Ftse Mib, il rimbalzo si arresta sulla prima resistenza utile
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

Ftse Mib, il rimbalzo si arresta sulla prima resistenza utile. Ftse Mib, il rimbalzo si arresta sulla prima resistenza utile. Il Ftse Mib ha messo a segno un robusto rimbalzo lunedi’ grazie alla decisione a sorpresa di S&P di lasciare invariato il rating dell’Italia a BBB, con outlook da stabile a negativo ha sorpreso il mercato, sembrava scontato un declassamento a BBB-, e ha messo le ali ai piedi all’indice FTSE Italia Banche. Inoltre il ministro dell’economia Giovanni Tria ha dichiarato nel fine settimana che il sistema bancario è solido e che quasi tutti gli istituti, quantomeno tutti quelli principali, possono superare gli stress test EBA. Il CorSera riferisce indiscrezioni secondo cui il governo sta lavorando a un piano di intervento a sostegno del comparto qualora rendimenti e spread dovessero salire a livelli non sostenibili. L’indice delle blue chip si e’ spinto fino a 19211 punti dove ha incontrato la resistenza offerta dal primo dei ritracciamenti di Fibonacci (il 23,6%) del ribasso calcolato dal top di fine settembre. In altre parole per il momento il rimbalzo si e’ dimostrato il minimo sindacale di un movimento correttivo, ha solo raggiunto il primo dei gradini della scala che, con il superamento in…

Piazza Affari in netto recupero dopo conferma rating Italia di S&P. FTSE MIB +1,91%
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

Piazza Affari in netto recupero dopo conferma rating Italia di S&P. Piazza Affari in netto recupero dopo conferma rating Italia di S&P. FTSE MIB +1,91%. Mercati azionari europei positivi. Wall Street contrastata: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,4%, Nasdaq Composite -0,5%, Dow Jones Industrial +0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,91%, il FTSE Italia All-Share a +1,99%, il FTSE Italia Mid Cap a +2,53%, il FTSE Italia STAR a +3,18%. *Balzo in avanti dei BTP dopo la decisione a sorpresa di Standard&Poor’s *di lasciare invariato il rating dell’Italia a BBB, con outlook da stabile a negativo: sembrava scontato un declassamento a BBB-. Il decennale rende il 3,35% dal 3,46% della chiusura di venerdì, lo spread sul Bund scende a 298 bp da 311. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a settembre l’indice principale PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) e’ risultato in crescita dello 0,1% su base mensile, pari alle attese e in linea con la rilevazione precedente. Lo stesso indice calcolato rispetto a un anno fa è cresciuto del 2% dal +2,2% precedente. La spesa personale è salita dello 0,4% dal +0,5% di agosto e i…

Snam: Equita, positivo il via libera del Governo al Tap
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

Il TAP permette di creare un HUB del gas in Italia ed aumenta la visibilità sui capex di sviluppo ed aumento della flessibilità della rete italiana. La seduta odierna si è conclusa in positivo anche per Snam che, dopo aver ceduto meno di mezzo punto percentuale venerdì scorso, ha ritrovato la via dei guadagni oggi. Il titolo, che ha mostrato minore forza relativa rispetto all’indice di riferimento, si è fermato a 3,663 euro, con un progresso dello 0,96% e oltre 11 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a poco più di 10 milioni di pezzi. Snam oggi è finito sotto i riflettori del mercato dopo che il Governo ha deciso di non fermare la costruzione del TAP, il gasdotto internazionale di collegamento fra Turchia, Grecia, Albania e Italia e che dovrebbe entrare in esercizio nel 2020. Gli analisti di Equita SIM segnalano che l’impatto sugli utili di Snam è pari a circa il 4% a regime e vale il 2% della loro somma delle parti. La notizia è positiva per Snam, anche perché il TAP permette di creare un HUB del gas in Italia ed aumenta la visibilità sui capex di sviluppo ed…

Acquisti sulle quattro ruote UE, rumors su tagli fiscali in Cina
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

