Nelle banche italiane 'dormono' miliardi di euro: 5 cose da sapere per svegliarli (e non perderli)
News / 6 settembre 2017

Dimenticarsi di avere dei soldi in banca e perderli definitivamente. Sembra un incubo, eppure è possibile, secondo la legge italiana. Comunemente si chiamano conti dormienti, ma in realtà non si tratta solo di conti correnti. Possono essere libretti di risparmio, azioni, obbligazioni o titoli di stato, finiti nelle casse dello Stato perché semplicemente nessuno li ha toccati per dieci anni. Il modo di recuperare i soldi in teoria c’è, ma la gran parte delle persone non lo sa. Secondo la ricostruzione di Repubblica, grazie ai conti dormienti, lo Stato ha messo da parte negli ultimi dieci anni un tesoretto di oltre due miliardi di euro. Risorse smarrite dai cittadini che vengono ridestinate per indennizzare i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Ecco come funziona: Quali conti possono diventare dormienti? Con il D.P.R. n. 116 del 22 giugno 2007, è previsto che diventino dormienti i depositi di somme di denaro e di strumenti finanziari in custodia ed amministrazione; i contratti di assicurazione in tutti i casi in cui l’assicuratore si impegni al pagamento di una rendita o di un capitale al beneficiario ad una data prefissata. In ciascuno di questi casi il valore deve essere superiore ai cento euro. Dove vanno a finire i…

10 startup che hanno raccolto miliardi, ma sono fallite nel 2017
News / 6 settembre 2017

Il fallimento fa parte della storia delle startup. Anche di quelle che, per capacità di conquistare gli investitori, sembravano destinate a un luminoso avvenire. TechCrunch ha stilato la classifica delle 10 giovani società più finanziate chiuse nel 2017. A volte per un vero e proprio fallimento. Altre per una vendita a un concorrente, seguita a condizioni difficili. E, in alcuni casi per tentare di rinascere sotto altre forme. Messe insieme, queste 10 (ex) startup hanno raccolto 1,7 miliardi di dollari. I megaround, poi il fallimento delle startup  Jawbone è in cima alla classifica, grazie ai suoi 590,8 milioni raccolti in round d’investimento. Cui si aggiungono i 400 milioni di finanziamenti elargiti da BlackRock. Apripista dei dispositivi wearable, Jowbone aveva ricevuto la fiducia dei big: Andreessen Horowit, Sequoia Capital, Khosla Ventures. Ha avviato la liquidazione a luglio. Ma potrebbe resuscitare (sotto altre sembianze) nel Jawbone Health Hub, società registrata nel Delaware all’inizio dell’anno. Quixey ha cessato l’attività a maggio. Nonostante una raccolta di 164,9 milioni di dollari (e un round da 30 milioni chiuso la scorsa estate). Aveva sviluppato una tecnologia che consentiva agli utenti di cercare app non solo per nome ma per funzione (con un linguaggio naturale). Aveva attirato…

Che olio ci aspetta per il 2018? La battaglia per il made in Italy è in crisi
News / 6 settembre 2017

L’olio è un prodotto naturale al 100%, ciò lo rende vulnerabile a diversi fattori – che incidono sulla qualità e la quantità – quali la siccità, il caldo e la mosca olearia. Aspetti di cui bisogna tenere conto per valutare le previsioni delle produzione 2018, stilate da Onaoo (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva) che possono subire variazioni in termini numerici,soprattutto  in base alle variazioni climatiche. Come è stato il 2017 Partendo dall’Italia e confermando il fenomeno dell’alternanza produttiva tipica dell’ulivo, va premesso che il 2017 è stato un anno di campagna che si definisce tecnicamente “di scarica” così come, in realtà, lo è stata in generale per l’intera area mediterranea. Va fatto però un distinguo in particolare tra l’Italia e la Spagna. Mentre va considerata non eccezionale, a causa della mosca olearia e della siccità, la stagione produttiva della penisola, con le sue 200mila tonnellate (2017), resta comunque discreto il risultato della Spagna, leader quasi assoluta nel settore, che in tal senso forte del propagarsi di uliveti intensivi e superintensivi, continua a distaccarsi da tutti, di molto e in positivo nella produzione di olio. Ciò nonostante, anche per la Spagna il 2017 non è stato uno degli anni migliori. La Grecia…

