BTP: rendimento e spread rimbalzano da minimo giornaliero
Finanza/Economia / 4 ottobre 2018

Il rendimento del BTP decennale torna a salire dopo aver toccato, poco dopo le 16, il minimo giornaliero al 3,27%. Il rendimento del BTP decennale torna a salire dopo aver toccato, poco dopo le 16, il minimo giornaliero al 3,27%. Al momento il rendimento è pari al 3,33%, -11 bp rispetto alla chiusura di ieri. Lo spread sul Bund segna 286 bp da 301 ieri (minimo odierno a 280). (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Saipem incontra una forte resistenza in area 5,51/52 euro
Finanza/Economia / 4 ottobre 2018

Saipem ha disegnato una figura “tweezer top” (due sedute con massimi allineati sugli stessi livelli, una sorta di doppio massimo nella teoria delle candele giapponesi), dalle implicazioni negative, l’1 e 2 settembre in area 5,51/52. Saipem ha disegnato una figura “tweezer top” (due sedute con massimi allineati sugli stessi livelli, una sorta di doppio massimo nella teoria delle candele giapponesi), dalle implicazioni negative, l’1 e 2 settembre in area 5,51/52. La violazione di 5,25 completerebbe la configurazione facendo temere l’avvio di flessioni verso la media mobile esponenziale a 20 giorni, a 4,97, ed eventualmente sulla trend line che sale dai minimi di maggio, a 4,57 circa. Oltre 5,52 invece segnali di forza per il test di 5,80, picco del 3 gennaio 2017. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Petrolio: volano le scorte Usa, ma i prezzi salgono lo stesso
Finanza/Economia / 4 ottobre 2018

Nell’ultima settimana le riserve di oro nero sono balzate di quasi 8 mln di barili, ben oltre le stime. Il Dipartimento dell’energia ha reso noto che nell’ultima settimana le scorte strategiche di petrolio hanno segnato un balzo in avanti di quasi 8 milioni di barili, a fronte della previsione di un rialzo di 1,3 milioni. In calo le riserve di benzina che sono scese di 459mila barili, contro l’attesa di un incremento di 800mila barili, mentre gli stock di distillati sono calati di 1,75 milioni di barili, oltre gli 1,3 milioni messi in conto dagli analisti. Dopo la diffusione del report si è avuto un ripiegamento delle quotazioni del petrolio che dopo essere scese al di sotto dei 74,5 dollari al barile sono tornate subito a salire, presentandosi negli ultimi minuti a 75,65 dollari, in rialzo dello 0,56%. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

A Piazza Affari la tendenza di lungo periodo è da tempo negativa
Finanza/Economia / 4 ottobre 2018

Il Rapporto Giornaliero di oggi infatti ci ricorda gli obiettivi dell’indice MIB, all’indomani della penetrazione della media mobile a 200 giorni. A Piazza Affari un’apertura da incubo è opportunamente seguita da una provvidenziale reazione, che assorbe l’emorragia e produce una chiusura sostanzialmente invariata. A fine seduta la compressione dell’ampiezza di mercato produce un segnale di inversione (Landry TRIN Reversal) su cui però non saremmo pronti a giurare: vuoi per l’inconsistenza dei precedenti segnali bullish – quelli bearish invece essendo risultati particolarmente affidabili – vuoi perché non sono stati ancora raggiunti i target verso il basso. Il Rapporto Giornaliero di oggi infatti ci ricorda gli obiettivi dell’indice MIB, all’indomani della penetrazione della media mobile a 200 giorni; fondamentale spartiacque tecnico di mercato, che a più riprese ha esercitato la sua funzione contenitiva, prima del recente sell-off. La borsa italiana ha svolto il compitino minimo, andando a realizzare un nuovo minimo, livello più basso degli ultimi diciotto mesi; ma daremmo per scontato un ulteriore declino, in prospettiva, fino al target iniziale raffigurato. Qui oltretutto si andrebbe a colmare un vuoto grafico rimasto aperto nel precedente bull market. Idealmente, però, l’attenzione è posta sull’area obiettivo inferiore: qui la spinta ribassista dovrebbe conoscere almeno…

Telecom: doppio bagno di sangue, in borsa e sul 5G
Finanza/Economia / 4 ottobre 2018

