Saras in rosso, ma SG rivede al rialzo target e stime
Finanza/Economia / 5 dicembre 2018

Il titolo ha ceduto oltre l’1%, senza beneficiare della mossa della banca francese, intervenuta sulle stime e sul prezzo obiettivo. Seduta negativa per Saras che dopo aver guadagnato quasi mezzo punto percentuale ieri, si è piegato al volere dei venditori oggi. Il titolo ha terminato gli scambi a ridosso dei minimi intraday a 1,696 euro, con un ribasso dell’1,34% e oltre 4,3 milioni di azioni scambiate, quasi in linea con la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 4,6 milioni di pezzi. Saras oggi è finito sotto la lente di Societè Generale, i cui analisti hanno confermato il rating “hold” sul titolo, con un prezzo obiettivo ritoccato da 1,8 a 1,85 euro. Quest’ultima mossa riflette un incremento delle stime sull’utile per azione da 0,12 a 0,18 euro per il prossimo anno e da 0,18 a 0,26 euro per il 2020, alla luce di un trend in miglioramento nei margini di raffinazione. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Perchè Azimut è salita meno rispetto al Ftse Mib?
Finanza/Economia / 5 dicembre 2018

Azimut nonostante il balzo in avanti del Ftse Mib, che si riporta a ridosso delle resistenze diversione del trend, oggi segna ll passo beneficiando meno degli altri del ritorno dei compratori sulle piazze azionarie. Azimut grazie all’exploit di ieri del Ftse Mib riparte con slancio verso il target minimo necessario ad invertire il potente trend ribassista ancora in essere, ovvero oltre quota 12.20 euro Recentemente gli analisti di banca Imi hanno abbassato il target price a 12.20 da 15.50 e l’indicazione di acquisto da buy a hold. A pesare sul giudizio sfavorevole sono gli ultimi dati trimestrali rilasciati dalla società, che parlano di ricavi attesi a 566 milioni contro i 592 milioni dello stesso periodo del 2017, con un utile in discesa a 112 milioni rispetto ai 166 del 2017. Molti operatori si  aspettavano dati peggiori motivati dal forte calo dei mercati che riduce le commissioni di performance dei fondi venduti dalla società, ma la buona crescita delle masse gestite ha in parte colmato il rallentamento degli utili. Dal punto di vista grafico il titolo è reduce da una violenta caduta delle quotazioni a partire dallo scorso 5 ottobre, costata una perdita di valore superiore al 20 per cento. Vengono…

È tregua fra mercati e disturbi esogeni
Finanza/Economia / 5 dicembre 2018

La stagionalità incoraggia. Tipicamente Wall Street fa bene nella prima settimana del mese, ripiega nella seconda ottava. La stagionalità incoraggia. Tipicamente Wall Street fa bene nella prima settimana del mese, ripiega nella seconda ottava, e si distende dopo il giro di boa; sebbene negli anni più recenti gli ultimissimi giorni di dicembre siano risultati più laboriosi. I principali focolai di crisi sono stati smorzati nel giro di un weekend. Il G20 di Buenos Aires si conclude con l’accordo di una tregua commerciale fra Stati Uniti e Cina; con Pechino attesa ora a dimostrare con fatti concludenti la propria buona volontà. Agli antipodi, si addolciscono i toni fra il governo italiano e la Commissione Europea, chiamata a valutare la qualità delle modifiche alla proposta di bilancio per il prossimo anno. Il cessate il fuoco ha tutta l’aria di essere temporaneo, ma contribuisce ad incoraggiare il ritorno del denaro su pressoché tutti i listini azionari mondiali. Piazza Affari conferma il rimbalzo in essere dalla seconda metà di novembre: uno scenario contemplato all’indomani del conseguimento dell’obiettivo a 18400 punti di indice MIB, confermato venerdì sera dal Buy Sequential setup su base settimanale sull’All Share Italia; e sulla cui profondità e durata ci siamo…

Bitcoin, ci siamo?
News / 5 dicembre 2018

Bitcoin, ci siamo? Nell’ultimo periodo sto seguendo il Bitcoin, il quale sembra essere in una fase di minimo di lungo periodo. Dall’immagine ti mostro che intorno a metà dicembre dovremmo essere su un minimo di lungo periodo, ottimo per acquistare. Vuoi una strategia di trading gratis? Lunedì sera alle 20.00 faro un Webinar Gratuito clicca per riservare il tuo posto  https://goo.gl/AYGrZe Anche il DNA del ciclo Annuale mostra la stessa cosa, questo avvalora la nostra tese, più indicatori ci danno la stessa informazione e più sono le probabilità che la previsione sia corretta. Medio periodo FSTEMIB I prezzi sono arrivati sopra alla media mobile sullo stesso livello del massimo del ciclo precedente, la rottura del massimo darebbe vita ad un cambiamento di scenario. Vorresti una strategia GRATIS? CLICCA PER PARTECIPARE AL WEBINAR GRATUITO https://goo.gl/AYGrZe DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tecnica espressi all’interno del presente articolo sono semplici pareri personali dell’autore, con esclusiva finalità educativa e didattica, il suo contenuto non costituisce alcuna forma di consulenza o “raccomandazione di investimento” o “incentivo all’investimento” né in forma esplicita che implicita. Nulla di quanto riportato ha lo scopo di prestare consigli operativi personalizzati, di acquisto e/o vendita, né raccomandazioni…

