Pensione: il miglior antidoto contro la depressione
News / 11 gennaio 2017

NEW YORK (WSI)  – Quando la crisi economica incombe, come negli ultimi anni, la pensione e’ vista come un antidepressivo per gli operai europei. E’ quanto emerge da uno studio sull’impatto del pensionamento sulla salute mentale degli ultracinquantenni condotto da economisti dell’Università Ca’ Foscari Venezia e pubblicato sulla rivista Health Economics. Lo studio di fatto arriva a conclusioni che si contrappongono a quelle di ricerche precedenti che ipotizzavano invece effetti negativi sulla salute mentale legati alla vita da pensionato, ma non prendevano in considerazione l’impatto della crisi. I ricercatori Michele Belloni, Elena Meschi e Giacomo Pasini sono giunti a questo risultato analizzando i dati di 120mila europei raccolti da specifiche indagini periodiche. “Tra gli operai giunti agli ultimi anni di vita lavorativa si osserva un peggioramento dello score di salute mentale e un aumento della probabilità di cadere in depressione dovuti al crescente rischio di perdere il lavoro e non trovare una nuova posizione”, ha spiegato Giacomo Pasini, professore al Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari. Lo stesso discorso non vale invece per le donne. In generale, la depressione costa 118 miliardi di euro ai sistemi di sanità pubblica europei. Alla luce dello studio, dunque, l’effetto anti-stress del pensionamento si candida ad entrare nel conto…

Azionario: i settori più promettenti per il 2017
News / 11 gennaio 2017

NEW YORK (WSI) – Il 2017 dei mercati finanziari favorira’ ancora l’azionario. Almeno cosi la pensa Alessandro Allegri, amministratore delegato di Ambrosetti Asset Management, che in una nota recente scrive: “Il 2017 parte con temi per certi versi poco differenti da quelli visti nell’anno appena conclusosi ma con una prospettiva, anche in termini di sentiment, ad oggi più positiva. I cambiamenti in atto candidano le azioni ad essere l’asset class più promettente da affiancare agli strumenti obbligazionari il cui rischio intrinseco aumenta sensibilmente in uno scenario di sviluppo economico, alta inflazione e rialzo dei tassi”. Per il mese di gennaio, invece: “viene mantenuta più contenuta l’esposizione azionaria complessiva confermando un sostanziale equilibrio fra componente azionaria e quella obbligazionaria“. Entrando nel dettaglio delle strategie di allocazione: “si segnalano importanti variazioni sul fronte della selezione settoriale con il completo rinnovamento degli asset e la scelta a favore di Finanziari, Energy, Industrial e Consumi Non-Ciclici. A livello geografico vengono azzerati gli investimenti sui mercati emergenti mentre si mantengono in equilibrio i rapporti tra le aree principali, Euro, Usa e Giappone. Sulla componente obbligazionaria incrementiamo le posizioni sui temi High Yield aumentando nel complesso l’esposizione valutaria extra euro”. Alessandro Allegri passa in rassegna anche gli eventi…

Controllavano pc di Renzi e Draghi, sventata operazione spionaggio
News / 11 gennaio 2017

NEW YORK (WSI) – Hanno controllato per anni i computer di politici e di nomi noti della finanza. tra cui l’ex premier Matteo Renzi e il numero uno della Bce Mario Draghi. Ma anche nomi noti della finanza e della pubblica amministrazione. E’ quanto emerso da un’indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che raccoglieva notizie riservate e dati sensibili. Un’operazione che ha portato all’arresto di due persone: Giulio Occhionero, 45 anni, ingegnere nucleare e sua sorella Francesca Maria, 49 anni, noti personaggi dell’alta finanza capitolina residenti a Londra ma domiciliati a Roma Ai due sono stati contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. Secondo quanto si apprende, grazie ad una estesa rete di computer infettati con un “malware” denominato “Eyepiramid” (dal quale prende il nome l´operazione), i due hanno per anni acquisito notizie riservate, dati sensibili, custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della Polizia Postale, grazie all’ausilio dei colleghi della Cyber Division dell´F.B.I. statunitense e che consentiranno di accertare quali e quanti dati siano stati illecitamente sottratti. Tra gli osservati finiti…

