A2A: Equita resta buy, malgrado indicazioni sul Capacity Market
News / 10 agosto 2017

Gli analisti si esprimono in termini negativi sul documento, per via del basso cap inserito sul premio nelle aste. Non cambia la strategia sul titolo. L’andamento negativo registrato oggi da Piazza Affari ha risparmiato solo una manciata di blue chips e tra quelle che non sono riuscite ad evitare le vendite troviamo A2A. Il titolo, dopo aver guadagnato un punto percentuale ieri, ha vissuto una seduta speculare oggi, muovendosi sostanzialmente in linea con l’indice delle blue chips. A2A, pur avendo recuperato qualche posizione dai minimi intraday segnati a 1,414 euro, non ha evitato il segno meno, fermandosi a 1,423 euro, con un calo dello 0,91%. Poco vivaci i volumi di scambio visto che a fine sessione sono transitate sul mercato circa 5,8 milioni di azioni, al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a quasi 9 milioni di pezzi.  Giudizio negativo di Equita sul documento relativo al Capacity Market A2A quest’oggi è finito sotto i riflettori di Equita SIM, i cui analisti hanno ricordato che entro fine anno dovrebbe esserci la prima asta per il Capacity Market, attivo da gennaio 2018, che assicura ai power generators il riconoscimento di un premio per ogni MW che sarà mantenuto…

Borse: un fisiologico storno
News / 10 agosto 2017

Piazza Affari torna sotto quota 22.000 punti, ma chiude distante dal minimo di giornata, Vendite su Buzzi Unicem. Salgono Brembo e Leonardo.   Probabilmente c’è chi ha preferito chiudere qualche posizione in vista del periodo ferragostano, tutte in rosso le Borse del Vecchio Continente e vendite che hanno colpito in particolare i titoli del comparto bancario. A Francoforte (-1,1%) pesanti i ribassi di Deutsche Bank (-3,9%) e Commerzbank (-3,8%) finiti sul fondo della classifica, giornata invece decisamente positiva per EON (+3,5%). A Parigi (-1,5%) i quaranta titoli che compongono il listino principale hanno terminato la seduta con un monocromatico rosso. Le vendite hanno colpito in particolare Schneider Electronic (-3,1%) e Societe Generale (-3,0%). Londra (-0,6%) ha maggiormente contenuto il ribasso grazie ai guadagni di Randgold Resources (+2,8%) e Bae Systems (+1,2%). Sul fondo Standard Chartered (-2,6%) e Royal Bank of Scotland (-2,1%). Il nostro Ftse Mib (-0,91%) non ha fatto eccezione, pochi i titoli che si sono salvati dalle vendite: Brembo (+0,70%), Leonardo (+0,48%), Recordati (+0,45%), Atlantia (+0,23%) e Moncler (+0,13%). Per il resto solo ribassi. Continua il periodo nero di Buzzi Unicem (-3,28%) che ha concluso la seduta a quota 20,35 euro, nuovo minimo dell’anno. Torna poi sotto quota…

6 miliardari temono un crash di mercato da un momento all'altro
News / 10 agosto 2017

Mentre il mercato sperimenta la nuova escalation di tensioni tra USA e Corea del Nord, continuano a circolare report preoccupati sulle condizioni delle borse. Mentre il mercato ha sperimentato oggi l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, con la nuova corsa ai beni rifugio dopo che Trump ha minacciato di colpire il Paese asiatico con “fuoco e una furia che il mondo non ha mai visto prima”, continuano a circolare report che esprimono preoccupazione sulle attuali condizioni delle borse azionarie. Ne ha diffuso in queste ore uno il sito finanziario MarketWatch, del gruppo Wall Street Journal, che ha messo insieme i profili di alcuni celebri investitori di Wall Street convinti che entro pochi mesi una brusca correzione potrebbe colpire i listini. Ecco chi sono. Carl Icahn Non prospetta ad esempio scenari confortanti Carl Icahn, che ha avvertito del pericolo legato alla eccessiva sopravvalutazione dei titoli azionari: dopo aver fatto abbondanti previsioni rialziste negli ultimi anni anche contro il sentire comune – MarketWatch ricorda la scommessa vincente su Herbalife – il noto investitore ritiene adesso che gli indici abbiano corso troppo e vede in questo momento scarse opportunità di trovare valore nel mercato. Howard Marks Che ci si trovi in un “territorio troppo rialzista” (‘too-bullish territory’) è convinto anche Howard…

