La borsa Usa cerca il rally di Natale, ma l’economia sta rallentando visibilmente
Finanza/Economia / 29 novembre 2018

La borsa Usa si sta organizzando per il rally di Natale, ma attenzione perche’ i segnali contraddittori da parte dell’economia sono molti e fanno temere che, anche se i prezzi dovessero effettivamente riuscire a mantenersi su di una traiettoria crescente da qui a fine anno, cosa tutta da verificare, l’inizio del 2019 potrebbe essere invece di tutt’altro tenore. La borsa Usa si sta organizzando per il rally di Natale, ma attenzione perche’ i segnali contraddittori da parte dell’economia sono molti e fanno temere che, anche se i prezzi dovessero effettivamente riuscire a mantenersi su di una traiettoria crescente da qui a fine anno, cosa tutta da verificare, l’inizio del 2019 potrebbe essere invece di tutt’altro tenore. Nelle ultime ore i mercati si sono concentrati piu’ sulle parole di Powell che sui dati macro, un chiaro segnale di “euforia” di fine anno, un po’ indotta e pilotata dai gestori (opinione personale ovviamente) nel tentativo di fase scollare la performance dello S&P500 del 2018 dalla parita’ dove galleggiava fino a martedi (close a 2682,17 a fronte di una chiusura al 29 dicembre 2017 a 2673,61 punti). Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha infatti usato parole nel suo intervento di oggi,…

Momento delicato per il Dow Jones
Finanza/Economia / 29 novembre 2018

Momento delicato per il Dow Jones. Momento delicato per il Dow Jones. Il Dow, dopo aver completato sul grafico intraday il testa spalle rialzista disegnato in area 24250, e’ salito con i massimi di quota 25309 a testare il 50% di ritracciamento del ribasso dal top dell’8 novembre. Per adesso quindi il rimbalzo conserva caratteristiche correttive, non inverte il precedente trend ribassista. La rottura decisa di area 25300 e di 25500, 61,8% retracement del ribasso da inizio mese, permetterebbe invece una estensione del rimbalzo verso 26000 circa, lato alto del gap ribassista del 12 novembre. La mancata rottura di 25300 e il ritorno al di sotto di 25175 potrebbero invece prospettare il test dall’alto della “neckline” del testa spalle, a 24670 circa. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Bca Generali frena: attese notizie positive dall’Investor Day
Finanza/Economia / 29 novembre 2018

Il titolo è sceso un po’ dopo il rialzo delle ultime cinque sedute. La preview di Kepler Cheuvreux sul nuovo piano industriale. Chiusura in calo oggi per Banca Generali che dopo cinque sedute consecutive in rialzo ha prestato il fianco ad alcune prese di profitto. Il titolo, dopo il rally di quasi il 4% messo a segno ieri, oggi si è fermato a 19,57 euro, con un calo dell’1,16% e quasi 500mila azioni scambiate, poco sotto la media giornaliera degli ultimi tre mesi. Banca Generali ha tirato un po’ il fiato dopo la corsa al rialzo delle ultime giornate, alimentata dall’attesa per l’appuntamento di lunedì prossimo, quando il gruppo sarà impegnato nell’Investor Day. Gli analisti di Kepler Cheuvreux si aspettano che da tale evento giungano notizie positive e nel dettaglio prevedono un tasso composto medio annuo di crescita del 5,5% per i ricavi, con riferimento al periodo 2018-2021 e dell’8,4% per il risultato netto. In attesa di conoscere i dati ufficiali, Kepler Cheuvreux conferma la raccomandazione “buy” su Banca Generali, con un prezzo obiettivo a 24 euro.  fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Ferrari: la paura dei dazi crea solo opportunità
Finanza/Economia / 29 novembre 2018

Continua a scendere il prezzo di Ferrari con gli inventori che evidentemente hanno alleggerito le posizioni preoccupati sia dal calo della domanda mondiale di beni di lusso, che della minaccia di applicazione dei dazi al 25%: cali sotto i supporti sono un opportunità. La recente quanto sorprendente discesa delle quotazioni di Ferrari sebbene vada interpretata con le difficoltà sulle vendite dell’intero settore automotive, viene motivata da alcuni analisti con la minaccia di Trump di inserire un balzello sulle importazioni del 25 per cento. Tale mossa va osservato sebbene colpisca l’acquirente finale, può tranquillamente essere gestito dalla società. Infatti il valore tecnologico ed estetico e la tipologia di consumatore tipico dei prodotti Ferrari, non verranno sostanzialmente influenzati da un incremento dei prezzi di vendita, peraltro non dello stesso importo, potendo la società gestire per altri canali l’incremento di tassazione. Più preoccupante è il calo della domanda sui beni di lusso mondiale che colpisce soprattutto le economie asiatiche, da anni in costante crescita ma recentemente colpite da una tipica crisi da sovracapacità produttiva e di indebitamento privato. Dunque Equita sim si aspetta un calo lieve delle vendite nel mercato statunitense che pesa per il 25 per cento, a causa di un eventuale provvedimento…

