L'almanacco 2017. L'outlook di un anno impegnativo
News / 17 gennaio 2017

Il 2016 è iniziato con la paura e si è chiuso con la speranza. Nel 2016, i rendimenti più elevati sono arrivati dagli asset più rischiosi. La migliore Borsa al mondo per un investitore europeo è stata quella brasiliana che, grazie all’apprezzamento del real brasiliano rispetto all’euro e al recupero dei prezzi del petrolio, ha chiuso l’anno con un +84.13% (in euro). La migliore Borsa al mondo in valuta locale è stata quella del Venezuela, sull’orlo fallimento in febbraio, cresciuta del 117% in 12 mesi in bolivar venezuelani (e di un 44% in euro, comunque non male!). In febbraio 2016, i minimi del petrolio a 26 dollari al barile avevano portato il Venezuela sull’orlo del baratro. Allora, assicurarsi da un default del Venezuela con i CDS (credit default swaps) costava il 93% del nozionale, una vera follia! Le banche europee, altro tormento per investitori e grattacapo per la governance europea, hanno messo a segno un recupero che sull’indice Eurostoxx 600 Banks sfiora il 50% dai minimi di luglio a oggi. L’ipotesi formulata nell’outlook 2016 del recupero di petrolio e materie prime si è verificata.  L’Euro ha centrato l’obiettivo in area 1.05 (senza toccare la parità col dollaro). La Federal Reserve…

Borse europee in calo, Wall Street chiusa
News / 17 gennaio 2017

Roma – Le Borse europee proseguono la seduta in calo, mentre Wall Street e’ chiusa per il Martin Luther King Day. I mercati sono in attesa delle mosse di Donald Trump quando entrera’ alla Casa Bianca e temono il suo neoisolazionismo, ribadito in un’intervista a Bild e Times. Milano e’ la peggiore e cede l’1,2%. Nel mirino le banche, dopo il downgrade di Dbrs che rendera’ piu’ oneroso il rifinanziamento presso la Bce. Giu’ del 3.76% Fca per il Dieselgate. Luxottica viola a +8,15%, dopo l’annuncio dell’accordo per un’integrazione con la francese Essilor. Londra e’ volatile e arretra dello 0,22%, per i timori di una hard Brexit. Francoforte perde lo 0,56% e Parigi lo 0,74%.  fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Latte: ok giunta Fvg “frigoriferi collettivi” a raccolta montagna
News / 17 gennaio 2017

Pordenone – Creare punti di raccolta di dimensioni ridotte nelle aree montane della regione dove poter conferire il latte, venendo cosi’ incontro alle esigenze dei piccoli allevatori che operano in zone disagiate del Friuli Venezia Giulia. A cio’ serviranno i “frigoriferi collettivi”, strutture che hanno passato il vaglio e sono state approvate di recente dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, di concerto con il collega alle Attivita’ produttive Sergio Bolzonello. Questa iniziativa nasce dalla volonta’ dell’esecutivo di semplificare gli adempimenti burocratici nelle realta’ rurali montane che si trovano in particolari aree disagiate. Inoltre il provvedimento consente anche di valorizzare il ricco patrimonio culturale che appartiene alle zone montane della regione, salvaguardando le produzioni gastronomiche locali e – al tempo stesso – mantenendo viva la tradizione agro-zootecnica di questi luoghi. I frigoriferi collettivi devono essere semplicemente registrati e, dal punto di vista gestionale, devono essere correlati a gruppi organizzati di conferimento o a stabilimenti di trasformazione. I requisiti minimi richiesti, a tutela delle produzioni alimentari, sono quelli previsti per lo stoccaggio del latte, fermi restando quelli legati alla temperatura e la tracciabilita’ per ogni singolo conferitore. A cio’ si aggiunge anche la responsabilita’ in capo ad un…

Poca crescita e sviluppo diseguale, così il Wef boccia l'Italia
News / 17 gennaio 2017

Roma – Crescita e sviluppo, il paradigma che in Italia non c’è. Corruzione e scarsa etica nella politica e nel business. Per non parlare dell’occupazione, del Welfare e della qualità del sistema educativo. Un giudizio impietoso quello del World Economic Forum che emerge dall’ultimo “The inclusive growth and Development Report 2017” dove il Paese si colloca al 27esimo posto su 30 economie avanzate prese in considerazione, superato nel peggio solo dal Portogallo e dalla Grecia. Al primo posto della lista dei paesi più virtuosi in termini di ‘crescita inclusiva’, e non è una novità, la Norvegia, il Lussemburgo, la Svizzera e l’Islanda, con una Germania invece al 13esimo posto e una Francia al 18esimo. Unica consolazione gli Usa, anche loro in fondo alla classifica al 23esimo posto. A far perdere colpi all’Italia, Paese membro del G7 che vanta i primi posti in termini di industrializzazione, non è la crescita di per sé, e neanche il Pil pro-capite, piuttosto la valutazione dell’Inclusive Development Index, Idi, indicatore economico di nuova generazione elaborato dal Wef che esamina non solo la ricchezza del Paese, ma la sua capacità di far quadrare la crescita con l’uguaglianza sociale, l’efficienza delle infrastrutture e dei servizi, la capacità…

