FinecoBank in lieve rialzo. Un broker resta buy dopo i conti
Finanza/Economia / 8 novembre 2018

Il titolo si è fermato poco sopra la parità in linea con quanto accaduto ieri: arrivano conferme bullish all’indomani della trimestrale. Chiusura poco mossa anche oggi per FinecoBank che dopo aver guadagnato lo 0,2% ieri, ha mostrato un copione molto simile oggi. Il titolo si è fermato a 9,63 euro, con un progresso dello 0,25% e circa 2,2 milioni di azioni scambiate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 2 milioni di pezzi. All’indomani dei conti del terzo trimestre, FinecoBank è finito sotto la lente di Deutsche Bank che ha ribadito la raccomandazione “buy” sul titolo, con un prezzo obiettivo a 12,5 euro. La banca tedesca ha richiamato l’attenzione in particolare sul solido margine di interesse sul miglioramento del leverage operativo. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

DigiTouch completa l’acquisto di Purple Ocean
Finanza/Economia / 8 novembre 2018

DigiTouch, Full Digital Agency quotata sul mercato AIM Italia, ha perfezionato in data odierna il closing dell’operazione di acquisto di Purple Ocean, società italiana che offre soluzioni innovative di managed services e software development per e-commerce, già annunciata al mercato il 19 ottobre. DigiTouch, Full Digital Agency quotata sul mercato AIM Italia, ha perfezionato in data odierna il closing dell’operazione di acquisto di Purple Ocean, società italiana che offre soluzioni innovative di managed services e software development per e-commerce, già annunciata al mercato il 19 ottobre. In virtù dell’accordo vincolate sottoscritto – che prevede l’acquisizione da parte di DigiTouch SpA di una quota del 51% del capitale sociale di Purple Ocean alla data del closing e il restante 49% entro 4 anni – l’Emittente ha versato in data odierna un corrispettivo pari a complessivi Euro 590 mila, di cui Euro 489.200 in denaro ed Euro 100.800 in azioni proprie (n. 48.000 azioni del valore cadauno di Euro 2,1). Per maggiori informazioni si rimanda al relativo comunicato del 19 ottobre 2018. (GD – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Petrolio: scorte Usa oltre le stime. I prezzi scendono ancora
Finanza/Economia / 8 novembre 2018

Nell’ultima settimana le riserve di oro nero sono aumentate oltre le previsioni e così le quotazioni accelerano al ribasso. Il Dipartimento dell’energia ha reso noto che nell’ultima settimana le scorte strategiche di petrolio hanno segnato un balzo in avanti di 5,8 milioni di barili, battendo le attese che parlavano di un rialzo di 2,4 milioni. In crescita anche le riserve di benzina che sono salite di 1,9 milioni, a fronte della previsione di un calo di 2,2 milioni di barili, mentre gli stock di distillati sono scesi di 3,5 milioni, oltre i 2,6 milioni messi in conto dal mercato. Dopo la diffusione del report il petrolio ha imboccato la via delle vendite e negli ultimi minuti viene scambiato a 61,35 dollari, in calo dell’1,38%. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Dax, figura rialzista in preparazione
Finanza/Economia / 8 novembre 2018

Dax, figura rialzista in preparazione. Dax, figura rialzista in preparazione. Sul grafico intraday del Dax si sta delineando una figura di un testa spalle rialzista, costruito a partire dal minimo del 15 ottobre (prima spalla, poi testa il doppio minimo del 25-29 ottobre e seconda spalla il minimo del 6 novembre, allineato con quello del 15 ottobre). La “neckline”, ovvero la linea che delimita la figura, tracciata dai massimi del 17 ottobre e del 2 novembre, transita a 11650 circa ed e’ stata quindi avvicinata dai massimi di mercoledi’ a 11635 circa. Solo oltre area 11650 tuttavia la figura verrebbe confermata e di potrebbe iniziare a immaginare un destino rialzista per l’indice, almeno nel breve termine. Target del testa spalle, calcolato in base alla proiezione della sua ampiezza dal punto di rottura, a 12370/80 punti circa, quindi prossimo al gap ribassista del 28 settembre. Resistenze intermedie a 11925 e a 12200 punti. Discese fino a 11500 non metterebbero in discussione lo scenario descritto, sotto quei livelli invece la figura inizierebbe a perdere di proporzionalita’ e diverrebbe meno credibile. Supporto in quel caso a 11300 circa, base del gap rialzista del 31 ottobre. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Il petrolio crolla? Nessun problema, usiamo le opzioni!
Finanza/Economia / 8 novembre 2018

Oggi abbiamo notato un’interessante situazione che si è venuta a creare nel future del crude oil (light crude oil). Oggi abbiamo notato un’interessante situazione che si è venuta a creare nel future del crude oil (light crude oil). La primissima cosa che ci è balzata agli occhi è stato il grosso calo subito nel mese di ottobre, una perdita che corrisponde a circa il 20% del valore. Da questo crollo possiamo provare ad effettuare un investimento nel medio termine. La situazione ad oggi è perfettamente in linea con le nostre aspettative, infatti a livello temporale, era proprio in questi giorni che attendavamo un minimo (per i fan dell’analisi ciclica andremo in contro al minimo del trimestrale), questo è il primo campanello d’allarme per cercare un’operatività in acquisto, ma come individuarla? Trovare la giusta area di ingresso è sempre il punto cruciale; il prezzo sembra che abbia avuto un primo rallentamento ma in zone dove non abbiamo dei livelli consoni, quindi seguendo le nostre regole ferree, aspetteremo le mosse che farà il mercato e se non dovesse raggiungere le aree di nostro interesse non apriremo nessuna operazione. L’area che abbiamo identificato per attuare la nostra operatività, è in prossimità del livello…

Il rimbalzo può proseguire; onere prova spetta ai rialzisti
Finanza/Economia / 8 novembre 2018

Continua il processo di recupero dei mercati azionari. Continua il processo di recupero dei mercati azionari. Nel contesto conseguito, in cui il 90% dei listini globali ha raggiunto una condizione negativa di medio-lungo periodo per violazione delle rispettive medie mobili a 200 giorni; è naturale che a questo punto l’onere della prova spetti ai rialzisti: che devono scardinare le resistenze più immediate per godere di un certo credito. Per il momento il tentativo appare credibile soltanto negli Stati Uniti. Dopo essere entrato in downtrend di breve periodo lo scorso 4 ottobre, per violazione del long stop giornaliero a 2911 punti, ad un mese di distanza lo S&P500 riconquista la tendenza benigna, sempre di breve periodo, avendo ieri chiuso oltre lo short stop giornaliero a 2744 punti (un bel trade, in ottica short, non c’é che dire…). Il benchmark americano si trova ora nell’orbita della media mobile a 200 giorni, che di fatto tuttora regge. Non va trascurato quanto rilevato ieri: la pendenza della media è ora negativa e, in simili circostanze, l’eventuale ritorno sopra di essa non ribalta favorevolmente il contesto di fondo. Ad ogni modo la seduta di ieri è risultata confortante in termini di ampiezza di mercato: un…

Exploit di Campari: un recupero che azzera il sell off
Finanza/Economia / 8 novembre 2018

Eccellente trimestrale per Campari presentata lo scorso 6 novembre, che torna oltre quota 7.30 euro prospettando un continuazione della salita grazie alla pioggia di giudizi favorevoli delle maggiori case d’investimento. Campari vola sull’onda dell’entusiasmo mostrato dagli analisti dopo la pubblicazione della trimestrale lo scorso 6 novembre, che vede ricavi in salita su tutti i comparti produttivi, con i marchi più rappresentativi in forte crescita e utili netti previsti a fine 2018, intorno ai 270 milioni. Praticamente tutte le maggiori case di investimento ritoccano verso l’alto i target price e le raccomandazioni di acquisto, con la promozione ad out perform e un target medio che spazia tre 7.10 e 8.20 euro. Migliora anche la posizione finanziaria netta a quota 913 milioni circa, l’unico elemento che ha in passato generato qualche preoccupazione lievitato oltre 1,2 miliardi nel 2016, a causa dell’aggressiva campagna acquisti lanciata dal gruppo e che adesso comincia a dare i frutti, grazie anche alla cessione di marchi come Lemonsoda non più strategica per il gruppo. Dal punto di vista dell’analisi grafica il movimento di recupero generato a partire dal minimo relativo di 6,30 lo scorso 15 ottobre, ha di fatto annullato il sell off dai massimi di 7.90, allineando…

Verhofstadt: o l’Ue cambia o muore di populismo
News / 8 novembre 2018

Un avvertimento, un’esortazione o un allarme. Si può considerare come si preferisce quanto dichiarato da Guy Verhofstadt, negoziatore per la Brexit ed ex primo ministro del Belgio nel corso del Natixis Investment managers summit di Parigi: “Se  non sapremo riformare presto il sistema di governo dell’Unione – ha detto l’esponente del Parlamento europeo – in 5 o 6 anni mi aspetto un’avanzata dei populismi e dei nazionalismi che diventeranno molto più forti di quanto già non siano. Con l’avvertimento che nessuna organizzazione è eterna, tanto meno l’Unione europea“. Il passo più importante sarebbe, secondo Verhofstadt, il superamento della regola dell’unanimità per le decisioni più importanti che, alla fine, blocca qualsiasi decisione. “Dopo nove anni siamo ancora alle prese con le conseguenze della crisi finanziaria mentre gli Stati Uniti ne sono usciti dopo due anni. Non siamo stati in grado di fare una vera Unione bancaria, una difesa comune. Non siamo riusciti a gestire il tema dell’immigrazione”. “Peraltro – ha aggiunto – anche quando l’unanimità non è richiesta si procede tentando di raggiungerla, il che fa solo perdere molto tempo. Il problema non è nei cittadini che vogliono mettere fine all’Unione. Tutti i sondaggi ci dicono il contrario, vogliono restare in Europa. Ma…

Quattro mosse con cui la Bce potrà affrontare crescita zero
News / 8 novembre 2018

Il Quantitative Easing della Bce rischia di abbandonare l’economia dell’Eurozona in una fasedi rallentamento, con l’effetto di peggiorare le eventuali ripercussioni del protezionismo sul fronte del commercio internazionale. A questo si aggiungono i rischi politici in vari Paesi Ue, con l’Italia alla testa degli scontenti dell’Europa. L’indice dei prezzi “core”, che esclude le componenti più volatili del paniere come l’energia, inoltre, resta ben al di sotto della soglia del 2%. Pur avendo ribadito la tabella di marcia della normalizzazione della politica monetaria, Mario Draghi ha però fatto sapere nel corso dell’ultima conferenza stampa sulla riunione del consiglio direttivo Bce, che l’istituto centrale è pronto a correggere il tiro se la situazione lo richiederà. Quali sono le armi in possesso dell’Eurotower? Ne ha riassunte 4 il giornalista economico Mario Seminerio, fondatore del popolare blog Phastidio. Ritardare il rialzo dei tassi. La normalizzazione dei tassi, attualmente negativi, potrebbe essere posticipata, con un primo ritocco della forward guidance, che attualmente attesta il primo rialzo entro l’estate del 2019. Nuova liquidità agevolata per le banche. Le Tltro sono state operazioni di rifinanziamento a lungo termine mirate (“targeted”) al credito per l’economia reale. Consentire una nuova operazione analoga aiuterebbe le banche a godere ancora di denaro “a…

Midterm, i finanziamenti delle società (indebitate fine al collo) ai candidati
News / 8 novembre 2018

Hanno sulle spalle almeno 1700 miliardi di dollari di debito, e, nondimeno, continuano a finanziare campagne elettorali per i candidati alla Camera e Senato ritenuti vicini ai loro interessi: sono questi i risultati sulle donazioni delle grandi società alla politica, contenuti in una ricerca compiuta da MapLight, società non profit impegnata nello svelare le relazioni fra il mondo dell’impresa e la politica. I 20 maggiori donatori hanno speso complessivamente 21 milioni di dollari a favore delle campagne dei candidati a partire dal 2017, “anche se i [loro] livelli di indebitamento record vengono visti come una possibile sorgente di una nuova crisi economica che potrebbe rivaleggiare con quella del 2008”, scrive Map Light. Fra le grandi società che hanno donato più fondi, non stupisce che figurino Lockheed Martin e Northrop Grumman, entrambe legate a importanti commesse statali. Ma non mancano anche nomi più cari ai consumatori come Amazon, Walmart e General Motors.   In generale, è importante sottolineare che, se da un lato le valutazioni azionarie sono vicine ai massimi storici, esse hanno un valore assai inferiore se confrontato con quelle delle emissioni obbligazionarie delle aziende che hanno contribuito all’indebitamento delle imprese americane: il confronto è fra 10mila miliardi di dollari di capitalizzazione…