Guerra dazi: tregua tra Usa e Cina, stop a nuove tariffe per 90 giorni
News / 3 dicembre 2018

Prove di pace tra Cina e Stati Uniti sul fronte commerciale. Nel tanto atteso incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e l’americano Donald Trump al G20 di Buenos Aires è stato raggiunto “un importante consenso”. Lo ha affermato in conferenza stampa il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, spiegando che i colloqui sono stati “amichevoli e schietti”, con la definizione di uno schema che eviti “nuove tensioni commerciali” tra i due Paesi. I due leader hanno raggiunto un accordo che poggia su tre punti: “tregua” sul rialzo Usa delle aliquote dal 10 al 25% atteso dal primo gennaio 2019 sull’import di 200 miliardi di dollari di beni “made in China”; stop a ulteriori dazi su nuovi prodotti; e, infine, team operativi al lavoro per eliminare “i restanti dazi al 25%”. La tregua commerciale concordata a Buenos Aires durerà 90 giorni  durante i quali Stati Uniti e Cina proseguiranno i negoziati.  Il due leader hanno concordato su “futuri ulteriori scambi di visite in un momento appropriato”. Prima di questo summit a margine del G20, l’ultimo faccia a faccia risale a più di un anno fa con la visita del tycoon a Pechino. Cina e Usa, ha aggiunto Wang in un briefing coi media trasmesso…

Piazza Affari può ancora salire, ma la paura c’è ed è tanta
News / 3 dicembre 2018

Il Ftse Mib si è allontanato dai minimi dell’anno, mantenendosi però al di sotto dei massimi di novembre, la cui rottura è cruciale per nuovi allunghi. Al recupero registrato nella giornata di giovedì, ha fatto seguito un ritorno delle vendite in chiusura di ottava, con le Borse europee tutte in calo. Il conto più salato è stato pagato dal Ftse100 con un ribasso dello 0,83%, mentre si sono difesi meglio il Dax30 e il Cac40, con un calo rispettivamente dello 0,36% e dello 0,05%. Piazza Affari strappa un altro piccolo segno più prima del week-end Si è distinta in positivo Piazza Affari che è stata l’unica a chiudere gli scambi in rialzo in Europa. Il Ftse Mib ha terminato le contrattazioni a 19.188 punti, con un progresso dello 0,15%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 19.235 e un minimo a 19.071 punti. Positivo anche il bilancio settimanale visto che nelle ultime cinque sedute l’indice delle blue chips ha messo a segno un rialzo del 2,53% rispetto al close del venerdì precedente. La salita di Piazza Affari nell’ultima settimana è da ricondurre interamente al poderoso rally messo a segno lunedì scorso, quando l’indice si è spinto con slancio al di…

Come potrebbe cambiare la manovra
News / 3 dicembre 2018

Arrivano le prime proposte di modifica alla manovra di governo e relatori ma ancora nulla di fatto per le misure cardine, ovvero reddito di cittadinanza e pensioni, interventi su cui è incentrata la trattativa con Bruxelles e su cui si sta consumando il braccio di ferro tra M5s e Lega. L’esecutivo ha presentato in commissione Bilancio della Camera un pacchetto di oltre 500 emendamenti: si va dal raddoppio (dal 20 al 40%) della deducibilità ai fini Irpef e Ires dell’Imu sui capannoni industriali, misura spinta dalla Lega, al potenziamento degli organici dei centri per l’impiego con 4mila assunzioni, primo passo verso l’introduzione del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia M5s, ancora in via di definizione. Stop ai ‘furbetti’ della flat tax Arriva anche una norma contro chi fa il furbo per accedere alla nuova flat tax al 15% riconosciuta alle partite Iva con ricavi o compensi fino a 65mila euro: tra i soggetti esclusi dall’imposta sostitutiva rientrano anche “le persone fisiche nei casi in cui l’attività sia esercitata prevalentemente” nei confronti di datori di lavoro con i quali il soggetto ancora lavora o ha lavorato nei due anni d’imposta precedenti. Lo stop alla flat tax è previsto anche se i rapporti di lavoro erano o sono…

In cosa consiste la tregua tra Cina e Stati Uniti sui dazi commerciali raggiunta al G20
News / 3 dicembre 2018

Cina e Stati Uniti hanno raggiunto una tregua nella disputa sul commercio al termine del G20 di Buenos Aires, che porterà a nuovi colloqui e a uno stop temporaneo su tariffe aggiuntive, che stanno provocando contraccolpi alle due grandi economie del pianeta. Il presidente Usa, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, hanno avuto “un incontro di grande successo”, come lo definisce una nota della Casa Bianca. Gli Stati Uniti, dal primo gennaio prossimo, lasceranno temporaneamente al 10% le tariffe su duecento miliardi di dollari di merci esportate dalla Cina verso gli Usa, senza il rialzo al 25%, come precedente previsto. In cambio, la Cina acquisterà un “ancora non concordato, ma molto sostanziale ammontare di prodotti agricoli, energetici, industriali e di altro tipo dagli Stati Uniti” per ridurre lo squilibrio nella bilancia commerciale tra i due Paesi, e l’acquisto di beni agricoli comincerà “immediatamente”. Leggi anche gli articoli su: Repubblica, Fatto Quotidiano e Corriere della Sera Cina e Stati Uniti cominceranno immediatamente i negoziati per i cambiamenti strutturali che riguardano le questioni di “trasferimento forzato di tecnologia, protezione della proprietà intellettuale, barriere non tariffarie, cyber-intrusioni e cyber-furti, servizi e agricoltura”, che si dovranno concludere entro 90 giorni. “Se alla fine di questo periodo di tempo, le parti non…

Tutte le cifre della grande paralisi nei cantieri italiani
News / 3 dicembre 2018

