevazione precedente pari al +2,1% (consensus +1,8%). Gli esperti dell’Universita’ del Michigan e di Reuters hanno pubblicato la lettura finale dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi. Nel mese di ottobre l’indice è sceso…

Tenaris troppo sacrificata dal mercato
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

A cinque giorni dalla presentazione dei dati di bilancio Tenaris registra un nuovo minimo di periodo a 12.48, in perfetta coerenza con il sentiment generale fortemente negativo, ma palesemente in contrasto con i valori effettivi della società: un’opportunità nel medio temine. Continua la fase negativa di Tenaris travolta dalla pesante correzione generale abbattutasi su tutti i mercati finanziari più importanti, una volta preso coscienza da parte degli operatori delle reali intenzioni della FED di alzare i tassi ancora, generando timori concreti di un rallentamento della crescita. Dal punto di vista dell’analisi grafica il quadro offerto dalla dinamica dei prezzi di Tenaris è ovviamente ribassista, lasciando sul terreno una perdita di valore dall’inizio di maggio scorso pari a quasi il 27 %, dal massimo di 17.30  fino ai minimi di oggi di 12.48. L’analisi delle configurazioni di prezzo candlestick sintetizza nel solo mese di ottobre, la formazione di un canale ribassista fitto di long black candle con estensione notevole, a sottolineare l’accelerazione che hanno subito le vendite al punto da spingere il titolo ben al di sotto del fair value. Infatti le stime mettono d’accordo la maggior parte degli analisti nell’indicare un valore della società che oscilla tra i 16 e 25…

Tripla capitolazione settimanale a Piazza Affari
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

Piazza Affari si concede una pausa. Piazza Affari si concede una pausa. La terza capitolazione settimanale consecutiva – gli unici episodi analoghi in questo secolo sono occorsi a settembre 2001 e a gennaio 2016; ed in ambo le occasioni ulteriori minimi seguirono: e nell’immediato, e nei mesi successivi – coincide con la sollecitazione della massiccia area di supporto compresa fra 18900 e 18400 punti. Un argine troppo consistente per essere ignorato. Il punto qualificante del discorso però è che, pur ipotizzando a partire da ora una qualche reazione, il minimo definitivo di questo bear market tricolore è ancora lungi dall’essere stato conseguito. Naturalmente il superamento dello short stop giornaliero sull’indice MIB orienterebbe nel breve periodo lo scenario a favore dei Tori; ma in prospettiva occorre soffermare l’attenzione sul successivo target di Piazza Affari, una volta abbattuto il corrente argine: il target evidenziato nel Rapporto Giornaliero di oggi merita la dovuta attenzione. Anche Wall Street sperimenta un confortante recupero. Mancano 24 ore alla fine di una drammatica settimana. Lo S&P è passato da una performance annuale prossima al 10%, ad un saldo negativo per il 2018: un fenomeno, ad ottobre, registrato piuttosto raramente. Dal punto di vista ciclico da tempo attendiamo…

Ultima gamba ribassista
Finanza/Economia / 27 ottobre 2018

Graficamente stiamo assistendo alla terza e molto probabilmente ultima gamba ribassista dai massimi di inizio maggio a 24.500 di FtseMib. Prosegue la fase critica per Piazza Affari; in aggiunta ai problemi con Bruxelles legati alla manovra, troviamo anche un mercato americano in decisa contrazione, ritenuta peraltro “normale” visti i rialzi messi a segno negli ultimi 2 anni.  Graficamente stiamo assistendo alla terza e molto probabilmente ultima gamba ribassista dai massimi di inizio maggio a 24.500 di FtseMib.  Il mercato si trova ora sul supporto in area 18.500, difficile dire se ci fermeremo qui o a 18.000, tuttavia si rimane dell’idea che per molti titoli abbiamo davanti dei prezzi veramente appetibili, guardando ai fondamentali. Tecnicamente il mercato ritroverebbe un po’ di tranquillità solo sopra i 19.000 punti con possibilità di ampi recuperi, almeno fino a 20.000/20.200 nel breve. Operativamente si possono fare acquisti, non solo per un trading settimanale, sfruttando i momenti di debolezza, stando pero’ su titoli dai buoni dividendi, che a questo punto dovrebbero fungere da paracadute. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Tree Spectacles: un trionfo del Made in Italy
News / 27 ottobre 2018

Se da una parte continuano le cessioni delle aziende Made in Italy, ultime in ordine di tempo la Candy passata alla cinese Qingdao Haier (approfondimento al link http://www.wallstreetitalia.com/candy-ai-cinesi-il-made-in-italy-perde-un-altro-pezzo-storico/ ) e la Magneti Marelli ai giapponesi della Calsonic Kansel a loro volta controllati dalla statunitense Kkr (approfondimento al link http://www.wallstreetitalia.com/fca-vende-magneti-marelli-alla-giapponese-calsonic-kansei/ ), dall’altra c’è un Made in Italy che non solo non si arrende, ma è straripante e si impone nei mercati. Portandosi dietro tutte le peculiarità intrinseche del Made in Italy, il marchio Tree Spectacles rappresenta la vera essenza del terzo logo più conosciuto al mondo (il marchio Made in Italy segue per notorietà solo Coca-Cola e Visa). Nato nel 2011 quando l’azienda Wolf s.r.l., con sede a Belluno, in Veneto, decide di voler realizzare un prodotto di nicchia nel settore dell’occhialeria dedicata al design di lusso, riesce a cogliere l’onda di quel momento legata all’uso del legno e crea una collezione di occhiali completamente fuori dal comune. La tipologia del materiale non è però la più semplice da usare nel settore e quindi partono investimenti in R&D che portano all’utilizzo di tecnologie e materiali ad alto contenuto tecnologico ed innovativo, concretizzandosi con il brevetto legato alla creazione in sandwich con…

Ex Fmi: “Manovra italiana non è folle, Ue riconsideri le sue posizioni”
News / 27 ottobre 2018

Nel coro pressoché unanime che ha finora criticato l’impostazione della manovra italiana, si è levata una voce – illustre – a difesa della linea di Roma: quella dell’ex vicedirettore del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale, Ashoka Mody. Secondo l’economista indiano (visiting professor alla Princeton University), la politica economica decisa dal governo italiano “non è folle come sembra” e per questo  “l’insistenza della Commissione Ue sul fatto che l’esecutivo attuale dovrebbe onorare gli impegni presi dal governo precedente è completamente irragionevole”. Secondo l’economista, intervenuto su Bloomberg, “l’austerità”, sottintesa alla richiesta di ridurre il deficit strutturale nell’ambito del Fiscal Compact, “peggiorerà la caduta dell’economia e, perciò, aumenterà il peso del debito sul Pil. Questo, in cambio, aggraverà e non alleggerirà le tensioni sui mercati”.   La ragione per la quale Roma sarebbe giustificata nell’allargare le maglie della spesa pubblica risiede proprio dalle magre prospettive di crescita date dalla congiuntura internazionale: “Le prospettive per l’economia globale si stanno deteriorando più rapidamente di quanto non appaia nelle previsioni. Un rallentamento in Cina ha colpito il commercio globale, le esportazioni europee stanno rallentando e il sentiment delle imprese dell’area dell’euro è in forte calo. Tutto ciò non può che incidere sull’Italia, dove la produzione industriale sta a…