2019, le previsioni improbabili (ma non impossibili) di Saxo Bank
News / 5 dicembre 2018

Qualche volta, lo scenario più improbabile si realizza comunque, scompaginando drasticamente le strategie d’investimento. Anche per questo, ogni anno, Saxo Bank elabora una provocatoria lista di eventi sottovalutati che, in alcuni casi, finiscono col verificarsi – fu il caso della vittoria della Brexit nel referendum o il drastico crollo del Bitcoin. Per il 2019 le “Outrageous Predictions” di Saxo Bank sollecitano l’attenzione degli investitori sulla possibilità che Donald Trump, insoddisfatto della politica monetaria restrittiva della Federal Reserve, possa licenziare il suo presidente, Jerome Powell; oppure, non viene esclusa la possibilità che Apple possa acquisire Tesla. Ma c’è spazio anche per un dramma europeo innescato da una crisi del debito in Italia. A tal proposito, Saxo Bank ritiene concreta la possibilità che Roma, in difficoltà nel rifinanziare il suo debito, possa contagiare i creditori europei, rendendosi responsabile di una recessione nel Vecchio Continente. La possibilità che il debito di un Paese possa avere conseguenze così disastrose potrebbe spingere le autorità comunitarie a garantire un “debt jubilee” (un perdono sui debiti di biblica memoria) per la componente eccedente al 50% del Pil. Un’altra “previsione oltraggiosa” ricama sulla possibilità che il Regno Unito veda tramontare in parlamento l’accordo sulla Brexit raggiunto con l’Ue; una sconfitta che…

Tria: ridurremo deficit per evitare procedura d’infrazione
News / 5 dicembre 2018

Dall’incontro dell’Ecofin il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, ha fatto sapere che il disavanzo previsto per la manovra economica potrà essere ridotto, allo scopo di evitare un procedura d’infrazione europea. Ma, ha aggiunto, i cardini programmatici delle due forze di maggioranza, Quota 100 e Reddito di cittadinanza, restano prioritari. “Le priorità politiche del governo devono essere salvaguardate e portate avanti”, ha detto l’uomo a capo di Via XX Settembre, “si stanno studiando le stesure, quello che va ancora definito è il costo delle misure in base ai disegni di legge”. L’obiettivo, dunque, sarebbe di recuperare risorse dai 16 miliardi stanziati in manovra, riuscendo a realizzare le due misure “di bandiera” con un budget più limitato. “Dobbiamo andare incontro alle richieste della Commissione Ue per evitare la procedura, si tratta di esaminare soluzioni possibili”, ha dichiarato Tria. L’ipotesi circolata in varie indiscrezioni di stampa è che il deficit per il 2019 possa essere ridotto dal 2,4 al 2%. Di fatto, lo stesso vicepremier Matteo Salvini, dopo aver difeso fino a pochi giorni fa l’assoluta fermezza, non ha respinto tale ipotesi: “Il 2%? Questi sono numeri su cui si esercitano giornalisti e commissari Ue. Noi badiamo alla sostanza e a trovare le risorse. Sarà una…

King (ex BoE): “accordo Brexit frutto di massima incompetenza”
News / 5 dicembre 2018

L’ex presidente della Banca d’Inghilterra, Mervyn King, ha colpito pesantemente la gestione della Brexit accusando il governo May di “incompetenza di alto grado” e l’accordo messo insieme con l’Ue come “il peggiore dei mondi possibili” e che trasformerebbe il Regno Unito in uno “stato vassallo”. In un intervento pubblicato su Bloomberg, e intitolato “Il Brexit deal di May è un tradimento della Gran Bretagna”, King ha espresso un giudizio impietoso: “Ho amici che sono appassionati Remainers e altri che sono appassionati Leavers. Nessuno di loro crede che questo accordo abbia senso. E’ tempo di pensarne uno nuovo, e il primo passo è respingere un accordo che è il peggiore dei mondi possibili”. Secondo King, la crisi britannica non è economica, bensì politica. Sebbene il voto del referendum si fosse espresso a favore di un taglio netto con l’Ue, come indicato dal premier e dal cancelliere dello scacchiere di allora, il parlamento ha successivamente corretto il tiro per raggiungere un compromesso con l’Ue. Ma King avrebbe auspicato un iter assai diverso: “I preparativi per la Brexit basati sugli scambi in base ai termini del Wto [una hard Brexit, Ndr.] avrebbero dovuto iniziare nel 2016, immediatamente dopo il referendum, come dissi all’epoca….

