Monito del Fmi all’Italia, intanto il governo risponde alla Commissione Europea
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

Il Fondo Monetario Internazionale boccia la manovra economica del governo, in caso di rallentamento economico, per altro atteso, renderebbe il Paese più vulnerabile. Il Fondo Monetario Internazionale boccia la manovra economica del governo, in caso di rallentamento economico, per altro atteso, renderebbe il Paese più vulnerabile. Il Fmi prevede che la crescita italiana sara’ limitata all’1% circa nel periodo fino al 2020 per poi scendere ulteriormente. Nel 2019 il rapporto deficit/Pil e’ atteso al 2,75%, al 2,8% -2,9% nel biennio 2020-2021. Solo il ricorso a misure compensative o l’attivazione della clausola di salvaguardia relativa all’aumento dell’Iva potrebbero contenere l’aumento del rapporto. Un ulteriore aumento del debito pubblico esporrebbe poi l’Italia al rischio di una nuova recessione, soprattutto in considerazione del fatto che lo stesso Fmi ha puntato proprio negli ultimi giorni i riflettori sulla frenata della crescita di alcune delle maggiori economie e sull’effetto che tale rallentamento potrebbe avere sulla fiducia degli investitori a livello globale. Il rischio è che la fiducia potrebbe subire “un’improvvisa inversione” di tendenza verso il pessimismo. Nel suo Regional Economic Outlook: Middle East and Central Asia, il Fondo ha notato come un modesto recupero dell’espansione economica stia caratterizzando Medio Oriente, Nordafrica, Afghanistan e Pakistan, grazie…

Salute 4.0: curarsi nell’era digitale, generazioni a confronto
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

L’innovazione tecnologica e l’aumento delle aspettative di vita hanno cambiato profondamente il rapporto degli italiani con la propria salute e l’approccio alle cure. L’innovazione tecnologica e l’aumento delle aspettative di vita hanno cambiato profondamente il rapporto degli italiani con la propria salute e l’approccio alle cure. Se fino a pochi decenni fa il rapporto medico-paziente era molto più diretto, oggi alla presenza dei primi sintomi di una malattia il web è diventato il vero punto di riferimento per tutte le generazioni, dai nativi digitali fino ai Senior. Se l’età rappresentava un fattore importante per “sentirsi in forma”, oggi sembra che lo stato di benessere percepito non dipenda solo dall’anno di nascita, anzi. E’ quanto emerge dalla ricerca “Salute 4.0: curarsi nell’era digitale, generazioni a confronto” commissionata da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia[1], e condotta* dall’istituto di ricerca *Eumetra MR,* per indagare la percezione dei cittadini maggiorenni sul fronte di *benessere e salute, ma anche aspetti come l’ipocondria, la spesa per la salute, il web e le fake news, la privacy e la sicurezza, il ruolo dell’innovazione tecnologica *e l’importanza del settore assicurativo *privato per tutelare le famiglie. Alla presentazione, che si è tenuta nella…

STM in rally, ma Equita taglia stime e tp dopo warning Lumentum
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

Il titolo recupera dopo l’affondo della vigilia, ma gli analisti vedono implicazioni negative dal taglio della guidance di Lumentum. Conclusione molto positiva oggi per STM che dopo quattro sedute consecutive in ribasso e dopo l’affondo di ieri, quando il titolo ha lasciato sul parterre circa il 6,5% del suo valore, ha trovato la forza per dare vita ad un bel rimbalzo oggi. Le azioni della società italo-francese hanno archiviato la seduta odierna con un rally del 3,21% a 12,545 euro, con quasi 5,5 milioni di azioni trattate, al di sopra della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 4,6 milioni di pezzi. STM oggi ha beneficiato del recupero del Nasdaq, mentre ieri è stato fortemente penalizzato dal crollo di Apple che ha risentito a sua volta delle indicazioni arrivate da uno dei suoi fornitori. Lumentum, società americana specializzata nella produzione di VCSEL, un componente laser usato nei sensori 3D, ha ridotto la guidance di fatturato per il secondo trimestre dell’esercizio da 418 a 345 milioni di dollari, citando la richiesta di minori ordini da parte del suo maggiore cliente, quale appunto Apple, che pesa per il 30% delle vendite del gruppo. Gli analisti di Equita SIM stimano che…

Poste: ancora un segno più. Snobbato il downgrade di Citigroup
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

Il titolo si è fermato sopra la parità per la quinta seduta di fila, malgrado le indicazioni negative arrivate dalla banca Usa. Nuova seduta in frazionale rialzo per Poste Italiane che ha strappato un segno più per la quinta giornata consecutiva. Il titolo, dopo aver archiviato la sessione di ieri con un rialzo dello 0,2%, anche quest’oggi si è fermato appena sopra la parità, terminando gli scambi a 6,888 euro, con un lieve progresso dello 0,06% e circa 3,5 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 3,6 milioni di pezzi. Poste Italiane non sembra aver risentito più di tanto della bocciatura arrivata oggi da Citigroup, i cui analisti hanno rivisto il giudizio sul titolo da “buy” a “neutral”, con un prezzo obiettivo a 7,3 euro. La banca americana ha spiegato che il downgrade è da ricondurre alla cautela assunta ora visto che le quotazioni si sono avvicinate al suo target price. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Settore auto in recupero, brilla FCA
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

