Generali cala, ma arrivano altri consensi positivi dopo il piano
Finanza/Economia / 23 novembre 2018

Il titolo ha ceduto quasi mezzo punto, non trovando sostegno nelle indicazioni bullish espresse da diverse banche d’affari. Chiusura negativa oggi per Generali che, dopo aver guadagnato quasi un punto percentuale ieri, non ha evitato il segno meno, pur difendendosi un po’ meglio dell’indice di riferimento. Il titolo ha terminato le contrattazioni a 14,225 euro, con un calo dello 0,42% e 4,5 milioni di azioni scambiate, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 5,4 milioni di pezzi. Generali ha continuato a raccogliere consensi all’indomani della presentazione del piano industriale che Banca IMI definisce fattibile, con un chiaro focus sulla crescita dell’utile per azione. Gli analisti segnalano che le stime attuali sul dividendo 2019-2020 implicano dividendi cumulati per 2 anni pari a 3,2 miliardi di euro, in linea con l’obiettivo sui tre anni. Confermata la view positiva su Generali che per Banca IMI è da aggiungere in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 16,8 euro. Banca Akros invita ad accumularlo in portafoglio, con un target price a 16,5 euro, con gli analisti che vedono solido e raggiungibile l’obiettivo di risultato netto indicato nel piano.  Indicazioni bullish anche da Kepler Cheuvreux che ha una raccomandazione “buy”…

Leonardo: in arrivo nuovi ordini da Israele? Analisti bullish
Finanza/Economia / 23 novembre 2018

Il titolo ha strappato un piccolo segno più alla vigilia di un incontro Italia-Israele che potrebbe portare ad un nuovo contratto. Tra le blue chips che oggi sono riuscite a sottrarsi alle vendite, terminando gli scambi al di sopra della parità troviamo Leonardo. Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un progresso dello 0,24%, quest’oggi si è fermato a 8,258 euro, in rialzo dello 0,12%, con poco meno di 2 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a oltre 3 milioni di pezzi. Leonardo ha evitato il segno meno grazie all’attesa per l’incontro che si terrà domani a Roma tra il segretario della difesa israeliano e il suo omologo italiano. Secondo indiscrezioni di stampa, l’appuntamento di domani potrebbe portare nuovi ordini per la divisione elicotteri per un valore di circa un miliardo di euro, a fronte però dell’acquisto di sistemi radar israeliani. Gli analisti di Mediobanca Securities fanno sapere che qualora l’accordo andasse in porto e si concretizzare in un nuovo contratto per Leonardo, questo rafforzerebbe la loro view positiva sul titolo, basata proprio sul recupero della divisione elicotteri. Gli esperti dell’istituto di Piazzetta Cuccia ritengono che Leonardo sia sottovalutato rispetto…

I torelli azzardano una reazione
Finanza/Economia / 23 novembre 2018

Spetta loro dimostrare che si tratti di qualcosa di ben diverso da un mero rally correttivo. Spetta loro dimostrare che si tratti di qualcosa di ben diverso da un mero rally correttivo. Gli scambi sugli ETF ribassisti sono stati ben poca cosa rispetto a quanto registrato sul finire di ottobre, segno che il pessimismo non è dilagante. Ad un passo dal baratro, Piazza Affari riesce ad evitare il peggio. L’indice MIB torna a sollecitare il delicato supporto a 18400 punti, che ci separa dalla prospettiva di una flessione ulteriore la cui entità è stata calcolata nel Rapporto Giornaliero pubblicato questa mattina. I volumi sono quelli che sono, ma confortano nell’immediato due considerazioni. La prima è legata al momentum: che ieri sera mostrava un flesso verso l’alto. Il secondo aspetto incoraggiante è legato alla formalizzazione, sempre a fine giornata, di un Buy Sequential setup di DeMark. Se si considera che la recente gamba di ribasso è stata inaugurata proprio dal medesimo segnale, speculare, si trovano sufficienti ragioni per contemplare in extremis la possibilità di una reazione nelle prossime giornate. Sospiro di sollievo dunque per i rialzisti. Naturalmente, spetta loro dimostrare che si tratti di qualcosa di ben diverso da un mero…