Previsioni 2017 su bond, economia e area euro
News / 11 gennaio 2017

Come si comporteranno i mercati finanziari nel 2017 appena iniziato? A dare un’analisi è la casa di gestione La Française che delinea le prospettive, le opportunità e i rischi che andranno a caratterizzare nei prossimi mesi la finanza e in particolare l’obbligazionario, giunto al punto di svolta. Alcuni fattori di incertezza emergono e sono le tendenze protezionistiche del neo presidente americano Donald Trump, le elezioni in Europa e le conseguenze della Brexit. Gli Stati Uniti sono in rapida espansione, costantemente guidati dalla crescita dei consumi interni, mentre la Cina sta controllando il previsto rallentamento della sua crescita. La zona euro nonostante sia ancora sotto scacco di un possibile esito negativo delle prossime elezioni, mostra segnali di miglioramento. Il calo consistente della disoccupazione, fanno sapere da La Francaise, rafforzerà il reddito delle famiglie stabilendo così una base solida per la crescita. In tutto questo non bisogna dimenticare la sorprendente resilienza manifestata dal Regno Unito dinanzi alla Brexit. Ritmi di crescita positivi Come sarà il 2017? A dirlo Jean-Luc Hivert, CIO Fixed Income & Cross Asset and Laurent Jacquier Laforge, CIO Equities. “In questo contesto globale, le nostre convinzioni negative per il 2016 continueranno nel 2017 per i tassi dei bond governativi negli…

Mps: vertici chiedono ai dipendenti di tenere bocca cucita
News / 11 gennaio 2017

I vertici di MPS hanno chiesto ai dipendenti della banca salvata con i soldi pubblici di non fare i nomi di eventuali responsabili, citando le pratiche etiche del gruppo. L’ufficio delle risorse umane ha inviato ieri una circolare interna, già fatta passare qualche mese fa, in cui si precisa come non vadano diffuse informazioni sensibili sulla banca all’esterno o sui social media. L’invito a tenere la bocca chiusa è generico e non si tratta di una censura, ma non è casuale che sia stato inoltrato ai dipendenti proprio all’indomani dell’appello, rilanciato anche dal governo, del presidente di Abi Antonio Patuelli a fare i nomi dei “cattivi debitori” delle banche salvate con gli aiuti statali, nell’ambito di una missione di moralizzazione. Nella circolare l’ufficio delle risorse umane di Mps cita la direttiva numero 953 del gruppo in materia di comunicazione che regolamenta anche i marchi aziendali e definisce le regole di condotta e “la necessità di un percorso di condivisione con l’area Relazioni Esterne prima che i singoli attivino iniziative di comunicazione verso l’esterno su attività o fatti che riguardano la banca e o lo status di dipendente”. Intanto i dirigenti di Mps e il Tesoro stanno lavorando al piano di…

Italia: per rilanciarsi segua l’esempio di Bugatti
News / 11 gennaio 2017

Se c’è un modo con cui l’Italia può rilanciare la sua industria e ritrovare gli standard di benessere cui il popolo era abituato durante gli anni del boom economico questo è il modello delle auto di lusso come Bugatti. A scriverlo è il Mises Institute, della scuola economica austriaca, secondo cui la generazione che ha prodotto Ettore Bugatti, Enzo Ferrari, Battista Pininfarina, Ferruccio Lamborghini e più di recente ingegneri e designer del calibro di Niccolo Bertone, Leonardo Fioravanti e Giorgio Giugietto è quello di cui l’Italia ha un disperato bisogno. Capitalisti che conoscono bene la propria materia e menti geniali capaci di fondere l’arte con l’ingegneria sono in gran parte stati degli auto didatti, che sono stati in grado di costruire fondamentalmente a mano le loro auto. Si tratta di personalità talentuose che hanno perseguito i propri obiettivi seguendo una loro visione, a prescindere dalle circostanze e condizioni politiche esterne. Più di ogni altra cosa, “erano persone pragmatite, dotate di una grande personalità, di zelo visionario e di acume imprenditoriale, che si sono persino rifutate di vendere i loro modelli ai clienti che non erano considerati all’altezza delle loro auto”. Tutto questo in un’Italia devastata dalle guerre. Il modello del…

Brexit, economisti come i meteorologi: non ne azzeccano più una
News / 11 gennaio 2017

LONDRA (WSI) – Non solo i meteorologi ma oggi anche gli economisti inglesi sono in crisi e non ne azzeccano più una. A dirlo Andrew Haldane, chief economist della Bank of England che in un mea culpa pubblico all’Institute for government,  confessa che oggigiorno le previsioni delle dinamiche economiche falliscono incontestabilmente. Il paragone con i meteorologi si spiega facendo riferimento al flop di quelli inglesi, quando mancarono l’arrivo di un uragano nel 1987 a Londra, “Ritengo sia onesto ammettere che la professione è in crisi, ma non è la prima volta che accade, basta pensare alla Grande Depressione del 1930. Quella situazione tuttavia ci portò Keynes e la nascita della moderna macro-economia”. Così dice Haldane, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore. L’ultimo esempio della fallacia delle attuali previsioni economiche arriva direttamente dalla Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea votata a maggioranza dai cittadini inglesi lo scorso giugno. Secondo la Bank of England la Brexit avrebbe dovuto innescare una recessione quasi immediata ma i dati del 2016 e quelli del 2017 appena iniziato mostrano come le cose siano andate molto meglio del previsto in barba a tutte le previsioni. Il motivo? Haldane non ha dubbi. “I modelli su cui ci basiamo…

