Seduta positiva mercoledi’ per UniCredit
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

Seduta positiva mercoledi’ per UniCredit del quale Il Sole 24 Ore ha riferito l’ipotesi di separazione delle attività italiane da quelle del resto del gruppo. Seduta positiva mercoledi’ per UniCredit del quale Il Sole 24 Ore ha riferito l’ipotesi di separazione delle attività italiane da quelle del resto del gruppo. Si tratterebbe di un piano (probabilmente elaborato da una banca d’affari ed esaminato dai vertici di UniCredit) finalizzato a separare il rischio-paese associato all’Italia in caso di deterioramento della situazione. Gli asset non italiani verrebbero accorpati in un soggetto con sede in Germania. No comment da UniCredit. Il titolo ha toccato un massimo intraday a 10,86 euro per poi terminare a 10,712 (close martedì a 10,52 euro). La reazione allontana i prezzi dal supporto critico dei 10,50 euro, dove si colloca l’ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci calcolati per il rialzo dai minimi di meta’ 2016 (il 78,6%). Un primo segnale di forza incoraggiante verrebbe tuttavia solo oltre la media mobile esponenziale a 10 giorni, a 10,96 euro. In quel caso possibile il test del picco del 5 novebre a 11,87 euro. Resistenza successiva a 12,85 circa, dove transitano sia la media mobile esponenziale a 100 giorni sia la trend line…

La Commissione europea boccia la manovra, e adesso?
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

La Commissione europea boccia la manovra, e adesso?Dopo la bocciatura definitiva (ma con “rammarico”) da parte della Commissione Europea del Documento programmatico di bilancio (Dpb) per il 2019 il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha affermato che “l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sulla violazione del criterio del debito è garantita”. La Commissione europea boccia la manovra, e adesso? Dopo la bocciatura definitiva (ma con “rammarico”) da parte della Commissione Europea del Documento programmatico di bilancio (Dpb) per il 2019 il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha affermato che “l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sulla violazione del criterio del debito è garantita”. Per Dombrovskis il risultato della manovra italiana non sarà di una crescita ma di una nuova austerity. Inoltre la manovra non contiene misure significative per rafforzare il potenziale di crescit: il debito italiano rimarra’ attorno al 131% per i prossimi due anni. La regola del debito prevede che il rapporto tra debito pubblico e Pil debba essere del 60% al massimo. Nel caso questo rapporto sia superiore si devono adottare misure per avvicinarsi al valore di riferimento con un ritmo adeguato. Al momento per l’Italia il rapporto debito / Pil e’ superiore al…

Piazza Affari positiva e spread in calo dopo bocciatura UE. FTSE MIB +1,41%
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

Piazza Affari positiva e spread in calo dopo bocciatura UE. Piazza Affari positiva e spread in calo dopo bocciatura UE. FTSE MIB +1,41%. Mercati azionari europei positivi. Wall Street in rialzo: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +1,0%, Nasdaq Composite +1,6%, Dow Jones Industrial +0,7%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +1,41%, il FTSE Italia All-Share a +1,24%, il FTSE Italia Mid Cap a +0,06%, il FTSE Italia STAR a +0,04%. BTP in buona forma dopo la bocciatura definitiva da parte della Commissione Europea del Documento programmatico di bilancio (Dpb) per il 2019. Il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha affermato che “l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sulla violazione del criterio del debito è giustificata”. Dombrovskis ha però affermato anche che la Commissione resta aperta al dialogo. Più conciliante Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari Economici, che considera fondamentale il dialogo con Roma. *Il rendimento del BTP decennale arretra e fa segnare in chiusura il minimo giornaliero, scendendo sotto il 3,50% toccato a inizio seduta *quando circolavano indiscrezioni (poi venute meno) secondo cui il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini era intenzionato ad aprire all’ipotesi di modifica della manovra 2019 per…

Tamburi al 3,276% del capitale proprio
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