SocGen: “uscire presto dai mercati azionari”
News / 23 novembre 2018

Nel report più ribassista uscito finora sulle prospettive di mercato per l’anno prossimo, Societe Generale suggerisce agli investitori di uscire dall’azionario prima del secondo semestre 2019. Il motivo principale è che L’indice S&P 500 ha raggiunto probabilmente il suo massimo potenziale già nel 2018, mentre alla fine dell’anno prossimo le paure legate allo stato di salute della prima economia al mondo terranno lontani i tori. Le previsioni per l’indice allargato della Borsa Usa, che scambia 150 punti sopra il target di fine anno fissato l’anno scorso dall’equity strategist della banca Roland Kaloyan, sono nere da metà 2019 in avanti. Mentre la maggior parte degli analisti di Wall Street fa stime tutto sommato ottimiste per il 2019, pur citando i timori legati al rallentamento dell’economia per via del venire meno degli stimoli fiscali e monetari, Kaloyan è pessimista per l’anno prossimo. Proprio come lo era un anno fa, quando riuscì anche a prevedere il crac di febbraio segnato da un improvviso balzo della volatilità. L’anno scorso in questo periodo il nostro rapport European Equity Strategy 2018 Outlook presentava una view ribassista sull’azionario. Da allora l’indice MSCI delle Borse mondiali ha perso il 9% dai massimi di gennaio e, anche se abbiamo individuato una…

Altro che Quota 100: il Giappone che invecchia punta sugli immigrati
News / 23 novembre 2018

Il Giappone ha più di un punto di contatto con l’Italia. Nazione sconfitta nell’ultima guerra mondiale, ha conosciuto, in seguito, un fortissimo boom economico, diventando una delle maggiori potenze industriali a livello globale. In anni più recenti ha sperimentato la crisi, i pericoli della stagnazione e l’esplosione del debito pubblico: quello giapponese è fra i pochi più elevati di quello italiano, con il suo 250% (quasi il doppio rispetto al “nostro”). Infine, unisce i due Paesi la longevità della popolazione. Il Giappone è primo in assoluto, l’Italia, poco indietro. Non sorprende, dunque, che il tema della sostenibilità pensionistica sia d’attualità tanto in Italia quanto in Giappone, visto che il rapporto fra pensionati e popolazione attiva tende a sbilanciarsi a favore dei primi. Con la possibilità di scompaginare gli equilibri degli enti previdenziali. Mentre in Italia si discute su come smontare la legge Fornero, introducendo opzioni di ritiro anticipato come Quota 100, il Giappone, per bocca del premier Shinzo Abe, ha parlato dei cambiamenti necessari per una “società da 100 anni di vita”. E’ interessante notare come le proposte di Abe non potrebbero essere più distanti dal programma legastellato, attualmente in corso di attuazione in Italia. Alzare il tetto per l’accoglienza di…

Bitcoin, si riprenderà dal tonfo: “alternativa valida all’oro”
News / 23 novembre 2018

Una svolta interessante nella ragion d’essere dietro al Bitcoin si è consumata quest’anno, secondo Matthew Morris, direttore di Carr Consulting & Communications. In precedenza la criptovaluta era ritenuta semplicemente il futuro delle transazioni e dei pagamenti transfrontalieri, ma nel 2018 il Bitcoin è diventato sempre più nella percezione comune, anche dei suoi padri fondatori, come “l’oro digitale“. Questo permetterà alla valuta virtuale più capitalizzata e popolare la mondo di rifarsi con prepotenza con l’arrivo della prossima crisi. Con l’aumentare dei tempi delle operazioni di transazione, i costi sono saliti e il valore di un Bitcoin è crollato sui mercati. Il Bitcoin sta pagando inoltre il suo passaggio di statuto da moneta digitale pura a “riserva di valore”. Il fatto che il rivale più simile al Bitcoin, il suo cugino Bitcoin Cash, si sia posizionato come valida alternativa alla versione originale (più veloce e più economico) ha pesato sulle contrattazioni di mercato. Chiaramente questi son soltanto due dei tanti motivi per cui il prezzo del Bitcoin è crollato nel 2018 dopo il boom a fine 2017. Tuttavia, per comprendere l’idea di chi vede il Bitcoin come una sorta di oro digitale, bisogna avere ben presente la differenza tra valuta e denaro….