Sbloccare subito i cantieri se non si vogliono annullare gli effetti positivi degli investimenti pubblici stanziati nella manovra, vanificando ogni impatto sulla crescita economica. È l’allarme lanciato dall’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, che chiede di velocizzare i processi di spesa sulla scia del modello spagnolo del 2008. Con la legge di Bilancio, sottolinea l’Ance, c’è una fortissima spinta sugli investimenti pubblici, ma l’approccio e il meccanismo burocratico sono sempre gli stessi. La grande preoccupazione che l’associazione sottopone ai legislatori è la necessità di rendere “attivi e concreti” gli investimenti, senza i quali “non ci sarà impatto sulla crescita e la manovra prevista non sarà ottemperata”. E non c’è tempo da perdere: secondo gli ultimi dati elaborati dai costruttori, le opere bloccate ammontano a oltre 27 miliardi di euro per più di 300 casi segnalati su tutto il territorio nazionale. I tempi medi per la realizzazione dei lavori vanno dai 2 anni e mezzo fino ai 15, e il settore versa in una situazione drammatica: dal 2008 sono stati persi oltre 600.000 posti di lavoro e oltre 120.000 imprese sono scomparse. A questi numeri allarmanti si aggiungono le crisi dei grandi costruttori italiani, da Astaldi a Condotte fino a Tecnis, che mettono a rischio cantieri, già avviati o in fase di avvio, per…

Per sbloccare i cantieri (e l’economia) serve subito il modello spagnolo
News / 3 dicembre 2018

Per sbloccare i cantieri in Italia occorrono “tempi biblici” dovuti a un eccesso normativo e burocratico. Bisogna adottare il modello spagnolo del 2009 che prevede investimenti pubblici cantierabili da subito. È la ricetta indicata dal presidente dell’Ance, Gabriele Buia, per far risollevare un settore in crisi da ormai troppi anni. Le costruzioni hanno visto dal 2008 la chiusura di oltre 120.000 imprese con un’emorragia di piu’ di 600.000 posti, spiega Buia, aggiungendo che servono interventi immediati. Da una parte c’è infatti un clima di incertezza dal punto di vista normativo e dall’altra delle lentezze burocratiche nel dare seguito alle spese stanziate. Va messo in campo uno snellimento molto significativo e il modello spagnolo potrebbe essere l’approccio giusto. Leggi anche: Tav, la verità dei fatti Il presidente dell’Ance, Gabriele Buia   Leggi qui: Tutte le cifre della grande paralisi nei cantieri italiani Quali sono i tempi medi per la realizzazione di un’opera in Italia?  “I tempi medi sono dati dalla presidenza del Consiglio, non do i nostri che potrebbero essere di parte. La media dei lavori in Italia per quelli da 200.000 euro va dai 2 anni e mezzo fino a più di 15 anni per quelli superiori ai 100 milioni. È sotto gli occhi di tutti che…

Nel settore delle Costruzioni sono in crisi anche le grandi aziende: 7 casi
News / 3 dicembre 2018

La crisi del settore delle costruzioni non riguarda solo le piccole e medie imprese ma anche i grandi operatori del settore. Secondo le elaborazioni di ‘Edilizia e Territorio’, il valore residuo delle commesse che fanno capo alle aziende in difficoltà vale circa 9,4 miliardi di euro. Le imprese coinvolte sono Astaldi, Condotte e Grandi Lavori Fincosit di Roma e la Tecnis di Catania che sono attualmente interessate in procedure concorsuali. A queste si aggiunge lo stato di sofferenza della Cmc Ravenna che qualche settimana fa non ha pagato la cedola di un bond per crisi di liquidità e di Trevi. I diversi tipi di stati di crisi Queste aziende in difficoltà finanziaria sono esposte nei confronti dei fornitori e delle banche e quindi non è sicuro che ci siano risorse sufficienti per portare avanti le commesse a loro assegnate. Le aziende in concordato sono in una sostanziale situazione di mancanza di risorse, quindi non possono alimentare la produzione perché non possono pagare i fornitori. Il concordato in bianco prevede un periodo di tempo per presentare al Tribunale un piano concordatario in cui avanzare delle soluzioni (ricapitalizzazione, prestito ponte o ingresso di nuovi soggetti nell’assetto societario). L’amministrazione straordinaria, infine, è uno stato che presuppone lo stato di…

Fino a che punto gli accordi di Parigi sul clima sono stati rispettati?
News / 3 dicembre 2018

A fare la fortuna di Katowice a metà dell’Ottocento furono almeno due fattori. Innanzitutto, la posizione geografica nel cuore della Slesia, all’incrocio tra due importanti assi di comunicazione: quello est-ovest, che collegava Leopoli e il confine con l’Impero Russo con Breslavia e poi Dresda, e quello sud-nord, che collega, via Brno, Vienna con Danzica sul Mar Baltico. Katowice, che riceve lo status di città nel 1865, è anche uno dei motori industriali della Prussia in piena accelerazione industriale, poco prima che diventi Impero tedesco. Il carburante di quella stagione è il carbone, come racconta il Walcownia Cynku, il museo della storia industriale della città, che sorge appropriatamente a due passi dal terminal ferroviario. È ironico che nel cuore del proprio distretto industriale la Polonia abbia deciso di ospitare la Conferenza delle Parti numero 24 (COP), il meeting annuale dell’Organismo quadro delle Nazioni Unite per il Cambiamento Climatico. La Conferenza di Katowice (3-14 dicembre 2018) sarà un momento decisivo nel dibattito mondiale sul cambiamento climatico. Arriva esattamente a metà strada tra la firma degli Accordi di Parigi del 2015, quando 197 paesi si sono impegnati a contenere il surriscaldamento globale entro i 2 °C, e il 2020, quando è previsto che gli…