I migliori o peggiori titoli americani dopo il Black Friday
Finanza/Economia / 29 novembre 2018

Sia che si parli di grandi magazzini, commercianti di massa o catene di abbigliamento speciali, scopriamo quali sono le migliori o peggiori società dopo il resoconto vendite degli ultimi 5 giorni. Sia che si parli di grandi magazzini, commercianti di massa o catene di abbigliamento speciali, scopriamo quali sono le migliori o peggiori società dopo il resoconto vendite degli ultimi 5 giorni. Le vendite stimate di Mastercard del Black Friday hanno toccato i 23 miliardi di dollari, con un aumento del +9% rispetto allo scorso anno. Si prevede che le vendite del Cyber Monday saliranno a $ 7,9 miliardi, con un aumento del +19% rispetto allo scorso anno, secondo quanto previsto da Adobe Analytics. La spinta dei rivenditori ad iniziare la stagione col botto ha funzionato. Adobe aggiunge che, quello del 2018, è stato il Cyber Monday di vendite più grande di tutti i tempi. In totale, circa $ 30 miliardi sono stati spesi online durante i cinque giorni di festività, a partire dal Ringraziamento. Il forte inizio del periodo di shopping festivo annuale, riflette la solida crescita economica di cui godono gli Stati Uniti quest’anno, con la disoccupazione al suo tasso più basso in quasi 50 anni. I salari…

Il mercato non deluderà le nostre aspettative
Finanza/Economia / 29 novembre 2018

Il nostro modello quest’anno è risultato – a ragione – particolarmente cauto. Il nostro modello quest’anno è risultato – a ragione – particolarmente cauto. Questo “rally di fine anno” ha finora deluso i più: casomai arrivasse, sarebbe tardivo e poco incisivo. Il poderoso spunto rialzista di lunedì ha subito ieri una mezza battuta d’arresto. Provvisoria, si ritiene: il rimbalzo ha ancora gambe per migliorarsi, prima che ritornino le pressioni ribassiste. Certo questo “rally di fine anno” ha finora deluso i più: casomai arrivasse, sarebbe tardivo e poco incisivo. Fra 72 ore tireremo le somme circa l’esposizione azionaria più appropriata per le prossime settimane. Il nostro modello quest’anno è risultato – a ragione – particolarmente cauto: se nel 2017 l’Equity ha costituito in media il 72% del portafoglio tipo, nel 2018 l’esposizione al rischio è stata contenuta al 47%; al 31% alla fine di ottobre. Il 1° dicembre con ogni probabilità si scenderà oltre: si tratta di verificare se mai sarà abbattuta l’asticella oltre la quale le probabilità di bear market negli Stati Uniti si farebbero consistenti. Con 41 borse sulle 47 componenti il MSCI ACWI già in downtrend, non c’é da stare granché allegri. A proposito di Wall Street. Fra…

Unicredit, trader sconvolti da esito emissione Bond
News / 29 novembre 2018

In una dimostrazione di quanto le banche stanno pagando caro – letteralmente – le tensioni sui conti pubblici e il conseguente rialzo dei rendimenti dei Btp sul mercato secondario, la seconda banca d’Italia per capitalizzazione, UniCredit, ha sorpreso i mercati nell’ultima collocazione di corporate Bond. Tre miliardi di dollari di titoli a cinque anni denominati in biglietti verdi sono stati assegnati oggi. Ma per trovare un investitore disposto a comprare il debito societario, la banca ha dovuto pagare l’equivalente di 420 punti base sul tasso swap in euro a cinque anni, un valore sei volte superiore ai 70 punti base sborsati lo scorso gennaio in occasione dell’emissione di bond senior non-preferred in euro, con cui UniCredit ha ottenuto 1,5 miliardi di euro di finanziamenti. E a sorprende i trader è stato, non tanto il costo sborsato, quanto proprio il fatto che soltanto un investitore si è dimostrato disposto a comprare (Pimco, il maggiore fondo obbligazionario al mondo). Insomma, la pressione esercitata sui titoli di Stato, sta compromettendo le operazioni di fundraising delle banche italiane. Anche lo spread ha sconvolto i mercati, come riportano i media Usa, dal momento che rappresenta una concessione di 150 punti base circa rispetto ai tassi di…