Seduta brillante per il comparto automobilistico del Vecchio Continente, che registra forti acquisti e vede l’indice settoriale STOXX Europe 600 Automobiles & Parts guadagnare il 2,95 per cento. Seduta brillante per il comparto automobilistico del Vecchio Continente, che registra forti acquisti e vede l’indice settoriale STOXX Europe 600 Automobiles & Parts guadagnare il 2,95 per cento. Secondo l’agenzia di stampa Bloomberg, la Cina *potrebbe varare una forte riduzione delle imposte sulle auto per rivitalizzare il mercato domestico delle quattro ruote e contrastare in qualche modo le forti pressioni protezionistiche degli Stati Uniti. Si ipotizzano tagli alle tasse fino al 50% e questo ha immediatamente incoraggiato diversi gruppi automobilistici europei che hanno una forte presenza cinese. A partire dalle case tedesche con *Volkswagen, *che guadagna in chiusura il 4,05%, *Daimler, che recupera il 2,06%, e *BMW *(+3,43%). A Parigi *Renault *segna un rialzo dell’1,78% e *Peugeot *uno dell’1,41 per cento. A Milano bene anche *FCA *(+1,72%) e *Ferrari *(+0,05%). (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Petrolio in calo: Brent a 77,43 dollari al barile
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

In leggera contrazione in avvio di ottava le quotazioni del petrolio nei mercati internazionali. In leggera contrazione in avvio di ottava le quotazioni del petrolio nei mercati internazionali. Il future sul Brent *cede lo 0,24% e torna, sull’Ice, a 77,43 dollari mentre quello sul *WTI segna un ribasso dello 0,55% a 67,22 dollari. Il conteggio periodo delle trivellazioni attive (rig count) effettuato settimanalmente da *Baker Huges *ha registrato un incremento di una sola unità negli Stati Uniti nei sette giorni al 26 ottobre 2018. Le 1.068 perforazioni di idrocarburi attive negli States mostrano comunque un saldo positivo di 159 unità sul dato di un anno fa. Secondo diversi osservatori i prezzi del greggio potrebbero scontare il cattivo sentiment dei mercati e le deboli prospettive dell’economia globale delle ultime sedute. Va detto che però oggi i mercati mondiali sembrano riprendere e fiato e probabilmente sulle quotazioni del petrolio pesano i recuperi del dollaro, che, come noto, tende a muoversi in direzione opposta rispetto alle materie prime che lo usano come valuta di riferimento. In particolare il Dollar Index segna in queste ore un rialzo dello 0,24% a quota 96,59. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Ftse Mib, Dax ed Eurostoxx 50: è il momento del riscatto
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

Sul finale di ottava appena trascorso il quadro giornaliero su Ftse Mib, Dax ed Eurostoxx 50 fornisce un segnale rialzista, occasione concreta per uscire dalla dinamica prettamente ribassista che ha caratterizzato l’ultimo mese. Sul finale di ottava appena trascorso il quadro giornaliero su Ftse Mib, Dax ed Eurostoxx 50 fornisce un segnale rialzista, occasione concreta per uscire dalla dinamica prettamente ribassista che ha caratterizzato l’ultimo mese. Tale indicazione di possibile positività di breve può essere contestualizzata in una opportunità di temporanea sospensione delle aspettative di debolezza di più ampio respiro, non archiviabili, tuttavia, se non per questa specifica fase. Passiamo in rassegna la segnaletica operativa in corso sui citati indici. FTSE MIB Quadro giornaliero Il finale di settimana trascorsa riserva un cambiamento di lettura operativa sul Ftse Mib osservato in quadro giornaliero (in ricognizione della dinamica rappresentata con candele giornaliere), con l’esecutività di una proposta rialzista maturata in chiusura di venerdì 26 ottobre, a 18683, facendo entrare in servizio la configurazione di OuTrend rialzista che in chiusura di giovedì 25 si era preliminarmente presentata. Per la rilevazione di tale Modello rialzista l’osservazione Candle Model giornaliera ha recuperato la dinamica che, a cavallo di area 18500, si è articolata anche nel…

Unicredit rimbalza ma serve ben altro
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

Unicredit risorge dal marasma dello spread recuperando circa 5 punti percentuali, ma soprattutto interrompendo “il ciclone” ribassista che ha travolto l’intero settore bancario italiano da sempre vittima prediletta dei venditori. Unicredit rimbalza di oltre quattro punti percentuali raggiungendo quota 11.50, soprattutto si risolleva dai minimi di 10.80 toccati la scorsa settimana e precedentemente registrati a dicembre 2016. Grazie alla stabilizzazione almeno momentanea delle tensioni sulla manovra finanziaria del governo e alla conseguente riduzione dello spread, il titolo beneficia di una salutare pausa dal pesante trend ribassista in atto. Infatti a partire dai massimi raggiunti a maggio 2018 la perdita di valore supera il 35%, facendo tornare indietro i prezzi appunto a fine dicembre 2016, senza che si possano ancora escludere nuovi minimi entro fine anno. Dal punto di vista dei fondamentali a.d. Mustier parla di target raggiunti nella riduzione dei costi e nel miglioramento dei ricavi netti, con il coefficiente patrimoniale Cet1,( ovvero la prima delle due classi di cui è composto il patrimonio della banca) sopra il 12,5% nel 2019. Per quanto riguarda l’analisi grafico sul grafico a candele settimanali i prezzi, dopo la mancata rottura della resistenza posta di 14.50 a fine settembre, hanno accelerato al ribasso in…

