I 7 migliori Dividendi di Buffett per la pensione
Finanza/Economia / 23 giugno 2017

L’amministratore delegato della Berkshire Hathaway Inc., Warren Buffett, viene considerato come uno dei migliori professionisti del value investing. L’amministratore delegato della Berkshire Hathaway Inc. (BRK-B) Warren Buffett, viene considerato come uno dei migliori professionisti del value investing. La sua filosofia di investimento è quella di investire in società che hanno un flusso sicuro e regolare di cassa, un forte fossato competitivo e buoni dividendi. Molti dei famosi investimenti azionari di Buffett sono aziende che hanno un franchising solido e hanno mantenuto i loro vantaggi competitivi nel corso di molti decenni. Un certo numero delle sue azioni sono quindi tra le migliori contribuenti di elevati dividendi per i redditi pensionistici. Un investimento effettuato da Buffett non è necessariamente una garanzia di successo, ma avendo posto il suo sigillo di approvazione, per lo meno, ci dice qualcosa circa il valore intrinseco e di qualità di un titolo. In questa prima parte guarderemo 3 di 7 titoli da dividendo posseduti da Warren Buffett che sono perfetti per i conti pensionistici. Questo perché gli ampi vantaggi competitivi nelle loro attività, la forte gestione fiscale e la media dei rendimenti superiori, dovrebbe solo crescere nel corso del tempo. General Motors (GM) Dividend Yield: 4,4% General…

Quinto Hindenburg Omen a Wall Street
Finanza/Economia / 23 giugno 2017

La notizia del giorno è rappresentata ancora una volta dalla debacle del petrolio. La notizia del giorno è rappresentata ancora una volta dalla debacle del petrolio. Il WTI scivola ai livelli più bassi degli ultimi dieci mesi, e nel complesso perde nell’ultimo mese il 17.5%: questa caduta delle quotazioni di una fondamentale materia prima segnala che le pressioni deflazionistiche sono tutt’altro che sopite. Difatti le aspettative inflazionistiche incorporate nel mercato sono ai minimi da novembre, i rendimenti sulla parte lunga della curva si contraggono, e la curva dei rendimenti negli Stati Uniti si appiattisce ai livelli più contenuti quasi degli ultimi dieci anni. Tutto questo farà poco piacere alla signora Yellen, che fronteggia ora la possibilità di dichiarare compiuto il suo lavoro di normalizzazione dei tassi, perlomeno per il 2017. Il quadro macroeconomico nel frattempo si deteriora sensibilmente: il CESI Usd scivola ai minimi dal 2011, minacciando ripercussioni su tutti i mercati finanziari americani. Ne parliamo in dettaglio nel Rapporto Giornaliero di oggi. Nel frattempo però, per restare negli USA, annotiamo un nuovo segnale da Hindenburg Omen: sono tre, nelle ultime cinque sedute, e cinque complessivamente dall’inizio di maggio. Wall Street mostra una invidiabile tenuta, malgrado una stagionalità negativa che…

Bond oggi: quattro petroliferi con yield fino al 9%
Finanza/Economia / 23 giugno 2017

Titoli assolutamente speculativi, caratterizzati da alta volatilità e rendimenti al top. Si riferiscono a medie aziende del comparto, soprattutto Usa. Di nuovo tensioni sulle obbligazioni riferite all’oro nero, che nelle ultime sedute sono calate in alcuni casi vistosamente. E così tornano sulla scena gli alti rendimenti, perfino – situazioni limite – a tre cifre! Purtroppo l’assenza di Etf specifici porta a restare lontani da questo contesto, anche perché la maggior parte delle emissioni quotano sull’“Otc” e si riferiscono ad aziende statunitensi, le più fragili in una situazione così complessa quale l’attuale. Tuttavia si sta ripresentando un panorama già visto negli ultimi due anni e che sembrava in buona parte superato. La storia potrebbe ripetersi presto.  Precisi criteri Selezionando i bond con rendimento fra il 5 e il 10%, il che esclude situazioni estreme, e con scadenza al massimo entro quattro anni si trova una sessantina circa di emissioni, in calo sì ma non oltre i confini del precipizio. Sono quasi tutte riferite al mercato americano. Ne abbiamo reperito quattro con rapporto rischio/rendimento instabile ma sotto controllo.  Al primo posto si trova un’emissione di Whiting Petroleum, media società Usa con sede a Denver e operatività soprattutto in Colorado. E’ quotata al…

