Intesa in lieve rialzo. Kepler Cheuvreux taglia target e stime
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Il titolo ha evitato ulteriori discese dopo il netto calo delle due sessioni precedenti. Il broker francese mantiene view positiva. Chiusura senza particolari scossoni oggi per Intesa Sanpaolo che è riuscito però a rivedere il segno più dopo due sedute consecutive in netto calo. Non più tardi di ieri il titolo ha lasciato sul parterre oltre il 3% del suo valore, mentre oggi si è fermato poco sopra la parità con un rialzo dello 0,26% a 1,9842 euro. Decisamente elevati i volumi di scambio, visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 210 milioni di azioni, quasi il doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 115 milioni di pezzi. Intesa Sanpaolo oggi è finito sotto i riflettori di Kepler Cheuvreux che da una parte ha reiterato la raccomandazione d’acquisto sul titolo, ma dall’altra ha ridotto il prezo obiettivo da 3,1 a 2,7 euro, complice un taglio delle stime sull’utile per azione, abbassate in media del 7,7% con riferimento al periodo 2018-2021. Il broker evidenzia che la frenata economica e l’incertezza in Italia stanno avendo ricadute negative sul business di Intesa Sanpaolo, mentre continuano a performare bene la qualità del credito e la disciplina dei…

Piazza Affari recupera da minimi da febbraio 2017, Moscovici ammorbidisce toni. FTSE MIB -0,04%
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Piazza Affari recupera da minimi da febbraio 2017, Moscovici ammorbidisce toni. Piazza Affari recupera da minimi da febbraio 2017, Moscovici ammorbidisce toni. FTSE MIB -0,04%. *Mercati azionari europei contrastati. Wall Street positiva: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,6%, Nasdaq Composite +0,7%, Dow Jones Industrial +0,5%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,04%, il FTSE Italia All-Share a -0,14%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,70%, il FTSE Italia STAR a -0,73%. La borsa italiana riemerge dai minimi da febbraio 2017 toccati in mattinata in scia alla lettera della Commissione Europea con le richieste di chiarimento sulla manovra economica programmata dal governo italiano per il 2019. La lettera afferma che i piani dell’Italia configurano una “violazione grave e manifesta” del Patto di Stabilità e Crescita. Entro lunedì prossimo il governo deve inviare le proprie risposte a questa missiva. Il recupero di Piazza Affari è stato favorito dai toni concilianti usati dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici in conferenza stampa a Roma. *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA la National Association of Realtors *ha reso noto che a settembre le vendite di abitazioni esistenti sono diminuite del 3,4% a 5,15 milioni…

Ferrari chiude in rialzo. Per UBS è un buon momento per comprare
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Il titolo ha recuperato quasi interamente le perdite di ieri, grazie alla conferma bullish della banca elvetica. La settimana si è chiusa con un rimbalzo per Ferrari ce, dopo aver ceduto circa il 2% ieri, è riuscito a risalire la china, mostrando più forza dell’indice Ftse Mib. Il titolo ha terminato gli scambi a 101,6 euro, con un rialzo dell’1,5% e oltre 900mila azioni trattate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a poco meno di 700mila pezzi. Ferrari oggi ha beneficiato del sostegno di UBS, i cui analisti hanno ribadito la raccomandazione “buy” sul titolo, con un prezzo obiettivo a 150 dollari. La banca elvetica crede che le attuali valutazioni offrano un interessante punto di ingresso sul titolo, definito una rara opportunità acquisto. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dax, figura rialzista in formazione?
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Dax, figura rialzista in formazione? Il Dax ha vissuto un’ottava abbastanza tormentata, subendo una brusca battuta d’arresto dopo il contatto con una forte duplice resistenza, ma ancora non si e’ arreso alle pressioni ribassiste e anzi potrebbe essere in procinto di preparare un contrattacco. Dax, figura rialzista in formazione? Il Dax ha vissuto un’ottava abbastanza tormentata, subendo una brusca battuta d’arresto dopo il contatto con una forte duplice resistenza, ma ancora non si e’ arreso alle pressioni ribassiste e anzi potrebbe essere in procinto di preparare un contrattacco. Ma andiamo con ordine: i prezzi si sono spinti con i massimi del 17 ottobre a 11848 circa a testare la linea mediana del canale ribassista disegnato dal top di fine luglio (il canale e’ una coppia di linee parallele che contiene per un certo periodo le oscillazioni del mercato e la sua linea mediana funziona da supporto o da resistenza a seconda dalla direzione in cui viene avvicinata) e il 38,2% di ritracciamento (un importante riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci) del ribasso dal top di fine settembre, venendone respinti. La flessione e’ pero’ stata contenuta venerdi’ dal supporto offerto a 11459 punti dai minimi del 15 ottobre, tanto che ora…

