Quattro mosse con cui la Bce potrà affrontare crescita zero

8 novembre 2018

Il Quantitative Easing della Bce rischia di abbandonare l’economia dell’Eurozona in una fasedi rallentamento, con l’effetto di peggiorare le eventuali ripercussioni del protezionismo sul fronte del commercio internazionale. A questo si aggiungono i rischi politici in vari Paesi Ue, con l’Italia alla testa degli scontenti dell’Europa. L’indice dei prezzi “core”, che esclude le componenti più volatili del paniere come l’energia, inoltre, resta ben al di sotto della soglia del 2%.

Pur avendo ribadito la tabella di marcia della normalizzazione della politica monetaria, Mario Draghi ha però fatto sapere nel corso dell’ultima conferenza stampa sulla riunione del consiglio direttivo Bce, che l’istituto centrale è pronto a correggere il tiro se la situazione lo richiederà. Quali sono le armi in possesso dell’Eurotower? Ne ha riassunte 4 il giornalista economico Mario Seminerio, fondatore del popolare blog Phastidio.

  1. Ritardare il rialzo dei tassi. La normalizzazione dei tassi, attualmente negativi, potrebbe essere posticipata, con un primo ritocco della forward guidance, che attualmente attesta il primo rialzo entro l’estate del 2019.
  2. Nuova liquidità agevolata per le banche. Le Tltro sono state operazioni di rifinanziamento a lungo termine mirate (“targeted”) al credito per l’economia reale. Consentire una nuova operazione analoga aiuterebbe le banche a godere ancora di denaro “a buon mercato” in un momento in cui, in Italia, si sperimenta “un forte aumento dei costi di finanziamento che i nostri istituti stanno subendo a causa delle improvvide ed autolesionistiche dichiarazioni del governo italiano, la riproposizione di questo tipo di intervento aiuterebbe soprattutto il nostro paese”, ha scritto Seminerio.
  3. Prolungare i reinvestimenti sui titoli in scadenza. Il Qe termina quest’anno, ma la Bce continuerà a reinvestire in titoli le obbligazioni in scadenza, per un periodo ancora da definire. Finché la Bce compirà quest’operazione di reinvestimento, il bilancio non si restringerà, mantenendo sostanzialmente invariata l’immissione di liquidità aggiuntiva prodotta dall’acquisto iniziale di bond.  Si ritiene che tale reinvestimento proseguirà fino al 2020 compreso: Draghi, però, potrebbe annunciare una durata più lunga.
  4. Reinvestire su titoli a più lunga scadenza. Quest’ultima strategia, definita “operazione twist” consentirebbe di mantenere il bilancio della Bce “più espansivo” per più tempo, reinvestendo titoli scaduti su obbligazioni a lunga scadenza. Secondo Seminerio questo comporterebbe un effetto indesiderabile per le banche commerciali, che vedrebbero appiattita la curva dei rendimenti (i con un calo di questi ultimi per i titoli di lunga durata). “Le banche avrebbero minore redditività a causa dell’appiattimento della curva dei rendimenti”, ha concluso il giornalista.

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fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

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