Fallimento GE metterebbe a rischio sostenibilità fondo pensione
News / 20 novembre 2018

Circa un anno fa General Electric era già in una condizione di forte difficoltà nel pagamento dei contributi previdenziali per i suoi dipendenti; ora il buco è passato da 31 a 29 miliardi. Ma la crisi della società si è aggravata: da inizio anno le azioni hanno perso oltre il 54% del valore. Cosa succederebbe alle loro pensioni se GE dichiarasse la bancarotta, si domanda su Forbes Ken Kam (gestore di portafoglio presso Marketocracy), “nessuno sta dicendo che un fallimento è imminente, ma con pochi segnali di inversione di tendenza in GE, è tempo di considerare lo scenario peggiore. Il piano pensionistico di General Electric è assicurato da un’agenzia governativa denominata Pension Benefits Guarantee Corporation (PBGC) (…) Nel peggiore dei casi, la PBGC assumerà gli obblighi pensionistici di GE”. Più o meno.   Infatti sono previsti  dei tetti massimi sull’assegno, che potrebbero penalizzare i lavoratori che avevano versato più contributi. In più, verrebbero a mancare i benefit sanitari. (La tabella in basso mostra la pensione annua per età di pensionamento). Kam, però, fornisce un ulteriore avvertimento. Visto che un buco da 29 miliardi di dollari non è certo poca cosa, chi paga se la PBGC non è in grado di assegnare…

Fondi macro affondano Nasdaq e FAANG
News / 20 novembre 2018

Wall Street subisce cali moderati in avvio di una settimana che sarà influenzata dalla pausa per il Giorno del Ringraziamento (giovedì prossimo) e dalla follia del Black Friday (venerdì). Ma è il calo del Nasdaq ad attirare l’attenzione degli investitori. Come osserva l’analista di Nomura Charlie McElligott, tutti i titoli più importanti del settore hi-tech sono puniti dai ribassisti e i fondi hedge macro stanno abbandonando le posizioni più rischiose ora che si avvicina la fine dell’anno. Non si sa bene a cosa questo sia dovuto, se al temuto arrivo della conclusione del ciclo o forse piuttosto alla prospettiva di un calo dei mercati a fine anno che quindi spinge a chiudere posizioni per poter archiviare l’anno con un computo positivo. Fatto sta che l’esposizione al rischio viene ridotta drasticamente da diversi fondi. Tra questi si possono citare i fondi macro beta legati all’S&P 500 (al 17esimo percentile dal 39, quando soltanto un mese fa era al 79esimo), quelli dell’EuroStoxx (22esimo da 76esimo), dei mercati emergenti (quinto da 34esimo), del Nikkei (a 39esimo dall’80esimo) e al petrolio (al 34esimo dall’84esimo). Particolarmente pesanti sono le perdite giornaliere di Apple, che ha annunciato una riduzione della produzione di iPhone, di Facebook (le…

Banche Eurozona, una bomba a orologeria
News / 20 novembre 2018

Nonostante i risultati degli stress test effettuati dalla BCE, le banche dell’eurozona sono calate drasticamente sul mercato azionario e l’indice delle banche europee è diminuito del 25% nonostante le raccomandazioni rialziste da quasi tutti i broker. Gli utili deludenti, il rischio crescente nella zona euro e nei loro mercati di diversificazione come le economie emergenti, i margini deboli del reddito netto e il basso rendimento del capitale netto tangibile sono fattori che hanno contribuito alla debole performance delle banche europee. Da qui gli investitori esprimono forti dubbi sulle stime di consensus per il 2019. Le banche dell’Eurozona hanno fatto un buon lavoro nel rafforzamento della loro struttura del capitale, raggiungendo quasi un aumento dell’1% annuo del patrimonio di base Tier 1. Ma la domanda è se questo miglioramento sia sufficiente. Due sono i fattori che pesano: in primo luogo gli oltre 10 miliardi di euro di Coco bond, ossia i COnvertible COntingent Bond – debiti che diventano capitale all’occorrenza, quando, per esempio, il core tier 1 ratio, il maggiore indicatore della solidità patrimoniale delle banche, scivola sotto una soglia prefissata. Sono bond rischiosi inclusi nel calcolo del capitale di base (vedi grafico sopra). L’altro elemento preoccupante riguarda il volume totale dei crediti in sofferenza…