Tamburi Investment Partners (“TIP”) – investment/merchant bank indipendente e diversificata quotata al segmento STAR di Borsa Italiana comunica di avere acquistato nel periodo 15 novembre 2018–20 novembre 2018 n. Tamburi Investment Partners (“TIP”) – investment/merchant bank indipendente e diversificata quotata al segmento STAR di Borsa Italiana comunica di avere acquistato nel periodo 15 novembre 2018–20 novembre 2018 n. 141.701 azioni ordinarie di TIP S.p.A., ad un prezzo medio ponderato di 5,5752 euro, per un controvalore di 790.012,50 euro. Si precisa pertanto che alla data del 20 novembre 2018 la società detiene n. 5.386.710 azioni proprie (pari al 3,276% del capitale sociale). Si ricorda che l’Assemblea Ordinaria dei Soci aveva autorizzato in data 20 aprile 2018 per il periodo di 18 mesi, l’acquisizione di azioni proprie sino alla concorrenza del numero massimo consentito dalla legge(alla data dell’Assemblea rappresentato da un numero di azioni non superiore al 20% del capitale sociale, al netto delle azioni proprie in portafoglio) nonché ad alienare le azioni proprie già acquistate o che fossero state acquistate in futuro in esecuzione di tale delibera in conformità a quanto indicato nell’art. 132 del Testo Unico della Finanza e nell’art. 144-bis, comma 1 lettera b), del Regolamento Consob n. 11971…

Tip: dal 15 al 20 novembre acquistate 141.701 azioni proprie
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

Tamburi Investment Partners S. Tamburi Investment Partners S.p.A. (“TIP” – MI) – investment / merchant bank indipendente e diversificata quotata al segmento STAR di Borsa Italiana comunica di avere acquistato nel periodo 15 novembre 2018 – 20 novembre 2018 n. 141.701 azioni ordinarie di TIP S.p.A., ad un prezzo medio ponderato di 5,5752 euro, per un controvalore di 790.012,50 euro. Si precisa pertanto che alla data del 20 novembre 2018 la società detiene n. 5.386.710 azioni proprie (pari al 3,276% del capitale sociale). (RV – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Amplifon: l’importanza di sapere ascoltare
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

Il titolo che analizzeremo oggi riguarda un’azienda italiana ben conosciuta sul suolo nazionale ovvero Amplifon. Il titolo che analizzeremo oggi riguarda un’azienda italiana ben conosciuta sul suolo nazionale ovvero Amplifon. Si, avete sentito bene: Amplifon. Come tutti sappiamo produce apparecchi acustici, settore nel quale l’azienda è tra i leader di mercato, ciononostante negli ultimi due mesi ha subito ingenti perdite a livello azionario. Purtroppo, i fondamentali aziendali, non sempre corrispondono al valore che il mercato gli attribuisce, noi ovviamente lavoriamo solo ed esclusivamente guardando il grafico attraverso le nostre analisi per poter rimanere impassibili a influenze esterne. Come possiamo vedere, dopo un periodo di lateralità durato un mese (11 ottobre 2018 – 12 novembre 2018), il titolo ha ripreso la propria corsa ribassista che ha avuto inizio a settembre 2018, precisamente il 12, in prossimità dei massimi storici. Ora ci troviamo in un punto in cui non abbiamo aree su cui appoggiarci e quindi per effettuare un’operatività sensata, ma a 13.37 abbiamo il primo livello che funzionerà da supporto, guardando più in basso troviamo un altro livello a 12.94 che avrà la stessa funzione del primo. Questi due livelli formano un’area molto forte che, con l’aggiunta della corretta spinta temporale…

Le migliori azioni che resistono a questo periodo correttivo
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

C’è ancora spazio per investire nei mercati? C’è ancora spazio per investire nei mercati? I grandi hedge funds dicono di si, per questo motivo continuazioni ad accumulare azioni di società che sono uscite indenni da un Ottobre davvero negativo e sono settate per continuare a crescere. Di seguito segnaliamo la nostra analisi sui migliori di questi titoli. Non è stato un ottobre facile, dato che gli indici dei mercati più importanti hanno avuto una delle peggiori prestazioni degli ultimi 10 anni. Tradizionalmente, quando i tassi di interesse si muovono verso l’alto, gli investitori si allontanano dal mercato azionario. Questa volta, il denaro si è spostato, per esempio dal settore tecnologico verso altri ritenuti più “difensivi”. L’aspetto della sicurezza sta vincendo e gli investitori nervosi stanno accumulando azioni “safety and value”. In un mercato come questo, durante un drammatico selloff, gli effetti rotazionali sono superiori all’effetto dei tassi d’interesse. In linea generale, secondo la nostra analisi, supportata da dati concreti, ci sono società con ottimi fondamentali che hanno caratteristiche ideali per essere le migliori nel gestire le avversità del mercato, come hanno fatto in ottobre e certamente potrenno farlo in futuro. In particolare, quali sono le migliori scelte azionarie in questo…