Inflazione:Coldiretti,deflazione taglia consumi a tavola nel 2016
News / 17 gennaio 2017

Roma  – La deflazione taglia i consumi a tavola con il 2016 che si chiude con il segno meno per la spesa alimentare domestica delle famiglie ma anche un drammatico crollo del 5,2% dei prezzi riconosciuti agli agricoltori con effetti devastanti per le campagne. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti divulgata in occasione della diffusione dei dati Istat sull’andamento dei prezzi che vede per la prima volta dal 1959 l’Italia in deflazione. Il risultato – sottolinea la Coldiretti – e’ una riduzione degli acquisti di cibo e bevande dell’1% rispetto al 2015 frutto di dinamiche eterogenee tra i diversi comparti, tra cui si segnalano cali, anche di una certa intensita’, per le carni (-6%), i salumi (-5%) il latte e derivati (-4%) e oli e grassi e vegetali (-2%), solo in parte compensati da un incremento degli acquisti di prodotti ittici (+3%) e della frutta (+2%). Gli agricoltori nel 2016 – continua la Coldiretti – hanno dovuto vendere piu’ di tre litri di latte per bersi un caffe’ o quindici chili di grano per comprarsene uno di pane, ma la situazione non e’ migliore per le uova, la carne o per alcuni prodotti orticoli. Nonostante il crollo dei…

8 uomini da soli possiedono metà della ricchezza del pianeta
News / 17 gennaio 2017

Roma – Otto persone  lo scorso anno possedevano 426 miliardi di dollari: la stessa ricchezza dei 3,6 miliardi di persone più povere del mondo. Il dato è choccante di per sé, la curiosità è che in questa speciale classifica solo due persone non sono statunitensi. Lo rivela il Rapporto Oxfam “Un’economia per il 99%”. Davos, la diseguaglianza e il fallimento della politica L’altro dato-choc del rapporto è che l’uno per cento della popolazione mondiale possiede più ricchezza del restante 99%. Lo squilibrio in Italia: il 20% delle persone ha il 70% della ricchezza Poca crescita e sviluppo diseguale, così il Wef boccia l’Italia Ecco chi sono gli otto uomini più ricchi al mondo per patrimonio personale: Bill Gates: Usa, fondatore di Microsoft (patrimonio netto 75 miliardi di dollari) Amancio Ortega: Spagna, fondatoere di Inditex, proprietaria della catena Zara (patrimonio netto 67 miliardi di dollari) Warren Buffett: Usa, CEO e maggor azionista di Berkshire Hathaway (patrimonio netto 60.8 miliardi di dollari) Carlos Slim Helu: Messico, proprietario di Grupo Carso (patrimonio netto 50 miliardi di dollari) Jeff Bezos: Usa, fondatore presidente e Ceo di Amazon (patrimonio netto 45.2 miliardi di dollari) Mark Zuckerberg: Usa, presidente Ceo e co-fondatore di Facebook (patrimonio netto 44,6 miliardi di dollari) Larry Ellison:…

Così l'Italia dovrà quadrare i conti, servono 3,4 miliardi
News / 17 gennaio 2017

Roma – Sarà meno pesante dei 5 miliardi ventilati in dicembre, ma la correzione alla legge di bilancio è indispensabile. Dovrebbe aggirarsi, scrive oggi Repubblica, intorno ai 3,4 miliardi di euro pari allo 0,2 per cento del Pil. E’ la cifra che serve a rientrare nei parametri europei di bilancio e scongiurare una procedura d’infrazione. La richiesta è arrivata a Roma la scorsa settimana ed è in corso la trattativa con Padoan impegnato a trovare una mediazione. La Commissione non vuole rischiare di essere sconfessata dall’Eurogruppo, cominato dai falchi di Germania e Olanda. In sostanza, Bruxelles ci presenta il conto congelato prima del referendum: va corretto il disavanzo. Juncker chiede un impegno formale ad agire entro il 1 febbraio, Roma cerca più tempo. Tra l’altro nel conto presentato dall’esecutivo comunitario non sono entrati i 20 miliardi messi a disposizione dal governo per salvare Monte dei Paschi di Siena e le altre banche in difficoltà: visto che la cifra è stata autorizzata dalla Commissione europea viene considerata una spesa una tantum e non incide sul deficit strutturale. fonte: http://www.agi.it/economia/rss