BTp, ripresa record: tassi a 2 anni giù di 80 punti base
News / 29 novembre 2018

Lo aveva detto qualche mese fa il numero uno della Bce Mario Draghi  secondo cui le parole hanno creato dei danni. Il riferimento era al governo italiano e allo spread con i tassi di interesse saliti per le famiglie e per le imprese. E la riprova si è avuta nelle ultime settimane. Dopo il balzo dei tassi e quindi degli interessi che il Tesoro italiano dovrà sborsare per finanziarsi sui mercati, con la piccola apertura attuata da Luigi Di Maio e Matteo Salvini sulla manovra, si è verificato un netto calo di rendimenti e spread. Che sono passati dai massimi ai minimi dell’ultima settimana. Un calo record di ben 80 punti base in una manciata di giorni. In particolare a beneficiare dell’allentamento della tensione tra Roma e Bruxelles sui conti pubblici è stato il BTp a due anni che è passato dai massimi dell’ultima settimana di 1,45% ai minimi di lunedì a 0,65%. È sui Btp a scadenza biennale, scrive Andrea Franceschi sul Sole 24 Ore, che si sta scaricando il grosso della volatilità legata al rischio sovrano. Il picco si è toccato in particolare nei momenti di massima tensione del 29 e 30 maggio quando lo scontro istituzionale tra…

Addio FAANG, i nuovi “eletti” della sfera hi-tech sono i “MTVSP”
News / 29 novembre 2018

Chiamateli MTVSP: sono Microsoft, T-Mobile, VMware, Salesforce e PayPal e sono i titoli dell’universo tecnologico su cui conviene puntare se si vogliono incamerare guadagni in un momento altrimenti difficile per il settore. I FAANG sono ormai quasi decaduti nelle preferenze degli investitori, specie se si considera che le valutazioni sono ancora storicamente elevate. Ma nel comparto ci sono diverse storie degne di nota. È lo Stock Screener di TipRanks a mettere in fila i gruppi più apprezzati dai migliori analisti di Wall Street, ovvero con il palmares migliore. Si tratta in breve di quelli con i rating di Buy più convincenti negli ultimi tre mesi di tempo. Ebbene, gli strategist sono particolarmente ottimisti sulle cinque aziende quotate sopra citate e il nome di nessuna di loro inizia con la lettera F, A, N e nemmeno G. Dopo aver conquistato la fiducia degli analisti più bravi di Wall Street, sono pronti a soppiantare i FAANG nelle preferenze degli investitori. L’articolo Addio FAANG, i nuovi “eletti” della sfera hi-tech sono i “MTVSP” sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/

Fed, primo rapporto su stabilità finanziaria è un alert sull’azionario
News / 29 novembre 2018

Il Fed stability report ha contiene alcune rassicurazioni e alcuni avvertimenti. Se il documento, il primo del suo genere per la banca centrale americana, sostiene la solidità patrimoniale del sistema bancario in caso di choc, dall’altro lato evidenzia come i prezzi delle azioni siano elevati rispetto agli standard storici, così come lo sarebbe valore degli immobili commerciali. In più, starebbe venendo meno la disponibilità delle banche a finanziare aziende a maggiore rischio creditizio.   “Il debito del settore delle imprese relativo al prodotto interno lordo è storicamente elevato e ci sono segni di deterioramento degli standard di credito”, afferma il rapporto della Fed. In caso di choc esterni come una no-deal Brexit o una crisi nei mercati emergenti, avverte l’istituto presieduto da Jerome Powell, “il conseguente calo dei prezzi delle attività potrebbe essere particolarmente forte, dato che le valutazioni appaiono elevate rispetto ai livelli storici“. Il rapporto ha anche messo in risalto le decisioni politiche della Fed stessa come un fattore rischio, affermando che i mercati di tutto il mondo avranno necessità di adeguarsi all’aumento dei tassi di interesse e che “alcuni aggiustamenti potrebbero verificarsi bruscamente”. “Anche se le politiche della banca centrale sono completamente anticipate dagli investitori, alcuni aggiustamenti potrebbero verificarsi improvvisamente,…