Disney abbandona Netflix per farsi una propria tv
News / 10 agosto 2017

La Disney si appresta a rompere ogni rapporto con Netflix, il colosso Usa dell’intrattenimento in streaming (via web) presente in oltre 190 Paesi con 104 milioni di abbonati. Netflix cui al momento fornisce Disney contenuti. Dal prossimo anno invece il colosso di Burbank non solo farà da solo ma farà anche concorrenza diretta al colosso online. La società fondata da Walt Disney, che controlla già la rete Abc, realizzerà due canali in streaming. Scheda: 38 numeri che spiegano l’incredibile ascesa di Netflix Uno, dal prossimo anno, sarà la versione via cavo del suo canale sportivo ESPN, il secondo, dal 2019, riguarderà tutti i prodotti marchiati Disney, dai classi lungometraggi a cartoni animati ai telefilm più recenti. Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, non avendo la tecnologia necessaria all’impresa, Disney verserà 1,58 miliardi di dollari per acquisire il controllo (con una quota ulteriore del 42%) della società BAMtecc LLc specializzata nella diffusione di canali streaming, di cui possiede già il 33%. Netflix fattura 2,8 miliardi, ed è anche merito di Frank Underwood Il britannico Financial Times sottolinea che l’iniziativa coincide con i primi segnali di abbandono negli Usa della tv via cavo – inesistenti in Italia ma il ‘Sistema’ per eccellenza negli Usa dove invece le parabole rappresentano un’eccezione – per passare ai servizi…

“Dollaro debole ha i giorni contati, mostrerà i muscoli entro fine anno”
News / 9 agosto 2017

La debolezza del dollaro ha i giorni contati. Secondo gli analisti di Wells Fargo, la valuta statunitense, il cui indice ha perso il 9% da inizio hanno, negli ultimi mesi dell’anno riprenderà a correre. Lo ha scritto in una nota, Sameer Samana,  strategist di Wells Fargo, specificando che mai dal 2014 gli investitori sono stati così negativi nei confronti della divisa americana: “dati macro deludenti, incertezza politica e sviluppi positivi fuori dagli Stati Uniti hanno indebolito il dollaro verso le principali valute. Questo nonostante la politica di rialzo del tassi intrapreso dalla Fed” Ma la situazione sembra destinata a cambiare. E anche presto. Il motivo? Per l’esperto della banca americana, sono tre le ragioni che modificheranno il trend attuale nel mercato dei cambi. Prima di tutto, la politica monetaria. Mentre la Fed continuerà ad alzare i tassi, in Europa la Bce resterà sulla sua posizione ancora per un tempo non ancora ben definito. Le attese per un nuovo rialzo dei tassi Usa, stando ai futures sui Fed Funds, si stanno progressivamente spostando verso la primavera 2018. Allo stesso tempo, anticipa lo strategist, crescita e inflazione negli Usa si muovono ad un ritmo più veloce rispetto al Vecchio Continente. A questo proposito ricordiamo che, a fine settimana,…

Corea del Nord, sorpresa Pechino
News / 9 agosto 2017

Le recenti e gravi sanzioni economiche approvate all’unanimità dall’Organizzazione delle Nazioni Unite con la Risoluzione n.2094  di ieri l’altro, potrebbero fissare il primo vero  step all’annosa vicenda che vede contrapporsi le velleità di mitomania pura della Corea del Nord contro gli USA. Aver approvato la risoluzione anche con l’adesione della Cina, quale unico alleato del Paese nord coreano, dovrebbe facilitare il prosieguo ed evitare un conflitto. La posizione della Cina nella vicenda è stata una sorpresa, in verità molto attesa dalle Cancellerie di mezzo mondo e che potrebbe rivelarsi il vero toccasana ,  posto che in passato aveva sempre condannato il bellicoso alleato solo a parole. Questa volta invece, per il tramite del suo ambasciatore Li Baodong ed  aderendo alla importante iniziativa dell’ONU, ha detto: “Bisogna mandare un segnale forte i risposta al fatto che i test nucleari (condotti da Pyongyang) vanno contro il volere della comunità internazionali” . La carestia e la fame del popolo nor coreano, dovrebbero indurre le Autorità del regime a più miti consigli, sia pure al netto della minaccia di attacchi nucleari ventilati da  Pyongyang in risposta alla stessa Risoluzione. La Risoluzione appena approvata ridurrà di un miliardo di dollari le rimesse finanziarie provenienti dall’export,…

Pensioni a 67 anni dal 2021 anche senza automatismi, l’allarme della Ragioneria di Stato
News / 9 agosto 2017

Anche in presenza di un blocco all’adeguamento automatico della speranza di vita, il requisito per la pensione di vecchiaia: “verrebbe comunque adeguato a 67 anni nel 2021, in applicazione della specifica clausola di salvaguardia introdotta nell’ordinamento su specifica richiesta della Commissione e della Banca Centrale europea, e successivamente mantenuto costante a tale livello”. Lo ha sottolineato la Ragioneria generale dello Stato nel rapporto 2017 sulle “Tendenze di medio – lungo periodo del sistema pensionistico e socio sanitario. La Ragioneria ha lanciato un allarme su eventuali modifiche della normativa sui requisiti minimi. Eventuali interventi di legge diretti non tanto a sopprimere esplicitamente gli adeguamenti automatici sulle pensioni, inclusi gli scatti di età, “ma a limitarli, differirli o dilazionarli, determinerebbero comunque un sostanziale indebolimento della complessiva strumentazione del sistema pensionistico italiano” Misure volte a fermare o rallentare l’adeguamento all’aspettativa di vita dei requisiti anagrafici necessari per accedere alla pensione erano state invocate in particolare dai sindacati, contrari allo scatto dell’aumento a 67 anni previsto per il 2019. Secondo la ragioneria: “Una modifica normativa volta alla soppressione permanente del meccanismo di adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di accesso al pensionamento sarebbe una maggiore spesa per pensioni in rapporto al Pil di…