Continua lo scontro tra Elliot e il Ceo di Telecom colpevole di non avallare la proposta di conversione delle risparmio, che ai prezzi attuali sarebbe un operazione costosissima, mentre sullo sfondo il futuro per l’azienda si fà difficile visto il costo della gara del 5G e il pessimo andamento in borsa del titolo. Pessimo periodo per Telecom che continua inanellare ribassi pesanti in borsa, mentre si fa sempre più costosa la gara per l’assegnazione delle frequenze in tecnologia 5G, tanto da far dire ad alcuni analisti che ormai è messa in discussione la convenienza economica degli investimenti rispetto ai possibili ricavi. Ciò spinge di fatto in rosso il bilancio di molti operatori già pesantemente indebitati, come nel caso di Wind/Tre, oppure renderà l’operatività difficile in un settore dai margini in costante erosione. Sebbene Equita sim abbia calcolato che l’impatto in termini contabili nel caso di Tim non è peggiorativo, ha comunque sottolineato che i costi elevati di aggiudicazione mettono in discussioni i modelli di business sulla nuova tecnologia. Nonostante ciò gli analisti confermano il target price oltre 0.80 centesimi e una view stabile dei ricavi attesi nel immediato futuro, in quanto i costi legati alle frequenze 5g non dovrebbero incrementare…

Quando c’è troppa isteria meglio puntare su business solidi
Finanza/Economia / 4 ottobre 2018

In attesa che il nostro paese rinsavisca, rivolgiamo il nostro focus oltreoceano. In attesa che il nostro paese rinsavisca, rivolgiamo il nostro focus oltreoceano. Abbiamo scelto un certificate che, a nostro avviso, è molto interessante sia in termini di bassa rischiosità ma anche in termini di rendimento. Inoltre il sottostante è un ben noto marchio d’abbigliamento USA, quindi un titolo al di fuori dell’attuale perdita di senno in atto in Italia. Non solo: lo strumento del certificate, come già visto per Tesla, ci permette di investire sul titolo senza doverci accollare il rischio cambio. Il sottostante è un un’azienda statunitense specializzata nella vendita di abbigliamento sportivo e di calzature. Possiede 3.921 negozi in centri commerciali presenti negli Stati Uniti, Canada, Europa,Asia e Oceania. La catena di negozi è conosciuta anche per le uniformi utilizzate dai dipendenti, simili a quelle utilizzate dagli arbitri di hockey su ghiaccio. Dopo un buon recupero, il titolo ha fatto proprio ieri un pattern d’inversione che sta riportando i prezzi al di sotto dei 50$. I primi supporti veramente significativi si trovano a quota 46,16$ e poi, molto più in basso, a circa 40$. Entrambi i supporti sono ancora molto lontani dalla barriera riportata sopra, ai…

Ubp: con addio al Qe opportunità su questi mercati
News / 4 ottobre 2018

A fronte di dati confortanti per quanto riguarda la crescita negli Stati Uniti, ma anche in Europa, non è il caso di sovrastimare il possibile impatto delle dispute commerciali o del braccio di ferro sul deficit italiano: lo ha affermato Olivier Debat, senior investment specialist presso Ubp. “Attualmente i fondamentali rimangono solidi sia negli Stati Uniti che in Europa: i tassi di insolvenza si attestano a circa l’1% in Europa e il 2% negli Stati Uniti; i rapporti di leva finanziaria sono sotto controllo – in calo negli Stati Uniti”, ha scritto Debat in un intervento pubblicato su InvestmentWeek, ricordando come il nodo dell’inflazione negli Stati Uniti non dia ancora segni di surriscaldamento (“Nessun segno chiaro” di accelerazione, aveva comunicato la Fed). “Non crediamo che le controversie commerciali degli Stati Uniti o il bilancio italiano possa far deragliare queste prospettive macroeconomiche, sebbene possano innescare una certa volatilità”. Dal punto di vista operativo Debat ha sottolineato l’opportunità strategica di puntare sui Credit defalut swap index, titoli derivati che coprono dal rischio d’insolvenza di un emittente come i Cds ma più liquidi perché non scambiati su mercati over-the-counter. “Se si parla di high yield, preferiamo gli indici di Cds sui bond per…

Bnp Paribas am fa formazione sugli investimenti sostenibili in 10 pillole video
News / 4 ottobre 2018

