Pirelli in buon rialzo. Intesa pronta a rientrare in Camfin?
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Secondo la stampa la banca starebbe valutando un rientro nell’azionista di Pirelli con una quota fino al 10% del capitale. Il rimbalzo messo a segno oggi da Piazza Affari è stato sfruttato a dovere da Pirelli che è riuscito a fare meglio dell’indice di riferimento. Dopo aver ceduto ieri oltre mezzo punto percentuale, il titolo è salito oggi dell’1,55% a 6,424 euro, con circa 850mila azioni trattate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 2,2 milioni di pezzi. Secondo quanto segnala il Sole 24 Ore, Intesa Sanpaolo starebbe valutando il rientro in Camfin, azionista di Pirelli, con una quota fino al 10% del capitale.Per gli analisti di Equita SIM resterebbero da chiarire le modalità: in caso di cash injection si rafforzerebbe la struttura finanziaria, anche in vista dell’annunciato acquisto fino al 2% di Pirelli.Immutata la view positiva sul titolo che secondo la SIM milanese è da acquistare con un prezzo obiettivo a 8,3 euro. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

TIM svetta: spin-off della rete o dei servizi? La view di Equita
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Il titolo ha chiuso la settimana in bellezza e intanto la stampa riporta l’ipotesi che lo spin-off possa riguardare i servizi e non la rete. Un finale di ottava decisamente scoppiettante per Telecom Italia che, dopo aver ceduto ieri quasi due punti percentuali, si è riscattato oggi con un bel rally che lo ha portato a conquistare la prima posizione nel paniere del Ftse Mib. Il titolo ha archiviato la giornata odierna a 0,5472 euro, con un rialzo del 2,9% e quasi 80 milioni di azioni scambiate, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 115 milioni di pezzi. La stampa oggi è tornata a parlare di Telecom Italia, riportando l’ipotesi che il piano di separazione possa passare dallo spin-off della società dei servizi, invece che della società della rete. Secondo gli analisti di Equita SIM, che sul titolo mantengono invariata la raccomandazione “buy”, con un prezzo obiettivo a 0,64 euro, i passaggi tecnici della complessa operazione possono suggerire uno o l’altro dei due scenari, ma il risultato finale non è molto differente a loro avviso per il mercato, ammesso che i perimetri delle attività da scorporare siano simili. Gli esperti immaginano che la società…

Piazza Affari positiva: bene TIM, in rosso i petroliferi. FTSE MIB +0,60%
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Piazza Affari positiva: bene TIM, in rosso i petroliferi. Piazza Affari positiva: bene TIM, in rosso i petroliferi. FTSE MIB +0,60%. Mercati azionari europei in lieve rialzo. Wall Street incerta: a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 -0,2%, Nasdaq Composite invariato, Dow Jones Industrial -0,3%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +0,60%, il FTSE Italia All-Share a +0,70%, il FTSE Italia Mid Cap a +1,52%, il FTSE Italia STAR a +1,72%. Rendimenti dei BTP in ulteriore flessione anche se sopra i minimi visti in mattinata. Il decennale rende il 3,41% (-3 bp rispetto alla chiusura di ieri, minimo odierno a 3,36%). Stabile lo spread sul Bund a 307 bp (minimo odierno a 300). *Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA Markit Economics ha comunicato la stima flash *relativa all’Indice IHS PMI Manifatturiero di novembre. L’indice è sceso a 55,4 punti dai 55,7 punti della lettura di ottobre confermando una solida crescita del settore, sebbene su livelli minimi da 3 mesi. Le attese erano per un indice pari a 55,8 punti. Decelera anche la crescita dei servizi con l’Indice IHS PMI Servizi a 54,4 punti da 54,8 punti di ottobre (consensus 55 punti). Secondo…

Saipem pesante con crollo greggio. Contratto con EDF in vista?
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Il titolo è stato il peggiore del Ftse Mib e si è riportato sui livelli di fine maggio, per nulla aiutato dai rumors su un potenziale contratto in Scozia. La settimana si è chiusa con un’altra seduta difficile per Saipem che, dopo aver ceduto ieri oltre tre punti percentuali, ha continuato a scivolare verso il basso oggi. Il titolo ha terminato le contrattazioni a 3,495 euro, con un calo del 2,92%, alimentato da volumi di scambio molto vivaci, visto che a fine sessione sono transitate sul mercato oltre 22 milioni di azioni, circa il doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi. Saipem continua a registrare un crollo verticale sulla scia dell’affondo accusato dal petrolio che oggi viene bersagliato dalle vendite, lascia sul parterre circa il 5% del suo valore a 51,2 dollari al barile. Il titolo ancor più degli altri protagonisti del settore oil a Piazza Affari incassa il colpo e si riporta così su valori che non si vedevano da fine maggio, con un ribasso di oltre il 27% dall’inizio di questo mese. Saipem non ha beneficiato in alcun modo delle indiscrezioni riportate da Milano Finanza, secondo cui il gruppo sarebbe ben posizionato per un contratto con EDF…