Quota 100, Boeri: mancano risorse. Di Maio non ci sta
News / 20 novembre 2018

E’ ancora scontro tra il presidente dell’Inps Tito Boeri e il governo sulle pensioni. In un’interrvista al Corriere della Sera Boeri ha sottolineato che per la quota 100 non ci saranno risorse sufficienti anzi si avrà come conseguenza un aumento della spesa pensionistica. Il governo ci ha chiesto delle simulazioni e ne abbiamo fatte tantissime. Tutte implicano per forza che ci sia un forte incremento della spesa nei primi anni: all’inizio c’è un grande gruppo di persone che entra a carico del sistema pensionistico e ogni anno se ne aggiungono altre che maturano i requisiti, dunque la spesa non può che aumentare (…) Insomma in tutti gli scenari con 62 anni di vecchiaia e 38 di anzianità contributiva viene fuori una crescita della spesa nel tempo. L’idea di una dotazione piatta e costante a sette miliardi l’anno non è minimamente supportata da alcuna delle simulazioni che ci hanno chiesto. Ma quando ho sollevato il problema, ho avuto solo aggressioni verbali e tentativi di screditarmi. A questo punto non vorrei si arrivasse a soluzioni incompatibili con le risorse accantonate. Noi all’Inps per primi ci troveremmo in una posizione difficile. Ma Boeri nella sua intervista al CorSera parla anche del reddito di…

Il green carpet di lady Chopard
News / 20 novembre 2018

Grande sostenitrice del lusso eco-sostenibile, la co-presidente e direttrice artistica della maison svizzera ha stabilito nuovi standard nel mondo della gioielleria A cura di Margherita Calabi Una donna forte, di successo e una testimone femminile di grande rilevanza nel settore del lusso. Caroline Scheufele (nella foto a sinistra), co-presidente e direttrice artistica di Chopard, è stata la prima a utilizzare la parola “eco-sostenibilità” nelle collezioni di gioielleria. Oggi tutte le sue creazioni sono realizzate utilizzando oro etico al 100%, come il prezioso premio che la Maison ha creato per la seconda edizione degli Oscar della moda sostenibile. Ma questo non è che l’inizio. Cominciamo con i Green Carpet Fashion Awards: Chopard ha realizzato il trofeo consegnato a star, stilisti e imprenditori (tra cui anche Donatella Versace, Diego Della Valle e Renzo Rosso) lo scorso settembre a Milano. Come si declina l’eco-sostenibilità nella produzione dei gioielli? “Ho conosciuto Livia Firth, direttrice creativa  di Eco-Age, nel 2010 quando suo marito, Colin Firth, vinse l’Oscar per Il discorso del re. Mi raccontò con grande entusiasmo del progetto, chiedendomi da dove provenisse il nostro oro. Mi disse che si stava interessando anche ad altri mondi oltre a quello del fashion. Decisi subito di aiutarla. Un…

Russia e Arabia Saudita alleate per eliminare l’Opec
News / 20 novembre 2018

Russia e Arabia Saudita alleate per mandare in pensione l’Opec con l’ok del presidente Trump. Ne scrive oggi  il Wall Street Journal riferendosi ad uno studio realizzato dal  Re Abdullah Petroleum Studies and Research Center (Kapsarc), un think tank saudita. Lo studio in sostanza è una rivisitazione ad ampio spettro sull’Opec e sull’eventualità che la domanda di petrolio un giorno si esaurisca. Come il mercato reagirà se la domanda dovesse scendere a tal punto da portare allo scioglimento dell’Opec? Lo studio dà come risposta allora un’alleanza strategica tra il Regno e Mosca. Da due anni infatti Mosca e Riad si sono molto avvicinate, collaborando per riequilibrare un mercato molto volatile. Da Riad però controbattono che almeno nel breve periodo non c’è alcun dibattito sullo scioglimento dell’Opec. Certo è che lo scioglimento dell’Opec avrebbe l’ok indiscusso degli Usa che da tempo accusano l’organizzazione di manipolare i prezzi. Dal canto suo il ministro del Petrolio saudita, Khalid al-Falih,ha smentito l’indiscrezione. “Non stiamo affatto considerando di eliminare l’Opec. Il motivo per cui li chiamano think tank è perché vogliono pensare fuori dagli schemi. Oggi inoltre il ministro russo dell’Energia Alexander Novak ha dichiarato che Mosca ha in programma di firmare un accordo di partnership con l’OPEC…

Wall Street: Black Friday, Thanksgiving coi tecnologici in saldo
News / 20 novembre 2018

Azioni tech USA, investitori non abituati a rallentamento vendite e ricavi. Titoli tecnologici, i gestori di fondi abbassano l’esposizione. Dall’hi-tech ai beni di consumo, il passo è breve. Sulla piazza azionaria di Wall Street prosegue il ridimensionamento dei prezzi dei titoli tecnologici al Nasdaq. Giusto per rendere l’idea, sulla piazza azionaria americana, dopo aver raggiunto e superato il trilione di dollari di capitalizzazione, i titoli della Apple (AAPL), con una correzione superiore al 20% dai massimi storici, sono ufficialmente e tecnicamente entrati in una fase di mercato orso. Azioni tech USA, investitori non abituati a rallentamento vendite e ricavi In accordo con quanto è stato riportato da Brian Sozzi su Yahoo Finance, il mercato azionario americano, con l’alleggerimento delle posizioni su titoli come Apple, Amazon, Alphabet e Facebook non sta facendo altro che scontare, per il 2019, una crescita media degli utili e dei ricavi che, in base alle stime, sarà inferiore rispetto a quanto visto nel 2018. Inoltre, a questo rallentamento si aggiunge il fattore psicologico rappresentato dal fatto che gli investitori che puntano sull’hi-tech non sono in genere abituati ad aprire posizioni long su società il cui business è in decelerazione. Amazon and other big tech stocks are being…

