S&P tra le righe…
News / 28 ottobre 2018

S&P: rating BBB, outlook negativo. La politica fiscale ed economica del Governo giallo-verde non sostiene il percorso di crescita e di riduzione del rapporto debito/PIL avviato. Infatti, gli investitori se ne sono accorti ed hanno ridotto la fiducia chiedendo rendimenti maggiori per acquistare debito del Bel Paese. Ma il problema chiave in un sistema bancocentrico naturalmente diventano le banche. Poichè detengono una fetta del debito pubblico non trascurabile,avranno meno margini e più costi per elargire prestiti all’economia. Se non si verificassero le ottimistiche ipotesi descritte dal Governo italiano, per S&P non ci sarebbero alternative: si avvierebbero uno o più downgrade, come nel 2011. E’ una momentanea apertura di credito, nulla di più. I numeri presentati dal Governo sono drasticamente rivisti da S&P. Per il 2019 il rapporto deficit/PIL è visto al 2,7% ed il PIL all’1,1%. Preoccupazioni nascono per la riforma pensionistica, la mancanza di riforme strutturali e provvedimenti per la crescita. Aspetti positivi, anche Per S&P come per Moody’s, la ricchezza e la diversificazione dell’economia, unitamente ad un saldo delle partite correnti positive da anni che evitano il peggioramento della situazione. Ulteriori approfondimenti dell’autore sul tema sono disponibili sul blog dell’autore al link che segue : BuyMarket – Finanza. Per ulteriori dettagli contattaci cliccando qui. Questo scritto…

3 azioni da comprare quando i mercati sono in panico
News / 28 ottobre 2018

Nei momenti di panico, spesso, molti vendono a prescindere da tutto, senza guardare che spesso i fondamentali delle azioni vendute sono sanissimi. Chi investe sul lungo periodo è normale che debba subire le sorti di un mercato che nel tempo può essere soggetto a ribassi, cali, crolli come anche a rally. Nei momenti di panico, spesso, molti vendono a prescindere da tutto, magari in preda ad una crisi di nervi, ovvero il peggiore dei nemici di chi investe. Ma stando ad uno studio del Dow Jones che prende in esame un periodo tra il 1900 e il 2017 mostra che un pullback del 10% o più si verifica approssimativamente una volta all’anno mentre un altro del 5% o più avviene in media tre volte l’anno.Il consiglio degli esperti? Concentrarsi sui fondamentali a lungo termine di azioni sane. Matt McCall ne consiglia 3. Caterpillar (NYSE: CAT) Il titolo ha appena toccato un minimo di 52 settimane nonostante il report sulle trimestrali avesse battuto le attese. Il motivo? Le tensioni tra Usa e Cina. Un problema che, per quanto effettivamente importante e impattante sugli utili delle aziende, sarà risolto quando, inevitabilmente, si troverà un accordo. Il problema, in questo caso, sono le…

Manovra, Tria: Draghi ha ragione, lo spread così è dannoso
News / 28 ottobre 2018

Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria,  sconfessa l’attacco del vicepremier M5s Luigi Di Maio contro il presidente della Bce, Mario Draghi. “Draghi ha detto la realtà come banchiere centrale. Non ha detto niente di strano. È chiaro che lo spread a questo livello è dannoso”, ha detto Tria, che si è chiesto: “Ma come facciamo a farlo scendere? Basta abbassare il deficit al 2,2%? Può contare nei rapporti con Europa, ma i decimali non credo preoccupino i mercati”. Secondo il ministro, “bisogna giudicare i fatti, le cifre. La cifra stanziata per il reddito cittadinanza è di 9 miliardi inferiore ai 10 miliardi degli ottanta euro. La verità è che i mercati avvertono un’incertezza su dove va il Paese”.  “Il precedente governo stimava nel 2019 l’1,4%, noi abbiamo stimato 1,5%. Se non ci sarà crescita così, ci sarà un deficit del 2,8%. È un deficit normale in una manovra espansiva”,​ ha proseguito il ministro, ” “nessuno può giudicare solo con un trimestre. La spesa pubblica si tiene sotto controllo sempre. La spesa la conosciamo mese per mese, mentre il gettito ha scadenze diverse. E la crescita non si misura in tempi brevi”. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Tap, Di Maio: di penali non sapevo nulla ma obbligano a farlo
News / 28 ottobre 2018