Come nasce un gigante: Luxottica-Essilor, vale 50 miliardi
News / 17 gennaio 2017

Roma – Il re degli occhiali (Luxottica) e i pionieri delle lenti (Essilor) fanno nascere un colosso da 50 miliardi di euro. Quanto tre leggi finanziarie italiane, oltre il triplo del crac Parmalat, il Pil della Bulgaria oppure quelli di Bosnia, Congo e Brunei messi insieme. E’ l’ennesima tappa della vita di un uomo che si è fatto da solo, partendo da un garage. Molto prima che andassero di moda i garage, quando Steve Jobs e Bill Gates andavano in prima elementare. Perché Leonardo Del Vecchio, all’inizio degli anni ’60, approfittò dell’occasione offerta dalla Comunità montana di Agordo che aveva offerto  terreno gratis alle fabbriche che si fossero trasferite lì. Lo ha raccontato lui stesso in questo video del 2011, in occasione dei 50 anni di Luxottica. Oggi il mercato ha avuto la notizia dell’”Integrazione di due player globali e complementari nel settore dell’eyewear per rispondere ai crescenti bisogni di cura della vista e alla domanda dei consumatori per marchi di alta gamma”. Un colosso da 140.000 dipendenti “Il nuovo gruppo si troverebbe in una posizione di primo piano per proporre un’offerta completa con ricavi aggregati di oltre 15 miliardi di euro, circa 140.000 dipendenti e vendite in oltre 150 Paesi, la…

Ottava di consolidamento per l'Equity
News / 16 gennaio 2017

Mercati azionari che rimangono sui top di periodo mentre recuperano terreno sia l’Euro che l’Oro RENDIMENTO PORTAFOGLIO BLUE CHIP 2016 +10.13% FTSE MIB 2016 -10.2% E’ stata una settimana di consolidamento l’ultima appena passata sui principali mercati azionari che hanno visto i nuovi record del NASDAQ e del listino londinese (14 sedute consecutive) grazie ad un sentiment che rimane sempre vicino ai top di periodo e per nulla intaccato dalla delusione arrivata dal primo discorso di TRUMP dopo la sua elezione; in questo contesto proseguono le vendite sul mercato obbligazionario i cui rendimenti sono saliti specialmente nei Paesi “core” (BUND sui top degli ultimi 10 mesi e TREASURY tornato vicino al 2.4%) Sul valutario l’ultima settimana ha visto il recupero dell’EURO che si porta nei confronti del DOLLARO vicino alle forti resistenze posizionate in area 1.065 oltre i quali si potrebbero avere nuovi allunghi fin verso gli 1.075. Nel ns PORTAFOGLIO ETF (+14.5% nel 2016 la PERFORMANCE) rimane al momento sempre la posizione SHORT Eur-Long Usd a cui si è aggiunto fin dall’inizio della settimana l’ETF LONG Eur-SHORT GBP grazie al superamento sia delle prime resistenze poste in area 0.855 che della trendline ribassista che partiva dai top di Ottobre…

Piazza Affari non vuole scendere, ma il toro deve risvegliarsi
News / 16 gennaio 2017

Il Ftse Mib ha reagito molto bene ai tentati di incursione ribassista, ma dovrà superare i recenti massimi per guadagnarsi altro spazio al rialzo. I titoli e i temi da seguire in avvio di settimana. L’ultima seduta della scorsa settimana si è conclusa positivamente per le Borse europee che hanno recuperato terreno dopo la flessione della giornata precedente. Il Ftse100 è salito dello 0,62%, ma hanno performato ancora meglio il Dax30 e il Cac40 che hanno guadagnato rispettivamente lo 0,94% e l’1,2%. A salire sul podio in Europa è stata Piazza Affari che, dopo essere stata la più penalizzata dalle vendite giovedì, ha risalito rapidamente la china. Il Ftse Mib si è fermato a 19.514 punti, con un progresso dell’1,87%, dopo aver segnato nell’intraday un massimo a 19.556 e un minimo a 19.271 punti. Il buon rialzo di venerdì scorso non ha impedito di chiudere la settimana con un bilancio negativo visto che l’indice delle blue chips nelle ultime cinque sedute ha ceduto lo 0,88% rispetto al close del venerdì precedente. Ftse Mib: i target nel breve e i livelli da tenere d’occhio Il Ftse Mib in apertura di settimana ha perso subito terreno scendendo verso l’area dei 19.300 punti,…