Krugman contro Bernanke: due visioni a confronto sulla crisi del 2008
News / 25 settembre 2018

A dieci anni dal fallimento della Lehman Brothers, divenuto emblema della Grande Recessione, il dibattito fra gli economisti ha ripreso fiato nel tentativo di spiegare, una volta di più, perché un simile evento si sia verificato. E, soprattutto, perché i suoi effetti sono stati così persistenti.   Su quest’ultimo punto si sono confrontati a distanza il premio Nobel per l’economia Paul Krugman e l’ex presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, all’epoca dei fatti all’apice della politica monetaria americana.   In sintesi, Krugman attribuisce alla persistenza della crisi del 2008 un insufficiente stimolo della politica fiscale, ovvero dell’aumento della spesa pubblica, che non avrebbe sostenuto adeguatamente la ripresa. Dal canto suo Bernanke, pur non negando l’importanza dell’intervento dello stato, sostiene che la scarsa resilienza delle banche di fronte al crollo dei prezzi immobiliari ha comportato un aggravamento determinate delle condizioni del credito tale da spingere famiglie e imprese a tirare la cinghia – e ha rallentare a lungo l’economia. Così Krugman: “Cosa avremmo dovuto fare per raggiungere una ripresa più veloce? La spesa privata era depressa; la politica monetaria era inefficace perché eravamo al limite inferiore dei tassi di interesse. Quindi avevamo bisogno di espansione fiscale, una combinazione di spesa e tagli alle…

Intanto la Francia taglia tasse per 25 miliardi con deficit al 2,8%
News / 25 settembre 2018

o. In una situazione completamente differente rispetto a quella italiana, grazie alla flessibilità di manovra sul deficit, la Francia ha potuto varare un maxi taglio alle tasse da quasi 25 miliardi di euro. Con l’obiettivo di dare impulso all’economia e creare più posti di lavoro, il governo guidato da Édouard Philippe prevede per il 2019 di ridurre la pressione fiscale di 24,8 miliardi di euro. Per finanziare la misura, il deficit pubblico del Paese dovrebbe aumentare dal 2,6% del Pil di quest’anno al 2,8%, rimanendo comunque sotto alla soglia del 3%. Le misure, che si basano su stime di crescita economiche pari all’1,7%, sono state annunciate dal ministro francese dei conti pubblici, Gerald Darmanin. Nel dettaglio, le tasse sulle famiglie saranno ridimensionate di 6 miliardi di euro, quelle alle aziende invece di 18,8 miliardi. Di Maio: “Italia sovrana come Francia” Puntuale è arrivata la critica del governo giallo verde italiano che si vede chiudere la porta in faccia su cifre legate al deficit molto più basse di quelle della Francia. Ovviamente l’Italia è un caso a parte visto la montagna di debito pubblico, il secondo più grosso d’Eurozona a un livello superiore al 130% del Pil. “La Francia per finanziare la sua manovra economica farà un…

Quando la visione dei mercati non è molto chiara
News / 25 settembre 2018

Quando la visione dei mercati non è molto chiara Nei mercati finanziari i neofiti soprattutto si aspettano sempre di riuscire a governare il mercato battendolo e spaccando tutto, ma in realtà non è così, ci sono giorni in cui la visione può non essere molto chiara. Quando succede questo è necessario non entrare a mercato fino a chè non si è capito dove si è a livello ciclico, con i nostri strumenti si può fare questo ma ci vuole un minimo di dimestichezza. Nell’immagine in figura vediamo che i prezzi rispettano perfettamente il Battleplan Ventennale, anche l’indicatore di ciclo Biennale in basso ci indica che i prezzi dovrebbero ancora scendere per chiudere il primo Decennale. Partecipa al nostro percorso formativo gratuito con una strategia in regalo, applicabile fin da subito. CLICCA QUI PER ACCEDERE: https://goo.gl/TB3j3V I canali in figura sono uno strumento fantastico per individuare i punti d’inversione, come potete vedere ogni qualvolta che i prezzi toccano le bande avviene un’inversione ed i prezzi si dirigono verso la Banda opposta Medio periodo FTSEMIB Nel medio periodo il ciclo Intermestrale sembra ….OMISSIS….. Approfitta del nuovo percorso formativo GRATUITO formato da una serie di video che ti spigheranno come poter imparare una strategia…

Mobius: “siamo entusiasti delle condizioni di mercato attuali”
News / 25 settembre 2018