Saipem: se non si ferma il crollo, prezzi presto a sconto
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

Saipem continua a perdere velocemente valore travolta dallo “sboom” dei prezzi petroliferi e dal sell off generale sui listini: opportunità in vista a ridosso dei supporti. In perfetta sintonia con l’attuale fase discendente degli indici azionari, Saipem aumenta le dimensioni del ribasso registrando ieri la peggiore performance (7.22%) del listino, andando in asta di volatilità. Il calo si inserisce in un quadro tecnico ormai compromesso a partire dalla definitiva perdita di quota 4.67 euro, verificatasi lo scorso 6 novembre. Come correttamente anticipato nell’articolo :“Saipem (-5%): definitivo cambio di rotta del trend”  dello scorso 23 ottobre, le indicazioni fornite si sono rivelate corrette con il titolo che ha centrato i supporti suggeriti. Attualmente Il titolo ha imboccato quello che è diventato un profondo canale ribassista dalle proporzioni ampie e tutte ancora da definire, visto che le prospettive della discesa indicano come probabile il test sotto quota 3.50 euro. Infatti complice il pessimo andamento dei prezzi petroliferi, che costringe molti big del settore Oil alla riduzione degli investimenti in ricerca e sfruttamento di nuovi giacimenti, il valore di Saipem è crollato nel periodo considerato di quasi il 20 per cento. Tale dinamica contrasta con le valutazioni fatte dai broker poco meno di…

Tutti vendono perché vendono tutti
Finanza/Economia / 22 novembre 2018

La cautela adottata per buona parte dell’anno sta producendo i suoi frutti. La cautela adottata per buona parte dell’anno sta producendo i suoi frutti. Al di là di quando doverosamente scrivono i giornali, non ci sono driver del ribasso particolarmente degni di nota: le frizioni commerciali fra Cina e Stati Uniti, gli aumenti dei tassi di interesse, il disimpegno della BCE, in uno con il boom dei profitti aziendali e la crescita economica impetuosa, sono tutte storie note dall’inizio di questo anomalo 2018. Semplicemente, tutti vendono perché vendono tutti. Certo, il progressivo drenaggio della liquidità ha fatto vittime soprattutto fra le società che più d’altre avevano beneficiato del panico delle banche centrali: le medie e piccole aziende, le società del lusso e quelle tecnologiche di ultima generazione. Il FANG da solo ha perso adesso più di un trilione di dollari di capitalizzazione, zavorrando le borse USA, costrette ora anch’esse al saldo annuale negativo. La vitalità di questo comparto ha ben mascherato un bear market strisciante, se si considera che quasi la metà delle società dello S&P500 è formalmente in bear market, avendo perso più del 20% dai rispettivi massimi. Ciò malgrado, gli ultimi arrivati continuano a guardare il bicchiere mezzo…

Wall Street, 5 Titoli per chi è stufo delle montagne russe
News / 22 novembre 2018

Titoli difensivi per chi vede nei titoli tecnologici al Nasdaq una scommessa rischiosa. Ecco cinque titoli per rimanere lontani dall’Hi-Tech, ma anche vicini ai BUY dei migliori analisti. In altre parole, ecco come stare lontani da Apple ed Amazon. Con i titoli tecnologici che a Wall Street sembrano essere una scommessa sempre più rischiosa, gli analisti sono diventati più ottimisti su alcuni nomi chiave difensivi. Si tratta, nello specifico, di azioni di settori quali servizi pubblici, sanità e beni di consumo.  Titoli difensivi per chi vede nei titoli tecnologici al Nasdaq una scommessa rischiosa Questo è quanto, in accordo con quanto è stato pubblicato sul sito della CNBC, riporta Harriet Lefton di TipRanks.com nel selezionare, sulla piazza azionaria a stelle e strisce, cinque titoli difensivi, praticamente 5 nomi perfetti per chi vuole investire a Wall Street, ma nello stesso tempo è stufo delle montagne russe. Le cinque azioni selezionate, inoltre, presentano la caratteristica non meno importante di aver ricevuto solo valutazioni di acquisto da parte dei principali analisti negli ultimi tre mesi. Amid sell-off, top analysts are getting bullish these 5 defensive stocks including Merck These stocks are seeing increasing bullishness from Wall Street analysts, according to https://t.co/xsPNaPPljV. https://t.co/98fxM1SuOc https://t.co/JwXoFdaOQq — Sound Around (@_Sound_Around_) November…