L'intelligenza artificiale cinese ha appena attraversato una soglia che dovrebbe far riflettere il mondo occidentale. Secondo test condotti su reti simulate, i modelli gratuiti DeepSeek e GLM hanno dimostrato capacità di penetrazione informatica quasi indistinguibili da quelle del modello cyber più avanzato di OpenAI, che rimane rigorosamente privato e non accessibile al pubblico.
Cosa rende questi modelli AI così pericolosi per la sicurezza informatica?
La risposta sta nella combinazione letale di tre fattori: accesso gratuito, potenza computazionale e addestramento specifico. Durante esperimenti controllati, DeepSeek e GLM sono stati in grado di identificare vulnerabilità, sfruttare falle di sicurezza e navigare attraverso difese di rete con un tasso di successo che secondo analisti indipendenti raggiunge l'85-90% delle performance del modello cyber di OpenAI.
Il divario tecnologico che separava l'AI cinese da quella americana si sta chiudendo rapidamente, e questa volta con strumenti disponibili a chiunque. Mentre OpenAI mantiene il suo modello di cybersecurity sotto chiave proprio per prevenire abusi, la filosofia open-source dei competitor cinesi significa che potenzialmente milioni di utenti – inclusi attori malevoli – possono accedere a queste capacità.
Perché OpenAI tiene nascosto il suo modello di hacking?
La strategia di OpenAI è deliberata e prudente. Il loro modello cyber avanzato, sviluppato in collaborazione con esperti di sicurezza nazionale, viene mantenuto privato specificamente per evitare che cada nelle mani sbagliate. Sam Altman ha più volte dichiarato che alcuni strumenti AI rappresentano "dual-use technology" – tecnologie a doppio uso che possono difendere o attaccare con pari efficacia.
Il problema è che questo approccio cauto funziona solo se anche i competitor lo adottano. La Cina ha scelto una strada diversa: democratizzare l'accesso, accelerare l'innovazione attraverso la comunità open-source e accettare i rischi che ne derivano. DeepSeek, in particolare, ha sorpreso gli osservatori occidentali per la velocità con cui ha colmato gap tecnici considerati insormontabili solo dodici mesi fa.
Quali sono le implicazioni per aziende e governi occidentali?
Le conseguenze pratiche sono immediate e concrete. Secondo stime del settore cybersecurity, il costo medio di una violazione dati per le aziende europee ha raggiunto i 4,2 milioni di euro nel 2024. Con strumenti AI di questa potenza disponibili gratuitamente, quel numero è destinato a crescere.
Le infrastrutture critiche – dalle reti elettriche alle banche, dagli ospedali alle agenzie governative – si trovano ora di fronte a un avversario algoritmico che non dorme mai, non commette errori di distrazione e può testare migliaia di vettori di attacco simultaneamente. La difesa tradizionale basata su firewall e antivirus diventa rapidamente obsoleta quando l'attaccante è un'intelligenza artificiale capace di adattarsi in tempo reale.
La comunità della cybersecurity sta rispondendo con un proprio arsenale di AI difensive, ma la corsa agli armamenti digitale è appena iniziata. E questa volta, gli strumenti più potenti non sono necessariamente nelle mani di chi ha maggiori risorse, ma di chi è disposto a condividerli più liberamente.



