Elezioni di mid term. L’eventuale “anatra zoppa” aiuterebbe le borse europee?
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

Il 6 novembre si tengono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti che porteranno con buona probabilita’ ad un Congresso diviso (per la Cnn il 55% della Camera, la House of Representatives, dovrebbe andare ai democratici e il 42% ai repubblicani), e’ quindi possibile che i maggiori mercati azionari siano in stand by in attesa di conoscere il risultato delle elezioni: se effettivamente ci fosse un passaggio della Camera ai Democratici ed il Senato dovesse restare invece Repubblicano saremmo di fronte alla classica “lame duck”, l’anatra zoppa, una condizione che rende molto problematica la presidenza (i provvedimenti di legge devono passare per l’approvazione di entrambi i rami del Parlamento e averne uno contro blocca inevitabilmente il percorso di molte leggi, una situazione in cui si e’ trovato anche Obama in tutti gli anni del suo mandato eccetto i primi 2). Il 6 novembre si tengono le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti che porteranno con buona probabilita’ ad un Congresso diviso (per la Cnn il 55% della Camera, la House of Representatives, dovrebbe andare ai democratici e il 42% ai repubblicani), e’ quindi possibile che i maggiori mercati azionari siano in stand by in attesa di conoscere il…

Ricerca HSBC Italy Navigator: circa il 90% delle imprese italiane è ottimista
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

HSBC ha presentato oggi Trade Navigator, la più completa analisi sul commercio internazionale che ha coinvolto 200 aziende in Italia e oltre 8. HSBC ha presentato oggi Trade Navigator, la più completa analisi sul commercio internazionale che ha coinvolto 200 aziende in Italia e oltre 8.500 aziende in 34 mercati del mondo, condotta da Kantar TNS nel periodo tra agosto e settembre 2018. Alcuni highlights della ricerca HSBC Italy Navigator: circa il 90% delle imprese italiane è ottimista sull’andamento futuro del commercio il 44% delle aziende intervistate ha già investito in innovazione digitale per aumentare l’efficienza operativa I risultati mostrano come le aziende italiane rimangono ottimiste sulle prospettive future per il commercio, nonostante il rallentamento in atto nell’economia globale e la convinzione della maggior parte degli intervistati del crescente protezionismo da parte dei governi stranieri verso le aziende locali. Gerd Pircher, Legale Rappresentante e CEO di HSBC Italia, ha commentato_:__ “La forza e la resilienza delle imprese italiane si basano sui valori del “Made in Italy” che, affiancati ad investimenti consistenti in tecnologia e sostenibilità, permetteranno alle aziende italiane di essere competitive e di avere successo a livello internazionale”._ *Il commercio come fattore chiave per il successo: i primi 3…

STM in caduta libera. Al via piano di buy-back da 750 mln
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

La società ha annunciato un nuovo piano di acquisto di azioni proprie fino ad un massimo di 750 mln di dollari da realizzarsi entro 3 anni. Avvio di settimana decisamente pesante per STM che, dopo essersi fermato poco sotto la parità venerdì scorso, ha subito un duro attacco ribassista oggi. Il titolo, che ha occupato l’ultima posizione nel paniere del Ftse Mib, si è fermato a 13,27 euro, con un crollo del 3,91% e circa 4,5 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a poco più di 4,6 milioni di pezzi. STM è stato bersagliato dalle vendite dopo che la società ha annunciato un piano di buyback fino a 750 milioni di dollari da realizzarsi entro 3 anni.Il gruppo-italo-francese intende eseguire il programma di acquisto di azioni proprie e detenere tali azioni proprie allo scopo di adempiere agli obblighi della società relativi ai piani di incentivazione a favore dei dipendenti.Gli analisti di Equita SIM ricordano che ai prezzi correnti il numero massimo di azioni al servizio del buyback rappresenta il 5,2% del capitale.Confermata la view positiva sul titolo che per la SIM milanese è da acquistare con un prezzo obiettivo a 21 euro. fonte:…

Piazza Affari peggiore in Europa con bancari e STM. FTSE MIB -0,56%
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