“Da ministro dello Sviluppo economico ho studiato le carte del Tap per tre mesi. E sono voluto andare allo Sviluppo economico anche per questo. Vi posso assicurare che non e’ semplice dovere dire che ci sono delle penali per quasi venti miliardi di euro. Ma così è, altrimenti avremmo agito diversamente”: così il vicepremier e ministro all’Economia Luigi Di Maio rispondendo a Scordia (Catania) ai giornalisti sul Tap. “Le carte del Tap, un ministro le legge solo quando diventa ministro. E soprattutto a noi del Movimento 5 stelle non hanno mai fatto leggere alcunchè. E soprattutto quando c’erano quelli che sono andati a braccetto con le peggiori lobby di questo Paese, l’unica cosa che ci dicevano che eravamo nemici del progresso. Non ci hanno mai detto che c’erano penali da pagare. Quindi non è che è piu’ conveniente farlo, è che non ci sono alternative”. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Dove va la gente se YouTube non funziona 
News / 28 ottobre 2018

Ricerca immediata di alternative e migrazione verso siti pornografici. Sembra essere stata questa l’immediata reazione del web al guasto tecnico che, nella notte italiana del 17 ottobre, ha messo fuori uso YouTube. Per circa 90 minuti, la piattaforma non è stata raggiungibile in alcune aree del pianeta. Ecco che cosa hanno fatto gli utenti in quell’ora e mezza di “buio”. A caccia di video I primi ad avvantaggiarsi sono stati i più diretti concorrenti, di solito schiacciati dalla presenza di Youtube. I dati di Google Trends, che tracciano le ricerche degli utenti, segnalano una crescita di Dailymotion e Vimeo. Negli Stati Uniti (dove era sera al momento del guasto) c’è, in particolare, un forte picco di Vimeo. In Italia (poco dopo le 3 del mattino) si nota un aumento delle ricerche per entrambe le piattaforme. Non si può dire quante di queste si siano tradotte in traffico, ma sembra evidente come gli utenti, dopo aver brevemente indagato sui motivi del crollo (forte è la crescita di “Youtube down”), si dirigano immediatamente altrove. I movimenti su Google sono solo un indicatore, ma raccontano quanto peso abbia Youtube e quanto sia forte la domanda di video da parte degli utenti. La migrazione…

 Boccia: attacco a Draghi senza senso; non è contro l’Italia
News / 28 ottobre 2018

“Non ha alcun senso. Non mi sembra che Draghi sia contro l’Italia. La questione del quantitative easing e’ nell’interesse dell’Italia. Abbiamo un governatore di una banca centrale che salvato l’Italia ,non mi sembra affatto che sia contro l’Italia. Il problema e’ accettare le critiche e capire cosa c’e’ dietro, per cercare di costruire e migliorare”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, parlando a margine della festa del Foglio a Firenze, riferendosi all’attacco del vicepremier Di Maio a Mario Draghi. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

La delusione dei No-Tap per il via libera di Conte all’oleodotto in Puglia
News / 28 ottobre 2018

Il progetto Tap va avanti, perché, dopo un’attenta analisi, il governo non ha riscontrato “elementi di illegitimità” e perché bloccarlo comporterebbe “costi insostenibili”. Il via libera ai lavori di completamento del Trans-Adriatic Pipeline, il gasdotto che collegherà il Mar Caspio con la provincia di Lecce, arriva dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Una decisione che suscita alcuni malumori nel Movimento 5 stelle, tradizionalmente contrario al completamento dell’infrastruttura. L’ira dei duri e puri “Sulla Tap il ministro Costa sbaglia ancora. La mancata ottemperanza di varie prescrizioni risulta evidente. Confidiamo quindi nel lavoro della magistratura”, protestano in una nota i senatori M5s Lello Ciampolillo e Saverio De Bonis e la deputata Sara Cunial. La soddisfazione della Lega Dalla Lega, Matteo Salvini esulta: “Avere l’energia che costerà meno a famiglie e imprese è fondamentale, quindi avanti coi lavori”, afferma il ministro dell’Interno. Il via libera di Costa… Il parere positivo al Tap era arrivato in giornata dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che aveva inviato al premier Conte la valutazione sul Tap, considerando l’opera legittima sul piano formale. Il ministro aveva comunque tenuto a sottolineare come tale giudizio esulasse dal suo “pensiero personale” e dal “convincimento politico, se l’opera sia giusta o no”. Il lavoro di valutazione, aveva spiegato…