Immobiliare record nel Principato di Monaco
News / 5 settembre 2017

Nel mercato immobiliare di lusso il Principato di Monaco si conferma per la quarta volta consecutiva in testa alla classifica delle case più costose al mondo. Lo studio pubblicato da Knight Frank, sicietà leader nel mercato immobiliare globale di lusso, indaga i metri quadri acquistabili con un milione di dollari. Una cifra considerevole, soprattutto da destinare ad un investimento immobiliare, tuttavia dipende da dove si intende acquistare l’appartamento dei propri sogni, perché in alcune località un milione di dollari basta per acquistare poco più di una cameretta. Il caso è quello del Principato di Monaco, dove si riesce ad acquistare appena 19 metri quadri. Al secondo posto Hong Kong, dove con un milione di dollari si arriva a prendere soltanto 20 metri quadri. Seguono, New York con appena 26 metri quadri e Londra con 30 metri quadri, da segnale che le due capitali globali si alternano anno dopo anno il terzo e quarto posto e tradizionalmente città di riferimento per l’immobiliare di lusso. Segue la perla elvetica Ginevra con 42 metri quadri e Singapore con 43 metri quadri. Anche nel bel paese il mercato immobiliare ha le sue stelle ed in particolare secondo l’Agenzia del Territorio sono Capri, Cortina d’Ampezzo,…

Esportatore abituale & frode fiscale – I rischi per la banca o per il professionista
News / 5 settembre 2017

Esportatore abituale & frode fiscale – I rischi per la banca o per il professionista     Le cessioni all’esportazione e le operazioni assimilate sono operazioni non imponibili ai fini IVA che generano il cosiddetto “plafond”, ossia il diritto per gli esportatori abituali di acquistare i beni in sospensione d’imposta, ovvero senza pagamento dell’IVA[1]. Per usufruire del beneficio dell’acquisto di beni sul territorio nazionale in “sospensione d’imposta” – cioè senza pagare l’IVA –  bisogna acquisire il titolo di “esportatore abituale” laddove, nell’esercizio finanziario precedente l’operatore economico abbia esportato un ammontare superiore al 10% del fatturato complessivo. In particolare, gli acquisti in sospensione d’imposta sono consentiti soltanto ai soggetti che hanno compiuto le operazioni di esportazione previste dall’articolo 8, comma 1, lettere a) e b) (ossia esportazioni “dirette” fuori dal territorio della Comunità) ovvero dai successivi articoli 8-bis e 9 (operazioni assimilate alle esportazioni), nonché cessioni intracomunitarie di cui al Dl 331/1993, il cui ammontare, rispetto all’anno precedente, sia stato comunque superiore al 10% del volume di affari determinato ai sensi dell’articolo 20 del Dpr Iva e nei limiti dell’ammontare dei corrispettivi di tali cessioni e prestazioni. Per questi soggetti il legislatore ha previsto, una procedura che consente la facoltà di…

I fondi “etici” battono indici di riferimento da anni
News / 5 settembre 2017

I fondi “etici”, che osservano gli standard environmental, social and governance (Esg) stanno sovraperformando le controparti non dedicati a questi aspetti. In particolare nei mercati emergenti: il MSCI Emerging Markets Leaders index, che è focalizzato su società ad elevato Esg ha battuto il più noto MSCI Emerging Markets benchmark sin dai tempi della crisi finanziaria, con un divario che lo scorso giugno ha raggiunto la sua massima ampiezza. A raccontare questo trend è un approfondimento del Financial Times, nel quale il trend viene confermato a livello globale dagli indici FTSE Russell, composti da società attente all’ambiente, che hanno battuto le performance del riferimento FTSE Global All Cap Index.   Capire il perché dell’interesse verso queste società ad alto tasso Esg non dà facili risposte: da un lato gli investitori cercano di beneficiare dall’opportunità delle tecnologie pulite in un mondo sempre più impegnato (almeno sulla carta) a combattere il cambiamento climatico (anche, sostengono alcuni, attraverso sussidi a tali società). E’ anche un modo per escludere dal portafoglio le società che, da questa responsabilizzazione potrebbero rimetterci, quelle più inquinanti. “C’è la necessità di proteggere il portafoglio dai rischi al ribasso è questa è l’aspirazione numero uno dei nostri clienti”, dice al Ft…

Consigli di investimento, l’esperto: “siamo contrarian!”
News / 5 settembre 2017

A cura di Michael Clements, Responsabile Azioni Europee, SYZ Asset Management L’Europa, intesa come spazio economico, è sempre più dinamica e gli investitori dovrebbero avere nel proprio portafoglio titoli adeguati. Tuttavia, in una regione così grande e variegata, non è sempre facile riuscire a individuare le azioni giuste. Un investitore che ci riesce costantemente è Mike Clements, qui presente in intervista. Parliamo della sua filosofia di investimento. Come si applica in questi fondi? Come detto prima, il nostro è un approccio di squadra. Dopo un’attenta ricerca iniziale e analisi fondamentali, scegliamo i titoli in modo mirato, affidandoci a idee di investimento non convenzionali, con un orizzonte di investimento dai tre ai cinque anni. Ci concentriamo su aziende di alta qualità che si trovano improvvisamente in difficoltà o in una fase di inversione di rotta. Per minimizzare il rischio di ribasso delle quotazioni è indispensabile conoscere molto bene le aziende e i rispettivi mercati, nonché svolgere analisi di scenario per poter valutare le conseguenze di eventuali avvenimenti negativi. Il portafoglio è costruito in modo da poter sfruttare le opportunità di investimento per un intero ciclo di investimento. Ha appena parlato di qualità delle aziende. In base alle sue analisi, da cosa…

Sterlina troppo debole. Anche la BoE verso una stretta
News / 5 settembre 2017

La Bank of England potrebbe essere la seconda tra le grandi banche centrali a muoversi in ritirata sul sentiero dei tassi. L’allarme proviene da Peter Rosenstreich, head of market strategy di Swissquote, secondo cui il governatore Mark Carney potrebbe vedersi costretto ad anticipare la stretta monetaria, a dicembre, qualora la sterlina continuasse a perdere posizioni. “Questo coglierebbe di sorpresa tutti gli investitori che si stanno posizionando corti (cioè in posizione ribassista ndr) sul pound” Da inizio anno, la divisa inglese ha perso circa sette punti percentuali nei confronti delle moneta unica ma la svalutazione sfiora il 30% se si considerano i minimi del novembre 2015. “In termini di cambio medio aggiustato per la quota commerciale (trade-weighted ndr), la sterlina si trova già sui minimi storici nei confronti dell’euro, elemento ben presente alla Banca centrale inglese, visto che il Comitato di Politica monetaria ha già preannunciato che una svalutazione del 20% della moneta equivale ad un aumento dell’inflazione dell’1,5% e il Governatore Carney ha suggerito che il tasso di cambio dovrebbe avere delle conseguenze sulle decisioni della banca”, spiega Rosenstreich. L’analista rappresenta tuttavia una voce fuori dal coro. La maggior parte degli economisti, infatti, ritiene che l’autorità monetaria non interverrà sul costo…

Tonfo Bitcoin: Cina vieta initial coin offerings
News / 5 settembre 2017

La Cina ha messo al bando le Initial Coin Offerings (Ico), il recente strumento di finanziamento che, attraverso operazioni compiute in criptovalute acquista “tokens” dell’azienda emittente, che a loro volta iniziano ad avere un mercato. Un processo che, a differenza di una emissione di azioni, è slegata dalla vigilanza delle autorità ed espone gli investitori a molti più rischi. A dare la notizia è stato un report di Caixin che rivela come 60 piattaforme Ico siano finite nel mirino delle autorità di vigilanza. La Banca centrale cinese ha fatto sapere che le società che hanno già ultimato le proprie Ico debbono coordinare la restituzione dei fondi ricevuti, si legge in una nota dell’istituto. Tutte le maggiori criptovalute hanno accusato il colpo di questa notizia: in particolare Ethereum, in calo oltre del 12%, ma anche Bitcoin (-3.48% al momento, ma ha ceduto in precedenza oltre il 5%). In Cina si stima che le Ico abbiano permesso alle aziende, in particole startup, di raccogliere l’equivalente di circa 400 milioni di dollari. Per le aziende che fanno il pieno di Bitcoin e Ether parte dell’attrattiva è data dalla facilità con la quale si può accedere ai finanziamenti senza fornire le stesse informazioni, necessarie…

Crisi banche venete: come far valere i propri diritti
News / 5 settembre 2017

A cura di Gianfranco Benvenuto, Studio legale Benvenuto Con il D.L. 99/2017 emanato il 25/6/2017 (di seguito: “il Decreto”) il governo ha disciplinato l’avvio e lo svolgimento della Liquidazione Coatta Amministrativa (di seguito: “L.C.A.”) di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e di Veneto Banca S.p.A. (di seguito: “le Banche”). Secondo l’art 2 del D.L. 99 il Ministro dell’economia e finanza (di seguito M.E.F.) dispone la liquidazione coatta amministrativa delle banche. In pari data il M.E.F. ha firmato i D.M. n 185 e 186 con cui ha risposto la Liquidazione coatta amministrativa delle due banche venete. Il giorno successivo (il 26/6/2017) è stato perfezionato tra le Banche e Intesa San Paolo S.p.A. una cessione d’azienda che ha trasferito alla cessionaria passività per complessivi 51,3 miliardi, composte principalmente da debiti verso altre banche, verso la clientela e da titoli in circolazione. L’art 2560 c.c. dispone il trasferimento al cessionario di tutti i debiti inerenti all’esercizio dell’azienda “se essi risultano dai libri contabili obbligatori”; l’art 3 del Decreto, ha ristretto tuttavia l’ambito di cessione escludendo dal trasferimento: i) i debiti delle Banche nei confronti dei propri azionisti e obbligazionisti subordinati; ii) le controversie relative ad atti o fatti occorsi prima della cessione sorte…