Enel in buon rialzo con rumors su offerta per Renovalia
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Gli analisti parlano di una notizia positiva per Enel che resta un titolo da acquistare con un prezzo obiettivo a 4,7 euro. Seduta all’insegna del riscatto per Enel che, dopo aver ceduto quasi un punto percentuale ieri, è riuscito a catalizzare gli acquisti oggi. Il titolo si è fermato a 4,98 euro, con un progresso dell’1,8% e quasi 36 milioni di azioni scambiate, poco oltre la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 34,5 milioni di pezzi. Enel ha guadagnato terreno oggi sulla scia delle indicazioni di stampa, riportate in particolare da Milano Finanza, da cui si è appreso che il colosso elettrico attraverso Endesa avrebbe presentato una offerta nel primo round di cessione per Renovalia, società di rinnovabili Spagnola. Come indicato da Enel, la società resta interessata all’espansione nel settore e alla crescita anche per linee esterne in Spagna e nel mondo. Renovalia ha più di 800 MW di asset nel mondo ed era stata acquisita dal fondo Cerberus nel 2015 per 1,1 miliardi di euro. Per gli analisti di Equita SIM la notizia relativa all’offerta per Renovalia è positiva per Enel. Considerata la flessibilità finanziaria del gruppo, secondo gli esperti la crescita per linee esterne è…

Trading mordi e fuggi: FIB
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Il segnale d’impulso short scattato ieri sul nostro Indicatore ShoTrading FIBSP è arrivato bene questa mattina. Il segnale d’impulso short scattato ieri sul nostro Indicatore ShoTrading FIBSP è arrivato bene questa mattina nell’area di target di presa profitto sull’impulso di brevissimo (area 20590-20490, cioè 250-300 punti dal livello al quale era scattato il segnale ieri).  Da lì il Future ha iniziato un rimbalzo di chiusura del gap lasciato aperto questa mattina dopo l’apertura. A breve, nel primo pomeriggio odierno, fisseremo il confine di limite superiore del movimento più ampio (ciclo di breve). Confine che quasi sicuramente sarà più basso di area 20900-21000. fonte: http://www.trend-online.com/al/rss.xml

Dax e Ftse Mib: il quadro tecnico Candle Model al 21 giugno
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Prosegue l’andirivieni degli indici che ha caratterizzato tutta la parte di giugno sin qui trascorsa. Prosegue l’andirivieni degli indici che ha caratterizzato tutta la parte di giugno sin qui trascorsa. Il Dax  con la sua capacità di marcare stretti i massimi di periodo, arrotondandoli di tanto in tanto al rialzo, senza tuttavia organizzare un nuovo sentiero rialzista. Il Ftse Mib, invece, più nelle retrovie, piuttosto in cerca dei test dei livelli dinamici di periodo che si affacciano progressivamente nello spazio grafico calcato dall’indice domestico. Nell’analisi in live streaming di lunedì scorso avevamo commentato il guizzo del segnale di breve sul Dax, nell’aggiornamento odierno l’ulteriore guizzo dell’indice tedesco sino alle nuove evidenze nel segnale di breve del Ftse Mib. Ripercorriamo in maniera sintetica lo stato del Trend/segnale tattico (ricavato dal grafico settimanale) e di breve (desunto dal quadro grafico giornaliero) dei due indici. DAX QUADRO SETTIMANALE – L’estemporanea capatina sopra i 12920 di martedì 20 giugno rimanda a fine settimana corrente la prossima osservazione utile sul Dax per il segnale tattico, attualmente ancora – tale da inizio giugno – in indicazione rialzista, coadiuvata da uno stop (e contestuale attivazione di iniziale segnale ribassista) appena sotto 12620. Un epilogo di settimana corrente…

Bond oggi: i Matusalemme al test dei mercati
Finanza/Economia / 22 giugno 2017

Quelli extra lunghi tornano di attualità dopo l’esordio di un’emissione dell’Argentina. La verifica di quotazioni e scambi sul secondario.  Sta diventando una scelta diffusa che potrebbe coinvolgere perfino Paesi quali Usa, Germania e altri governativi ad alto rating. I bond con scadenza extralunga piacciono a emittenti pubblici e a molte aziende. Si calcola che siano circa una novantina i “corporate” a 100 anni sul mercato, oltre ai perpetual bancari, sebbene spesso illiquidi o poco liquidi. Naturalmente in molti casi prevedono “call” durante la loro vita, il che non avviene invece per i governativi, il cui scopo è lampante: allungare i debiti pubblici, affidando il problema del rimborso alle “next generation”! In questi giorni i media hanno scritto della nuova emissione dell’Argentina, dimenticando però di verificare come i mercati valutano un simile tipo di bond. Rimediamo alla carenza appurando cosa è successo dai rispetti collocamenti e confrontando anche le caratteristiche di ciascuno dei governativi Matusalemme.  Argentina, esordio senza prezzo L’Argentina non è una debuttante nell’ambito di questa tipologia di debito, poiché ha proposto già all’inizio degli anni 2000 varie emissioni con scadenza 99 (ma attenzione è il 2399!), in realtà frutto della vecchia gestione del debito e poi dichiarati in default,…

