Weidmann conferma, è pronto alla presidenza Bce
News / 22 maggio 2018

Era nell’aria da diversi mesi, ma ora la candidatura di Jens Weidmann alla successione di Mario Draghi è stata confermata anche dal diretto interessato. “Penso che ogni membro del consiglio direttivo dovrebbe avere la volontà di contribuire alla politica monetaria anche in un ruolo diverso”, ha detto al Funke Mediengruppe il presidente della Bundesbank, mettendo in chiaro come il suo nome sia in lizza per l’Eurotower. E’ ampiamente atteso che, dopo il francesce Trichet e l’italiano Draghi, sia ora il turno di una presidenza tedesca per la guida della Banca centrale europea. Questo passaggio è vissuto con una certa apprensione in particolare nei Paesi mediterranei, che temono un chiaro mutamento di rotta in chiave rigorista sul fronte della politica monetaria. Weidmann ha ribadito, infatti, il suo invito, a terminare presto il programma di acquisti di asset che ha contribuito ad alleggerire il carico del debito nei Paesi periferici: “L’economia nell’area dell’euro sta andando decisamente bene” ha detto il presidente della Bundesbank, suggerendo che l’acquisto di bond non proseguirà dopo il 2018. “Penso sia prudente fare chiarezza e annunciare una data di conclusione” per gli acquisti, ha affermato, anche se “la via per la normalizzazione della politica monetaria è ancora lunga”….

Da Londra: politiche Lega-5S “sensate, assurde regole euro”
News / 22 maggio 2018

Le politiche proposte dal nascente governo Lega-M5s “hanno senso”, sono invece “le regole dell’Eurozona a essere assurde”: titola così uno dei pochi articoli della stampa internazionale a favore della nuova coalizione “populista” che potrebbe presto insediarsi a Roma. A firmarlo è l’editorialista economico del Guardian, Larry Elliott, che vede nella stagnazione italiana una diretta conseguenza dell’ingresso del Paese nell’euro. Un’adesione che, come ricorda lo stesso Elliott, fu fatta nonostante l’incompatibilità con i parametri economici richiesti. Le conseguenze di un’uscita dall’euro, però, sarebbero tanto devastanti da non convenire politicamente nemmeno a un governo apertamente eurocritico. Il contratto di governo, ha notato Elliott, ha dunque rimosso le parti più esplicite sul tema, focalizzandosi su una politica economica espansiva apertamente in contrasto con le regole europee. L’editorialista del Guardian, tuttavia, ritiene che questa sfida a Bruxelles sia giustificata in quanto i vincoli fiscali dell’Eurozona sono “assudamente deflazionisti”. “Come ha rilevato Dhaval Joshi della BCA Research, l’Italia è per certi versi simile al Giappone”, scrive Elliott, “entrambi i paesi hanno incontrato difficoltà perché le loro banche si sono rivelate incapaci di prestare al settore privato. Il Giappone ha risolto questo problema facendo in modo che il settore pubblico concedesse prestiti, anche se ciò significava un forte aumento…

Debito, Unicredit: sostenibilità destinata a migliorare
News / 22 maggio 2018

Nonostante il sensibile rialzo degli indicatori del sentiment sulla sostenibilità del debito italiano, i Credit default swap e lo spread Btp-bund, Unicredit ritiene che il Tesoro non avrà problemi a completare le emissioni da qui alla fine dell’anno mantenendo sulla via del miglioramento il costo del debito. Attualmente è già stata emessa oltre raccolta oltre la metà delle risorse previste il funding 2018. “Il progresso nel funding”, ha detto Chiara Cremonesi, stragist del fixed income di Unicredit, “è migliore di quanto visto negli anni passati. Nel nostro scenario base ci aspettiamo un costo complessivo del funding inferiore dell’1% per l’intero anno, mentre il costo per le emissioni a medio lungo termine lo stimiamo all’1,55%. Questo è un tasso di molto inferiore a quello medio dei titoli in scadenza”. Fra giugno e dicembre restano da finanziare 10 miliardi di emissioni, al netto della copertura dei bond in scadenza, una cifra che dovrebbe essere assorbite, grazie al contributo sul mercato secondario del quantitative easing della Bce, che rastrellerà circa 15 miliardi di titoli. Anche sulla base di queste considerazioni, il costo del debito non dovrebbe aumentare nei prossimi mesi, ha rassicurato Cremonesi di UniCredit: da inizio il costo medio è stato dello 0,68%. Unicredit ha compiuto…