Petroliferi negativi in scia al ribasso del greggio, debole Eni
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Petroliferi negativi in scia all’ennesima accelerazione ribassista del greggio. Petroliferi negativi in scia all’ennesima accelerazione ribassista del greggio. I future gennaio toccano i minimi da settembre/ottobre 2017: quello sul Brent si è spinto fino in area 59,30 $/barile, quello sul WTI fin sui 50,60 $/barile circa. In rosso Saipem Eni: su quest’ultima si segnalano le indiscrezioni relative alla partecipazione all’asta per il 40% del ramo raffinazione di Abu Dhabi National Oil Co (ADNOC). Bloomberg riferisce che si tratta di un’operazione da 8 miliardi di dollari e che l’esito non verrà annunciato fino all’anno prossimo. Il titolo e’ sceso a toccare un minimo a 13,90 euro dopo aver terminato la seduta di giovedi’ a 14,316 euro. A 14,33 euro transita la base del canale quasi laterale disegnato dai prezzi a partire dal picco del maggio 2018, la cui violazione apre la strada al test a 14,03 della trend line disegnata dai minimi di inizio 2016, e a quello del 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di inizio 2016, supporto critico anche in ottica di medio lungo termine. Solo recuperi oltre i minimi di fine ottobre a 14,60 euro segnalerebbero un allentamento delle tensioni ribassiste con conseguente possibilita’ di rimbalzo verso…

Banca Generali: il rimbalzo dai minimi non ripristina il trend
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Mentre la società ha recentemente indicato l’esposizione in titoli del debito pubblico italiano nell’ambito del intero gruppo Generali, la società riesce a strappare un insperato recupero. Banca Generali mette a segno questa settimana un interessante recupero raggiungendo quota 18.70, rispetto ai minimi di 17 euro circa registrati a fine ottobre. Sebbene dal punto di vista tecnico sia ancora prematuro sperare nel ritorno del trend rialzista, le buone notizie di ordine fondamentale accendono l’interesse del mercato. È infatti previsto per fine dicembre il raggiungimento del target di raccolta netta di 5,5 miliardi, dato che viene valutato da Banca Imi come eccellente. Ciò contribuisce a migliorare la valutazione da parte del broker che indica in 24.5 euro il giusto prezzo obiettivo. Sfortunatamente come anticipato in precedenza il recente sell off che si è scatenato su tutti i listini maggiori, ha di fatto “asfaltato” tutto il settore del risparmio gestito. Nel caso particolare Banca Generali ha intrapreso un calo costato il quasi il 25 % e che in base all’inclinazione della trendline discendente visibile sul grafico, la discesa non è ancora terminata . Questa dicotomia tra ottimi dati di bilancio e trend negativo ancora persistente, apre scenari di sconto sul prezzo tutti da sfruttare. In…

Previsioni di rialzo per l’argento nel 2019
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Il prezzo dell’argento dovrebbe aumentare nel 2019, secondo gli analisti del mercato dei metalli preziosi. Il prezzo dell’argento dovrebbe aumentare nel 2019, secondo gli analisti del mercato dei metalli preziosi. La spinta dovrebbe arrivare da un ritorno della fiducia degli investitori e da una domanda industriale solida dal settore tecnologico, scrive Adrian Ash di BullionVault. “L’argento sarà oggetto di una domanda sempre maggiore nel settore delle tecnologie, che porterà ad un cambiamento positivo nel trend del prezzo”, ha osservato David Holmes di Heraeus alla conferenza della LBMA della scorsa settimana a Boston. Indicando l’andamento del mercato dell’argento degli ultimi dieci anni su un grafico del 2009 di Virtual Metals, Holmes ha apprezzato l’accuratezza delle previsioni, che quantificavano in 100 milioni di once la domanda di argento da parte del fotovoltaico entro il 2017. L’anno scorso questa domanda è aumentata a 95 milioni di once. Quest’anno l’aspettativa è quella di un’impennata da parte del settore automobilistico, con l’abbandono dei motori a combustione. I veicolo elettrici ed ibridi rappresenteranno più di metà della domanda di argento del settore automobilistico entro il 2040, secondo Thomson Reuters GFMS (ora ribattezzata Refinitiv) nel World Silver Survey 2018, documento redatto per il Silver Insititute degli estrattori,…

