Chiusura borse europee: Euro Stoxx 50 +1,32%
Finanza/Economia / 4 dicembre 2018

Euro Stoxx 50 +1,32%;Londra (FTSE 100) +1,18%;Francoforte (DAX) +1,85%;Parigi (CAC 40) +1,00%;Madrid (IBEX 35) +1,13%. Euro Stoxx 50 +1,32%;Londra (FTSE 100) +1,18%;Francoforte (DAX) +1,85%;Parigi (CAC 40) +1,00%;Madrid (IBEX 35) +1,13%. (SF – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Piazza Affari tonica con esito G20 e discesa spread. FTSE MIB +2,26%
Finanza/Economia / 4 dicembre 2018

Piazza Affari tonica con esito G20 e discesa spread. Piazza Affari tonica con esito G20 e discesa spread. FTSE MIB +2,26%. *Mercati azionari europei in ascesa. Wall Street positiva ma sotto i massimi visti in avvio: *a ridosso della chiusura delle borse europee S&P 500 +0,7%, Nasdaq Composite +1,2%, Dow Jones Industrial +0,7%. A Milano il FTSE MIB ha terminato a +2,26%, il FTSE Italia All-Share a +2,22%, il FTSE Italia Mid Cap a +2,01%, il FTSE Italia STAR a +2,38%. BTP in rialzo: il decennale rende il 3,16% (-5 bp rispetto alla chiusura di venerdì), lo spread sul Bund segna 284 bp (-5 bp) (dati MTS). Secondo fonti di stampa, che citano dichiarazioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria (oggi partecipa all’Eurogruppo a Bruxelles), l’Italia sta negoziando con la Commissione Europea una riduzione del rapporto deficit/PIL 2019 dall’attuale (famigerato) 2,4% al 2% circa o magari anche leggermente al di sotto di questa soglia simbolica. Per quanto riguarda i dati macroeconomici della giornata, negli USA a novembre l’indice ISM manifatturiero è salito a 59,3 punti dai 57,7 punti registrati a ottobre. Il dato e’ risultato superiore alle attese degli analisti che avevano stimato un valore pari a 57,6 punti. Markit ha…

Bene Banca MPS in avvio di ottava
Finanza/Economia / 4 dicembre 2018

Bene Banca MPS in avvio di ottava. Bene Banca MPS in avvio di ottava. Il titolo accelera etocca i massimi da metà ottobre approfittando probabilmente del rally dei BTP,dato che l’istituto senese è tra i più esposti sui titoli di debito italiani.Lo spread con il Bund potrebbe scendere ancora dopo essersi avvicinato lunedìai 280 punti base: secondo fonti di stampa che citano dichiarazioni delministro dell’Economia Giovanni Tria (che partecipa lunedì all’Eurogruppo aBruxelles), l’Italia sta negoziando con la Commissione Europea una riduzionedel rapporto deficit/PIL 2019 dall’attuale (famigerato) 2,4% al 2% circa omagari anche leggermente al di sotto di questa soglia simbolica. Le quotazionidi Mps si sono spinte a toccare un massimo a 1,764 euro (scendendo poi in area1,74), bene al di sopra della chiusura di venerdì a 1,6045 euro. I prezzi giàsettimana scorsa, superando il picco del 30 ottobre a 1,568 euro, avevanocompletato il “doppio minimo” disegnato in area 1,30/32 dal 25ottobre. Target della figura, calcolato in base alla proiezione della suaampiezza dal punto di rottura, a 1,83 circa, allineato con il gap ribassistadell’11 ottobre. In caso di superamento di quei livelli il titolo troverebbenuovo spazio di crescita fino a i 2 euro almeno. Solo sotto la media mobile esponenzialea 5…

Gli investitori appaiono più saggi di quanto si ritenga
Finanza/Economia / 4 dicembre 2018

Gli investitori tirano un sospiro di sollievo: novembre si chiude per il MSCI ACWI con una performance positiva. Il mese passato è stato il primo del quantitative tightening (QT) globale: con le banche centrali che nel complesso iniziano il laborioso processo di rimozione dell’eccezionale stimolo monetario che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni. Gli investitori tirano un sospiro di sollievo: novembre si chiude per il MSCI ACWI con una performance positiva; con 14 indici sui primi 25 al mondo per capitalizzazione che vedono il saldo collocarsi sopra la linea dello zero. È un sollievo perché, secondo le stime, il mese passato è stato il primo del quantitative tightening (QT) globale: con le banche centrali che nel complesso iniziano il laborioso processo di rimozione dell’eccezionale stimolo monetario che ha caratterizzato gli ultimi dieci anni. Non che gli effetti non si scorgano: con il repentino declino dei leveraged loan, fra i pochi investimenti a vantare un saldo generosamente positivo fino ad ora, sono poche le asset class che hanno brillato nel 2018. Deutsche Bank calcolava qualche giorno fa il comportamento più deludente dell’ultimo secolo in termini di forme di investimento capaci di battere la semplice liquidità USA. Per fortuna gli Stati Uniti…