Borse mondiali ad un passo dal bear market
Finanza/Economia / 30 ottobre 2018

Al termine di un’altra settimana drammatica, i mercati azionari globali vedono la capitalizzazione ridursi di ulteriori 2 trilioni di dollari. Al termine di un’altra settimana drammatica, i mercati azionari globali vedono la capitalizzazione ridursi di ulteriori 2 trilioni di dollari. Il dito è puntato sui risultati tanto brillanti in assoluto quanto deludenti rispetto alle aspettative, da parte delle aziende americane: ma questo sembra un mero catalizzatore, che ha esaltato un disagio in essere da tempo. Non a caso la probabilità di un aumento dei tassi di interesse a dicembre da parte della Federal Reserve, da fatto scontato, è scesa al 66% ad evento probabile; con la probabilità di ulteriori aumenti nel 2019 calata ad un irrilevante 14%. Dal massimo di gennaio l’abbattimento di valore supera i 15 trilioni di dollari: una ricchezza pari al PIL prodotto annualmente da Eurozona e Regno Unito. In termini relativi, le borse mondiali con esclusione di quella USA hanno sofferto dal picco una contrazione del 18.3%: per il MSCI World ex USA siamo ad un passo dalla definizione formale di bear market. Gli Stati Uniti hanno sovraperformato per buona parte di quest’anno, conseguendo in sostanziale solitudine un massimo a settembre. Ma, zavorrati dalle momentum stock…

Credem: avanti tutta nel private banking
News / 30 ottobre 2018

Nel primo semestre 2018 la divisione private banking di Credem ha raggiunto 600 milioni di euro di nuova raccolta di cui oltre la metà di risparmio gestito ed inserito 20 nuovi professionisti. Come si legge in un comunicato della società la divisione private banking di Credem guidata da Gianluca Rondini, in linea con la strategia di crescita del gruppo, ha l’obiettivo di arrivare a fine 2018 a 1,2 miliardi di euro di nuova raccolta e 1.500 nuovi clienti. In particolare nel primo semestre dell’anno la divisione private banking ha raggiunto 19 miliardi di euro di masse in gestione di cui 11 di raccolta gestita. Da gennaio a fine giugno, inoltre, sono stati attivati rapporti con 840 nuovi clienti. Ad oggi sono 38 i centri private presenti sul territorio nazionale nelle principali filiali, “che esprimono – si legge nel testo – elevati livelli in termini di competenze ed ampiezza del servizio offerto, grazie alle sinergie generate con le altri reti commerciali della banca (corporate e small business in particolare) ed al supporto di Euromobiliare Advisory Sim, centro di competenze in materia di consulenza e punto di riferimento in tale ambito per le tutte le reti del gruppo Credem. “Non basta la…

Ancora una volta aziende americane battono le previsioni: mercati evidenziano ciò che pensano di questo gioco
News / 30 ottobre 2018

A cura di DWS Mentre il Presidente degli Stati Uniti continua ad adoperarsi per rendere nuovamente grande l’America, le aziende statunitensi sono già un passo avanti. Sono bravissime, le loro vendite sono eccezionali e i loro profitti sono ottimi. Così fantastici che la comunità degli analisti continua ad essere sorpresa di come le aziende possano avere risultati così positivi, come si evince dai dati trimestrali. Il periodo delle trimestrali è in corso da circa tre settimane, e udite udite, le società americane sono riuscite a superare i risultati previsti dalla maggior parte degli analisti. Ma gli analisti devono anche rendersi conto che le aziende sono affidabili. E persino di più. E non è quello che gli investitori desiderano maggiormente: previsioni superate? Questa gioia dovrebbe riflettersi nei prezzi delle azioni, che dovrebbero aumentare drasticamente in ogni stagione di rendicontazione. I dati risalenti al 1998 mostrano che più della metà delle aziende statunitensi riescono sempre a sorprendere i mercati – ogni trimestre, sia che l’economia sia in ripresa o in recessione. Ma i prezzi delle azioni non riflettono nulla del genere, come mostra il nostro “grafico della settimana”. Più precisamente, mostra tre cose: Negli ultimi tre anni, il 73% delle aziende statunitensi…