Perché il trading è difficile
News / 22 maggio 2018

Perché il trading è difficile  Oggi vi spiegherò perché secondo me il trading è difficile nonostante tecnicamente non lo sia. Il mestiere di trader a livello tecnico non è difficile; imparando una strategia profittevole basterebbe applicarla con precisione, ma questo mestiere mette a dura prova la nostra parte emozionale che va a cozzare con quella analitica. Per parte emozionale intendo il non saper accettare le sconfitte di alcune operazioni sbagliate e la voglia di metterci sempre del proprio nell’operatività. Sembra strano a dirsi, ma molto spesso questo è l’unico problema che non ci permette di guadagnare, anche ammettere questa stessa cosa ci viene difficile e molto spesso ci convinciamo che il problema non siamo noi ma il mercato o la strategia. Il miglior consiglio che posso darvi è di superare questi scogli emozionali, e lo potete fare solo praticando. Ti piacerebbe avere una strategia operativa GRATUITA ? CLICCA questo link, accedi e Buona visione. https://goo.gl/TB3j3V Hang Seng nel lungo periodo. Nell’immagine vediamo il Battleplan Ventennale. Continua la fase distributiva del sesto Biennale in corso che dovrebbe essere il preludio del ritracciamento del primo Decennale del Ventennale in corso. Anche le bande confermano la tesi precedentemente espressa, ovvero che dovremmo aver…

Guerra dazi: è tregua, la Cina si piega a Trump
News / 22 maggio 2018

Spirano venti di pace nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Dopo giorni di negoziati serrati, i due paesi hanno deciso di sotterrare l’ascia di guerra, non aumentando i rispettivi diritti di dogana. Lo ha confermato ieri il Segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin. In precedenza era stato il vicepremier cinese, Liu He, ad annunciare, attraverso l’agenzia di stampa ufficiale cinese il raggiungimento di un accordo che prevede un impegno cinese ad aumentare considerevolmente gli acquisti di merci statunitensi per riequilibrare il deficit commerciale Usa e ad aprire ulteriormente il mercato cinese. Mnuchin ha spiegato che si sono degli impegni precisi per ciascun settore industriale senza però aggiungere dettagli. Nel settore dell’energia gli Usa, ha indicato Mnuchin, si attendono acquisti annui tra i 50 e i 60 miliardi di dollari annui per i prossimi 3-5 anni. Secondo quanto riporta un comunicato diffuso dalla Casa Bianca: “Per soddisfare le necessità del crescente consumo del popolo cinese e quelle di uno sviluppo economico di alta qualità, la Cina aumenterà significativamente gli acquisti di merci e servizi Usa. Questo contribuirà a sostenere la crescita e l’occupazione negli Stati Uniti”, si legge nel comunicato. E ancora: “Entrambe le parti hanno concordato su significativi aumenti nell’export agricolo ed…

Chi è Giuseppe Conte, il futuro premier “amico di Boschi”
News / 22 maggio 2018

ROMA (WSI) – Ultime ore per decidere chi sarà il premier: Luigi Di Maio e Matteo Salvini devono trovare un nome da presentare al Capo dello Stato e la scelta più plausibile sarebbe quella di Giuseppe Conte. Sergio Mattarella riceverà alle 17.30 i rappresentanti del MoVimento 5 Stelle e alle 18 quelli della Lega. Cinquantaquattrenne di origine pugliese – è nato nel Foggiano, a Volturara Appula – Conte è docente di diritto privato all’Università di Firenze, laureato in Legge alla Sapienza, ha un curriculum di tutto rispetto.  Avvocato civilista, patrocinante in Cassazione, ha insegnato, fra gli altri, a Roma Tre, Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Lumsa di Roma, a Malta, alla San Pio V di Roma, alla facoltà di Legge di Sassari. Conosciuto tra l’altro per aver guidato la commissione speciale del Consiglio di Stato che si è occupata di destituire il consigliere Francesco Bellomo, il magistrato amministrativo finito nelle polemiche per i suoi corsi di preparazione all’esame di magistratura che prevedevano dress code particolari per le studentesse, Conte punterebbe a semplificare la macchina dello Stato e il suo profilo sarebbe gradito tanto ai Cinque Stelle quanto alla Lega. Un nome equilibrato che soddisfa noi e loro dice Salvini. Unico “neo”…

Venezuela: vortice dell’iperinflazione, prezzi raddoppiano ogni due settimane
News / 22 maggio 2018

Mentre in Venezuela montano le polemiche sull’illeggitimità delle elezioni di ieri che hanno hanno incoronato Nicolás Maduro presidente del paese fino al 2025, l’economia di Caracas continua a perdere colpi affossata dall’iperinflazione che, secondo quanto scrive Steve Hanke in un articolo pubblicato su Forbes, si aggira intorno 16.428% annuo. Un valore nettamente più alto di quello stimato del Fondo monetario internazionale (FMI), la cui stima è stata fissata intorno al 12.870%. Secondo quanto scrive Hanke: “Il mese scorso, il tasso di inflazione mensile ha raggiunto un nuovo massimo del 234%. A questo ritmo, i prezzi sono raddoppiati ogni 17,5 giorni”. Nel frattempo, il bolivar ha dimezzato il suo valore nel 2017 e continua a crollare di giorno in giorno al mercato nero, dove scambia a oltre 752.000 contro un dollaro. “L’iperinflazione continua a ridurre il valore del bolivar. Non possiamo prevedere la durara di questa fase, ma una cosa è certa: a meno che il governo decida di sostituire il Bolivar con il dollaro, come ha già fatto la popolazione venezuelana, questo episodio di iperinflazione potrebbe peggiorare rapidamente”.  Gli Stati Uniti dal canto loro hanno già detto che non riconosceranno l’esito del voto, come ha spiegato il vice-segretario di Stato, John Sullivan, che ha aggiunto che Washington intende comminare sanzioni…

