EUR/JPY, sviluppi positivi sopra 125,80
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

EUR/JPY in consolidamento laterale. EUR/JPY in consolidamento laterale. La Moneta Unica si muove per vie laterali da fine maggio, da quando cioì i prezzi hanno fallito il superamento di area 125,80. Il fatto che le quotazioni restino a contatto con il lato superiore del banner disegnato da tali massimi depone a favore di una sua rottura: in tal caso il movimento ascendente partito ad aprile ripartirebbe in direzione di obiettivi a 126,30/126,40 circa, massimi di aprile 2016 allineati con i minimi di aprile 2015, poi di 128,20. Sotto i minimi di maggio a 122,56 si dispiegherebbero invece gli effetti del doppio massimo disegnato da 125,80 per target negativi a 120,30. Pericolosa poi la violazione di quest’area preludio a un affondo fino alla base del canale che sale da ottobre 2016 a 116 circa. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Alinta e Delta Electricity in gara su centrale di Engie
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

Secondo fonti citate da Reuters, le utility australiane Alinta Energy (recentemente acquisita dalla Chow Tai Fook Enterprises di Hong Kong) e Delta Electricity sarebbero in gara per acquisire la centrale elettrica a carbone Loy Yang, nel Victoria (Stato del Sud dell’Australia la cui capitale è Melbourne) messa in vendita dalla francese Engie. Secondo fonti citate da Reuters, le utility australiane Alinta Energy (recentemente acquisita dalla Chow Tai Fook Enterprises di Hong Kong) e Delta Electricity sarebbero in gara per acquisire la centrale elettrica a carbone Loy Yang, nel Victoria (Stato del Sud dell’Australia la cui capitale è Melbourne) messa in vendita dalla francese Engie. La dismissione dell’impianto, partecipato al 30% dalla giapponese Mitsui & Co, rientra in un più ampio piano dell’ex Gdf-Suez di alleggerimento dalle attività nei combustibili fossili a livello globale. Engie scambia in progresso di circa l’1% a Parigi, contro il declino intorno allo 0,30% del Cac 40. (RR – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Fixing oro a 1255,70 dollari l'oncia
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

Al London Bullion Market il London Gold Fixing ha determinato le quotazioni dell’oro, fissato a 1255,70 dollari l’oncia. Al London Bullion Market il London Gold Fixing ha determinato le quotazioni dell’oro, fissato a 1255,70 dollari l’oncia. Questa mattina l’oro era stato fissato a 1256,30 dollari l’oncia. (CC – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Attenti al trend
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

Cosa accade, sempre e invariabilmente, dopo un processo lungo di lateralizzazione sui mercati? Risposta semplice: la partenza di un trend. Cosa accade, sempre e invariabilmente, dopo un processo lungo di lateralizzazione sui mercati? Risposta semplice: la partenza di un trend. Ed è ciò che accadrà anche sul future sull’indice italiano Ftse Mib, da molte sedute compresso in una fase di accumulazione/ distribuzione che oscilla tra un estremo superiore posto intorno ai 21.450 punti e un livello inferiore di 20.600 punti circa (Figura 1). Figura 1. Future FtseMib40 – grafico giornaliero. Se la futura direzionalità è inevitabile e consegue al motivo funzionale dei processi di lateralizzazione (accumulare o distribuire titoli a sufficienza prima di partire in direzione) è sempre incerta la direzione. Uno spunto al ragionamento è l’esistenza di un gap aperto a 20.425 punti prima e a 19.330 punti poi (Figura 2) Figura 2. Future FtseMib40 – grafico giornaliero. Oltre a ciò anche una lettura delle onde di Elliott (vedi Figura 3) che indicherebbe la fine del movimento rialzista partito l’8 febbraio scorso: in conclusione l’ipotesi ribassista appare quella da tenere maggiormente in considerazione. Figura 3. Future FtseMib40 – grafico giornaliero. In quest’ ottica ondulatoria potremmo forse essere pronti per…

FTSE/MIB ancora in gabbia
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

Da qualche settimana è diventato davvero difficile riuscire a comprendere l’impostazione del mercato azionario italiano. Da qualche settimana è diventato davvero difficile riuscire a comprendere l’impostazione del mercato azionario italiano, sia perché si dimostra sempre più de-correlato rispetto alle principali piazze finanziarie internazionali (a volte molto più forte, a volte inspiegabilmente più debole), sia perché continua a muoversi all’interno di un ristretto trading range compreso tra i livelli 20.500 e 21.100. Dalla lateralità che caratterizza attualmente l’indice FTSE/MIB, inoltre, non è possibile trarre alcuna indicazione previsionale poiché, a causa di volumi ridotti e assenza di “mani forti”, mancano gli elementi sufficienti sia per definirla una fase di accumulazione rialzista che di distribuzione ribassista. E’ vero che le quotazioni si stanno allontanando dai massimi registrati a metà maggio in area 21.500, tant’è che è stata violata al ribasso anche l’importante media mobile a 25 periodi, ma è altrettanto vero che non riescono comunque a scendere al di sotto del supporto posto sul livello 20.570, dove si trova l’indicatore Supertrend. Probabilmente l’intorno di 20.500 è considerato molto importante dagli operatori, uno spartiacque tra la positività e negatività del mercato, anche perché a quel punto i prezzi si troverebbero ad affrontare la trendline…