Settore auto in recupero in attesa di novità dagli USA sul tema dei dazi che il presidente Donald Trump ha più volte minacciato di imporre su auto e componentistica importati negli States. Settore auto in recupero in attesa di novità dagli USA sul tema dei dazi che il presidente Donald Trump ha più volte minacciato di imporre su auto e componentistica importati negli States. L’indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna 1,4% circa, annullando le perdite accusate ieri in scia alle indiscrezioni di Bloomberg secondo cui Trump sta preparando un provvedimento per imporre le tariffe. In giugno Trump aveva prospettato l’ipotesi di dazi fino al 25% ma ora, sempre secondo Bloomberg, la minaccia potrebbe essere supportata da una relazione del Dipartimento del Commercio: inoltre è atteso oggi un incontro tra il presidente e la sua squadra di esperti per analizzare il dossier. A Milano appare decisamente brillante FCA (+4,3%) che produce anche negli USA (ma non la Jeep Renegade, uno dei modelli più venduti) e quindi eventuali dazi sulle importazioni avrebbero impatto limitato sul suo business. Da segnalare anche l’effetto positivo derivante dal rafforzamento del dollaro (toccato ieri sera il massimo da giugno 2017). (Simone Ferradini – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Future Dax, abbassate le resistenze fino a domattina
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

Le resistenze sul DAX future si sono abbassate dall’ultimo commento a 11390/395 e 11440/445. Le resistenze sul DAX future si sono abbassate dall’ultimo commento a 11390/395 e 11440/445. Confermiamo il target ribassista a 11315. Per chi non è già esposto: short solo in caso di nuovi rialzi almeno a 11385, con stop sopra 11445 senza attendere alcuna conferma.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Future Dax, nessuna modifica ai livelli di stamane
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

Dall’ultimo commento il future DAX è risalito fino a 11434 senza modificare lo scenario. Dall’ultimo commento il future DAX è risalito fino a 11434 senza modificare lo scenario. Confermiamo le resistenze a 11440 e 11475 ed il target ribassista a 11315. Conserviamo l’esposizione short. Per chi non è già esposto, accumuliamo short solo in caso di nuovi rialzi almeno a 11430, con stop sopra 11475 senza attendere alcuna conferma. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Le società del FANG si sbriciolano una ad una
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

I fattori di breve periodo gravano sui listini azionari. I fattori di breve periodo gravano sui listini azionari. A Piazza Affari il Sell Sequential setup di giovedì e la contestuale ritrovata negatività del nostro oscillatore di momentum, zavorrano l’indice MIB, costretto ieri a chiudere significativamente sotto al long stop giornaliero. Nulla di irreparabile; probabilmente soltanto rumore: la possibilità di estendere il rally correttivo permane, malgrado tutto. Ma dovrebbe essere ben chiaro che sempre di rimbalzo, si tratta: la prospettiva di nuovi minimi di mercato resta virtualmente garantita. Nel contesto corrente – e il discorso è generale – assumere rischi in assenza di comprovati elementi a supporto, è un azzardo che non si può affrontare a cuor leggero. La differenza rispetto all’inizio dell’anno è costituita dalla maggiore cautela messa in campo dal modello di asset allocation: che suggeriva di investire in borsa il 66% del portafoglio, alla fine di gennaio; il 31%, oggi. E per fortuna Wall Street ha preservato l’uptrend di lungo periodo, alla fine di ottobre. Il resto dei listini mondiali non gode di analoga buona sorte: 38 delle 47 borse mondiali incluse nel paniere del MSCI ACWI naviga correntemente in downtrend, malgrado il recente rimbalzo. Prima di ieri…

Future DAX, scenario fino al pomeriggio
Finanza/Economia / 14 novembre 2018

Future DAX: fissiamo resistenze a 11440 e 11475 ed un target ribassista a 11315. Future DAX: fissiamo resistenze a 11440 e 11475 ed un target ribassista a 11315. Accumuliamo short solo in caso di rialzi almeno a 11430 con stop sopra 11475, senza attendere alcuna conferma.  fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

“Auto nuova? Peggior scelta finanziaria possibile”
News / 14 novembre 2018

Respirare l’odore dell’auto nuova di fabbrica è senza dubbio appagante, ma è anche fra le scelte economiche meno sagge e anche fra quelle più comuni. Ne è convinto il miliardario (e autore di diversi best sellers su come diventarlo) David Bach.   Perché acquistare un bene che immediatamente perde circa il 30% del suo valore? E’ questo l’interrogativo sollevato da Bach. “Nessuna fra le scelte farai nella tua vita, realisticamente, sciuperà più denaro rispetto ad acquistare un’auto nuova”, ha affermato a Cnbc, “è la singola decisione peggiore che possano mai fare i millennials”. Tipicamente, alla fine del primo anno, la vettura perde fra il 20 e il 30% del suo valore, mentre dopo cinque anni avrà ceduto il 60% o più. Scelta ancor peggiore se l’acquisto viene finanziato prendendo denaro in prestito, un caso non certo raro.   Qual è allora la scelta migliore secondo Bach? Comprare un’auto che ha terminato un ciclo di leasing, che ha marciato due o tre anni: “è quasi nuova e si può acquistare con uno sconto del 30%”. Infatti le auto che vengono date in leasing debbono rispettare un tetto di chilometraggio – e ciò le rende particolarmente appetibili come rapporto qualità prezzo una volta…