“Così il mio libro è diventato best seller su Amazon, prima di essere pubblicato”. Il caso Montemagno
News / 18 gennaio 2017

Il titolo ricorda quello “da Vinci” di Dan Brown. Magari non avrà la stessa eco mondiale, ma ha già scalato da giorni la classifica dei best seller in Italia di Amazon. E molti giorni prima che Mondadori lo pubblicasse 17 gennaio. “Codice Montemagno” è un piccolo caso editoriale in Italia. Un libro sull’imprenditoria che ha già migliaia di richieste. Superando in classifica Animali Fantastici di Rowling, Il Piccolo Principe o i libri di cucina. “È una roba pazzesca, quando lo abbiamo caricato prima di Natale non c’era nemmeno il titolo o la copertina e già era schizzato in classifica. Chi se lo poteva aspettare un libro sul fare impresa più richiesto di Harry Potter?”. Adesso la copertina il libro ce l’ha. Con il volto del suo autore, Marco Montemagno, 45 anni. Imprenditore seriale, creatore e curatore di eventi, Montemagno è uno dei volti più noti dei divulgatori della cultura digitale in Italia. Ha lavorato per anni a SkyTg24 con un programma sulla tecnologia. Ha portato in Italia la Social Media Week e TechCrunch Disrupt. Ha fatto aziende, e le ha vendute. Da due anni pubblica ogni giorno un video su Facebook dove analizza un fatto, un evento, uno scenario. Lo seguono 300mila persone. Viene visualizzato in media 2milioni…

Wall Street apre in calo dopo discorso May
News / 18 gennaio 2017

New York – Wall Street apre in calo, dopo il discorso del premier britannico Theresa May, la quale fa sapere che il Regno Unito abbandonera’ il mercato unico europeo e sceglie la strada di una ‘hard’ Brexit. Oggi Wall Street riapre dopo la festivita’ del Martin Luther King Day e gli investitori guardano non senza un misto di speranza e di preoccupazione al prossimo insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca. Il Dow Jones cede lo 0,27% a 19.832 punti, lo S&P arretra dello 0,25% a 2.269 punti e il Nasdaq va giu’ dello 0,6% a 5.540 punti.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Posizione dominante, il rischio di Vivendi nella scalata a Mediaset
News / 18 gennaio 2017

Roma – Abuso di posizione dominante: potrebbe essere questa la pietra d’inciampo in grado di fermare la corsa di Vivendi al controllo di Mediaset. I francesi, che a fine 2016 sono arrivati alla soglia dell’Opa obbligatoria con il 29,9% delle azioni Mediaset, avranno la risposta di Agcom nei prossimi mesi, alla fine dell’istruttoria. La data di chiusura è il 21 aprile prossimo. Qui la spiegazione della vicenda pubblicata oggi da Repubblica. Il fatto è che Vivendi è già socia in Telecom che da sola supera il 40% dei ricavi del Sistema integrato delle comunicazioni (Sic). Nel sistema, Mediaset pesa per un altro 13% abbondante e questo farebbe saltare i limiti imposti dalla legge alle concentrazioni nel settore.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Stratfor: rivolte in Germania “maggiore rischio per gli investitori”
News / 17 gennaio 2017

Il 2017 si preannuncia un anno non meno denso di sfide per l’ordine politico internazionale rispetto a quello che l’ha preceduto. Come ha messo in evidenza ieri Wolfgang Munchau sul Financial Times, le élite saranno costrette a non ripetere gli stessi errori o i populisti vinceranno di nuovo quasi ovunque. Quale sarà il terreno più instabile e determinante quest’anno? George Friedman, fondatore dell’impresa di servizi segreti Stratfor, non ha dubbi: saranno le elezioni federali in Germania. Il Paese più popoloso ed influente dell’Europa continentale è reduce da crescenti spaccature sociali, politiche e, persino, da tensioni economiche, afferma Friedman. Secondo le previsioni, infatti, Berlino vedrà calare le proprie esportazioni nel 2017. Un fatto particolarmente insidioso per un Paese nel quale quasi la metà del Pil dipende proprio da quest’ultime (negli Usa tale quota è solo il 13% del Pil). In altre parole, la crescita tedesca dipende in gran parte dalla domanda estera per i suoi prodotti, la quale purtroppo non è in gran forma. In particolare la Germania ha potuto giovare della domanda proveniente dagli altri Paesi dell’Unione Europea, e la sua domanda interna non può controbilanciare gli effetti di un calo nelle esportazioni, argomenta il fondatore di Stratfor. Secondo Friedman…