Vacilla, ma non molla
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

L’indice FtseMib prova per la terza volta in meno di un mese a rompere i 20.700. L’indice FtseMib prova per la terza volta in meno di un mese a rompere i 20.700, ma riesce sempre a chiudere sopra scongiurando un’inversione di breve; si rileva quindi una tenuta di fondo, anche se i max decrescenti settimanali rendono il quadro tecnico fragile. Si ribadisce che solo una salita sopra 21.300 con volumi in crescita darà nuovamente linfa al trend rialzista con il target estivo  fissato in area 22.200 dell’indice a portata di mano. In questo momento appare cmq più probabile la violazione (da confermare sempre in chiusura di giornata) di quota 20.700; a quel punto il listino troverebbe strada spianata per scendere fino ai supporti successivi posti in area 20.000 e 19.500 per il mese di luglio. Operativamente vale lo stesso discorso di settimana scorsa… rimanere con una buona dose di liquidità, pronti a sfruttare discese verso i supporti sopra indicati per ricostruire in toto il portafoglio azionario, mentre in caso di salita sopra 21.300 di FtseMib, qualche acquisto in trading potrà essere effettuato sui titoli che hanno già ampiamente corretto, pur rimanendo all’interno di un trend rialzista di fondo. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Terna: un trend unidirezionale senza fine?
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

Il trend in corso è solido e ben definito, ma ci sono ancora spazi per ulteriori rialzi? Di seguito andrò ad analizzare brevemente il titolo Terna, il quale ha generato e definito un bellissimo Trend Rialzista, che rimane tutt’oggi in voga e che non sembra voler abbandonare il ruolo di protagonista. Ma è proprio così o ci sono segnali di “stanchezza” da poter cogliere?! Nel corso di questo 2017, le quotazioni del titolo come noterete sicuramente dal grafico allegato, hanno generato un rialzo consistente: da area 4€ circa, gli operatori a mercato hanno acquistato e continuato ad acquistare in questi mesi spingendo in alto i prezzi fino agli attuali 5€ circa. Una performance quindi che si aggira nell’intorno del +25% in poco più di 4 mesi! Bene, al momento allora che cosa possiamo ipotizzare?  5,075€ è un livello da tenere bene in considerazione a mio avviso, in quanto farà da discriminante per gli scenari rialzisti nel breve termine: soltanto infatti un Close Daily superiore a tale livello potrebbe confermare un nuovo impulso rialzista del mercato, che potrebbe spingere i prezzi verso area 5.20€. Lo scenario opposto e quindi di debolezza, è attualmente molto lontano, ma i primi segnali di incertezza…

Lettera finanziaria. In range strettissimo
Finanza/Economia / 24 giugno 2017

Guardiamo con sempre maggiore attenzione al petrolio wti, ancora fermo fra i 42/43$, senza reazione alcuna, anche dopo un paio di sedute dalle buone notizie sulle diminuite scorte.   Continua l’impossibilità di fare trading intraday, ma anche multiday, beneficiandone solo la gran parte degli abbonati che seguono da tempo, sistematicamente e precisamente le nostre indicazioni,  circa i buoni titoli ed assett, tassativamente accompagnati e coperti da vendita di opzioni, nei modi e nei tempi indicati. Tutti i rimanenti, i lettori sporadici ed i fai da te…sono bloccati e rischiano di entrare ed uscire da questo apparentemente facile ed insieme difficile mercato …con le ossa rotte. Questo, fra l’altro, è un mercato che necessariamente dovrà uscire da questo lungo laterale, all’improvviso, bruscamente ed anche pesantemente, lasciando sul terreno a leccarsi le ferite, tanti impavidi e spavaldi traders ed investitori “fai da te”, che pensavano in un mercato in eterno e facile trend, alla loro portata. Guardiamo invece con sempre maggiore attenzione al petrolio wti, ancora fermo fra i 42/43$, senza reazione alcuna, anche dopo un paio di sedute dalle buone notizie sulle diminuite scorte. E di conseguenza al dollaro, sempre schiacciato fra gli 1,11e 1,1150 contro euro. Altre buone notizie non…

Saipem: per Morgan Stanley è sceso troppo. E' ora di comprare?
Finanza/Economia / 23 giugno 2017

Il titolo oggi non ha evitato il segno meno malgrado il rimbalzo del petrolio e le indicazioni bullish della banca americana. Dopo il frazionale rimbalzo di ieri, Saipem è tornato a perdere terreno oggi, malgrado il tentativo di rimbalzo del petrolio che sta provando a riposizionarsi sopra quota 43 dollari al barile. Il titolo oggi si è fermato a 3,226 euro, con un ribasso dello 0,43% e circa 6 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera pari a poco più di 8 milioni di pezzi. Saipem si è difeso un po’ meglio dell’indice di riferimento oggi, trovando un parziale sostegno nelle indicazioni fornite da Morgan Stanley. Gli analisti di quest’ultima credono che la valutazione di Saipem sia eccessivamente depressa e che il titolo sia sceso troppo, basti pensare che tratta solo 4,8 volte il rapporto entreprise value/ebitda al 2018, rispetto alla media storica di 8 volte. Per questi motivi Morgan Stanley mantiene una view bullish sul titolo, con una raccomandazione “overweight” e un prezzo obiettivo che proprio oggi è stato ridotto da 6 a 5,5 euro, sulla scia di una revisione delle stime sugli utili che ha riguardato l’intero settore oil services. fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml