Piazza Affari positiva e migliore in Europa. FTSE MIB +1,07%
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

Piazza Affari positiva e migliore in Europa. Piazza Affari positiva e migliore in Europa. FTSE MIB +1,07%. *Mercati azionari europei riducono guadagni. Wall Street inverte la rotta e scivola in rosso: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,8%, Nasdaq Composite -1,1%, Dow Jones Industrial -0,5%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,07%, il FTSE Italia All-Share a +1,12%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,49%, il FTSE Italia STAR a +1,35%. In un report di DBRS si legge che gli analisti dell’agenzia di rating non sono troppo preoccupati dal peggioramento del deficit fiscale dell’Italia implicito nel documento programmatico di bilancio varato dal governo e pesantemente criticato dalla Commissione Europa. I fondamentali economici dell’Italia non si dovrebbero deteriorare. Detto questo le previsioni di crescita dei piani del governo appaiono ottimistiche. Secondo gli analisti, molto dipenderà dalla performance della crescita economica e dalla capacità dei policymaker di accrescere la resistenza dell’Italia a eventuali shock. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a ottobre i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono cresciuti di 250 mila unita’. Il dato e’ nettamente superiore alle attese degli analisti che si aspettavano una crescita di 193…

Nuovi record per il Bovespa del Brasile, c’e’ da fidarsi?
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

La versione corredata da grafici e’ disponibile all’indirizzo http://ftaonline. La versione corredata da grafici e’ disponibile all’indirizzo http://ftaonline.com/blog/nuovi-record-il-bovespa-del-brasile-ce-da-fidarsi Nuovi record per il Bovespa del Brasile, c’e’ da fidarsi? Ecco cosa dicono Elliott e GANN. Il Bovespa termina la seduta del 1° novembre a 88419 punti circa, in crescita dell’1,14% (massimo intraday a 89017,37, nuovo record assoluto), con i prezzi che si portano quindi al di sopra dei precedenti record di febbraio a 88317,83 punti. Nelle ultime sedute si e’ registrata anche la rottura del lato alto del canale crescente tracciato dai minimi di giugno, ora supporto a 87260 punti circa. La rottura del lato alto di un canale di solito e’ un segnale di forza, di accelerazione dell’uptrend, che propone obiettivi a una distanza almeno proporzionale dalla ampiezza del canale proiettata dal punto di rottura, in questo caso quindi potenzialmente posti a 9700 punti circa e successivamente a 10000 e 11500 punti. Il condizionale tuttavia e’ d’obbligo: la correzione vista dal top di febbraio ha ritracciato il 38,2% del rialzo visto dai minimi di inizio 2016 (contenuto a sua volta all’interno di un canale la cui base era stata violata a maggio) arrivando ad interessare la media mobile esponenziale a…

STMicroelectronics scivola sotto la parità trascinata da Apple
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

STMicroelectronics scivola sotto la parità nella seconda parte della seduta di venerdì arrivando a toccare un minimo a 13,76 euro dopo aver raggiunto un massimo a 14,45 (close giovedì a 13,835 euro). STMicroelectronics scivola sotto la parità nella seconda parte della seduta di venerdì arrivando a toccare un minimo a 13,76 euro dopo aver raggiunto un massimo a 14,45 (close giovedì a 13,835 euro). Inizialmente il mercato si era stupito che la netta flessione di Appleal NASDAQ non avesse contagiato anche STM, una influenza negativa che si è invece poi fatta sentire quando alla riapertura della borsa Usa il calo di Apple, superiore al 6%, ha portato il Nasdaq in negativo (perdita superiore all’1%). Il colosso USA, cliente di STM, nel quarto trimestre del suo esercizio ha realizzato risultati migliori rispetto alle attese, fornendo però una guidance prudente per l’attuale periodo (cruciale per le vendite di iPhone e iPad visto che comprende le festività natalizie). Stm ha comunque messo a segno un rimbalzo dopo il test il 25 ottobre a 11,62 della base del canale decrescente disegnato dal top di giugno, supporto coincidente con il 61,8% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo dai minimi di aprile 2016. La reazione partita da…

Acquisti sulle banche di Piazza Affari
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