Blockchain, la sfida del MoVimento 5 Stelle alle banche
News / 23 novembre 2018

Mentre la manovra economica targata Lega-M5s punta a stanziare 15 milioni in un fondo dedicato all’Intelligenza Artificiale, alla Blockchain e all’Internet of Things, dal blog di Beppe Grillo la tecnologia resa celebre dal Bitcoin viene dipinta come una sfida al sistema di pagamenti tradizionale. Secondo l’autore del post sul blog, non direttamente vergato dal comico, bisogna prepararsi “al boicottaggio” della blockchain, visto che “le banche saranno le prime a fingere di sostenerne lo sviluppo, per attrezzarsi e individuare, prima di altri, le modalità per anestetizzarla”. La ragione di fondo è che la blockchain permette di veicolare pagamenti attraverso una struttura alternativa al sistema di pagamenti gestito dalle banche centrali. Secondo i sostenitori delle criptovalute, quest’innovazione renderà obsoleto il precedente sistema. “Non solo gli intermediari finanziari classici scompaiono, ma il ‘consenso’ che certifica i passaggi e le transizioni economiche sarebbe dato da milioni e milioni di “nodi”, cioè da milioni e milioni di persone (in gergo “Distributed Ledger Technology – DLT)”, si legge sul blog di Grillo. “Le transazioni con cui ricevo un prestito da Tizio o vendo la casa a Caio sono gestite in rete e rimangono immutabili nel tempo e ‘scolpite’ nella rete. Nulla può essere cancellato o modificato…

Brexit, ok Ue al pre-accordo non convince mercati
News / 23 novembre 2018

Esprime ottimismo la premier inglese Theresa May dopo il faccia a faccia con il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e dopo l’intesa raggiunta tra le due parti sulla bozza del testo che definisce le relazioni future tra Londra e Bruxelles. “È stato un buon incontro e abbiamo fatto ulteriori progressi (…) Spero possa condurre alla soluzione delle questioni rimaste”. Anche un portavoce della Commissione Europea si sbilancia e afferma che durante l’incontro tra la premier britannica Theresa May e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sono stati fatti dei buoni e nuovi progressi. “Il lavoro va avanti” afferma il portavoce. Alcune questioni tuttavia, ha ammesso la May, devono ancora essere affrontate. L’accordo promette di instaurare una relazione “profonda e flessibile” tra le due regioni, ma già domenica al summit dei leader Ue potrebbero emergere divisioni sul testo. Il ministro irlandese Harris ha avvertito che per May saranno “giorni difficili” e un funzionario del partito Labourista all’opposizione ritiene che l’accord non offra garanzie sufficienti perché sia approvato dai suoi. Dopo il raggiungimento dell’intesa sul testo che definisce i futuri rapporti tra Ue e Regno Unito, la sterlina è euforica sui mercati valutari ma le Borse non festeggiano. Il testo concordato non…

Manovra bocciata da Ue: cosa succede ora
News / 23 novembre 2018

Alla fine la bocciatura da parte della Commissione europea alla legge di bilancio del governo giallo-verde è arrivata ufficialmente. La Manovra, dice l’organo comunitario, non rispetta in maniera “particolarmente grave le regole di bilancio, in particolare le raccomandazioni dell’Ecofin dello scorso 13 luglio”. La Commissione ha così raccomandato al Consiglio europeo l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo per violazione della regola del debito, regolata dall’articolo 126 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, quella in base alla quale il rapporto tra debito pubblico e Pil deve rimanere sotto il 60% e, se superiore, deve almeno “essere diminuito in maniera sufficiente e avvicinarsi al valore di riferimento con un ritmo adeguato”. Cosa succede ora? Questa volta sarà il Consiglio europeo ad inviare al governo di  Roma un ulteriore invito per cambiare la manovra o ad esempio varare delle misure correttive – una sorta di manovra correttiva che riporti i parametri all’interno delle regole di Maastricht e del Fiscal Compact – entro sei mesi. Se l’Italia non effettuerà correzioni scatterebbe la procedura per squilibri macro-economici e il nostro Paese potrebbe essere toccato da diversi tipi di sanzioni. Si dovrebbe trattare di ammende di tipo pecuniario sotto forma di un deposito fruttifero pari allo 0,2%…