Corte Ue: Londra può cancellare Brexit unilateralmente
News / 5 dicembre 2018

Sterlina in recupero oggi con il cambio con l’euro al massimo di 1,2788. A pesare la notizia che l’articolo 50 del Trattato di Lisbona (TUE) – quello che permette l’uscita di uno stato membro dalla UE – può essere revocato unilateralmente da chi l’ha invocato come nel caso della Brexit senza il voto favorevole degli altri stati membri. Così l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione Europea Campos Sánchez-Bordon annuncia il contenuto di un parere ufficiale pubblicato oggi. Un gruppo di politici scozzesi e inglesi e un tribunale scozzese volevano sapere se fosse ancora possibile per il Regno Unito fermare Brexit prima che entrasse in atto e così si sono rivolti alla Corte di giustizia dell’Ue che oggi ha sentenziato:  il Regno Unito può revocare l’articolo 50 quindi l’uscita dall’Ue  unilateralmente senza il voto favorevole degli altri stati membri. In realtà però tutti concordano sul fatto che questa opzione quasi certamente non sarà presa dal governo britannico. Il parere della Corte di giustizia Ue arriva a pochi giorni dal voto cruciale al Parlamento britannico per la ratifica dell’accordo su Brexit raggiunto  tra il governo di Theresa May e l’Unione Europa. Fa discutere il verdetto espresso dal Procuratore Generale britannico Geoffrey Cox in…

Intelligenza artificiale: la sfida della Cina è anche questione geopolitica
News / 5 dicembre 2018

Lo scorso agosto la Cina ha annunciato una sfida miliardaria. Un fondo di venture capital statale, Starquest Capital, assieme con JD.com e Sequoia Capital China costituiranno una nuova società d’investimento che avrà una dotazione di 40 miliardi di yuan (5,8 miliardi di dollari). Lo scopo: finanziare realtà imprenditoriali in settori ritenuti strategici per il futuro tecnologico del Paese. Il protagonista è uno su tutti: l’intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato da Pechino è quello di acquisire la leadership nel settore entro il 2030.   Perché attribuire tanta importanza strategica a questo settore? Una possibile risposta a questo interrogativo l’ha fornita Bernard Marr, autore di numerosi best-seller sull’innovazione tecnologica: “L’IA diventerà sempre di più materia della politica internazionale”. Vale a dire, che la supremazia in questo campo potrà influenzare i rapporti di forza fra le nazioni, similmente alla politica energetica o alla potenza militare – elementi naturali di qualsiasi analisi geopolitica.   Marr ha notato come lo sforzo della Cina, preso atto del clima protezionistico promosso anche dalla presidenza Usa, sia inteso a raggiungere una maggiore autosufficienza in ricerca e sviluppo delle tecnologie. Fra gli esempi di una maggiore autonomia in in tal senso, Marr ha citato la volontà da parte di Huawei, fra i maggiori produttori…

Inversione curva dei rendimenti: l’impatto su economia e mercati
News / 5 dicembre 2018

Una parte della curva dei rendimenti obbligazionari Usa si è invertita a Wall Street. Il differenziale tra i rendimenti a cinque e tre anni è finito sotto zero. Un fenomeno del genere, molto raro, può venire interpretato dai mercati come un presagio di recessione economica. Si tratta della prima inversione della curva dei rendimenti in sette anni di tempo. È da tempo che il differenziale tra le scadenze a 5 e 3 anni dei Treasuries Usa e tra i titoli a 3 e 2 anni si stava ravvicinando facendo presagire un’inversione. Bloomberg ha riportato che la differenza di rendimento tra i titoli di Stato americani a tre e cinque anni è scesa a -0,6 punti base lunedì 3 dicembre. È la prima volta dal 2007 che succede. Non è la parte della curva che viene osservata con maggiore frequenza. Di solito è lo Spread tra 2 e 10 anni che viene considerato la misura più attendibile per anticipare una eventuale recessione dell’economia. Ma l’andamento recente potrebbe essere solo il primo fenomeno dei mercati che precede una fase di rallentamento dell’attività. Anche se diversi analisi hanno cercato di sminuire l’importante di una simile inversione della curva dei rendimenti, i mercati stanno…