Allarme McKinsey: tempesta digitale affosserà gli utili delle banche
News / 17 gennaio 2017

La crisi delle banche a cui abbiamo assistito negli ultimi anni e’ solo un assaggio. Il peggio deve ancora arrivare. Parola di McKinsey  la multinazionale americana della consulenza,  che, nel nuovo “McKinsey Global Banking” mette in evidenza che le banche nei prossimi anni saranno chiamate a nuove sfide: non solo dovranno far fronte a un’economia sempre debole e a nuove e piu’ rigide regole, ma soprattutto dovranno cercare di difendersi dall’attacco dei giganti dell’e-commerce. Per McKinsey, dunque, questi tre fattori finiranno per mettere sotto pressione i margini delle banche di qui al 2020. Che in alcuni casi rischiano una flessione degli utili che può arrivare anche a superare il 30 per cento. Gran parte del problema – come specificano nella ricerca in questione –  è legato alla “tempesta digitale”: se  è vero che le banche ne stanno beneficiando, snellendo molte attività e riducendo molti costi, è anche vero che il processo di digitalizzazione sposta verso nuovi soggetti non bancari una quota crescente di clienti. Sotto attacco saranno soprattutto le banche dei mercati avanzati con ben 90 miliardi di dollari di profitti a rischio, pari al 25% del totale. Ma anche quelle dei mercati emergenti non sono al riparo da possibili crisi. Secondo il nuovo “McKinsey Global Banking” tra i principali mercati sviluppati, quello degli Stati Uniti sembra…

Accordo segreto tra Trump e Russia, dietro c’è questione Ucraina
News / 17 gennaio 2017

Durante la campagna elettorale, Donald Trump avrebbe messo da parte la questione dell’intervento russo in Ucraina in cambio del sostegno da parte di Russia a fornire migliaia di documenti confidenziali dei democratici, informazioni che sono state poi diffuse online tra gli altri da WikiLeaks. E’ quanto emerge dal report dell’ex spia inglese Christopher Steele, prima agente dell’Mi6 e ora titolare della privata Orbis Business Intelligence. Proprio perché ormai quasi di dominio pubblico, le agenzie dei servizi americani avrebbero deciso di introdurlo tra i documenti d’inchiesta e di comunicarne l’esistenza a Trump e Amministrazione. In un tweet di sabato, Trump ha definito il dossier “truffa” Va ricordato che nel corso della campagna, Trump si è affermato come il candidato repubblicano con maggiore simpatia verso la Russia, sottolineando la necessità di lavorare con il paese su varie questioni geopolitiche. Intanto oggi il vicepresidente americano uscente, Joe Biden, è in Ucraina per la sua ultima visita ufficiale nel Paese prima del passaggio di consegne con l’amministrazione Trump, prevista per venerdì 20 gennaio 2017. Con questa visita, Biden ha voluto rassicurare il presidente Petro Poroshenko e il popolo ucraino circa il sostegno degli Stati Uniti, nonostante il presidente eletto, Donald Trump abbia promesso un riavvicinamento nei rapporti con la Russia. “Spero che la prossima amministrazione…

Dall’Ue ultimatum all’Italia: “Manovra bis o infrazione”
News / 17 gennaio 2017

ROMA (WSI) – 3,4 miliardi di euro, vale a dire una manovra bis che vale lo 0,2% del PIL. Questa la richiesta che Bruxelles fa all’Italia per aggiustare i conti pubblici. Una richiesta che era arrivata già a giugno dello scorso anno e che ora non si può ancora rinviare, altrimenti, l’ultimatum è chiaro, la Commissione aprirà una procedura di infrazione a carico del nostro Paese per deficit eccessivo visto il mancato rispetto delle regola del debito. Ripercorrendo gli ultimi mesi, prima del referendum costituzionale di dicembre, l’ex premier Matteo Renzi si mostrò particolarmente polemico nei confronti del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, secondo cui il deficit previsto nella legge di bilancio era troppo alto con conseguenze negative sul debito e al tempo stesso sfondava quella flessibilità già concordata a settembre dopo il summit di Bratislava. Juncker però subito smorzò i toni e a novembre decise di non bocciare la manovra a pochi giorni dal referendum, salvando così Renzi. Così dopo la sconfitta al referendum costituzionale e la caduta del governo Renzi, Juncker attese l’arrivo del nuovo esecutivo guidato da Paolo Gentiloni per tornare a parlare di manovra aggiuntiva. Se da una parte la manovra bis sembra dietro…

