Governo, ultimatum a Bce: scudo anti Spread o euro sarà smantellato
News / 14 agosto 2018

Inattesa invettiva su Twitter di Claudio Borghi della Lega alla Bce che chiede a Mario Draghi di mettere in piedi uno scudo anti Spread, altrimenti l’euro finirà per essere “smantellato”. Il consulente economico del partito di governo, euroscettico alla testa della Commissione Bilancio alla Camera, sottolinea che non è soltanto lo Spread dell’Italia con la Germania che si sta ampliando, bensì anche quello di altre nazioni come la Spagna. Borghi ha fatto capire che o la Bce offre una garanzia oppure l’euro sarà smantellato: non ci sono opzioni alternative. “Vediamo se oggi cominciano ad accorgersi che salgono anche gli spread di Spagna e c. e che solo un fesso poteva pensare che con BCE inattiva potesse salire solo lo spread di un paese?” “Io sono sereno come l’arcobaleno… ormai credo che il meccanismo sia innescato. O arriverà la garanzia Bce o si smantellerà tutto… Non vedo terze vie”. Il fatto è che difficilmente la Bce può permettersi di offrire le garanzie di cui parla Borghi e dalle sale operative segnalano che l’uscita di Borghi rischia di mettere sotto pressione l’euro sui mercati finanziari. Fine QE della Bce: tutti sanno che sta per arrivare Sul mercato secondario del reddito fisso europeo lo…

Di Maio, decreto per reintrodurre Cigs per cessata attività
News / 14 agosto 2018

Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha annunciato di avere in mente un provvedimento che ripristini la Cassa integrazione guadagni per cessazione, quantomeno fintantoché non verranno riformati i centri per l’impiego.  Il leader dei Cinque Stelle lo ha detto nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Mi sto battendo per risolvere il problema degli imprenditori che se ne vanno all’estero e, come ha fatto la Bekaert, lasciando 318 famiglie in strada. Prima, se un’azienda delocalizzava, i lavoratori avevano la Cassa integrazione per 36 mesi, circa l’80% dello stipendio. Da quando il Jobs Act l’ha eliminata finiscono nel vortice dei centri per l’impiego a 50 o 60 anni. Finché non li riformeremo queste famiglie hanno bisogno di aiuto”. Di Maio, interrogato dal quotidiano, ha confermato di avere in mente uno specifico provvedimento per affrontare la questione: “Viste le crisi che ci ha lasciato il precedente governo si impone un decreto legge per ricostituire la cassa integrazione per cessazione”. Fatte salve alcune eccezioni, l’accesso alla Cassa integrazione straordinaria per la causale di cessazione d’attività è stato annullato a partire dal gennaio 2016, in seguito all’attuazione legislativa del Jobs Act. Sulle tempistiche Di Maio aveva dichiarato, nel corso della visita…

Calenda e Bonino uniti per il partito dei “competenti”
News / 14 agosto 2018

Destra e sinistra sono ormai distinzioni superate nell’era del governo Lega-M5s: il piano della nascente opposizione, anche sotto l’aspetto comunicativo, è quello di creare un fronte dei “competenti” in grado di arginare l’ondata populista che finora ha entusiasmato la maggioranza del Paese. Il cervello contro la pancia, sempre che sia possibile separare i due organi quando in gioco ci sono le dinamiche complesse della politica. I fautori della proposta, secondo quanto riportato dalle indiscrezioni del Foglio, Libero e La Verità, sarebbero Emma Bonino, Carlo Calenda, già convinto – da ultimo arrivato – della necessità di superare il Pd, con il supporto dei tecnici Carlo Cottarelli (ex commissario alla Spending Review), Tito Boeri (presidente dell’Inps già critico verso le ricette economiche dell’attuale governo). A questi si aggiungerebbe il medico e divulgatore scientifico Roberto Burioni, in chiave illuminista contro la deriva no-vax. Nel frattempo, l’attuale partito della stessa Bonino, +Europa, ha approfittato della crisi della lira turca per lanciare un monito ai sostenitori della sovranità monetaria. L’immagine è comparsa sul profilo Facebook ufficiale del movimento: “Con la lira si stava meglio”. Un commento analogo sulla situazione della lira è giunto anche dal ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, il quale ha dichiarato…

Cina, il P2P lending più grande del mondo è in crisi
News / 14 agosto 2018

Alcune fra le maggiori società finanziarie di peer to peer lending cinesi hanno risentito di massicce vendite dall’inizio dell’anno: fra queste China Rapid Finance (-78%), Yirendai (-71%), PPDai (-44%), Hexindai (-27%). L’attività di questo settore si è espansa in primo luogo fornendo credito al consumo per le famiglie cinesi: i tassi d’interesse possono arrivare al 37%, ma non vengono richieste garanzie onerose come avviene nel sistema bancario canonico. Come ricordato in un approfondimento dell’agenzia Reuters, la dimensione alla quale è arrivato il P2P lending cinese supera quella del resto del mondo messo assieme, con un volume di prestiti che ha raggiunto i 1.490 miliardi di yuan (217,96 miliardi di dollari). Il numero delle società attive in questi prestiti ad alto rischio, erogati a piccole imprese e famiglie, aveva toccato il picco nel 2015 a quota 3.500. Il governo aveva iniziato a stringere le maglie sul P2P lending portando alla luce la debolezza e i rischi insiti in queste società: il caso più eclatante fu quello della Ezubao, protagonista di una truffa secondo uno schema Ponzi da 7,6 miliardi di dollari. A partire dallo scorso giugno sono 243 le piattaforme per i prestiti online che hanno chiuso i battenti, secondo quanto…

Giorgetti: attacchi speculativi contro l’Italia, Spread ai nuovi massimi
News / 14 agosto 2018

Al calo della lira turca si aggiungo le tensioni sui Btp sui mercati. Il nervosismo per la manovra economica di autunno e per gli ultimi sviluppi politici in generale non aiutano il mercato del reddito fisso italiano. In una sorta di profezia che si auto avvera, nel fine settimana Giancarlo Giorgetti della Lega, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio del governo Conte, ha avvertito che gli speculatori avrebbero attaccato i mercati italiani questo mese. Un mercato poco liquido nella settimana di Ferragosto paga allora le conseguenze delle sopra citate tensioni. Le parole di Giorgetti hanno spinto il vice premier Luigi Di Maio a chiarire che un evento come quello dell’attacco degli speculatori non si verificherà, ma il danno era ormai già fatto. Lo Spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi a scadenza omologa si è ampliato a 273 punti base, i massimo da maggio, mentre il BTp decennale rende il 2,7356%. In una nota odierna gli analisti di Bank of America Merrill Lynch prevedono che “stanno per consumarsi nuove grandi oscillazioni nel mercato dei Bond italiani“. Secondo la banca lo spread tra i titoli di Stato del nostro paese e quelli della Germania, locomotiva economica d’Europa, sono desinati a…

Sanzioni Usa, Russia prepara misure di ritorsione
News / 14 agosto 2018

La Russia ha minacciato gli Stati Uniti di imporre misure di ritorsione in risposta all’inasprimento delle sanzioni da parte di Donald Trump, ma non è ben chiaro come e quando la rappresaglia si materializzerà. Probabilmente liquiderà altri titoli del Tesoro americani e si affiderà sempre meno al dollaro come strumento per i pagamenti di beni commerciali. Il presidente russo Vladimir Putin non ha ancora dato alcun ordine preciso. Allo stesso tempo, fanno sapere sempre le autorità del Cremlino, il presidente turco Erdogan non ha ancora richiesto espressamente un aiuto economico alla Russia. Sui mercati valutari il rublo è sotto pressione ultimamente con il cross tra dollaro Usa e divisa russa che è salito al massimo di seduta di 69,35, prima di ridursi a 67,80 negli ultimi scambi. Da mercoledì della scorsa settimana il biglietto verde ha guadagnato circa il 7% rispetto al rublo. Domenica il ministro russo delle Finanze Anton Siluanov ha dichiarato all’emittente televisiva nazionale Russia One che in risposta alle sanzioni degli Stati Uniti Mosca continuerà a ridurre l’ammontare di Treasuries Usa in suo possesso. Tra marzo e maggio, i titoli di Stato americani detenuti dalla Russia sono già scesi di 81 miliardi di dollari, un valore che rappresenta…

Redditi all’estero italiani sfiorano 10% del debito
News / 14 agosto 2018

Stando alle dichiaraziơni dei redditi più recenti le preoccupazioni di Giancarlo Giorgetti sulla fuga all’estero dei capitali italiani sembrano giustificate. Fuori dall’Italia è stato depositato ufficialmente nel 2017 un patrimonio di 217,7 miliardi di euro complessivi, di cu soltanto un quarto su conti e depositi. L’importo medio dei conti detenuti all’estero dai contribuenti italiani risulta equivalente a 317mila euro. Si tratta di cifre enormi, che in totale raggiungono quasi il 10% del debito pubblico nazionale. Malgrado il calo registrato nell’ultimo anno, la somma è in ogni caso cinque volte maggiore rispetto a quella del 2012. “Quel che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all’estero“, aveva detto il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio del governo Conte. L’effetto del rientro dei capitali La crescita vista negli ultimi cinque anni è influenzata dalle ultime voluntary disclosure. Le due sanatorie hanno portato frutti sinora, con l’Erario italiano che ha incassato 5 miliardi di euro tra imposte e sanzioni riscosse per illeciti dichiarativi. La liquidazione della seconda è tuttora in corso di svolgimento. Il direttore incaricato dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, si è posto come obiettivo quello di contrastare i grandi evasori e il governo  Conte –…

Lira turca risale da minimi, scatta piano per sedare tensioni
News / 14 agosto 2018

Il ministro turco delle Finanze lo aveva detto e così è stato: “da lunedì mattina le autorità intraprenderanno le misure necessarie rivolte a placare le tensioni e faranno i dovuti annunci ai mercati”. L’attenzione degli operatori sia al lavoro sia in ferie è tutta puntata sulla crisi della Turchia, che potrebbe avere un impatto anche direttamente sull’Italia. La moneta nazionale è crollata a un nuovo minimo storico, con il dollaro che ora vale più di 7 lire turche (7,2149). Ma quando il ministro Berat Albayrak ha assicurato che il governo Erdogan e la banca centrale prenderanno provvedimenti per calmare i mercati, la lira turca si è risvegliata, rafforzandosi in area 6,7896 sul biglietto verde. La lira turca è crollata la scorsa settimana dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha raddoppiato i dazi sulle esportazioni di acciaio della Turchia e in seguito all’intensificarsi dei timori riguardanti il debito da $350 miliardi del paese. Il timore di un contagio su altre aree, specie quelle emergenti, è tuttavia ancora ben presente sui mercati finanziari. Intanto politicamente Ankara è in cerca di nuove alleanze per trovare una via d’uscita dalla crisi, ma secondo gli analisti interpellati dal Financial Times, la Cina,…

Crisi Turchia, Ue teme contagio banche tra cui Unicredit
News / 14 agosto 2018

L’Unione Europea è consapevole dei rischi di contagio per le banche in Europa rappresentati dalla crisi della lira turca e non prende sotto gamba la situazione difficile che attraversa Ankara. Lo ha dichiarato in un intervento a Bruxelles il portavoce della Commissione UE Christian Spahr. Dai segnali che stanno mandando nelle ultime sedute, si direbbe che anche i mercati finanziari – poco liquidi in queste sedute estive – si rendono conto dei pericoli che corrono i principali istituti finanziari d’Europa che hanno un’esposizione in Turchia, tra cui BBVA, BNP Paribas e UniCredit. I titoli delle tre banche sono infatti tra i più colpiti dalle vendite, mentre le Borse mondiali in generale scendono ai minimi di un mese. Il risultato del crollo della lira turca e delle paure legate al debito turco hanno un impatto negativo sul settore bancario e in particolare sulle tre banche. La settimana scorsa la Bce ha citato i timori legati all’esposizione dei tre colossi bancari alla crisi economica e valutaria della Turchia. Le banche europee sono tra le più colpite dalle vendite in Borsa questa mattina. L’indice settoriale è in flessione dell’1,6% stamattina in Europa, scivolando ai minimi da fine giugno. I titoli BNP cedono più dell’1%…

Wall Street al gioco di rimessa, Trump contro la mitica Harley
News / 14 agosto 2018

Dow Jones, Exxon ed IBM chiudono in rosso. Nyse, Harley-Davidson scivola sulla posizione di Trump. Nasdaq, Tesla: non si placano le polemiche su Elon Musk. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. Inizio d’ottava in rosso per la piazza azionaria di Wall Street sebbene il passivo sia stato più contenuto rispetto alla seduta di venerdì scorso. A conclusione della giornata di scambi, infatti, il Dow Jones ha perso lo 0,50% a 25.187,70 punti con al gancio l’S&P 500, -0,40% a 2.821,93 punti. Semaforo rosso pure per il Nasdaq Composite che non è andato comunque oltre un ribasso dello 0,25% a 7.819,71 punti. AT THE CLOSE: The Dow Jones Industrial Average closes down for the 4th day in a row as the economic problems in Turkey dented investors’ appetite for risk. https://t.co/HyA9LsnRA4 pic.twitter.com/496jiLnaAQ — FOX Business (@FoxBusiness) August 13, 2018 Dow Jones, Exxon ed IBM chiudono in rosso Tra le Blue Chips il Dow Jones oggi, lunedì 13 agosto del 2018, ha perso punti a causa degli ordini in lettera impartiti dagli investitori su titoli come International Business Machines Corporation (IBM), -1,23% a $ 142,71, DowDuPont (DWDP), -1,74% a $ 66,56, ed  Exxon Mobil (XOM), -1,06%…