Gundlach, il Re dei bond scommette su picco della volatilità
News / 9 agosto 2017

Il leggendario investitore Jeff Gundlach, ceo di DoubleLine Capital ha un avvertimento per chi si muove sui mercati finanziari: la volatilità sta per salire. Gundlach, che non ha parlato almeno per ora di crollo, ha annunciato che il suo fondo si sta muovendo verso uscite dagli asset più rischiosi e raccomanda di fare altrettanto. “Non vedo un grande crollo all’orizzonte“, ha detto Gundlach in un’intervista a Bloomberg, “a meno che non succeda qualcosa come un conflitto davvero serio”. Il Re dei Bond ha dichiarato che DoubleLine sta spostando le sue posizioni dalle obbligazioni spazzatura e debito dei Paesi emergenti verso crediti di alta qualità meno sensibili alla crescita dei tassi di interesse. Gli azionari statunitensi, secondo Gundlach, sembrano essere sempre più sopravvalutati. “Questo non è il momento in cui si può comprare qualsiasi cosa senza preoccuparsi del rischio, il tempo per farlo era 18 mesi fa, ora è meglio essere cauti“, ha detto Gundlach. Le parole di Gundlach sono simili a quelle di Howard Marks, co-presidente di Oaktree Capital Group LLC, che il mese scorso aveva affermato che i mercati si trovavano in territorio troppo rialzista. Altrettanto “conservatore” è l’approccio del Re dei Bond sulla costruzione della sua azienda di…

Banca Etruria – Compensi stellari per Istituti di credito in bancarotta
News / 9 agosto 2017

Pierluigi BOSCHI, quale componente del Consiglio di amministrazione della banca aretina, miseramente fallita per insolvenza verso i creditori – in  primis i risparmiatori –  aveva approvato la liquidazione di circa 700mila euro all’ex Direttore generale Luca BRONCHI. Per questo lo si sta processando per concorso in bancarotta per la fine ingloriosa della Banca. Pare tuttavia che si vada verso l’archiviazione. Un compenso, una liquidazione verso un  dirigente viene elargita sulla base di un contratto ad personam all’uopo stipulato, che dovrebbe presupporre il raggiungimento di obiettivi economici di tutto rispetto che, pare, in questo caso siano del tutto mancati e quindi, trattasi di compensi ingiustificati. Laddove assolto o comunque prosciolto, si dirà che giustizia è fatta! Ebbene, quando una banca fallisce è perché ha elargito soldi a destra e a manca, erogando crediti “senza garanzia” in danno verso chi quei soldi ce li aveva messi, cioè i “poveri ed ignari risparmiatori”. Un altro filone giudiziario,quello cosiddetto ‘bancarotta bis’, che vede altri 26 imputati tra ex dirigenti e sindaci revisori, in alcuni casi coinvolti in entrambi i filoni, accusati di finanziamenti ‘facili’ concessi ad alcune società. Un ulteriore filone, per truffa, vede una trentina di ex direttori di filiale e cinque dirigenti alle prese…

Rapporto governativo denuncia impatto “drammatico” del cambiamento climatico negli Usa
News / 9 agosto 2017

Le temperature medie negli Stati Uniti sono aumentate “rapidamente e drasticamente” dal 1980 e gli ultimi decenni sono stati i più caldi da 1500 anni a questa parte. Lo scrive il rapporto federale preliminare, preparato da 13 agenzie, che deve essere approvato dall’amministrazione del presidente Usa Donald Trump. Il New York Times pubblica la bozza del documento ed esprime preoccupazione sulla possibilità che Trump censuri i risultati, che mostrano l’impatto drammatico del cambiamento climatico negli Usa. “Quanto il clima cambierà ancora in futuro”, si legge nel rapporto, “dipenderà dai livelli delle emissioni inquinanti“. Il report contraddice le affermazioni di Donald Trump, che a giugno ha confermato l’uscita degli Stati Uniti dagli accordi sul clima di Parigi, che ritiene che il contributo umano al cambiamento climatico sia incerto e difficilmente misurabile. Ma secondo le 13 agenzie, “le prove dell’impatto del cambiamento climatico sono abbondanti dall’alto dell’atmosfera alla profondità degli oceani”. Ci sono molte evidenze del fatto che le attività umane, in particolare le emissioni di gas serra, sono i responsabili principali dei cambiamenti climatici osservati. L’innalzamento delle temperature negli ultimi sessant’anni, secondo gli studiosi autori del rapporto, è dovuto all’azione dell’uomo. Dal 1880 al 2015 le temperature sono aumentate di 1,6…