Ftse All Share, prima chiusura sotto la trend line rialzista
Finanza/Economia / 21 giugno 2017

Ftse All Share, prima chiusura sotto la trend line rialzista. Ftse All Share, prima chiusura sotto la trend line rialzista. Il Ftse All Share e’ sceso martedi’ al di sotto della trend line rialzista disegnata dai minimi di novembre 2016, coincidente da aprile con la media mobile a 50 giorni, supporto testato a piu’ riprese nelle ultime due settimane. Il rischio che le oscillazioni viste dai minimi di fine maggio siano state solo una pausa del ribasso partito dal top del 16 maggio e’ alto. Conferme negative sotto i minimi del 30 maggio a 22803 punti, target a 22057, base del gap rialzista del 24 aprile. Solo oltre 23340 primi segnali di ripresa. (AM – www.ftaonline.com) fonte: http://www.trend-online.com/ansa/rss.xml

Mediaset chiude in rialzo. Vivendi ricorre al TAR
Finanza/Economia / 21 giugno 2017

Equita SIM resta cauta sul titolo, mantenendo ferma la raccomandazione “hold”, con un fair value a 3,9 euro. Tra le blue chips che oggi sono riuscite a muoversi in controtendenza rispetto all’indice di riferimento troviamo Mediaset che ha occupato la terza posizione nel paniere del Ftse Mib. Il titolo, dopo aver guadagnato ieri lo 0,23%, si è fermato oggi a 3,5 euro, con un progresso dell’1,68% e oltre 3,5 milioni di azioni scambiate, contro la media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 4,2 milioni di pezzi. Secondo la stampa, Vivendi avrebbe fatto ricorso al TAR contro la decisione di Agcom che gli impone di cedere la quota in eccesso al 10% di Mediaset. Il gruppo francese avrebbe inoltre deciso di congelare i diritti di voto in eccesso alla quota del 10% e, secondo il Sole 24 Ore, conferirebbe questa quota del 18,8% in un Trust in attesa di cedere la quota.Mediaset avrebbe inoltre acquisito la quota dell’11% di Premium da Telefonica con un prezzo variabile legato alla capacità della società del Biscione di incassare il risarcimento danni da parte di Vivendi per la rottura del contratto.Equita SIM resta cauta sul titolo, mantenendo ferma la raccomandazione “hold”, con un…

Piazza Affari ripiega: vendite su petroliferi e banche
Finanza/Economia / 21 giugno 2017

Seduta difficile per l’azionario italiano ed europeo: il Ftse Mib cede lo 0,97% e il Ftse Italia All-Share lo 0,90% mentre il Ftse Italia Star perde lo 0,29 per cento. Seduta difficile per l’azionario italiano ed europeo: il Ftse Mib cede lo 0,97% e il Ftse Italia All-Share lo 0,90% mentre il Ftse Italia Star perde lo 0,29 per cento. In rosso anche le altre maggiori borse europee: il Cac40 di Parigi segna un ribasso dello 0,32%, il Dax30 di Francoforte uno dello 0,58% e la borsa di Londra vede il Ftse100 perdere lo 0,68%. Male anche l’Ibex35 di Madrid (-0,95%). A *Wall Street *trattano in territorio negativo i maggiori indici: l’S&P 500 cede lo 0,36% e il Nasdaq Composite lo 0,47 per cento. Le vendite prevalgono sul comparto bancario *a Piazza Affari e colpiscono i maggiori istituti. Resta alta la tensione sulla vicenda delle *banche venete, ma l’idea di creare una bad bank per i deteriorati di Veneto Banca e Pop Vicenza permettendo a uno o più investitori privati di investire nelle “good bank” ripulite delle partite dubbie sembra segnare una fase di passaggio. Il candidato più gettonato per un intervento rimane Intesa Sanpaolo (-0,39%), ma sono circolati anche…