Flash tecnico su Stm (+8%): arrivano gli acquisti
Finanza/Economia / 4 dicembre 2018

Forte spunto rialzista di STM finalmente in recupero dopo un periodo durissimo, caratterizzato da un calo violento e culminato con il minimo a quota 11.65 : prestare attenzione al trend ribassista ancora presente. Con l’accordo raggiunto tra Usa e Cina i mercati aprono la prima seduta del mese di dicembre in forte rialzo, bruciando finalmente le resistenze più immediate.Spicca per performance realizzata nella mattinata Stm, con un guadagno di oltre 8 punti percentuali, raggiungendo in una sola seduta la resistenza di breve termine a 14 euro. A questo punto non rimane che sperare in una chiusura a ridosso di questo importante livello, per raggiungere e consolidare in seguito il prossimo obiettivo di 15.50, ponendo così le basi per l’attacco definitivo a 16.70 euro. Lo scenario alternativo ancora aperto è rappresentato dal rientro dell’euforia attuale, che potrebbe presto trasformarsi in una ripresa delle vendite, con l’obiettivo di violare nuovamente prima 12.90 e a seguire 12.20 euro.  La maggiornza degli analisti infine conferma i target price espressi nel mese di ottobre, compresi in un range medio tra 18 e 26 euro, molto distanti comunque dai prezzi attuali. Strategia operativa Long:  attendere la conferma di quota 14 euro anche indirettamente valutando l’andamento del…

Pensioni, più soddisfatto chi non si affida (solo) allo stato
News / 4 dicembre 2018

Gli italiani, rispetto ai maggiori Paesi occidentali, si affidano in misura assai più netta alla sola previdenza pubblica. L’indagine, condotta da State Street Global Advisors su circa 9.500 soggetti provenienti da Germania, Paesi Bassi, Svezia, Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Italia, svela che nella Penisola “il 20% intervistati ha un reddito proveniente da piani pensionistici a contribuzione definita e solo il 5% ha una fonte di reddito proveniente da una pensione privata”. Di conseguenza, l’italiano è molto più propenso a credere che sia lo stato il principale responsabile dell’adeguatezza del reddito pensionistico – e che la preparazione finanziaria sia meno importante in tal senso, rispetto a quanto pensano i cittadini degli altri Paesi oggetto della ricerca. Il rapporto di State Street giunge in un momento di forte dibattito sull’opportunità di garantire finestre di pensionamento anticipato, sollecitate dalla richiesta di revisione della Legge Fornero. L’insoddisfazione, secondo il sondaggio di State Street è sempre dietro l’angolo quando le regole sul pensionamento sono percepite come instabili. La solidità del sistema, infatti, non è sufficiente a garantire un grado elevato di soddisfazione per il pensionato (come rivela il caso emblematico dell’Olanda, “solida” a livello previdenziale, ma “insoddisfatta” a livello dell’individuo). Dal report risulta che…

Dopo 58 anni, Qatar dice addio all’Opec. Vola petrolio
News / 4 dicembre 2018

Con una mossa a sorpresa, il Qatar, dopo 58 anni, lascerà l’Opec, l’organizzazione dei produttori di petrolio con effetto quasi immediato. La decisione è stata annunciata oggi dal ministro dell’Energia del Paese, Saad al-Kaabi, durante una conferenza stampa organizzata nella Capitale Doha: “Il Qatar ha deciso di ritirare i suoi membri dall’Opec a partire da gennaio 2019″ ha annunciato Al-Kaabi, che ha  anche aggiunto che “il Qatar continuerà a produrre petrolio ma si concentrerà sulla produzione di gas, per cui è il più grande esportatore di gas naturale liquefatto al mondo”. Immediate le ripercussioni sul prezzo del Wti, il greggio di riferimento Usa, che balza del 5% a un passo dai 54 dollari al barile. L’Opec, ha spiegato il responsabile dell’Energia, è stata informata della decisione prima dell’annuncio del Qatar, che era membro dal 1961. L’uscita del Qatar si deve probabilmente anche alle tensioni con l’Arabia Saudita, che da giugno dello scorso anno ha messo in piedi un fronte di Paesi che hanno imposto al Qatar una sorta di blocco dei confini sia terrestri che aerei. Ora si attendono novità anche dal fronte dell‘Opec che si riunirà giovedì prossimo. Le attese degli analisti sono per un taglio della produzione di 1-1,4 milioni di…

Ue, si moltiplicano iniziative de-dollarizzazione
News / 4 dicembre 2018

Le politiche di isolamento diplomatico e chiusura commerciale di Donald Trump stanno spingendo alcuni partner storici come l’Europa unita a prendere delle contromisure. Tra queste una delle più significative riguarda l’avvio di un graduale processo di de-dollarizzazione. In mezzo a minacce di dazi reciproci e accuse di svalutazione monetaria, la Commissione europea – organo esecutivo dell’Ue – ha presentato una serie di iniziative volte a rafforzare il ruolo internazionale della moneta unica a discapito del dollaro. Lo riferisce l’agenzia di stampa Bloomberg che ha potuto visionare la bozza di un documento ufficiale. Stando a quanto riportato da Viktoria Dendrinou, il piano si svilupperà su quattro livelli, anche in settori chiave come quello energetico e nel campo finanziario, sia domestico, sia internazionale. “Gli Stati Membri dovrebbero promuovere un uso più ampio dell’euro nei loro rapporti con paesi terzi in campi come quello energetico, per esempio quando stringono contratti nell’ambito di accordi bilaterali ma anche multilaterali internazionali”. L’intento qui è chiaro: escludere progressivamente il dollaro per rimpiazzarlo con l’euro negli scambi commerciali più importanti. La Commissione esorta gli stati membri a includere nei loro accordo intergovernativi con paesi terzi una clausola modello, sviluppata dalla Commissione, relativa all’uso dell’euro come valuta di default“. Si avvicina la…

Mercati: curva rendimenti e small-cap, inversione netta della tendenza
News / 4 dicembre 2018

I mercati finanziari, sollevati dalla tregua sul fronte commerciale, iniziano a dare segni di stanchezza. Evidentemente la pausa temporanea che si sono presi Usa e Cina dalla guerra a colpi di dazi non è sufficiente a offuscare i timori riguardanti il ciclo di strette monetarie della Federal Reserve. L’indice S&P 500 della Borsa americana, da parte sua, si è bloccato sul supporto di 2.800 punti, mentre le small-cap hanno iniziato a effettuare un cambio di rotta a Wall Street (vedi due grafici sotto). Nel frattempo sul fronte obbligazionario la curva dei rendimenti dei Treasuries Usa si è schiacciata. In America la parte breve della curva dei rendimenti è collassata ulteriormente con il differenziale tra titoli a due e cinque anni che è sceso sotto i 2 punti base. I rendimenti del titolo decennale sono tornati a scambiare sotto il 3%. La curva tra scadenza breve e lunga è la più piatta dal 2007. L’allentamento delle tensioni sui conti pubblici tra Roma e Bruxelles favoriscono gli acquisti sul mercato secondario italiano, ma i tassi sui Btp non riescono a scendere sotto la resistenza individuata dagli analisti tecnici al 3,15% (vedi grafico). Sul Forex il dollaro non ha subito grandi cali come…

Goldman Sachs: spread necessario a cambio manovra
News / 4 dicembre 2018

L’Italia è, assieme alla Brexit, la principale sorgente di rischio per la ripresa europea: è quanto si legge nel documento di Goldman Sachs Economic Research, dedicato all’andamento dell’economia del Vecchio Continente nel 2019. “Ci aspettiamo che l’Italia flirti con la recessione a cavallo fra 2018 e 2019”, scrivono gli analisti della banca d’affari, prima di precisare le due principali criticità per la Penisola. La prima, che si renda “necessario un maggiore spread Btp-bund per convincere il governo italiano della necessita di un piano fiscale più ortodosso e credibile che abbassi il rapporto debito/Pil”, e, in secondo luogo, “che le ricadute” di questa situazione possano estendersi “oltre i canali commerciali tradizionali” cui l’Italia è legata. Sul fronte della politica economica, il giudizio di Goldman Sachs è diametralmente opposto a quello del governo: “Il governo italiano ha delineato un allentamento fiscale significativo che, sulla base di precedenti analisi, è improbabile che stimoli la crescita del Pil reale. Riteniamo che sia necessaria una politica fiscale più ortodossa e credibile affinché il debito pubblico italiano possa diminuire, riducendo l’attuale vulnerabilità dell’economia italiana che pesa nella creazione di credito da parte delle banche”. La previsione per il Pil italiano, per il 2019, è allo 0,4%, contro…