Ancora performance positive per il comparto del credito a Piazza Affari nel pomeriggio. Ancora performance positive per il comparto del credito a Piazza Affari nel pomeriggio. L’indice di settore Ftse Italia Banche guadagna l’1,79% mentre a livello europeo l’EURO STOXX Banks recupera l’1,50 per cento. A Milano si mettono in luce *Bper *(+3,7%), *Unicredit *(+2,64%), *Banco BPM *(+2,61%) e *Ubi Banca *(+2,29%). Bene anche *Intesa *(+0,71%) e *Mediobanca *(+1,02%). In calo invece *Carige *(-2,08%). Come noto a mercato chiuso saranno pubblicati gli stress test europei dell’Eba che coinvolgono in Italia soprattutto Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca e Banco BPM. Previsti anche dei test paralleli su altri istituti minori europei, ma i loro risultati saranno comunicati solo alle banche direttamente interessate. Nel caso italiano sarebbero al vaglio anche Bper, Carige, Mediobanca, Popolare di Sondrio, Iccrea e Credem. Secondo le indiscrezioni, tutte le banche italiane dovrebbero avere superato l’esame dell’EBA, con l’eccezione forse di Carige, che potrebbe vedere nello scenario avverso uno scivolamento del CET 1 ratio sotto il 5,5% richiesto. Si tratta però, come detto, di indiscrezioni. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Luxottica in controtendenza su debolezza dollaro
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

Luxottica (-1,5%) perde terreno muovendosi in controtendenza con il settore lusso e con il mercato. Luxottica (-1,5%) perde terreno muovendosi in controtendenza con il settore lusso e con il mercato. Il titolo è probabilmente penalizzato dalla correzione del dollaro dal massimo dal 16 agosto raggiunto mercoledì pomeriggio (EUR/USD a 1,1302, ora 1,1410 dopo aver toccato 1,1456). Il gruppo creato da Leonardo Del Vecchio è particolarmente sensibile alle oscillazioni del biglietto verde: ricordiamo infatti che Luxottica realizza in Nord America il 57% dei propri ricavi (dato 2017). (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Moncler stupisce ancora analisti e investitori
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

Moncler festeggia nel migliore dei modi la pubblicazione dei risultati di bilancio riferiti ai nove mesi del 2018, con ricavi cresciuti oltre le attese e il forte ritorno di interesse degli investitori, come confermato dall’incremento dei volumi registrato nella parte finale del mese di ottobre. “Una storia di successo…” è questo il miglior commento possibile, rilasciato dagli analisti di Hsbc per sintetizzare gli ultimi dati di bilancio di Moncler che, grazie anche al recupero messo in atto dal Ftse Mib, guadagna oltre 6 punti percentuali. Con i ricavi previsti a fine 2018 oltre 1.4 mld di euro e utili netti in aumento di oltre il 20% a quota 300 milioni, la società attiva nel fashion/luxury stupisce ancora il mercato, confermando tassi di crescita e marginalità impressionanti. Per avere un termine di paragone nel 2008 i ricavi totali non raggiungevano i 300 milioni, oggi invece quella cifra rappresenta “solo” il reddito annuale e tale successo viene rispecchiato di conseguenza dagli altri indici di bilancio. Infatti con liquidità in eccesso e la pressoché totale assenza di debiti, grazie ad una posizione finanziaria netta di 304 milioni, il management può guardare con fiducia al futuro confermando gli obiettivi di crescita anche per il 2019….

Una strategia da qui alla fine dell’anno per Wall Street
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

Negli Stati Uniti nel frattempo lo S&P chiude sfrontatamente a 2740 punti: la soglia spartiacque su cui ci siamo più volte soffermati. Piazza Affari resta formalmente in downtrend di breve periodo, con le quotazioni che per la quarta seduta di fila in sede di chiusura risultano contenute dallo short stop giornaliero. Ma la persistente pendenza positiva da parte del nostro oscillatore di momentum inducono a ritenere imminente o quantomeno probabile l’abbattimento di questa resistenza, a favore di una continuazione del rimbalzo inaugurato con la sollecitazione del supporto strutturale avente estremo inferiore a 18400 punti. Come già rilevato le condizioni estreme ivi conseguite da un lato rendevano concreta l’ipotesi del recupero, dall’altro chiariscono la natura provvisoria del minimo raggiunto: secondo lo schema più volte proposto, e basato sull’ampiezza di mercato, staremmo vivendo il transito dal punto 6 al punto 7 della mappa. Negli Stati Uniti nel frattempo lo S&P chiude sfrontatamente a 2740 punti: la soglia spartiacque su cui ci siamo più volte soffermati. L’indice riesce ad inanellare tre sedute di fila dal saldo superiore al punto percentuale: non accadeva dai giorni successivi al referendum britannico di giugno 2016; con l’importante precisazione che quella reazione fu condita da un comportamento brillante…