Il tema degli investimenti sostenibili e responsabili (sri) è sempre più presente nelle richieste dei risparmiatori e nei portafogli dei gestori. Per questo motivo, e per dare continuità all’azione di promozione del tema Sri, Bnp Paribas am lancia una nuova iniziativa educational con la collaborazione di Carlo Carraro, professore dell’università Ca’ Foscari di Venezia e presidente dell’European association of environmental and resource economists (eaere). L’iniziativa consiste in 10 brevi video che verranno pubblicati, uno alla settimana, sul sito bnpparibas-am.it e sui canali social twitter @bnppam_it e linkedin Bnp Paribas asset management. I video sono tratti da un’intervista sul tema realizzata con il professor Carraro. “I consulenti finanziari ricevono molte comunicazioni sui temi Sri – spiega Federico Trainni, responsabile distribution partners di Bnp Paribas am (nella foto) – per cui abbiamo ritenuto importante dare un approfondimento più scientifico e tecnico per aumentare la conoscenza di questo approccio, laddove i clienti Private sono molto attenti e sensibili al tema. Il consulente che saprà intercettare questa necessità e farne fronte in maniera professionale potrà trarne un importante vantaggio competitivo. Per il gruppo Bnp Paribas la sostenibilità è un tema centrale e fondamentale. Bnp Paribas am ha sviluppato, a partire dal 1997, una competenza d’investimento nel settore Sri ed oggi…

Negozi: l’impatto economico della chiusura domenicale
News / 4 ottobre 2018

A cura dell’avv. Luciano Castelli * Il Governo ha depositato un progetto di legge (1) che prevede la revisione del DL 201/11 c.d. “Salva Italia” con cui, per volontà dell’allora governo Monti, sono stati liberalizzati gli orari di apertura dei negozi ed è stato garantito il diritto ai commercianti (c.d. retailer) di condurre le proprie attività sia la domenica che i giorni festivi. La norma attualmente in vigore prevede infatti che “le attività commerciali (..) e di somministrazione di alimenti e bevande sono svolte senza il rispetto di orari di apertura e di chiusura, dell’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio” (2). I propositi del governo hanno diviso le rappresentanze delle categorie coinvolte in due schieramenti opposti; tra chi ritiene, esageratamente, che il decreto Salva Italia sia stato l’origine di una nuova forma di “schiavitù”, dato che costringe i dipendenti a lavorare nei giorni festivi (domeniche incluse) e chi, non a sproposito, sottolinea gli effetti benefici che l’approvazione del decreto ha portato da sei anni a questa parte, consentendo di contrastare la crisi occupazionale e quella dei consumi, che nel 2011 si attestava attorno l’6% su base annua (3). Il tema è adesso tornato…

Turchia, inflazione al top di 15 anni: prosegue crollo lira
News / 4 ottobre 2018

Come previsto, dato il crollo valutario delle ultime settimane, l’indice dei prezzi al consumo della Turchia ha proseguito la sua scalata a settembre. Il dato, tuttavia, è risultato molto superiore alle attese: l‘inflazione ha toccato i massimi degli ultimi 15 anni, al 24,5%, contro una previsione media che l’aveva stimata al 21,1%. L’indice dei prezzi al consumo ha così superato il tasso di riferimento al 24% della banca centrale turca, dalla quale ora si attendono nuovi rialzi. Il target dell’istituto per tasso d’inflazione è al 5% lontano chilometri. Eppure lo spazio per alzare ulteriormente i tassi d’interesse non molto ampio, vista l’ostilità del presidente Recep Tayyip Erdogan contro le politiche monetarie restrittive. Il cambio dollaro-lira turca ha visto un nuovo tonfo della moneta locale, arrivando a quota 6,0972 prima di moderare le perdite all’attuale 6,0274 (-0,71%). “Un’inflazione così pessima sembra uscita davvero dalla vecchia Turchia”, ha dichiarato Inan Demir, economista alla Nomura International di Londra, “l’inflazione complessiva annua è al di sopra del tasso ufficiale della banca centrale al 24%, il che richiede un altro rialzo dei tassi”. “I tassi di interesse al 24% forniscono una certa protezione”, ha commentato l’analista di Medley Global, Nigel Rendell, “ma c’è la sensazione…