Il guru dei mercati emergenti Mark Mobius va controcorrente rispetto all’opinione generale circa una fine del ciclo rialzista sui mercati finanziari e una crisi profonda dell’area dei mercati in Via di Sviluppo. Il manager, che ha da poco annunciato la nascita di Mobius Capital Partners, ritiene che per dove si trovano ora i mercati valutari e azionari c’è da essere entusiasti per le prospettive di crescita. L’82 enne investitore, ex dirigente esecutivo di Templeton Emerging Markets Group, ha svelato quali saranno secondo lui i temi principali del suo nuovo investment trust, che farà il suo esordio il primo ottobre. Dal punto di vista degli investimenti, alla luce delle condizioni di Forex e Borse, quello attuale “non potrebbe essere un momento migliore per lanciare un nuovo veicolo di investimento nei mercati emergenti. La neonata società di gestione di fondi di Mobius, specializzata in governance ambientale, sociale e corporate che punta nei mercati di frontiera ed emergenti, ha come obiettivo quella di recuperare 200 milioni di sterline via fundraising. Sarà gestita dallo stesso Mobius, che sarà affiancato da Carlos Hardenberg e Greg Konieczny. Emergenti, Mobius punta tutto sui fattori ESG L’intenzione del trio che ha lasciato Templeton per lanciarsi nella nuova avventura è quella…

Argentina chiede altri soldi all’FMI, peso affossato
News / 25 settembre 2018

Sembra che 50 miliardi di dollari di prestiti non siano sufficienti per tenere a galla le finanze pubbliche dell’Argentina: il governo Macri ha chiesto una nuova linea di credito al Fondo Monetario Internazionale. Lo riferisce il quotidiano nazionale La Nacion, secondo cui l’esecutivo ha avviato le trattative con il Fondo di Washington per espandere l’accordo “Stand-by Agreement“. L’idea dell’Argentina è quella di aggiungere altri 3-5 miliardi di dollari di risorse fresche alla cifra concordata in giugno. Secondo quanto riferito da una fonte vicina al ministro delle Finanze Nicolas Dujovne, l’incremento viene considerato sufficiente a ricoprire i debiti e rispettare le scadenze sui finanziamenti fino al 2020. Secondo la maggior parte degli analisti il debito pubblico è sostenibile ma Maurizio Macri deve varare politiche di aggiustamento fiscale “credibili”. Dopo la ripresa messa a segno negli ultimi giorni, il peso viene colpito da una pioggia di vendite sul Forex. Il ricorso a una nuova linea di credito non è affatto apprezzato dagli investitori già nervosi per lo stato di salute dei conti pubblici e per l’iperinflazione galoppante. Le indiscrezioni stampa alimentano i dubbi sulle possibilità dell’economia argentina di riprendersi. Nessun altro paese al mondo ha assistito quest’anno a una svalutazione della propria moneta nazionale così…

Giuliani: “Non so quando ma rovesceremo il regime in Iran”
News / 25 settembre 2018

Gli Stati Uniti rovesceranno il regime di Teheran, non è una questione di se, ma di quando: ne è convinto l’ex sindaco di New York e avvocato di Donald Trump, Rudolph Giuliani. Le sue affermazioni, pronunciate nel corso dell’Iran Uprising Summit organizzato dalle Communities Iraniano-americane, hanno scatenato un polverone. “Non so quando li rovesceremo”, ha detto Giuliani, “potrebbe essere fra pochi giorni, mesi, o un paio d’anni. Ma accadrà”. Le affermazioni del Consigliere per la sicurezza informatica della Casa Bianca, fra i più convinti sostenitori del presidente Trump, non potevano che essere velocemente smentite. “Parla a titolo personale e non a nome dell’amministrazione sulla politica estera”, ha dichiarato la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, sebbene Giuliani si fosse espresso con un generico “noi” che avrebbe facilmente indotto a ritenere le sue affermazioni come condivise dall’amministrazione di cui fa parte. Anche l’ambasciatrice all’Onu, Nikki Haley, ha commentato con tono analogo, in un’intervista alla Cnn: “Gli Stati Uniti non stanno cercando di fare un cambio di regime in Iran. Non stiamo cercando di cambiare il regime da nessuna parte” (video in basso).     Sotto l’impulso di Trump la politica estera americana si è inasprita nei confronti dell’Iran, attraverso la…

L’onda green
News / 25 settembre 2018

Dinamici, dal design innovativo e a emissioni zero. Sono gli scooter dell’imprenditore milanese Giuliano Blei A cura di Francesca Gastaldi Una laurea conseguita a pieni voti presso la Southern Methodist University di Dallas, una lunga esperienza lavorativa tra New York e Lugano come analista finanziario e infine un’intuizione che diventa prima un obiettivo da perseguire con tenacia e poi una realtà concreta. Si riassume così la storia di Giuliano Blei, giovane imprenditore oggi a capo di GoVolt, la nuova realtà di scooter sharing ecosostenibile basata su motorini elettrici completamente made in Italy che presto saranno sulle strade di Milano. “L’idea di questa attività è nata durante un viaggio a Berlino”, racconta l’imprenditore “ho capito subito che un servizio di sharing mobility così concepito in una città come Milano poteva essere un’enorme opportunità”. Da quel momento Giuliano Blei, affiancato e supportato dal socio Istvan Szentkereszty de Zagon si dedica allo studio di quello che poi diventerà il business plan di GoVolt. I due amici si immergono nel progetto tra notti passate davanti al computer e spostamenti tra Roma, Milano e Lugano. Ogni occasione viene colta per portare avanti quello che oggi è il progetto GoVolt, frutto di un’analisi minuziosa del mercato…