Piazza Affari peggiore in Europa con bancari e STM. Piazza Affari peggiore in Europa con bancari e STM. FTSE MIB -0,56%. Mercati azionari europei poco mossi. Wall Street decisamente contrastata: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,2%, Nasdaq Composite -1,0%, Dow Jones Industrial +0,4%. Domani si terranno le votazioni di mid-term (metà mandato del presidente in carica) negli USA. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,56%, il FTSE Italia All-Share a -0,54%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,34%, il FTSE Italia STAR a -0,24%. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA l’indice ISM non manifatturiero e’ sceso nel mese di ottobre a 60,3 punti dai 61,6 punti di settembre. Le previsioni degli economisti erano fissate su un indice pari a 59,3 punti. Markit ha reso noto che nel mese di ottobre l’indice PMI servizi USA e’ salito a 54,8 punti dai 54,7 punti della lettura preliminare (consensus 54,7). A novembre le aspettative economiche della zona euro sono peggiorate. L’indice Sentix, che misura la fiducia degli investitori nel mese corrente, è sceso a 8,8 punti dai 11,4 punti precedenti (consensus 10,1). Nel Regno Unito Markit Economics ha comunicato che nel mese di…

Dax, avvio di settimana solo neutrale ma i primi supporti tengono
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

Dax, avvio di settimana solo neutrale ma i primi supporti tengono. Dax, avvio di settimana solo neutrale ma i primi supporti tengono. Il Dax ha disegnato una seduta lunedi’ dalla volatilita’ molto ridotta, oscillando in un range ristretto, ma ha comunque evidenziato una reazione decisa dopo aver toccato con i minimi intraday di quota 11479 la base del gap rialzista lasciato, sul grafico intraday, venerdi’ dai prezzi e la media mobile a 100 ore. Per manifestare una vera e propria volonta’ di rialzo i prezzi dovrebbero salire pero’ oltre area 11600, resistenza gia’ testata senza successo venerdi’, coincidente con il 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top di fine settembre. Solo oltre questo riferimento diverrebbe possibile l’ascesa seguendo la scala dei ritracciamenti di Fibonacci, posti a 11750 e a 11915 punti circa. La rottura anche di questo riferimento renderebbe probabile la ricopertura del gap ribassista dell’8 ottobre con lato alto a 12100 circa. Sotto area 11470/80 rischio invece di ricopertura del gap rialzista del 31 ottobre, con base sul grafico intraday a 11300 circa, ultimo supporto in grado di evitare il ritorno sui minimi di ottobre a 11050 circa, base del canale discendente che parte dai massimi di inizio anno,…

Apple (-7%): al mercato non piace la segretezza sulle vendite
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

Apple dall’alto del suo trilione di dollari di capitalizzazione condizione la chiusura di venerdì del Nasdaq, che perde l’opportunità di stabilizzare i supporti e fermare almeno per il momento l’onda ribassista ancora forte: gli investitori bocciano la nuova policy poco trasparente dei vertici dell’azienda di non dichiarare più le vendite dei prodotti di punta. Apple festeggia risultati di tutto rispetto con utili in crescita a 2.79 dollari per azione contro i 2.34 di fine luglio scorso, ricavi totali previsti a fine anno intorno 265 miliardi, contro i 219 mld del 2017 ed utile netto cresciuto di un altro 21 % a quota 70 miliardi di dollari entro fine anno. L’andamento di venerdì non rispecchia gli eccellenti dati di bilancio in parte già scontati dai prezzi, che nell’ultimo trimestre sono saliti oltre il 18 % con massimi assoluti a quota 233 dollari, ma al contrario le vendite scatenate hanno prodotto il più ampio calo degli ultimi quattro anni. A scuotere il titolo creando disappunto tra analisti e investitori è all’annuncio di non comunicare più al mercato l’andamento delle vendite dei prodotti di punta, impedendo di fatto di calcolare i ricavi medi realizzati per unità di prodotto, che appunto è alla base dell’ottima trimestrale…

Solo il 10% dei listini globali resta in uptrend
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

L’andamento confortante della stagione degli utili, in uno con l’accenno di mano tesa da parte del presidente Trump verso la Cina, confortano e convincono gli investitori, tornati a comprare dopo un mese di ottobre disastroso. L’andamento confortante della stagione degli utili, in uno con l’accenno di mano tesa da parte del presidente Trump verso la Cina, confortano e convincono gli investitori, tornati a comprare dopo un mese di ottobre disastroso. D’altro canto, come i nostri lettori più anziani ricordano, uno dei setup stagionali più vincenti dell’anno, consiste nel comprare a Wall Street prima della finestra temporale che racchiude le ultime due sedute di ottobre, e le prime due sedute di novembre: il guadagno è pressoché assicurato, e peraltro sempre piuttosto consistente. Naturalmente questo trade mitiga soltanto in parte le perdite accumulate nel mese passato. Il Russell 3000 lascia sul terreno 3500 miliardi di capitalizzazione dal massimo del 20 settembre al minimo del 30 ottobre. Dopo aver sottoscritto un vantaggioso accordo commerciale con Canada e Messico, difficilmente l’amministrazione USA si priverà di un capro espiatorio al quale addossare le responsabilità per un deficit commerciale ai massimi degli ultimi nove anni e mezzo, e che l’aritmetica di un deficit federale in espansione…

Fib verso la chiusura due gap? Due small cap sotto i riflettori
Finanza/Economia / 6 novembre 2018

Poiché sappiamo bene che sui mercati finanziari tutto oscilla dobbiamo attenderci che anche questa volta sarà così. Poiché sappiamo bene che sui mercati finanziari tutto oscilla dobbiamo attenderci che anche questa volta sarà così. E dove dobbiamo attenderci che possa arrivare l’andamento positivo cominciato dai minimi recenti di 18.360 punti di future sull’indice Ftse Mib (Fib)? Sulle resistenze che attualmente si trovano in area 20.440-20-500. Future su FtseMib (Fib) – grafico settimanale E’ chiedere troppo a un mercato in cattive condizioni come quello italiano nell’ ultimo periodo? Si ricordi sempre che prima di scendere tutto è in salute mentre prima di salire è viceversa. Ci si ricorda dell’euforia del risparmiatore medio a 24.000 punti? Ci si ricorda del pessimismo a 16.000 punti nel 2016? Ci si ricorderà del pessimismo attuale? Di certo, pur noi non comprando, notiamo alcune verità: oltre ai livelli di resistenza citati (e il mercato si muove sempre tra supporti e resistenze, anche se queste ultime possono decrescere) esistono dei livelli statici significativi: essi corrispondono ai due gap lasciati aperti a 20.260 e 21.400. Pura realtà; non è finzione per cui se ne tenga conto. Future FtseMib (Fib) – grafico giornaliero E se ne tenga conto adesso…

Crisi euro, “perché l’Italia non è la Grecia”
News / 6 novembre 2018

“Non vorrei che dopo aver superato la crisi greca ricadessimo nella stessa crisi con l’Italia”: così affermava a inizio ottobre il presidente della Commission europea, Jean-Claude Juncker, suscitando aspre critiche da parte di Matteo Salvini (con la battuta “parlo con persone sobrie”). E’ possibile che la crisi fra Italia e Ue possa portare a conseguenze analoghe a quelle sperimentate da Atene? Per rispondere a questa domanda è necessario fare un passo indietro e domandarsi quali siano le rispettive cause della crisi e le relative situazioni di partenza. Ha cercato di compiere questo esercizio Martin Hüfner, ex capo economista di Hvb (banca tedesca del gruppo Unicredit). Secondo Hüfner, non è vero, come affermato dall’economista Carmen Reinhart, che un’eventuale crisi in Italia farebbe sembrare la Grecia “roba da bambini”, in quanto “alcune cose sono peggiori, altre migliori, altre semplicemente differenti”. La grandezza del Pil. E’ noto come la rilevanza dell’economia italiana, la terza in Europa, sia di gran lunga superiore a quella greca, il cui prodotto interno lordo è otto volte inferiore. Questo, in un senso o nell’altro, rende la questione più importante. L’accesso al mercato dei capitali. “I greci avevano bisogno di soldi al momento dell’inizio della loro crisi”, ha precisato l’economista su…

Elezioni europee, Macron superato da Le Pen: è la prima volta
News / 6 novembre 2018

Alla luce dei sondaggi pubblicati in Francia, potrebbe avere ragione Luigi Di Maio quando dice che alle prossime elezioni europee ci sarà una piccola rivoluzione. Il presidente francese Emmanuel Macron, già in calo negli indici di gradimento popolare in patria, subisce un altro colpo duro alle sue ambizioni politiche alle prossime europee. Stando agli ultimi sondaggi il partito guidato dalla rivale di estrema destra Marine Le Pen è in vantaggio. Macron, che paga un esodo record di membri del governo e uno scandalo sulle violenze commesse da una sua guardia del corpo coperte dalle autorità, ha visto i rating di approvazione del suo operato scendere ai minimi dal suo insediamento l’anno scorso. Se continua a perdere consensi a questi ritmi, il leader di La Republique En Marche rischia di eguagliare il triste record del suo predecessore, Francois Hollande, che aveva a un certo punto visto scendere l’indice di gradimento a una cifra percentuale soltanto. Le intenzioni di voto pubblicate nel fine settimana da IFOP (vedi tabella sotto riportata) parlano di un risultato del 19% (-1% rispetto all’ultima rivelazione) per il capo dell’Eliseo, due punti sotto Rassemblement National (ex Front National) che si attesta al 21%. È la prima volta che il partito…