“Germania fuori da euro. Lavoratori italiani meglio di tedeschi”
News / 17 gennaio 2017

Per non mettere a repentaglio la stabilità dell’Unione monetaria, la Germania deve lasciare la zona euro. E’ quanto ha ribadito il consulente finanziario di Angela Merkel Roland Berger che in un’intervista al Corriere.it ha ribadito un’idea già espressa in passato secondo cui e’ necessario che la più grande economia del continente abbandoni l’unione monetaria. Una decisione che, in base alla sua opinione, farebbe bene all’economia tedesca che al momento “corre il rischio di perdere competitività perché il tasso di cambio dell’euro è troppo debole” Secondo Berger: “il mondo delle imprese in Germania era abituato, durante il marco, a rivalutazioni costanti, dunque investiva per guadagnare produttività. Adesso questa esigenza di investire per guadagnare competitività è scomparsa. L’attuale tasso di cambio non è tale da aiutare la Germania. Aiuta il nostro export, ma superficialmente, perché scoraggia investimenti e aumenti di produttività. La Germania è un animale diverso, non è simile agli altri membri dell’area euro. Ci sarebbe molta più armonia se la Germania fosse fuori e i Paesi latini inclusa la Francia restassero nell’euro”. Ipotesi, secondo il consulente tedesco, valida sulla carta ma che non si realizzerà’: “In termini pratici – spiega al Corriere – la Germania non uscirà mai o almeno non nei prossimi cinque anni, prima che venga un’altra crisi….

Fmi taglia Pil Italia, “promuove” Cina, Usa ed Eurozona
News / 17 gennaio 2017

Riviste al rialzo le stime di Cina, Regno Unito, Stati Uniti ed Eurozona, tagliate quelle dell’Italia, Messico e Arabia Saudita: sono questi i punti fondamentali dell’ultimo report dell’Fmi sull’outlook economico dei principali paesi mondiali. Sono state ridotte dello 0,2% e 0,3%, allo 0,7% e allo 0,8%, le previsioni di crescita per l’Italia quest’anno e per il 2018. Il Fmi ha inoltre confermato le sue previsioni di crescita dell’economia globale per l’anno in corso al +3,4% e per il prossimo al +3,6% e ha migliorato di un decimo di punto la stima per l’Eurozona per il 2017 all’1,6%. Le cifre sulla terza economia dell’area euro dell’istituzione di Washington sono sempre più distanti da quelle del Governo, che nell’ultima nota di aggiornamento al Def, il documento di economia e finanza, aveva previsto un +1% per quest’anno e un +1,3% per il 2018. Riviste al rialzo anche le stime per la prima, seconda e sesta potenza economica mondiale, ossia gli Stati Uniti, (+2,3%), la Cina (+6,5%) e il Regno Unito (+1,5%). Tagliate di netto invece le stime del Pil di Brasile, Messico e Arabia Saudita. Grazie alle politiche di stimolo fiscale e di investimenti nelle infrastrutture promesse da Donald Trump, la produzione potrebbe…

Mercati, questo asset venduto in modo eccessivo. “È da riscoprire”
News / 17 gennaio 2017

La scorsa settimana il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell’8% dalle elezioni presidenziali di novembre, nello stesso periodo l’oro ha ceduto oltre il 6% del suo valore. E’ il segno che la fase positiva del metallo giallo può dirsi conclusa, complice l’effetto Trump sui mercati? E’ presto per dirlo, afferma a Cnbc Todd Colvin, senior vice president di Ambrosino Brothers. In merito al lingotto Colvin ritiene che l’asset sia stato “venduto in misura molto eccessiva, basandosi sul fatto che tutto è risolto, che la Fed è pronta a riportare su i tassi e che l’economia ha ripreso il passo. Mi piacerebbe vedere alcune prove di questo nei dati sul primo trimestre prima di darlo per scontato”. L’oro, che si trova al momento a circa 1.200 dollari l’oncia dovrebbe risalire a 1.250 entro i prossimi 30 o 60 giorni secondo Colvin. “Le azioni restano molto elevate di prezzo e iniziamo a veder risalire le opzioni call sul Vix [l’indice sulla volatilità]” entrambe le cose, dichiara Colvin, indicando la paura di un ribasso imminente. “Osserviamo anche l’abbassamento dei rendimenti dei Treasuries. Per cui ci sono tutti gli elementi di una mossa dinamica. L’oro è un buon posto ove parcheggiare un po’…