Mercati, stretta Fed ridà lustro al cash per la prima volta in 10 anni
News / 25 settembre 2018

Il previsto rialzo dei tassi d’interesse da parte delle Federal Reserve, in calendario questa settimana, tornerà a dare lustro al cash come asset di investimento, mettendo fine ad un deccennio in cui le azioni erano l’unico carta da giocare per gli investitori a caccia di rendimenti. È l’opinione prevalente tra alcuni analisti sentiti da Reuters che ricordano come durante l’attuale fase di rialzo delle Borse, che in agosto ha battuto il record come la fase toro più lunga di sempre, i tassi di interesse sono stati così bassi che la maggior parte delle attività a reddito fisso, con l’eccezione delle obbligazioni spazzatura, ha prodotto meno del tasso di inflazione o del dividend yield dello S & P 500. Questa situazione ha finito per alimentare la fame degli investitori nei confronti delle azioni, l’unica attività che ha prodotto un tasso di rendimento reale adeguato all’inflazione. “Uno dei grandi trend del mercato nell’ultimo decennio è stato che le obbligazioni sono state praticamente spazzate fuori dal mercato come alternativa di investimento”, ha dichiarato Jack Ablin, Chief Investment Officer di Cresset Wealth Advisors a Chicago. Ma le cose potrebbero cambiare presto. Con la fine del ciclo espansivo di politica monetaria, e l’inzio del rialzo dei tassi da parte della Fed a partire dalla…

Giallo in Liberia: scomparse oltre 100 milioni di banconote dalla banca centrale
News / 25 settembre 2018

E’ giallo in uno dei paesi più poveri del mondo, la Liberia dove sono scomparsi oltre 100 milioni di dollari dalla banca centrale. Il governo ha avviato l’indagine sulla presunta scomparsa avvenuta tra lo scorso novembre e l’agosto di quest’anno, di banconote appena stampate che, secondo quanto riferito, provenivano dall’estero. Si parla di presunta scomparsa perché sembra in realtà le banconote sarebbero state sottratte. Il governo guidato dall’ex campione del Milan e del Psg, George Weah, ha così stilato un elenco di  persone che non potranno lasciare la Liberia nel quadro delle indagini sulla scomparsa di 104 milioni di dollari destinati alla Banca centrale e tra queste cè anche il figlio dell’ex presidente liberiano Ellen Johnson Sirleaf, Charles e Milton Weeks, ex governatore della Banca centrale dimessosi a luglio. “Il governo prende sul serio le indagini in corso perché è responsabile della sicurezza nazionale“. Così il portavoce del governo Eugene Nagbe. Il denaro scomparso è stato stampato all’estero e inviato in Liberia fra il novembre e l’agosto scorsi e secondo quanto riporta la stampa locale, i container che trasportavano il denaro avrebbero lasciato il porto della capitale Monrovia sotto scorta nel mese di marzo, diretti alla Banca centrale dove però…

Versace venduta agli Usa, se ne va un altro gioiello made in Italy
News / 25 settembre 2018

Un altro colosso della moda italiana prende la via dell’estero. Questa volta tocca alla maison Versace che, secondo indiscrezioni stampa lanciate dal Corriere della Sera, domani annuncerà la vendita ad un gruppo americano. Al momento non è ancora dato sapere il nome dell’acquirente anche se fonti vicino alla trattativa, indicano Michael Kors come l’acquirente piú papabile. Tra i candidati possibil ci sarebbero anche Tiffany e il gruppo Coach Tapestry. Nessun commento è finora arrivato dal marchio della moda italiana controllato all’80% dalla famiglia Versace e al 20% da Blackstone. Secondo il quotidiano, l’operazione ha preso forma nel fine settimana e potrebbe essere annunciata domani, giorno in cui la direttrice artistica Donatella Versace avrebbe convocato i dipendenti. In base ai rumors, sia Donatella che sua figlia Allegra resterebbero nella società, anche con una quota. Il Corriere spiega infine che la società sarebbe stata valorizzata due miliardi di dollari. Il gruppo francese Kering, citato recentemente da altre indiscrezioni come interessato a rilevare il marchio italiano, avrebbe invece trovato il prezzo troppo alto, scrive il quotidiano. L’articolo Versace venduta agli Usa, se ne va un altro gioiello made in Italy sembra essere il primo su Wall Street Italia. fonte: http://www.wallstreetitalia.com/feed/