FinecoBank (-4%): il ribasso apre nuove opportunità
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Fineco Bank dopo il recente record storico oltre i 12 euro perde ulteriormente terreno, tornando immeritatamente sotto quota 9 e sebbene alla base vi siano ragioni puramente macroeconomiche, i valori raggiunti iniziano ad interessare gli investitori. Fineco bank continua ad essere pesantemente venduta in coerenza con l’intero settore bancario e finanziario italiano, oggetto ormai da anni di un “trattamento speciale” negativo la cui giustificazione economica è tutta da dimostrare. Vengono infatti venduti titoli bancari senza alcun calcolo effettivo dell‘impatto nella valorizzazione dei titoli pubblici italiani effettivamente posseduti, ignorando la qualità e solidità di tutti gli altri parametri aziendali, che fanno di molte realtà bancarie italiane le migliori in Europa. Di fatto però la crescita inarrestabile di Fineco si è bruscamente interrotta in corrispondenza del massimo assoluto di 12.20, registrato lo scorso 26 settembre, con una contrazione di valore superiore al 27% ai prezzi di oggi.. Tale performance è alquanto stridente se si considerano i fondamentali di bilancio da cui emergono dati strabilianti, con ricavi cresciuti negli ultimi 5 anni di quasi il 45% a quota 640 milioni, previsti a fine 2018 e utili netti annui (in altri termini il margine di profitto netto) in media superiori al 30%. Poche realtà…

Trading mordi e fuggi: Intesa SP, Saipem, Tenaris
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Trading long/short Azioni Ftse MIB, Trading System ShoTrading Azioni (operatività di breve-brevissimo periodo). Trading long/short Azioni Ftse MIB, Trading System ShoTrading Azioni (operatività di breve-brevissimo periodo): nella nostra analisi dello scorso 16 ottobre parlavamo dei principali titoli bancari del paniere Ftse MIB che si trovavano in prossimità di minimi di breve importanti. In particolare UNICREDIT, INTESA SANPAOLO, BANCO BPM. Nelle scorse sedute i titoli in questione non hanno dato alcun segnale di tenuta, men che meno di rimbalzo, e ieri, 18 ottobre, hanno effettuato un nuovo break dei minimi. In ottica di operatività da trading “mordi e fuggi” con livelli stretti sui movimenti di brevissimo, abbiamo aperto ieri nel finale di seduta uno short su INTESA SANPAOLO (ISP) che in linea col comparto rompeva i minimi della settimana scorsa. Il titolo questa mattina è sceso fino al test di area 1,9 € e al momento si muove in congestione intraday a contato di 1,95 €. A breve, nell’aggiornamento che pubblicheremo entro le  ore 15, fisseremo uno stop molto stretto a protezione della posizione almeno in pari. Sempre per quanto riguarda l’operatività in short selling (vendita allo scoperto): siamo rientrati short anche su SAIPEM (SPM) e TENARIS (TEN). Su SAIPEM lo…

Caos politico
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Il risultato è l’indice FtseMib che scivola sotto i 19.000 punti, con tanti titoli ormai staccati dai loro fondamentali. Una situazione peggiore di questa era difficile da immaginare..una manovra che non piace, un decreto “scritto male” che lancia qualche allarme sulla tenuta della maggioranza e di conseguenza lo spread che segna valori che non vedeva da anni. Il risultato è l’indice FtseMib che scivola sotto i 19.000 punti, con tanti titoli ormai staccati dai loro fondamentali.  A livello tecnico siamo in presenza di un elevato ipervenduto di breve, il supporto presente a 18.500 dovrebbe reggere, ma siamo ormai entrati nell’ottica di riuscire a limitare i danni. Dopo una discesa del genere, si ritiene che solo con una buona fase di accumulo sopra 19.000 questo mercato si possa pian piano ricostruire; difficile ipotizzare un rimbalzo a V, a meno di eventi straordinari difficilmente prevedibili ora. Operativamente si consiglia di stare alla finestra; valuteremo settimana prox su che minimo il mercato possa iniziare la ripresa, si allungano inevitabilmente i tempi, ma abbandonare Piazza Affari in questa fase difficilmente potrà essere una mossa vincente. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Il modello taglia l’allocazione in Equity
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