Ci sarà quest’anno il Thanksgiving Rally?
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

Il ripiegamento dell’Eurostoxx delle ultime due settimane minaccia così il supporto fra 3090 e 3070 punti. Il ripiegamento dell’Eurostoxx delle ultime due settimane minaccia così il supporto fra 3090 e 3070 punti: un argine al di sotto del quale la discesa guadagnerebbe velocità, procedendo fino alla successiva, lugubre proiezione. Si conclude mestamente una settimana che ha visto i mercati azionari confermare la debolezza scaturita poco dopo il rimbalzo di fine ottobre. Allo stato attuale, eccezion fatta per gli Stati Uniti, che fanno storia a sé; il resto dei listini mondiali si è cimentato in un rally correttivo, ora minacciosamente neutralizzato. La situazione è precaria pressoché ovunque: sul MSCI World ex USA, che al momento conferma l’abbattimento della media mobile a 200 settimane; sull’indice MIB, che barcolla pericolosamente a ridosso del delicato diaframma a 18400 punti; e per l’Eurostoxx50, raffigurato nel rapporto di oggi. Un comportamento formalmente esemplare: la media mobile a 200 settimane, abbattuta a fine 2016 dopo un prolungato lavoro preparatorio, ha fatto da argine a marzo e più di recente ad inizio settembre. Questa volta però la reazione è stata inconsistente, ed è stata mestamente seguita da sfondamento. Provvidenziale la tenuta del supporto poco sotto i 3100 punti,…

Prove tecniche di inversione
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

La richiesta della procedura di infrazione al nostro paese da parte della commissione europea non scompone più di tanto il mercato. La richiesta della procedura di infrazione al nostro paese da parte della commissione europea non scompone più di tanto il mercato; la notizia negli ultimi giorni era ampiamente scontata e ha permesso al nostro FtseMib di disegnare un doppio minimo in area 18.400 di notevole valenza grafica. Rimaniamo in tendenza ribassista, tuttavia siamo veramente vicini a un primo segnale di inversione, chiamiamolo pure esaurimento del trend in essere, che perverrebbe con una chiusura sopra quota 18.800 dell’indice. Solo comunque sopra 19.250 si avrebbe un’inversione di breve-medio periodo con obiettivi molto ambiziosi per il giro-anno a 20.000, 21.000 e 21.600; ovvio che tale scenario presuppone un accordo/compromesso con le istituzioni europee, visto che l’iter dell’infrazione sarà comunque lungo e non privo di colpi di scena, senza poi dimenticare che la Bce a dicembre potrebbe dare nuovi “stimoli monetari” per contrastare il rallentamento economico nell’eurozona, sfruttando anche la forte discesa del greggio che rallenterebbe anche l’inflazione. Negativa un’eventuale violazione dei 18.400, tuttavia l’area 18.000 dovrebbe essere in grado di arginare la discesa limitando i danni, anche perché a quel livello l’appetibilità…

Petrolio: go lower?
Finanza/Economia / 24 novembre 2018

I prezzi del petrolio sfondano quota 55 dollari e sembrano puntare decisi verso i 50 dollari: Donald Trump ringrazia l’Arabia Saudita, ma si può fare di più… I prezzi del petrolio sfondano quota 55 dollari e sembrano puntare decisi verso i 50 dollari: Donald trump ringrazia l’arabia saudita, ma si può fare di più: le quotazioni del barile devono rimanere a livelli contenuti al fine di stimolare l’economia globale.  Questo è quanto afferma il presidente degli Stati Uniti in uno dei suoi celebri tweet… Il mercato petrolifero, come sottolinea l’International Energy Agency, si muove in un contesto di ncertezza praticamente senza precedenti, dove le parole del presidente degli Stati Uniti letteralmente obnubilano le dichiarazioni in arrivo dal Cartello che ha in programma un possibile taglio alla produzione compreso tra 1 ed 1,4 milioni di barili giornalieri. Il Petrolio (WTI) reagisce sfondando quota 55 dollari per barile, livello che ora è nuovamente in fase di test sottoforma di resistenza. Sei curioso di saperne di più? Ti basta un click! fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml