Vino: Felluga (Confagricoltura), per Fvg anno importante
News / 12 gennaio 2017

Udine – Per il Friuli Venezia Giulia il 2016 “e’ stato un anno vitivinicolo importante. Le novita’ della Doc Friuli e della Doc del Pinot grigio delle Venezie, assieme all’ampliamento delle superfici a Prosecco, hanno creato interesse attorno ai nostri vini”. Lo sottolinea Roberto Felluga responsabile del comparto vitivinicolo di Confagricoltura Fvg. “La crisi economica – aggiunge – non e’ peraltro ancora superata, anche se ci sono timidi segnali di ripresa in un mercato, pero’, sempre piu’ competitivo”. “Speriamo che il 2017 porti ricadute positive per il comparto, senza creare discontinuita’ con la nostra storia di qualita’. Anzi, sara’ necessario impostare una ‘cabina di regia’ per il settore, capace di produrre sinergie con tutte le nostre eccellenze agroalimentari, puntando in maniera sempre piu’ decisa sul rafforzamento del Made in Italy”. “Relativamente ai seminativi, per motivi soprattutto meteorologici – aggiunge Philip Thurn Valsassina, vicepresidente di Confagricoltura Fvg – le produzioni non hanno raggiunto livelli significativi. Per contro, l’estate senza temperature estreme ha contenuto lo sviluppo delle micotossine permettendo di ottenere, mediamente, una buona qualita’ delle granelle. I prezzi hanno subito poche oscillazioni e si sono mantenuti su livelli relativamente bassi e poco soddisfacenti, mostrando pero’ – conclude – un certo dinamismo verso…

Francia: Stato cede quota Engie per finanziare salvataggio Areva
News / 12 gennaio 2017

Parigi – Lo Stato francese ha ceduto sul mercato il 4,1% dell’utility Engie per 1,14 miliardi di euro, cifra’ che verra’ utilizzata per finanziare il salvataggio del gruppo energetico nucleare Areva, in cattive acque finanziarie. Sono state cedute 100 milioni di azioni Engie, ovvero dieci volte l’ammontare offerto inizialmente. Parigi rimane cosi’ con il 28,7% del capitale e con il 32,6% dei diritti di voto nella compagnia un tempo nota come Gdf Suez. L’iniezione di capitale complessiva dello Stato francese in Areva, autorizzata la settimana scorsa dalla Commissione Europea, e’ pari a 4,5 miliardi di euro ed e’ condizionata alla cessione del comparto reattori a Edf, un’altra utility partecipata transalpina dove la quota di capitale pubblico e’ invece pari all’85%. Per finanziare l’operazione, Edf sara’ a sua volta costretta a un aumento di capitale di 4 miliardi del quale il governo di Parigi sottoscrivera’ tre quarti.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Previsioni 2017 su bond, economia e area euro
News / 11 gennaio 2017

Come si comporteranno i mercati finanziari nel 2017 appena iniziato? A dare un’analisi è la casa di gestione La Française che delinea le prospettive, le opportunità e i rischi che andranno a caratterizzare nei prossimi mesi la finanza e in particolare l’obbligazionario, giunto al punto di svolta. Alcuni fattori di incertezza emergono e sono le tendenze protezionistiche del neo presidente americano Donald Trump, le elezioni in Europa e le conseguenze della Brexit. Gli Stati Uniti sono in rapida espansione, costantemente guidati dalla crescita dei consumi interni, mentre la Cina sta controllando il previsto rallentamento della sua crescita. La zona euro nonostante sia ancora sotto scacco di un possibile esito negativo delle prossime elezioni, mostra segnali di miglioramento. Il calo consistente della disoccupazione, fanno sapere da La Francaise, rafforzerà il reddito delle famiglie stabilendo così una base solida per la crescita. In tutto questo non bisogna dimenticare la sorprendente resilienza manifestata dal Regno Unito dinanzi alla Brexit. Ritmi di crescita positivi Come sarà il 2017? A dirlo Jean-Luc Hivert, CIO Fixed Income & Cross Asset and Laurent Jacquier Laforge, CIO Equities. “In questo contesto globale, le nostre convinzioni negative per il 2016 continueranno nel 2017 per i tassi dei bond governativi negli…

Mps: vertici chiedono ai dipendenti di tenere bocca cucita
News / 11 gennaio 2017

I vertici di MPS hanno chiesto ai dipendenti della banca salvata con i soldi pubblici di non fare i nomi di eventuali responsabili, citando le pratiche etiche del gruppo. L’ufficio delle risorse umane ha inviato ieri una circolare interna, già fatta passare qualche mese fa, in cui si precisa come non vadano diffuse informazioni sensibili sulla banca all’esterno o sui social media. L’invito a tenere la bocca chiusa è generico e non si tratta di una censura, ma non è casuale che sia stato inoltrato ai dipendenti proprio all’indomani dell’appello, rilanciato anche dal governo, del presidente di Abi Antonio Patuelli a fare i nomi dei “cattivi debitori” delle banche salvate con gli aiuti statali, nell’ambito di una missione di moralizzazione. Nella circolare l’ufficio delle risorse umane di Mps cita la direttiva numero 953 del gruppo in materia di comunicazione che regolamenta anche i marchi aziendali e definisce le regole di condotta e “la necessità di un percorso di condivisione con l’area Relazioni Esterne prima che i singoli attivino iniziative di comunicazione verso l’esterno su attività o fatti che riguardano la banca e o lo status di dipendente”. Intanto i dirigenti di Mps e il Tesoro stanno lavorando al piano di…

Italia: per rilanciarsi segua l’esempio di Bugatti
News / 11 gennaio 2017

Se c’è un modo con cui l’Italia può rilanciare la sua industria e ritrovare gli standard di benessere cui il popolo era abituato durante gli anni del boom economico questo è il modello delle auto di lusso come Bugatti. A scriverlo è il Mises Institute, della scuola economica austriaca, secondo cui la generazione che ha prodotto Ettore Bugatti, Enzo Ferrari, Battista Pininfarina, Ferruccio Lamborghini e più di recente ingegneri e designer del calibro di Niccolo Bertone, Leonardo Fioravanti e Giorgio Giugietto è quello di cui l’Italia ha un disperato bisogno. Capitalisti che conoscono bene la propria materia e menti geniali capaci di fondere l’arte con l’ingegneria sono in gran parte stati degli auto didatti, che sono stati in grado di costruire fondamentalmente a mano le loro auto. Si tratta di personalità talentuose che hanno perseguito i propri obiettivi seguendo una loro visione, a prescindere dalle circostanze e condizioni politiche esterne. Più di ogni altra cosa, “erano persone pragmatite, dotate di una grande personalità, di zelo visionario e di acume imprenditoriale, che si sono persino rifutate di vendere i loro modelli ai clienti che non erano considerati all’altezza delle loro auto”. Tutto questo in un’Italia devastata dalle guerre. Il modello del…

Brexit, economisti come i meteorologi: non ne azzeccano più una
News / 11 gennaio 2017

LONDRA (WSI) – Non solo i meteorologi ma oggi anche gli economisti inglesi sono in crisi e non ne azzeccano più una. A dirlo Andrew Haldane, chief economist della Bank of England che in un mea culpa pubblico all’Institute for government,  confessa che oggigiorno le previsioni delle dinamiche economiche falliscono incontestabilmente. Il paragone con i meteorologi si spiega facendo riferimento al flop di quelli inglesi, quando mancarono l’arrivo di un uragano nel 1987 a Londra, “Ritengo sia onesto ammettere che la professione è in crisi, ma non è la prima volta che accade, basta pensare alla Grande Depressione del 1930. Quella situazione tuttavia ci portò Keynes e la nascita della moderna macro-economia”. Così dice Haldane, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore. L’ultimo esempio della fallacia delle attuali previsioni economiche arriva direttamente dalla Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea votata a maggioranza dai cittadini inglesi lo scorso giugno. Secondo la Bank of England la Brexit avrebbe dovuto innescare una recessione quasi immediata ma i dati del 2016 e quelli del 2017 appena iniziato mostrano come le cose siano andate molto meglio del previsto in barba a tutte le previsioni. Il motivo? Haldane non ha dubbi. “I modelli su cui ci basiamo…

Banche sbattono porta in faccia a Le Pen: “Loro decidono chi può candidarsi”
News / 11 gennaio 2017

PARIGI (WSI) – Venti milioni di euro: è questa la cifra di cui necessita la leader del Front National, Marine le Pen per finanziare la sua campagna elettorale in vista delle prossime presidenziali francesi. Così Le Pen ha bussato alle banche, che le hanno sbattuto la porta in faccia. A raccontarlo la stessa leader del movimento antieuropeo e anti-immigrazione parlando alla tv France 2, indicando nel secco rifiuto degli istituti di credito d’Oltralpe di finanziare la sua campagna presidenziale un problema reale per la democrazia. “Il fatto che le banche non si prestino a noi giocando un ruolo politico pone un problema reale per la democrazia. Sono le banche che decidono chi può correre alle elezioni e chi non può”. In Francia ai candidati vengono forniti fondi pubblici a patto che ottengano almeno il 5 per cento dei voti. In genere è prassi che si prendano in prestito dei soldi per campagna con l’idea di usare poi gli aiuti pubblici per rimborsare il prestito dopo il voto. I sondaggi oggi danno il partito di Marine Le Pen vittorioso con almeno il 20% dei voti. Nonostante ciò le banche francesi si sono rifiutate di incontrare la leader del Front National spingendola…

Anche due banche venete a rischio bailout
News / 11 gennaio 2017

Tra i settori peggiori dell’azionario europeo, si mette in evidenza oggi ancora quello delle banche. Il motivo del rinnovarsi delle tensioni sui mercati, spiegano gli analisti, è da ravvisare di nuovo nei problemi italiani, in particolare con le ultime novità che riguardano Popolare di Vicenza e Veneto Banca. I due istituti hanno lanciato infatti una iniziativa di conciliazione transattiva con tutti gli azionisti che hanno subito forti perdite, puntando sui loro titoli negli ultimi anni. Una operazione che fa già discutere e che, secondo Reuters, potrebbe costare più di 600 milioni di euro, erodendo i cuscinetti di capitale e costringendo Popolare di Vicenza e Veneto Banca a chiedere un aiuto di stato. Popolare Vicenza e Veneto Banca non sono quotate in Borsa, ma i loro problemi sono ben noti e alimentano di nuovo i timori sul futuro delle banche italiane, mentre si attendono dettagli sul piano di ricapitalizzazione e di smaltimento dei crediti deteriorati di MPS. Secondo le stime di Bloomberg il settore ha bisogno di un’iniezione di capitale fresco pari a 52 miliardi di euro, molto di più dei soldi stanziati dal governo con il decreto salve banche al quale ha già fatto appello Mps. Male fa la performance del sottoindice di…

Mercati, Gross: ecco “la chiave di tutto” nel 2017
News / 11 gennaio 2017

Secondo il Re dei Bond è il numero chiave per chi fa investimenti nel 2017: si tratta del livello di 2,6% del rendimento del decennale del Tesoro Usa. Lo sostiene Bill Gross, gestore di Janus Capital, secondo cui basterà tenere sotto osservazione quel numero per sapere quali saranno i ritorni da investimento nell’anno appena iniziato. Il superamento da parte del rendimento del titolo governativo di riferimento in Usa della soglia del 2,6%, scrive il fund manager nel suo report mensile indirizzato ai suoi clienti, sarebbe cruciale sia per l’azionario sia per l’obbligazionario. I tassi dei Treasuries Usa di riferimento, che si muovono in rapporto inversamente proporzionale rispetto ai prezzi, scambiano a circa il 2,39% martedì. “Se il livello del 2,6% viene oltrepassato, vorrà dire che è iniziato un mercato secolare ribassista nell’obbligazionario”, scrive Gross. “Tale numero è da tenere sotto osservazione, è molto più importante del Dow Jones a 20 mila punti e più importante del petrolio a 60 dollari al barile e molto più importante della parità tra euro e dollaro. È la chiave di tutti i livelli dei tassi di interesse futuri e probabilmente anche dei prezzi dell’azionario nel 2017″.  Secondo Gross dal punto di vista dei grafici il rendimento…

Pensione: il miglior antidoto contro la depressione
News / 11 gennaio 2017

NEW YORK (WSI)  – Quando la crisi economica incombe, come negli ultimi anni, la pensione e’ vista come un antidepressivo per gli operai europei. E’ quanto emerge da uno studio sull’impatto del pensionamento sulla salute mentale degli ultracinquantenni condotto da economisti dell’Università Ca’ Foscari Venezia e pubblicato sulla rivista Health Economics. Lo studio di fatto arriva a conclusioni che si contrappongono a quelle di ricerche precedenti che ipotizzavano invece effetti negativi sulla salute mentale legati alla vita da pensionato, ma non prendevano in considerazione l’impatto della crisi. I ricercatori Michele Belloni, Elena Meschi e Giacomo Pasini sono giunti a questo risultato analizzando i dati di 120mila europei raccolti da specifiche indagini periodiche. “Tra gli operai giunti agli ultimi anni di vita lavorativa si osserva un peggioramento dello score di salute mentale e un aumento della probabilità di cadere in depressione dovuti al crescente rischio di perdere il lavoro e non trovare una nuova posizione”, ha spiegato Giacomo Pasini, professore al Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari. Lo stesso discorso non vale invece per le donne. In generale, la depressione costa 118 miliardi di euro ai sistemi di sanità pubblica europei. Alla luce dello studio, dunque, l’effetto anti-stress del pensionamento si candida ad entrare nel conto…