Banche sbattono porta in faccia a Le Pen: “Loro decidono chi può candidarsi”
News / 11 gennaio 2017

PARIGI (WSI) – Venti milioni di euro: è questa la cifra di cui necessita la leader del Front National, Marine le Pen per finanziare la sua campagna elettorale in vista delle prossime presidenziali francesi. Così Le Pen ha bussato alle banche, che le hanno sbattuto la porta in faccia. A raccontarlo la stessa leader del movimento antieuropeo e anti-immigrazione parlando alla tv France 2, indicando nel secco rifiuto degli istituti di credito d’Oltralpe di finanziare la sua campagna presidenziale un problema reale per la democrazia. “Il fatto che le banche non si prestino a noi giocando un ruolo politico pone un problema reale per la democrazia. Sono le banche che decidono chi può correre alle elezioni e chi non può”. In Francia ai candidati vengono forniti fondi pubblici a patto che ottengano almeno il 5 per cento dei voti. In genere è prassi che si prendano in prestito dei soldi per campagna con l’idea di usare poi gli aiuti pubblici per rimborsare il prestito dopo il voto. I sondaggi oggi danno il partito di Marine Le Pen vittorioso con almeno il 20% dei voti. Nonostante ciò le banche francesi si sono rifiutate di incontrare la leader del Front National spingendola…

Anche due banche venete a rischio bailout
News / 11 gennaio 2017

Tra i settori peggiori dell’azionario europeo, si mette in evidenza oggi ancora quello delle banche. Il motivo del rinnovarsi delle tensioni sui mercati, spiegano gli analisti, è da ravvisare di nuovo nei problemi italiani, in particolare con le ultime novità che riguardano Popolare di Vicenza e Veneto Banca. I due istituti hanno lanciato infatti una iniziativa di conciliazione transattiva con tutti gli azionisti che hanno subito forti perdite, puntando sui loro titoli negli ultimi anni. Una operazione che fa già discutere e che, secondo Reuters, potrebbe costare più di 600 milioni di euro, erodendo i cuscinetti di capitale e costringendo Popolare di Vicenza e Veneto Banca a chiedere un aiuto di stato. Popolare Vicenza e Veneto Banca non sono quotate in Borsa, ma i loro problemi sono ben noti e alimentano di nuovo i timori sul futuro delle banche italiane, mentre si attendono dettagli sul piano di ricapitalizzazione e di smaltimento dei crediti deteriorati di MPS. Secondo le stime di Bloomberg il settore ha bisogno di un’iniezione di capitale fresco pari a 52 miliardi di euro, molto di più dei soldi stanziati dal governo con il decreto salve banche al quale ha già fatto appello Mps. Male fa la performance del sottoindice di…

Wall Street: chi corre e chi tira il fiato, BUY a tutto Nasdaq
News / 11 gennaio 2017

Dow Jones, American Express guadagna sull’upgrade di Oppenheimer. Azioni compagnie aeree in grande spolvero. Nasdaq, Illumina vola sulle dichiarazioni del CEO Francis deSouza. I titoli ed i temi caldi sulla piazza azionaria di Wall Street. In linea con la chiusura della vigilia, anche oggi la piazza azionaria di Wall Street ha archiviato le contrattazioni a due velocità, ed in particolare con il Nasdaq verso nuovi record e con il Dow Jones che, invece, dopo aver fallito quota 20 mila continua a tirare il fiato. Nel dettaglio, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,36% a 5.551,82 punti, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,16% a 19.855,53 punti. L’S&P 500, a 2.268,90 punti, chiude invece invariato.  Dow Jones, American Express guadagna sull’upgrade di Oppenheimer Tra le grandi capitalizzazioni, bene sul Dow Jones oggi, martedì 10 gennaio del 2017, le azioni del colosso dei servizi finanziari American Express (AXP) che hanno guadagnato al close l’1,04% a $ 76,65. E questo dopo che, in accordo con quanto riportato da Briefing.com, gli analisti di Oppenheimer hanno rivisto al rialzo la raccomandazione su American Express Company portandola ad ‘Outperform’. Tra le altre blue chips, chiudono in denaro pure Caterpillar (CAT), +1,58% a $ 93,83, ed  Home…