Raggio di luce
Finanza/Economia / 3 novembre 2018

Il FtseMib riparte proprio dal supporto in area 18.500, mettendo a segno 1.000 punti che ci portano in una zona almeno più tranquilla. Piazza Affari comincia a dare qualche segnale di risveglio: il FtseMib riparte proprio dal supporto in area 18.500, mettendo a segno 1.000 punti che ci portano in una zona almeno più tranquilla. L’idea ventilata settimana scorsa di essere nell’ultima gamba ribassista si fa più concreta, i minimi dovrebbero a questo punto tenere, tuttavia attendiamo ancora una settimana per avere conferma. Tecnicamente il recupero può proseguire fino ai 20.000; solo una chiusura sopra tale livello potrà ridare al trend di medio una connotazione rialzista con obiettivi a 20.800 e 21.650 per fine anno. Qualche correzione è da mettere sicuramente in conto, tuttavia solo un ritorno sotto 18.800 ci farebbe tornare in un clima di piena sfiducia, anche se al momento ci risulta difficile immaginare un indice sotto i 18.000 punti. Operativamente rimaniamo orientati al trading settimanale con target in area 20.000; le posizioni di medio vanno sicuramente mantenute in attesa di tempi migliori, quando anche per alcuni titoli i fondamentali e i dividendi verranno finalmente presi in considerazione. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Stress Test Eba, banche italiane promosse: i risultati
News / 3 novembre 2018

Missione compiuta per i quattro istituti italiani sottoposti allo stress test dell’Eba: Intesa Sanpaolo, UniCredit, Ubi e BancoBpm. La solidità patrimoniale è risultata al di sopra delle soglie previste sia nello scenario base, sia in quello avverso. Considerando quest’ultima simulazione, quella più sfidante, si apprende che Bpm manterre un Cet1 (al 2018) del 9.93%; Intesa del 10.80%; Unicredit del 10.31%; Ubi del 9.76%. Il livello minimo previsto dalla Bce si attesta a un ben più basso 5,5%.   L’autorità europea ha anche compiuto la medesima analisi anche su sei istituti di cui non è prevista la pubblicazione dei risultati: Bper, Mediobanca, PopSondrio, Iccrea e Credem; secondo quanto scrive Luca Davi sul Sole24Ore, anche questi istituti non avrebbero mostrato vulnerabilità. Solo Carige costituisce un’eccezione, con fragilità che potrebbero emergere nel caso di uno scenario avverso: il Cet1, infatti sarebbe sceso nel test al di sotto del 5,5% previsto. “Il risultato dello stress test dimostra che gli sforzi delle banche per costruire la propria base di capitale negli ultimi anni hanno contribuito a rafforzare la loro capacità di resilienza e capacità di resistere alle forti scosse e agli impatti patrimoniali significativi dell’esercizio 2018”, ha dichiarato Mario Quagliariello, direttore di Analisi economica e statistica presso l’Eba, “i risultati…

Zingales, Ue cerca cerca nell’Italia “il furfante straniero”
News / 3 novembre 2018

L’inflessibilità di Bruxelles contro la manovra economica del governo italiano, la cui tenacia ha già suscitato critiche illustri, sarebbe volta a mettere “una nazione contro l’altra”. Lo ha scritto l’economista Luigi Zingales in un editoriale pubblicato dal New York Times, precisando che la strategia prenderebbe origine dalla crisi di consenso della cancelliera Merkel in Germania e del presidente Macron in Francia. I due, “perdono popolarità nel loro Paese” e amerebbero “scaricare la colpa su un furfante straniero come il nuovo governo italiano”.   Inoltre, c’è in gioco la credibilità stessa della Commissione Ue: “Il problema è che sarebbe un suicidio politico esser visti come fautori di concessioni all’Italia”, ha scritto Zingales, anche se questo “solleva una questione: la Commissione ha piegato le regole di budget già in passato. Allora perché questa intransigenza con il governo italiano?”.   Secondo l’economista dell’università di Chicago il rigetto della manovra potrebbe essere il primo atto di una tragedia che si conclude con l’uscita dall’Eurozona: “La decisione non ha conseguenze economiche immediate, ma sul piano politico ne ha di enormi, segna un netto aumento delle tensioni politiche tra l’Italia e il resto d’Europa; tensioni che potrebbero anche causare l’uscita dell’Italia dall’Eurozona”, ha scritto.   Zingales, in conclusione,…