Fisco: Cgia, oppressione aumenta, ​una Pmi conta quasi 100 scadenze
News / 28 ottobre 2018

​Sebbene sia in arrivo la fatturazione elettronica, nel 2019 il numero delle scadenze/adempimenti fiscali è destinato ad aumentare fino a sfiorare quota 100, in particolar modo per le realtà produttive di piccola dimensione che intrattengono scambi commerciali con l’estero (import e/o export). Lo dice l’Ufficio studi della Cgia, il cui coordinatore, Paolo Zabeo, osserva: “Mentre gli imprenditori chiedono da tempo di abbassare il carico tributario e di alleggerire l’oppressione fiscale, la politica, che ad ogni piè sospinto non manca l’occasione per annunciare imminenti sburocratizzazioni e mirabolanti tagli alle tasse, nei fatti sta spingendo il sistema fiscale nella direzione opposta, incrementando le scadenze e, quando va bene, rinviando a tempi migliori la riduzione delle imposte”. Nel 2019, secondo la Cgia, la pressione fiscale italiana è destinata ad attestarsi al 41,8% (stesso livello del 2018) e il numero delle scadenze fiscali, invece, subirà una forte impennata, soprattutto per le piccole imprese che lavorano con partner stranieri.  Non per tutti, comunque, sarà così. Anche se in misura quasi impercettibile, i lavoratori autonomi potranno contare su un piccolo alleggerimento. Un’impresa artigiana senza dipendenti, ad esempio, lungo i 12 mesi del 2019 dovrà versare all’erario o inviare la propria documentazione fiscale all’Amministrazione finanziaria 29 volte (una in meno rispetto al 2018), ma una impresa commerciale…

Garavaglia ha citato l’Inter per spiegare la politica economica del governo
News / 28 ottobre 2018

Nessun passo indietro da parte del governo sulla manovra anche dopo gli interventi di Moody’s e S&P. “Il paese è solido – dice il viceministro all’economia Massimo Garavaglia intervistato da ‘Repubblica‘ – ma se dovesse servire aiuteremo le nostre banche”. “Noi interisti – spiega – siamo ottimisti e quindi non possiamo che andare avanti confidando di spiegare bene l’impianto della manovra che è orientato allo sviluppo e in particolare alle crescita degli investimenti”. Lo spread oltre i 300 punti pesa soprattutto sulle banche ma “le banche sono parte del sistema e finanziano le famiglie e soprattutto le imprese, ove mai ci fosse una necessità bisogna intervenire in maniera rapida, veloce ed efficace, ma speriamo non ce ne sia il bisogno”. Per quanto riguarda gli attacchi di Di Maio a Draghi, l’esponente leghista ribatte: “noi non siamo per attaccare nessuno, siamo per un sistema che funzioni. E il sistema Paese Italia è molto solido, siamo la seconda manifattura d’Europa, abbiamo un enorme risparmio privato, dobbiamo far valere le nostre ragioni”.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Cosa dice il rapporto di Standard & Poor’s sull’Italia
News / 28 ottobre 2018

L’agenzia Standard & Poor’s non declassa l’Italia, conferma il rating ‘BBB’ e abbassa l’outlook, portandolo da stabile a negativo. L’Italia resta così a due gradini dal pericoloso livello ‘spazzatura’ anche se i rilievi di S&P sul nostro Paese, che arrivano dopo il declassamento di Moody’s e l’abbassamento dell’outlook di Fitch, sono pesanti. L’agenzia stima un deficit per il 2019 meno ottimista di quello previsto dal governo: 2,7%, contro il 2,4% indicato dall’esecutivo. Quanto alla crescita, S&P rivede al ribasso le stime per l’anno corrente e il prossimo:+1,1%, contro il l’1,5% inizialmente previsto. “A nostro avviso – si legge nella nota di S&P – il piano economico del governo rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia”. Inoltre l’Italia, per l’agenzia, non continuerà il cammino di riduzione del debito. Anzi, S&P si aspetta che nei prossimi tre anni il rapporto debito/Pil dell’Italia si manterrà al 128,5%. Stime di crescita troppo ottimistiche L’agenzia definisce poi i target di crescita del governo “eccessivamente ottimistici”, il che potrebbe avere come conseguenza il fatto di aver calcolato per il 2019-2021 entrate fiscali più ampie. Non solo. S&P avverte che l’intervento sulla riforma Fornero e l’introduzione del reddito di cittadinanza possono mettere a rischio la stabilità dei conti. “Il governo ha deciso…