Cottarelli: “in contratto M5S-Lega trionfa statalismo”
News / 22 maggio 2018

“Il contratto prevede un chiaro rafforzamento del ruolo dello Stato nell’economia, in aperta rottura con gli sviluppi degli ultimi due-tre decenni in cui nei principali Paesi avanzati lo stato era arretrato rispetto al mercato” . Così Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio dei conti pubblici, scrive in un articolo pubblicato sul quotidiano la Stampa, commentando la versione finale del “contratto per il governo del cambiamento” tra Movimento Cinque Stelle e Lega apparso sulla stampa italiana qualche giorno fa. “Beh- continua Cottarelli-  non è che nel nostro Paese il mercato abbia poi fatto mai tanta strada. Se da un lato si privatizzavano molte imprese a livello nazionale, dall’altro il «capitalismo degli enti locali» cresceva a dismisura (con le sue oltre 10.000 società partecipate).  Un esempio chiaro del trionfo dell’allargamento del ruolo dello Stato nell’economia: “è l’accettazione del principio del deficit pubblico come motore della crescita attraverso più «investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie». Il contratto comporta aumenti di spesa pubblica di oltre cinquanta miliardi. Poi però, visto che lo Stato, oltre ad essere presente, deve anche essere generoso viene pure previsto un taglio massiccio della tassazione attraverso la flat tax, la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva e tagli alle accise,…

BofA: Pil globale in recessione non prima di due anni
News / 22 maggio 2018

Che l’economia mondiale si trovi alle battute finale di una fase di espansione economica è un’opinione condivida da molti osservatori, più difficile trovare invece un’idea comune sulla data della prossima recessione globale. Secondo un sondaggio di Bank of America Merrill Lynch  circa la metà degli investitori (43%) si aspetta una recessione intorno al 2020, or forse anche dopo. Nel frattempo la percentuale dei fund manager che si aspetta un’accelerazione dell’economia quest’anno è scesa ai minimi di febbraoio 2016. Questo nonostante piú dei tre quarti degli intervistati si dica convinto che il mercato azionario non ha ancora toccato il picco. Diverse le ragioni alla base di questa previsione. Prima di tutto è allora, tra due anni, che la riforma fiscale voluta da Donald Trump inizierà a perdere colpi. Questo avverrà mentre la Fed rischia di accelerare la stretta sui tassi, adottando un approccio più restrittivo per contrastare l’inflazione. Se è vero che, secondo gli esperti di BofA, gli Stati Uniti sono gli sorvegliati speciali perché potrebbero essere la maggiore fonte di rischio per la crescita globale a breve e medio termine, è altrettanto vero che a mettere la parola fine alla fase di espansione economica attuale potrebbero contribuire la Brexit, le scelte politiche dell’Italia e la politica…

Gestore rivela qual è il settore che è “un profit warning che cammina”
News / 22 maggio 2018

Mark Costar, manager del fondo UK Growth di JO Hambro Capital Management (JOHCM) da 388 milioni di sterline, sostiene che dopo una serie di profit warning, il settore dei grandi magazzini britannici sia il prossimo a finire nel mirino dei ribassisti. I gruppi attivi nel comparto dovranno reinventarsi se vorranno tenere il passo con la concorrenza dell’e-commerce e con le minacce della globalizzazione. Parlando alla Morningstar Investment Conference, Costar ha avvisato che secondo lui il settore dei beni al consumo è “l’archetipo dell’attività M&A distruttiva per il valore”, mentre ha investito sempre troppo poco in area come marketing e sviluppo di prodotti e struttura. Nonostante la percezione secondo cui I bilanci son in ordine, il manager ha aggiunto che c’è un livello di indebitamento preoccupantemente alto nel settore. Inoltre, i tre pilastri su cui fa affidamento il settore – brand, distribuzione e scala – sono stati messi alla prova da tutta una serie di fattori strutturali. “Il Brand può essere costruito rapidamente se il prodotto o i servizi sono abbastanza validi e promossi su canali come i social media”. E “oggi come effetto della globalizzazione la grande distribuzione può avvenire anche attraverso delle piattaforme più veloci e più efficienti in…