Per quello che più ci compete da vicino, i mercati azionari sono stati flagellati da due malanni. Per quello che più ci compete da vicino, i mercati azionari sono stati flagellati da due malanni. Quello italiano, in primavera, da un dato di sentiment che ci riguarda da vicino: il tasso di rinnovo degli abbonamenti al Rapporto Giornaliero, nel periodo marzo-maggio, scendeva ad un “inquietante” 74%. Ovvero: una percentuale anomalmente elevata (26%) di abbonati, decideva in primavera di non rinnovare la sottoscrizione in scadenza, diffidando probabilmente delle indicazioni fornite di massimo di imminente formazione sulla borsa italiana. Una scelta dettata dalla retorica allora vibrante circa l’effetto salvifico dei PIR, nonché dal confortante stato di salute fino a quel momento evidenziato dalla congiuntura economica italiana. Il secondo dato riguarda la sfilza di indicazioni di pericolo, inanellata nel mese di settembre a Wall Street: ben 16 Hindenburg Omen, fra il 4 settembre e il 3 ottobre. La denuncia formale di un disagio, fra le pieghe del listino, soltanto fino ad un certo punto mascherato dalla vitalità delle momentum stock: segnatamente le società in vario modo riconducibili all’universo del FANG, mestamente caduto in disgrazia nelle settimane più recenti. Fino a quando gli Stati Uniti…

Commodities. Oro: ed ora?
Finanza/Economia / 20 ottobre 2018

In questo nuovo appuntamento settimanale andremo ad analizzare un’ampia gamma di prodotti: si partirà dall’Oro, per estendere l’analisi a Petrolio, Caffè, Zucchero e… Più di un analista vede l’Oro giunto ad un punto di svolta grazie alla violazione di quota 1220 dollari per oncia, ma sarà davvero così? Di maggior rilievo potrebbe essere la sempre pronta reazione degli investitori in corrispondenza dell’approccio verso quota 1200, con gli acquisti che, almeno sino ad ora, tornano a fare capolino in corrispondenza della violazione di tale soglia… Nel video di questa settimana andremo ad analizzare la situazione di una vasta gamma di prodotti: dopo aver parlato di Oro, infatti, analizzeremo la configurazione grafici di Mais, Frumento e Soia dopo la pubblicazione, avvenuta nella passata ottava, del WASDE Report mensile da parte del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Di rilievo la situazione di Caffè e Zucchero, che mettono a segno un recupero degno di nota, questo è vero, ma determinato, almeno per il Caffè, da dinamiche valutarie e non variazioni significative nei fondamentali del prodotto. Il Petrolio conclude l’analisi di questa settimana, con le quotazioni del barile che, nella loro discesa, confermano quanto affermato nelle precedenti analisi. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Ubp: strategie a capitale protetto e hedge fund in pole position nel 2019
News / 20 ottobre 2018

“Guardando al 2019, gli investitori si troveranno ad affrontare mercati azionari dove i multipli sembrano continuare a presentare un vento contrario ai rendimenti complessivi e, a differenza del +20% visto nel 2018, la crescita degli utili non solo sarà più modesta (8-10%), ma il potenziale di sorprese al rialzo sembra essere piuttosto limitato”. E’ questo uno dei verdetti che spiccano in un documento di analisi sui consigli di investimento per l’ultima parte dell’anno e l’inizio del 2019 firmato da un team di esperti di Union Bancaire Privée – Ubp, tra cui Michaël Lok, cio del gruppo, e Norman Villamin (in foto), cio private banking e head dell’asset allocation. Il team spiega che considerando il rapporto storicamente esistente tra i rendimenti delle obbligazioni statunitensi e il rendimento degli utili dell’S&P500 (l’inverso del p/, rapporto prezzi/utili), i tassi di inflazione elevati, come quelli della fine degli anni ’70, rappresentano il rischio maggiore per i rendimenti azionari. Al contrario, i rendimenti moderatamente crescenti in un contesto di inflazione modesta come quello verificatosi negli anni ’60 consentono un profilo di rendimento azionario interessante sebbene più moderato rispetto ai periodi di calo dei rendimenti obbligazionari. “In questo contesto – scrivono gli esperti – riteniamo che le…