Banche venete: salvataggio sempre più in dubbio
News / 30 marzo 2017

MILANO (WSI) – La crisi delle due banche venete non è affatto finita con la conclusione dell’offerta agli azionisti dei due istituti. Si è chiuso ieri il termine per aderire all’offerta di transizione alla Banca Popolare di Vicenza e i numeri che ne derivano non sono stati soddisfacenti, non essendo stato raggiunto l’obiettivo minimo dell’80% indicato dalla stessa banca. In particolare all’offerta, come si legge in una nota della Popolare veneta, hanno aderito azionisti per il 68,7% di quelle incluse nel perimetro dell’offerta rispetto ad un target del 70%. La banca inoltre nel 2016 ha perso ben 1,9 miliardi di euro e la raccolta è calata di circa 9 miliardi a 52,8 e con la situazione inerente la liquidità in peggioramento con un liquidity ratio a fine anno a 37,9% da 113,3% al 30 giugno. Da parte sua, Veneto Banca ha visto una percentuale di adesioni un pelo più alta, del 73%, alla sua offerta di transazione che scadeva ieri, 28 marzo: 54.359 sono gli azionisti che hanno accettato la proposta, in cambio dell’impegno a non chiedere più rimborsi per le perdite subite. Sono portatori del 67,6% delle azioni comprese nel perimetro dell’offerta. Al netto delle posizioni non rintracciabili –…

Sondaggi elezioni: Alfano risorge e fa sperare il PD
News / 30 marzo 2017

ROMA (WSI) – Sosterremo il governo Gentiloni finchè non fa virate a sinistra insostenibili. A dirlo Angelino Alfano, leader di Ap che esclude qualsiasi alleanza in vista delle elezioni. “La legge elettorale non chiama alleanze, noi del resto siamo distinti sia dalla destra di Salvini che vuole uscire dall’Ue, sia dalla sinistra dell’indietro tutta, andremo da soli (…) Alternativa popolare punta a un piano-fisco all’americana per contrastare l’evasione, un progetto sui salari, un programma molto serio. Visto che nessuno avrà la maggioranza, saremo dopo se necessario in una maggioranza che rispetti queste priorità”. Alfano, ex braccio destro di Berlusconi, poi nominato ministro dell’Interno dall’ex premier Matteo Renzi e riconfermato ma alla Farnesina dal nuovo Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ha le idee chiare sull’appoggio al governo. “Invitiamo Gentiloni a difendere tutte le conquiste riformatrici questi anni. Noi garantiamo il sostegno al governo ma ci distinguiamo da una sinistra che vuole fare marcia indietro su riforme importanti”. E proprio Alternativa Popolare resuscita nei sondaggi e fa pensare proprio a una possibile coalizione, che fino a poco tempo fa era additata come fantapolitica. Secondo i dati di un sondaggio Eng per il Tg La7 il partito di Alfano ottiene mezzo punto in…

Brexit, Ue: nessun accordo libero scambio con Londra
News / 30 marzo 2017

Nelle trattative tra Regno Unito ed Europa, quest’ultima manterrà una linea dura. Le autorità di Bruxelles, infatti, non concederanno a Londra la possibilità di stringere un accordo di libero scambio tra le due potenze europee in seguito alla formalizzazione della fine dei rapporti tra i due blocchi. Lo rivelano parti della bozza di una risoluzione del parlamento Ue di cui Il Guardian è entrato in possesso, da cui si evince che la prima mossa del capo Ue dei negoziati sulla Brexit, Michel Barnier, è quella di mettere in difficoltà Londra fin da subito. “Le rilevazioni pubblicate sulla risoluzione del parlamento europeo mostrano l’imposizione di un limite di tre anni alla durata dell’accordo di transizione e dicono che non ci sarà nessuna intesa sul libero scambio nei prossimi due anni”. Due anni è la durata prevista delle trattative tra Unione Europea e Regno Unito sui legami post Brexit. Un accordo di transizione per favorire il percorso di uscita dall’Ue di Londra (la cosiddetta Brexit decisa dal popolo britannico con il referendum dello scorso 23 giugno) non dovrebbe durare più di tre anni, secondo quanto verrà stabilito dal Parlamento Europeo in quella che è la prima risposta ufficiale delle istituzioni europee al ricorso…

Brexit, si parte. May: “più forti, ma ci saranno conseguenze” negative
News / 30 marzo 2017

Via libera formale al divorzio della Gran Bretagna dalla Unione europea. L’ultimo passo è stato compiuto ieri sera quando il primo ministro britannico Theresa May ha firmato  la storica lettera che lancerà la Brexit. La lettera è stata poi inviata oggi al presidente dell’Unione europea Donald Tusk e questo atto corrisponde alla notifica formale dell’intenzione britannica di lasciare l’Ue dopo 44 anni di partecipazione. Da quel momento scatteranno i due anni di negoziati previsti per il divorzio. Il premier May è anche intervenuta alla Camera dei Comuni, dicendo che Londra lascia l’Ue ma non i valori europei e che “costruiremo un Regno Unito più forte”, ma “ci saranno conseguenze per noi”. Attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona dal 29 aprile partiranno le trattative sui nuovi accordi commerciali e legali tra i due blocchi. Si prospettano due anni di negoziati molto tesi. Intanto arriva un nuovo “no” alla proposta di indipendenza scozzese. “Sappiamo che perderemo l’influenza che avevamo sulle regole che hanno un impatto sull’economia europea”, ha avvertito May. “Sappiamo che le società britanniche che operano scambi commerciali con l’UE dovranno adeguarsi alle regole concordate dalle istituzioni delle quali non fanno più parte, come facciamo con gli altri mercati oltreoceano, e lo…

L’euforia dei mercati ha le ore contate
News / 30 marzo 2017

Non usa mezzi termini Yves Longchamp, head of research di Ethenea, per descrivere la situazione attuale dei mercati azionari. Spinti dalle promesse di Trump, potrebbero ora afflosciarsi Con le pive nel sacco Donald Trump ha dovuto fare marcia indietro e ritirare la sua proposta di riforma dell’Obamacare, la legge sull’assistenza sanitaria voluta dal suo predecessore Barack Obama. Ha così evitato la bocciatura da parte della Camera dei rappresentanti dove il Partito repubblicano ha la maggioranza. Il presidente degli Stati Uniti non può tuttavia evitare i dubbi che ora si affacciano alla porta dello Studio Ovale sulla sua reale capacità di implementare le riforme promesse in campagna elettorale, tra le quali la tanto attesa riforma fiscale. Dubbi che ora assomigliano a un’incrinatura nell’arco di una diga, quella delle certezze che hanno spinto Wall Street sempre più in alto. “Il mercato potrebbe ben presto dover prendere atto che le speranze suscitate dalle riforme promesse da Donald Trump erano mal riposte. L’Amministrazione statunitense rilascia grandi dichiarazioni a cui finora non hanno fatto seguito azioni particolarmente incisive sul piano della sostanza”. Il commento di Yves Longchamp, a capo della ricerca di Ethenea Independent Investors è netto e la sua sfiducia nei mezzi di Trump…

Trump ha intrecciato rapporti con criminali russi
News / 30 marzo 2017

L’accusa è di quelle pesanti: il presidente degli Stati Uniti d’America avrebbe intrecciato rapporti con almeno una decina di criminali russi. Per espandere le proprie attività immobiliari, il magnate del real estate convertitosi politico Donald Trump si sarebbe ripetutamente rivolto a ricchi cittadini e oligarchi delle ex repubbliche sovietiche, molti dei quali sono stati accusati di essere legati alla criminalità organizzata. Lo sostiene il quotidiano Usa Today, che ha condotto un’indagine basata su casi giudiziari, documenti legali e governativi e su un’intervista a un ex procuratore federale. A tessere i rapporti con protagonisti dell’attività illegale in Russia sarebbero state la sua società e i suoi partner. Il presidente Trump e le sue aziende, infatti, avrebbero secondo le ricostruzioni del giornale americano, “avuto legami con almeno dieci uomini d’affari dell’ex Unione Sovietica con possibili legami con le organizzazioni criminali e il mondo del riciclaggio di denaro sporco”. Tra le persone che avrebbero stretto rapporti d’affari con Trump ci sarebbe un membro della società che ha sviluppato il Trump SoHo Hotel di New York, che ha trascorso un anno in prigione per aver accoltellato un uomo e poi tenuto sotto controllo per gli investimenti di Trump in Russia. Un altro è un…

La Cina è un caos: “prima o poi salta”
News / 30 marzo 2017

In Cina la situazione è sempre più caotica e i livelli montanti dei debiti rischiano di mettere sotto scacco l’intera economia della potenza asiatica. Lo sostiene Edward Hyman, fondatore e presidente di Evercore Partners, secondo cui i mercati finanziari sono troppo concentrati sull’agenda politica di Donald Trump in Usa e tendono a dimenticarsi con troppo facilità dell’altra grande potenza economica mondiale. “La Cina è un caos e a un certo punto salterà tutto in aria”, ha dichiarato all’emittente Bloomberg TV Hyman. “Hanno una montagna di debiti, un ammontare che è insostenibile”. La Cina ha anche un grosso problema con l’inquinamento e la corruzione, secondo il gestore. Il debito pubblico è balzato a circa il 264% del Pil secondo le ultime stime a disposizione di Bloomberg. Per Hyman i problemi della Cina offuscheranno i progressi macro compiuti a breve termine, come l’espansione dell’economia e la fiducia delle aziende. Rispetto a un anno fa i profitti industriali sono cresciuti del 31,5% se si sommano i risultati registrati a gennaio e febbraio, per il rialzo più intenso dal 2011. L’analista di Wall Street ha posto l’accento anche su un’economia maggiormente diversificata e quindi più matura. Compagnie tecnologiche come Alibaba e Tencent Holdings, poi, hanno creato…

Trump, Fitch: rischi da dazi doganali Usa
News / 30 marzo 2017

Quale sarebbe l’altra faccia della Border Adjustment Tax promessa da Donald Trump? Un duro impatto sui Paesi che, con l’assetto attuale, godono di massicci afflussi di investimenti diretti in entrata (Fdi) Made in Usa. Lo scopo di fondo della tassa al confine sui beni importati dall’estero e prodotti da aziende americane è dichiaratamente quello di “riportare a casa” i posti di lavoro delocalizzati all’estero. I deflussi d’investimento potrebbero impattare anche la proprietà intellettuale i cui proventi, al momento, arricchiscono anche Paesi al di fuori dagli Usa. Inoltre, alcune società potrebbero rilocalizzare le sedi principali proprio negli Stati Uniti. A scriverlo è un rapporto dell’agenzia di rating Fitch, ripreso dal blog FT Alphaville del Financial Times. I primi Paesi a sentire il peso di un provvedimento fiscale di questo tipo sarebbero quelli in cui il peso degli Fdi americani sul Pil è più grande: Lussemburgo, Irlanda, Olanda e Singapore (in tutti tale quota supera il 78% del Pil). Danni non trascurabili, poi potrebbero verificarsi in Svizzera, Canada, Regno Unito e Hong Kong: in questi Paesi gli Fdi americani sono pari a oltre il 20% del Pil, anche se, scrive Fitch, “ciò potrebbe riflettere attività economiche genuine”. L’agenzia di rating teme che…

Con Eni Gela diventa terra di opportunità per studenti e lavoratori
News / 30 marzo 2017

Oltre alle opere di bonifica del territorio e riconversione dell’area ex Isaf in una raffineria “green”, Eni a Gela ha lanciato un nuovo programma di formazione in ambito di salute, sicurezza e ambiente. Il 7 marzo è stato infatti inaugurato il centro operativo Safety Training Center, il cui avvio, fa sapere Eni, “va oltre gli impegni assunti nel Protocollo del 2014 e si affianca alle attività del Safety Competence Center (SCC), inaugurato nel gennaio 2015, che ad oggi ha formato circa 140 risorse, che sono diventati dei veri specialisti nel campo della sicurezza e che operano a supporto delle attività operative di Eni in Italia e all’estero”. Sempre nel contesto di un rinnovato impegno nello sviluppo sociale delle aree in cui è presente, il gruppo energetico ha inoltre assegnato 20 borse di studio universitarie a studenti del posto per l’anno accademico in corso. Per il prossimo anno accademico, il numero di borse sarà raddoppiato, al fine di incontrare le esigenze della comunità rilevate durante la prima esperienza. Formazione e occupazione: sono due dei pilastri su cui si fonda il progetto di Eni a Gela. A Gela la società ha investito ben 400 milioni di euro e ha avviato 119 cantieri…

Flat tax per super ricchi: inefficace e incostituzionale
News / 30 marzo 2017

Fa ancora discutere la decisione del governo italiano di introdurre una flat tax, ovvero un regime fiscale vantaggioso per super ricchi volto ad attirare investimenti significativi in Italia, “anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali” come spiega uno dei comma dell’articolo integrato al Testo unico delle imposte sul reddito (Tuir). Nel periodo di crisi, osserva a Wall Street Italia l’avvocato Fabio Ciani, un tema molto caldo riguarda la ricerca di strumenti per attrarre investitori esteri, mediante agevolazioni che non contrastino con le limitazioni poste dall’appartenenza alla UE. Ecco allora che nella Legge di bilancio 2017 spunta un nuovo regime, quello che si può definire dei “non-domiciliati” in Italia. Tuttavia tale innovazione si può considerare iniqua e pertanto ai limiti della costituzionalità. Oltretutto la misura rischia di rivelarsi inefficace nel suo scopo di attirare gli investimenti degli stranieri più facoltosi. Il tema dell’equità della flat tax, ossia della tassazione fissa, con una imposizione di 100.000 euro in capo ai “nuovi residenti”, richiede l’analisi di diversi aspetti dal punto di vista sociale e giuridico, secondo Ciani, avvocato tributarista in Italia. “Da più parti è stato sollevato il dubbio sulla tenuta costituzionale della norma – in relazione agli articoli 3 e 53 della…