Wall Street come pugile alle corde, Nasdaq incassa un montante
News / 20 novembre 2018

Dow Jones: Travelers, Pfizer e Johnson & Johnson in controtendenza. Nyse, Helmerich & Payne in denaro grazie ai brokers. Le trimestrali di martedì 20 novembre 2018. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Inizio d’ottava in forte calo a Wall Street dopo la chiusura mista di venerdì scorso. A guidare la caduta del mercato, ancora una volta, sono stati i titoli tecnologici che hanno portato il Nasdaq Composite a perdere il 3,03% a 7.028,48 punti. Netto rosso al close pure per il Dow Jones, -1,56% a 25.017,44 punti, per l’ampio indice S&P 500, -1,66% a 2.690,73 punti, e per il listino delle medie capitalizzazioni Russell 2000, -2,03% a 1.496,54 punti. Dow Jones: Travelers, Pfizer e Johnson & Johnson in controtendenza Tra le Blue Chips, il Dow Jones oggi è stato messo alle corde dalle vendite su The Boeing Company (BA), -4,47% a $ 320,93, Apple Inc. (AAPL), -3,96% a $ 185,86, e Visa Inc. (V), -3,82% a $ 134,83, mentre hanno mostrato resistenza al sell-off The Travelers Companies, Inc. (TRV), +1,34% a $ 130,50, Johnson & Johnson (JNJ), +1,25% a $ 147,81, e Pfizer Inc. (PFE), +1,59% a $ 44,20. U.S. stocks dropped sharply on Monday…

Piazza Affari scherza col fuoco: alla fine si brucerà?
News / 20 novembre 2018

Il Ftse Mib si conferma incapace di un recupero anche contenuto, continuando a sollecitare i supporti, la cui tenuta è sempre più a rischio. Sfuma ancora una volta il tentativo di recupero delle Borse europee che dopo un avvio positivo hanno provato a risalire la china, non riuscendo però a confermare le loro buone intenzioni. Gli indici hanno infatti ripiegato, scivolando tutti in territorio negativo e chiudendo gli scambi in rosso. Il Ftse100 ha ceduto lo 0,19%, mentre il Cac40 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,79% e dello 0,85%. Semaforo rosso anche a Piazza Affari che però è riuscita in qualche modo a contenere le perdite, con il Ftse Mib che ha terminato gli scambi sui minimi intraday a 18.823 punti, in calo dello 0,29%, dopo aver segnato un massimo a 19.133 punti. Il Ftse Mib ha provato nuovamente a riposizionarsi sopra area 19.000 che, in linea con quanto accaduto nelle due sessioni precedenti, è stata violata solo nell’intraday, senza essere riconquista in chiusura di sessione, avvenuta invece a ridosso di un importante supporto. Ftse Mib incapace di reagire, ma i supporti reggono ancora La soglia dei 19.000/19.200 punti si sta rivelando piuttosto ostica, ma c’è da dire…

Ferragamo in fondo al Ftse Mib. Analisti: stare lontani ora
News / 20 novembre 2018

Ferragamo arriva a fine seduta in fondo al Ftse Mib in scia ai giudizi poco incoraggianti forniti stamane dagli analisti. Seduta di inizio settimana da dimenticare a Piazza Affari per Salvatore Ferragamo che cade sotto il peso di una raffica di vendite. La giornata di Ferragamo Il titolo, dopo aver guadagnato oltre un punto percentuale venerdì scorso, ha avviato gli scambi oggi in forte ribasso, occupando l’ultima posizione tra le blue chips per buona parte della giornata e attestandosi al close a quota 20,06 euro, a poca distanza dai minimi intraday e con un ribasso del 3,33% che lo colloca in fondo al listino milanese davanti soltanto a Mediobanca (-4,78%). Le vendite sono state alimentate da volumi di scambio piuttosto vivaci, con 720 mila azioni transitate sul mercato contro una media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 536mila azioni. Il downgrade di Bofa Salvatore Ferragamo viene inondato di vendite dopo che gli analisti di Bank Of America Merrill Lynch ha declassato il titolo da Neutral ad Underperform, con target price tagliato da 22 a 20 euro, nel quadro di una più ampia revisione di rating e target price sui player del settore lusso a seguito di una serie…